Appunti Mozart

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MOZART 1756-1791
Bambino prodigio e precoce autore di sonate e sinfonie, portò a perfezione i modelli musicali del suo secolo, non senza manifestare nelle sue opere mature la nuova e inquieta sensibilità del nascente Romanticismo. 
SINFONIA  n. 40  KV 550  IN SOL MINORE
SINFONIA CONCERTANTE PER FIATI KV 297 b in MI BEMOLLE MAGGIORE
SINFONIA n. 39 KV 543 IN MI BEMOLLE MAGGIO
Introduzione storica.
Seconda metà del 1700: storia europea periodo decisivo. Maturazione di fondamentali processi di sviluppo e di grandi trasformazioni d’ordine economico, sociale, politico e culturale.
Attività commerciali: diffusione planetaria> vasti imperi coloniali di Francia e Inghilterra> espansione senza precedenti degli stati> determinanti per la crescita di un’agguerrita classe borghese.

Questa borghesia conquista anche nella sfera politica quella supremazia che le era ormai assicurata in ambito economico e sociale.   Contemporaneamente si avvale anche degli strumenti che le sono messi a disposizione da un rapido progredire della ricerca scientifica per un cambiamento radicale nella produzione dei beni.

Svecchiamento delle strutture amministrative degli Stati che liquidano i residui dell’eredità feudale conferendo una nuova fisionomia all’assetto politico dell’Europa.

Movimento di pensiero che sostiene tutto ciò: ILLUMINISMO.

A questa ideologia ( indirizzo culturale) potevano largamente ispirarsi i sovrani che stavano mettendo mano alle riforme e all’ammodernamento dei propri Stati e la borghesia rivoluzionaria che si spingeva ben oltre un programma di aggiornamento, ma voleva prendere parte “de facto” alla vita politica .

Il progetto illuminista è fondamentalmente un progetto critico: sottoporre all’esame della ragione ogni settore e aspetto della realtà, vagliare le conoscenze acquisite nel passato per verificarne la validità o l’inadeguatezza, combattere concezioni erronee, aprire la strada a idee e a ordinamenti nuovi conformi ai dettami di una razionalità libera e aperta.

L’ILLUMINISMO SI PROPONE COME COMPITO QUELLO DI ESTENDERE LA CRITICA DELLA RAGIONE AD OGNI ASPETTO DELLA REALTA’ E DESTARE L’ESERCIZIO DELLO SPIRITO CRITICO IN UN PUBBLICO PIU’ AMPIO POSSIBILE. TUTTO CIO’ DOVRA’ CONFLUIRE IN UN PROCESSO DI GENERALE ED EFFETTIVO MIGLIORAMENTO DELLA VITA SOCIALE.

Nomi illustri di questa apertura culturale saranno: Voltaire, D’Alambert, Diderot, Rousseau, Montesquieu Kant per citarne solo alcuni. In Italia: i fratelli Verri, Cesare Beccaria che confuterà il diritto penale tradizionale con il celebre trattato “Dei delitti e delle pene”(1764). Insieme gli autori e filosofi francesi scriveranno L’Enciclopedié con lo scopo di “insegnare agli uomini a dubitare, ad aspettare, a dissipare l’ignoranza, ad apprezzare il valore delle conoscenze umane a distinguere il vero dal falso perché ciò che non ha come fine ultimo la felicità e la virtù è nulla”.

