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DIVISIONISMO

Sul finire dell’800, Milano è la città industrialmente più avanzata d’Italia ed un importante centro culturale ed artistico. E’ qui che nel 1891 si tiene la prima triennale organizzata dall’Accademia di Brera, così chiamata perché le esposizioni si tengono ogni tre anni. In questa circostanza sono esposte le opere di due artisti, il ferrarese Gaetano Previati e Giovanni Segantini. Le loro opere suscitano un certo scalpore nel clima culturale milanese, aperto alle novità internazionali, ma non diverso da ciò che accadeva  a Parigi in presenza di novità che volevano oltrepassare la tradizione. Lo stile e il contenuto delle loro opere è nuovo. In particolare il titolo delle opere è: Maternità di Previati, Le due madri di Segantini. La novità è sottolineata dal critico e mercante d’arte Vittore Grubicy nella rivista Cronaca d’arte.

Tale mostra è l’occasione in cui l’Italia si allinea alle esperienze contemporanee che si sono affacciate alla ribalta di un palcoscenico aperto come quello parigino. I due artisti mostrano di conoscere il linguaggio pittorico dei puntinisti, nell’uso del colore e nella legge del contrasto simultaneo, nella stesura fitta e simultanea di piccoli punti di colore, ma nello stesso tempo ne forniscono un’interpretazione personale. L’applicazione rigorosamente scientifica di tale metodo è  assente nei divisionisti, che si sentono più liberi nell’applicare il metodo del puntinismo e fanno emergere l’altra componente che rende particolare il divisionismo, ossia la scelta di tematiche molto spesso di carattere simbolico o allegorico, in collegamento con il simbolismo europeo. L’idea è rappresentata in modo soggettivo, simbolico, sintetico, decorativo. Si possono distinguere due filoni privilegiati:

  1. il primo è quello che fa capo a Pelizza da Volpedo o a Morbelli, legato ad una indagine della realtà con intenti sociali (temi privilegiati sono il mondo dei contadini, degli operai, gli ospizi, etc.);
  2. il secondo è quello che fa capo a Previati e Segantini, con interesse verso tematiche del simbolismo europeo.

Il divisionismo avrà un’ulteriore evoluzione nel primo decennio del XX secolo ed influenzerà una serie di artisti italiani, come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, che poi fonderanno il futurismo, oppure Mario Sironi e Gino Severini.

Maternità di Previati, 1890-1891:

Tela di grandi dimensioni (alta 1,74 m e lunga 4,11m). Realizzata fra il 1890 e il 1891. E’ proprietà della Banca popolare di Novara.

Previati è attivo a Milano dove si forma all’accademia di Brera. E’ attratto dalla pittura romantica e dagli interessi letterari legati alla Scapigliatura milanese. Quest’opera rappresenta il manifesto del divisionismo poiché si ha la convergenza di una tecnica pittorica improntata al puntinismo francese, legata ad un soggetto rappresentato in maniera simbolica. La cosa più immediata che si percepisce è la volontà di usare delle lunghe e filamentose pennellate di colori separati usati in maniera antinaturalistica, applicati ad un tema che viene rivisitato, sebbene comune alla tradizione della pittura italiana. La figura rimanda alla Madonna che allatta il bambin Gesù, circondata da alcuni angeli. Il tema della maternità interpreta in modo simbolico il tema della figura femminile come colei che è in grado di rinnovare e dare la vita. Il pittore non è teso a rappresentare fedelmente gli effetti di luce e di colore del gruppo di figure immerse nel paesaggio, ma vuole mostrare il valore universale della maternità in una vera adorazione mistica. Il tema si trasforma in un’esaltazione universale della maternità. Alle spalle della figura femminile china ad allattare il bambino, si nota un albero che reca dei frutti e la presenza di gigli nel prato. Questi elementi simboleggiano la fecondità e la purezza della Madre e si dispongono in modo da creare dei giochi, degli arabeschi lineari, secondo un gusto decorativo che si ritroverà nel gusto della grafica delle secessioni della Middle Europa (Austria e Germania). Negli ultimi decenni dell’800 si hanno in particolare la secessione di Monaco, Berlino e Vienna. In questa opera si trovano quindi linee curve ed ondulate, ricchi di passaggi ricercati e l’andamento decorativo.

Segantini

Si forma  a Milano. Si afferma precocemente e conosce un certo successo internazionale grazie all’attività di promozione portata avanti da Grubicy. E’ nato nel 1858 ad Arco (Trento) e muore nel 1899 per un attacco di peritonite. Si era ritirato a lavorare in una baita in Svizzera (Endadina) dove appunto muore a poco più di 40 anni. La sua scelta di lasciare la città e di ritirarsi in montagna è dovuto alla congenialità del paesaggio alpino e dei temi che lui ama trattare. Continua ad intrattenere però rapporti con altri artisti.

Le due Madri: Opera di grandi dimensioni (157x280). E’ a Milano alla Galleria Civica d’arte moderna. E’ stata realizzata nel 1889, due anni prima della sua esposizione. In tali opere l’artista vuole sottolineare il parallelismo fra la maternità umana e quella animale. Siamo in una stalla illuminata dalla luce calda di una lanterna, seduta su uno sgabello vi è una giovane madre addormentata che tiene in braccio il figlio pure addormentato. Accanto vi è una mucca  che mangia con accanto il suo vitellino che sta riposando. La modella è la moglie dell’artista. La componente simbolica è meno evidente, ma vi è un effetto di grande realismo, che negli effetti di illuminazione interna richiama alla memoria Caravaggio e quei caravaggeschi che hanno studiato gli effetti di luce interna ed artificiale, specie in nord Europa (ad esempio Rembrandt: nei suoi dipinti vi è sempre una luce interna calda  e dorata che emana riverberi). Segantini riesce ad ottenere l’effetto di estremo realismo associato ad effetti luminosi che attribuiscono ad una realtà quotidiana popolare, un significato simbolico, ossia la sacralità laica che celebra il ciclo eterno della vita e le leggi universali della natura. Ossia in tutto l’universo il legame fra la madre e il figlio non fa distinzione fra mondo umano e mondo animale.

 

Fonte: http://www.diversamentesocial.it/pluginfile.php/152/mod_folder/content/0/appunti%20Divisionismo.docx?forcedownload=1

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