Appunti origini di Roma

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Appunti origini di Roma

Le origini di Roma

 

Leggende sull’origine di Roma

Sull’origine di Roma ci sono 3 LEGGENDE importanti, poi fuse in un unico racconto. Perché 3 leggende? Perché erano 3 i luoghi che volevano essere considerati all’origine della grande storia romana, cioè LAVINIO, ALBA LONGA E ROMA.

 

Prima leggenda: l’eroe Enea, salvatosi dalla distruzione di Troia, arrivò nel Lazio, sottomise le popolazioni del luogo, sposò Lavinia e fondò la città di Lavinio, la più antica capitale del Lazio.

 

Seconda leggenda: il figlio di Enea, Iulio, aveva fondato sui monti Albani la città di Alba Longa, che divenne la capitale della regione.

 

Terza leggenda: il dio Marte sedusse Rea Silvia, sacerdotessa e figlia del re di Alba Longa. Essa mise al mondo due gemelli, Romolo e Remo. Per questo venne seppellita viva (le sacerdotesse vestali dovevano restare caste), e i suoi figli vennero abbandonati sulle acque del Tevere. Ma la cesta che li trasportava si impigliò in un fico; Romolo e Remo sopravvissero, vennero allattati da una lupa e allevati da un pastore. Divenuti adulti fondarono una nuova città. Per decidere chi fosse il capo fecero così: chi avesse visto il maggior numero di uccelli in volo sarebbe divenuto re. Vinse Romolo. Romolo fece un solco delimitando i confini della nuova città, chiamata Roma. Per invidia, Remo scavalcò il solco e fu perciò ucciso dal fratello (il suo sangue consacra la fondazione di Roma). Romolo fu venerato come un dio e molte furono anche le storie sulla sua morte: una dice che Romolo fu poi ucciso dai senatori che ne mangiarono il cadavere (si pensava che mangiando il cadavere si prendesse la forza del morto).

Il ratto delle Sabine. Un’altra leggenda dice che per popolare Roma furono rapite le donne dei Sabini, invitate a un banchetto insieme alle loro famiglie. Per questo scoppiò una guerra contro i Sabini. Una leggenda vuole che una giovane romana, Tarpea, vedendo il re sabino Tito Tazio, decise di far penetrare di nascosto a Roma i Sabini (o per avere i gioielli di Tito Tazio o perché innamorata di lui). Tarpea, in queste leggende, finisce sempre male: o viene seppellita dagli stessi scudi dei Sabini; o viene gettata in una rupe, così come accadeva ai traditori. In ogni caso, Romani e Sabini, si riappacificarono e fecero tra loro un’alleanza.

 

Storia dell’origine di Roma.

La storia dice che i primi insediamenti furono ai piedi del colle Palatino (circa X sec. a.C.), nella pianura del Lazio.

Qui c’era il fiume Tevere (importante via di comunicazione e commerciale – importante era il commercio del SALE, che consentiva di conservare il cibo più a lungo).

In particolare Roma nacque nel punto in cui il Tevere scorreva ai piedi dei sette colli (vedi figure sul libro); in quel punto poi il Tevere si allargava, e al suo centro sorgeva un’isola, l’isola Tiberina, che facilitava l’attraversamento del fiume.

Roma poi si trovava in posizione favorevole per i commerci: era in un punto centrale dell’Italia.

La popolazione del Palatino (il primo insediamento di agricoltori e pastori) si è poi alleata con le popolazioni che abitavano gli altri sei colli: questa alleanza, questa Lega, si chiamava SETTIMONZIO. Queste comunità costruirono delle mura difensive attorno al loro territorio (per difendersi soprattutto dagli Etruschi), si organizzarono militarmente e dal punto di vista religioso, e si diedero UN UNICO CAPO, UN REX.

 

Di cosa vivevano? Di AGRICOLTURA (cereali poveri) e PASTORIZIA. Il possesso del bestiame voleva dire ricchezza; non per niente la parola denaro, pecunia, deriva da pecus, gregge.

 

Come si commerciava? Attraverso il baratto o tramite quantità di metallo che venivano pesate durante lo scambio (una specie di antenato della moneta). Intorno al IV sec. a.C. vennero coniate le prime vere monete, per commerciare con le altre città (greche).