I sovrani che in questi anni si troveranno a dover fare i conti con i mutamenti della società che dovevano governare saranno: Caterina II di Russia, M.Teresa d’Austria, Federico II di Prussia e Luigi XV in Francia. Essi, annoverati fra i sovrani illuminati furono visti, anche dai riformatori e pensatori illuministi, come saldo anello di congiunzione tra la borghesia e le riforme che questa classe sociale chiedeva. Questa concezione di un assolutismo illuminato e moderno poteva trovare riscontro nella consolidata monarchia costituzionale inglese. Le riforme che indubbiamente scaturirono dal compromesso fra il trono e l’Illuminismo, rimasero riforme parziali che non furono esenti da contraddizioni e non arrivarono mai ad assumere toni rivoluzionari.               
Mozart nasce nella seconda metà del 1700 (1756) 
SINFONIA K. 550 n.40  IN SOL MINORE.
La sinfonia in Sol minore n. 40 K 550 di Wolfgang Amadeus Mozart vide la luce insieme alle sinfonie n. 39 in Mi bemolle (K 543) e n. 41 in Do maggiore (K 551 nota come Jupiter) nell'estate del 1788 e la celebrità di quest'opera la rende nota anche ai non intenditori di musica classica.
Mozart visse in quel periodo tre mesi dolorosi - soprattutto a causa della scomparsa del padre ma non solo (ignorato da pubblico e committenti)- che lo portarono a creare tre fra i suoi capolavori. Questa sinfonia chiude, di fatto, l'esperienza del salisburghese in ambito sinfonico.
Si tratta della sinfonia più nota di Mozart; nell'immaginario collettivo è, insieme alla quinta di Ludwig van Beethoven, la sinfonia per antonomasia. Robert Schumann arriverà ad accostarla ai criteri ideali della bellezza greca.
Questa sinfonia, originariamente considerata come esempio di grazia e leggerezza, forse confondendo la semplicità con cui vi si sviluppano e susseguono le varie melodie, ci appare oggi come fortemente introspettiva e di alto contenuto drammatico.
Il minuetto è un esempio di questa drammaticità e anticipa quelle atmosfere romantiche che ritroveremo in Beethoven e che qui appaiono trattenute, quasi nascoste.
Il musicologo tedesco Alfred Einstein descrivendo gli svolgimenti armonici della sinfonia usa queste parole: "sono come dei tuffi negli abissi dell'anima, simbolizzati in modulazioni tanto audaci che i contemporanei di Mozart non devono essere stati in grado di seguirli e tanto sublimi che soltanto Mozart stesso poté riportarli su di un livello terreno" (da Mozart. Il carattere e l'opera, trad. Ricordi Milano 1951).
C’è da considerare che a partire dal 1783 (Sinfonia in sol + K.425), per oltre tre anni M. non scrisse sinfonie, ma si dedicò a numerosi altri generi. L’occasione per scrivere questa triade di Sinfonie si ebbe nell’estate 1788 quando, invitato a Praga da un gruppo di intenditori e appassionati di musica, gli venne chiesto di scrivere Sinfonie. A Praga nacque la celebre Sinfonia n.504 “Praga” e la commissione per il Don Giovanni.
Il Don Giovanni, infatti precede di pochi medi la stesura della triade sinfonica n.39 K543, n. 40 550, e n. 41 K551 “Jupiter” concepite tra  giugno e agosto 1788.
La produzione di Sinfonie di M. ha sicuramente un andamento sproporzionato e irregolare:
35 tra il 1764 e il 1771,
28 tra il 1772-81,
6 tra il 1782-91 di cui 3 nell’estate 1788.
Periodo questo particolarmente gravoso per M. come si evince da una lettera che invia all’amico massone Puchberg al quale chiede solidarietà per risistemare le proprie finanze. Ormai dissolto lo stupore in tutta Europa per l’enfant prodige, M. vide pubblico e critica voltargli le spalle.

Leggenda narra che egli non riuscì mai ad ascoltare le sue ultime 3 Sinfonie terminate il 26 giugno, 25 luglio e 10 agosto del 1788. Da documenti di pagamento agli orchestrali si evince che nell’aprile 1791 il maestro Salieri “diresse a Vienna una Sinfonia nella quale l’organico prevedeva due clarinetti” non poteva che seere  questa sinfonia la quale ha anche flauto e oboi.
ANALISI DELL’OPERA   Movimenti
allegro molto:celebre motivo di apertura, archi poi fiati. Breve episodio di transizione sfocia nel II tema enunciato dagli archi e subito ribadito dai legni. Tre bruschi accordi e lo sviluppo prende avvio dall’incipit del primo tema.  Coda finale.
Andante: tema iniziale affidato alle viole, viene ripreso in controcanto dai violini. Si chiude con la riproposizione del tema iniziale.  
Minuetto, Allegretto: si compone di tre parti. La prima caratterizzata da un disegno di stampo contrappuntistico e presenta episodi di ritornello; la seconda (Trio), viene inizialmente aperta dagli archi e ripresa e ampliata dai fiati; l’ultima è costituita dalla ripresa della prima senza i ritornelli.  
Finale, Allegro assai: battute iniziali del primo tema inaugurano un’atmosfera tranquilla in minore. Subito un concitato episodio affidato agli archi. Secondo tema: parentesi lirica inaugurata dagli archi e chiusa dai fiati. Una progressione ritmica (archi) introduce la sezione di sviluppo giocata interamente sull’incipit del primo tema.    
Organico

  • flauto
  • 2 oboi
  • 2 clarinetti (aggiunti nella seconda versione)
  • 2 fagotti
  • 2 corni
  • archi (violini primi e secondi, viole, violoncelli, contrabbassi)