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Sulle leggende:

  • LA LEGGENDA DI LAVINIO
  • LA LEGGENDA DI ALBA LONGA
  • LA LEGGENDA DI ROMOLO E REMO
  • IL RATTO DELLE SABINE

Sulla storia:

  • X sec. a.C. à PRIMO INSEDIAMENTO DI AGRICOLTORI E PASTORI AI PIEDI DEL PALATINO
  • IMPORTANZA DEL FIUME TEVERE
  • IMPORTANZA DELL’ISOLA TIBERINA
  • L’ALLEANZA DELLE POPOLAZIONI DEI SETTE COLLI (SETTIMONZIO)

 

La Roma dei sette re

Roma all’inizio è una monarchia: è una CITTÀ-STATO MONARCHICA.

Il popolo dava il potere a un MAGISTRATO (colui che detiene cariche politiche), il REX, in carica per tutta la vita.

Compiti del magistrato:

  • Comandava l’esercito (questo suo potere si chiamava IMPERIUM)
  • Aveva un ruolo di polizia (amministrazione della giustizia)
  • Amministrava il patrimonio della comunità
  • Rappresentava Roma davanti agli dei
  • Emanava leggi (leges regiae): gli ultimi re approfittarono di questo loro potere ed è per questo che vennero cacciati

 

La fase monarchica di Roma durò due secoli e mezzo: dal 753 a.C. al 509 a.C. (anno in cui Roma passerà dalla monarchia alla repubblica).

La tradizione ci dice che ci furono 7 RE (4 di origine latino-sabina e 3 etruschi): ognuno è passato alla storia per aver fatto qualcosa.

 

ROMOLO è il fondatore di Roma; crea le prime istituzioni militari e giuridiche (introduce il matrimonio monogamico, cioè con una sola donna; introduce la proprietà privata delle terre).

 

NUMA POMPILIO si occupa di istituzioni religiose (es. introduce il culto di Giano; rinnova il calendario – che è ancora un calendario lunare). Nota bene: vita religiosa, politica e giuridica a Roma sono estremamente legate tra loro.

 

TULLO OSTILIO: conquista Alba Longa (i tre fratelli romani, gli Orazi, sconfiggono i tre fratelli di Alba Longa, i Curiazi).

ANCO MARZIO: fece importanti opere pubbliche, tra cui il primo ponte sul Tevere.

 

Poi ci sono i tre sovrani etruschi.

TARQUINIO PRISCO, fece costruire monumenti come il tempio di Giove o il Circo massimo o la Cloaca Massima (canalizzazione dell’acqua).

 

SERVIO TULLIO: dota Roma di nuove mura; istituisce i comizi centuriati (in questo periodo monarchico nascono due grandi istituzioni romane: il Senato – assemblea di uomini anziani – e i Comizi centuriati).

 

TARQUINIO IL SUPERBO fu l’ultimo re e fu un despota, un tiranno; comunque, sotto i Tarquini Roma si arricchì e cominciò a diventare grande.

 

Lettura – L’apertura di Roma agli stranieri.

Romolo, appena fondata la città, aveva fondato un asylum (un luogo in cui veniva protetto chiunque vi si rifugiasse). Perciò arrivarono a Roma anche molte persone che scappavano da altri posti.

Comunque, questa è una caratteristica di Roma: L’APERTURA AGLI ALTRI (disponibilità a integrare gli stranieri).

Poi, per la sopravvivenza della città, era necessario che ci fossero delle donne. Qui si inserisce la storia del ratto delle sabine. Ma quante donne vennero rapite? C’è chi dice 30 e chi addirittura 683, tutte vergini (meno Ersilia, che divenne moglie di Romolo). Quando i sabini richiesero le loro donne, i romani dissero di averle prese solo perché volevano stringere tra i loro due popoli un’alleanza, unendoli. I Sabini non furono molto convinti, ma pare che proprio le donne (e Ersilia prima di tutte) li convinsero a non scatenare una guerra.

Quello che è importante capire è che Roma nasce dall’unione di genti diverse, un incrocio di genti e culture. Insomma, i Romani avevano l’abitudine di assimilare altre genti (anche schiavi liberati). E dai popoli assimilati prendevano i costumi e le usanze migliori (le leggi dai greci, le armi dai Sanniti ecc.).

Atteggiamento verso le donne. Alle donne rapite concessero tutti i privilegi e tutte le protezioni. L’unica colpa che ammisero fu quella di aver rapito una donna sposata (ciò offendeva il marito); quanto alle vergini, non erano loro che dovevano decidere chi sposare.

 

Le assemblee: il Senato e i comizi curiati

 

Le prime due assemblee di Roma furono (poi si aggiungeranno altre assemblee, ma questi sono presenti fin dalle origini):

  • SENATO
  • COMIZI CURIATI

 

Al Senato partecipavano i capi dei diversi gruppi famigliari (i più anziani = senes = vecchio). I Senatori erano 300.

 

A Roma c’erano le GENTES e le FAMILIAE.

GENTES = gruppi di famiglie che dicevano di discendere da un antenato comune (portavano lo stesso nome, detto “gentilizio”).

FAMILAE = gruppi minori di persone che si sottomettevano a un pater familas.

Gentes e familae, all’inizio, erano gruppi politici che dovevano:

  • garantire l’ordine interno
  • difendere il territorio.

 

Quando Roma nacque riconobbe i diritti politici solo ai capi delle gentes (che ebbero il diritto di sedere in Senato). Per contrastare lo strapotere dei capi delle gentes, più tardi, si fecero entrare in Senato anche i pater familias.

 

Il SENATO:

  • era composto dai capi (300 senatori; senes = vecchio) dei diversi gruppi famigliari
  • era consultato dal re per questioni di politica interna ed estera
  • esprimeva un parere sulle leggi proposte
  • esprimeva un giudizio sulle decisioni dell’assemblea popolare (comizi curiati).
  • nell’INTERREGNUM (periodo tra la morte di un re e il successivo), esercitava il potere – i senatori avevano il potere a turni di 5 giorni

 

La popolazione di Roma era divisa in TRE TRIBÙ:

  • Tites (Quirinale, indigeni)
  • Ramnes (Palatino, sabini)
  • Luceres (etruschi)

Ogni tribù era divisa in 10 CURIE (curia = unione di uomini).

Ogni curia era fatta da 10 GRUPPI GENTILIZI.

Le curie formavano un’assemblea popolare, i COMIZI CURIATI.

I comizi curiati riunivano in realtà non tutto il popolo, ma solo i gentiles. Gli esclusi erano detti PLEBE (= moltitudine).

 

Quali compiti avevano le CURIE?

  • dovevano contribuire a formare l’esercito (10 cavalieri e 100 fanti)
  • dovevano eleggere i senatori (10 per ogni curia)
  • avevano il potere di dichiarare la guerra
  • dovevano riconoscere i nuovi re
  • chi faceva testamento, lo faceva di fronte a loro

 

Lettura – I primi provvedimenti ambientali a Roma

I primi provvedimenti ambientali furono presi dai re etruschi.

  • Le consuetudini (abitudini) funerarie. All’inizio i morti venivano seppelliti in casa. Poi quest’usanza venne vietata per via del fetore. Si prese così a cremare i morti, tagliando però un dito da seppellire (era importante questa cosa, perché permetteva al defunto di ritornare alla madre terra). Una legge successiva vieterà anche di bruciare i morti in città.
  • L’eliminazione degli escrementi. C’è una storia che riguarda Tarquinio il Superbo, che fece costruire una grande rete fognaria. Alcuni di coloro che furono costretti a lavorarvi si suicidarono, impiccandosi. Una credenza voleva che gli impiccati, in quanto morti senza toccare terra, tornassero come fantasmi maligni tra i vivi: in questo modo, forse, i suicidi volevano vendicarsi di Tarquinio il Superbo, tornando a tormentarlo. Tarquinio fece crocefiggere i cadaveri. Perché? Probabilmente per infliggere loro un supplizio considerato infame.

 

 

Comizio = assemblea

 

Fonte: http://www.sdstoriafilosofia.it/download/IIF/02%20Le%20origini%20di%20Roma.docx

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