Luogo e data di composizione: Vienna, luglio 1788
Prima edizioni a stampa: Cianchettini & Sperati, Londra 181.
Sinfonia concertante per fiati K297b in mi bemolle maggiore.
Cosa si intende per Sinfonia concertante? Un lavoro sinfonico articolato di norma in due o tre movimenti (Allegro – Presto; o Allegro- Andante- Presto) in cui all’orchestra regolare si aggiungono due o tre strumenti solisti. Capolavoro del genere è la S.c. K364 in mi b + di Mozart per violino e viola solisti e orchestra.
Enorme fu la quantità di Sinfonie che vennero richieste ai musicisti del tempo. Si calcola che in Europa vennero scritte almeno 12.000 S. ciò perché vi erano una miriade di piccole corti in Europa che davano committenze alle più diverse orchestre.
Intorno agli anni 1760-80 vi fu un mutamento della struttura dell’organico orchestrale il più delle volte puramente occasionali per i quali non veniva scritta in partitura tutta la parte da suonare, ma solo delle annotazioni “con oboi”, “senza oboi” ecc …  Con il nuovo genere di Sinfonia, occorreva segnare in partitura tutte le parti separate.
Altro aspetto: dissolversi del clavicembalo come basso continuo, usato solo per accompagnare i recitativi secchi nelle opere (nella m. sacra: l’organo).
Inoltre spesso ai fiati veniva assegnata la funzione di raddoppio degli archi, talvolta di contrapposizione degli stessi come nel concerto grosso, ora invece gli vengono assegnate vere proprie parti che richiedono un virtuosismo pronunciato e parti melodiche sempre più importanti.
L’organico orchestrale si cristallizza in una formazione pressoché fissa. L’insieme dell’orchestra viene divisa in tre gruppi: archi, legni, ottoni. I legni sono a parti accoppiate, così come trombe e corni, non sempre però vengono usati tutti.  Ai timpani si assegnano parti separate e definiscono l’impianto ritmico dell’insieme.      

 

Sinfonia K 543 n. 39.
Periodo di scrittura già preso in considerazione.  Si può aggiungere solo che la scarsa considerazione fu in parte dovuta anche alla difficoltà dei suoi ultimi lavori che non trovarono un pubblico preparato a tali innovazioni “troppo difficili e originali”!  

La sinfonia n. 39 in Mi bemolle maggiore K 543 di Wolfgang Amadeus Mozart, fa parte - con la n. 40 e la n. 41 - del ciclo noto anche come Schwanengesang ("canto del cigno"), fu scritta nell'estate del 1788, una stagione straordinariamente prolifica per l'autore salisburghese.


Incipit del primo movimento
Caratteristiche della sinfonia
In questa sinfonia vengono utilizzati i clarinetti, strumenti non comuni nelle orchestre del tempo, in luogo degli oboi ottenendo come risultato un timbro più morbido.
La sinfonia inizia con un adagiodi andamento solenne e cupo che porta alla memoria l’atmosfera sinistra del Don Giovanni (timpani, eco delle trombe, scale discendenti dei violini si incrociano con le figurazioni dei flauti), nel momento di massima tensione esplode l’esposizione del primo tema vero e proprio   che introduce l'allegro (circa 3 minuti) composto di due temi: il primo cantabile ed il secondo molto più incisivo (l'esatto contrario di quanto prescritto in quel periodo a dimostrazione che in Mozart prima di ogni altra cosa contava l'invenzione). Eseguono gli archi sugli accordi dei fiati. Ultima sezione: Sviluppo (7.30), Ripresa (8.30) completa dell’Esposizione chiuda definitivamente il movimento.
Nell'andante con moto:  si gioca sull’alternanza di stati d’animo ora sereni, ora malinconici: al primo soggetto, esposto sottovoce dagli archi, se ne contrappone un secondo nel dialogo tra legni e archi. Si trovano qui  infatti,  i momenti più espressivi e sono trattate magistralmente le parti dedicate agli archi e ai fiati.
Segue un minuettomolto aggraziato e di carattere rude che viene però arricchito dal trio, dove flauto e clarinetto conducono un gioco semplice e di assoluta eleganza. L’intera orchestra enuncia il tema del Minuetto che esprime tutta la sua energia sin dalle battute iniziali; la sezione di Trio si apre su un delicato intervento del clarinetto solista sostenuto dagli arpeggi dei fagotti, di corni e violini. Energico l’episodio di chiusura.
Il finale che chiude l'opera è un allegro basato su due temi prima contrapposti poi sempre più somiglianti tra loro sino a che non si fondono in un finale che termina in modo spiritoso e determinato. La carica di esuberanza sprigionata dal tema principale, affidato ai violini, si diffonde a tutta l’orchestra chiamata alla festosa celebrazione della vita. Durante lo Sviluppo il motivo centrale viene sottoposto a ricche e complesse elaborazioni. Il vigore rimane immutato durante la Ripresa fino alla perentoria stretta conclusiva.

Dati sull'opera [modifica]
Catalogo Köchel

  • K 543

Durata

  • 28 minuti

Movimenti

  • Adagio (4/4, Mi bemolle maggiore) - Allegro (3/4, Mi bemolle maggiore)
  • Andante con moto (2/4, La bemolle maggiore)
  • Minuetto: Allegretto - Trio (3/4 Mi bemolle maggiore)
  • Finale: Allegro (2/4 Mi bemolle maggiore)

Organico

  • flauto
  • 2 clarinetti
  • 2 fagotti
  • 2 corni
  • 2 trombe
  • timpani
  • archi.

Luogo e data di composizione

  • Vienna, finita il 26 giugno 1788

 

Fonte: http://www.digila.it/public/iisbenini/transfert/Saccani/APPUNTI%20CULTURA%20MUSICALE/IV%20LEZIONE%20DI%20CULTURA%20MUSICALE.docx

Sito web da visitare: http://www.digila.it/

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