Astrologia Karmica

Astrologia Karmica

 

 

Astrologia Karmica

Raccolta monografica di articoli comparsi sulla Rivista LINGUAGGIO ASTRALE

Edito in occasione del Congresso internazionale FAES organizzato dal CIDA
Milano 6-7 novembre 2004



Dal supplemento n.92

André Barbault

REQUIEM PER L'ASTROLOGIA KARMICA
(traduzione di Jolanda Boyko) Tratto da L'Astrologue n. 93, I trimestre 1991


Alla fiera astrologica corrente, sembra dilagante la marea di astrologi che si interessa alle vite precedenti ed al karma.
Non è possibile affrontare questo argomento senza aver prima chiarito la propria posizione nei suoi confronti. Reincarnazione? Per quel che mi riguarda, io sono scettico, ma non mi disturba affatto la fede altrui che rispetto, come merita ogni onorevole tradizione. Ciò chiarito,come astrologo che va alla ricerca della verità, devo dire che l'applicazione di tale speculazione all'astrologia, per quel che la riguarda, mi lascia tutt'altro che indifferente, tanto essa appare come una pericolosa deriva per essa.
Mauriac, al tramonto della sua vita, ad un tizio che lo insultava, aveva scritto dicendo che il fatto che uno avesse già un piede nella tomba non voleva dire che fosse disposto a farsi pestare l'altro.
Io spero di non essere ancora arrivato a questo punto, oltre al fatto che sarò io adesso a pestare il piede dell'altro, e lo farò al servizio di una protesta anche questa sempre crescente e di cui mi farò porta  parola;  il bastone vendicatore è il medesimo e le mie costole sono tanto sensibili quanto le vostre. Che  importa, era necessario dire francamente e ad alta voce quello che molti pensano silenziosamente.
Non si tratta di fare il cane da guardia ad una qualsivoglia tradizione e non penso per nulla di trascinare chicchessia ad un non so quale tribunale, né tanto meno soltanto di mettere qualcuno al palo. Fra istruire un processo e mantenere un silenzio risentito che potrebbe essere ritenuto come più colpevole, è preferibile ricorrere ad un dibattito quando si è divisi tra indignazione ed afflizione. Tanto più che alcuni intimi amici molto stimati sono stati ora contagiati da questo virus ed è per me una  cosa spiacevole deluderli. Poiché io mi accingo a spettinare delle belle immagini d'Arcadia.Il fatto è che l'astrologia karmica si avvale del piedistallo di una lontana tradizione che le consente di farsi passare, acconciata dal mito, per una superiore compagnia spirituale; Urania avvolta in un manto di stelle, che si tuffa nel mistero più profondo, quello della vita e della morte; raddoppio del meraviglioso. Non ha forse anche per voi il karma un'atmosfera metafisica che innalza di punto in bianco i vostri discorsi con uno slancio trascendentale? Questo berretto dell'astrologia karmica, è  come un cappello a punta e la tonaca di "una volta".
So bene che la mia critica solleva dei problemi di fondo.
Con quale diritto possiamo permetterci di avere delle prevenzioni teoriche quando la nostra attuale conoscenza è appena uscita dallo stato nebuloso e l'astrologia è come un povero Ulisse che, bene o male naviga ancora tentoni? L'astrologia è nata dalla sensazione che gli astri abbiano qualcosa a che fare con la nostra vita - prodigio della sua "idea-forza" - e, come sottile ne è l'origine , altrettanto tenue è il filo di Arianna che dalla sua intuizione porta alla chiara visione delle corrispondenze tra noi e loro.
All'interno di tale divario, ognuno può permettersi la sua libertà di gioco. Ciò non toglie che per l'esigenza di verità (ho visto tanti colleghi sprecare la propria vita a sbagliare ed anche perderla sprofondando nell'errore), io sia fra coloro che ritengono sia preferibile rinunciare a qualcosa in più anziché  eliminare qualcosa in meno, e che l'accostarsi alla luce sia maggiormente facilitato mettendo provvisoriamente  in disparte quanto è discutibile, dubbioso, aleatorio, ed a maggior ragione, l'elucubrazione.
Sia ben chiaro che saremo su queste posizioni sempre, e ciò non dispiaccia agli entusiasti autori che attraversano l'astrologia sul dorso di Petaso, inforcando le proprie fantasie a  cavalcioni sulle stelle.Pensate  che il principio di Laplace, che richiede che richiede che il peso delle prove sia proporzionale alla stravaganza dei fatti, non è neppure applicabile all'astrologia karmica, poiché le vite antecedenti, sulla cui nozione riposa interamente il karma -altrimenti il termine sarebbe privo di senso ed inutilizzabile - non sono che una pura e semplice speculazione, o come direbbero taluni, una dissolutezza speculativa. Quando si crede di conoscere qualcosa di personale "lassù", non si tratta che di una credenza.
Si può obiettare che dei"veggenti" possono ritrovare queste vite anteriori. Mah!... Durante l'ultima guerra mondiale, mio fratello Armand si era sentito dire da una famosa pitonessa, che egli era stato Marat, Ruggeri e Nicolas Flamel: gli sono state propinate delle storie. Egli frequentava in quel periodo diversi circoli di veggenti, fino al giorno in cui scoprì che nella stessa ora dello stesso giorno, lo spirito di Victor Hugo aveva mosso il tavolino simultaneamente in tre salotti parigini nei quali si ritrovavano tutte queste persone. Ciò non mi impedisce tuttavia di essere convinto della reale esistenza del fenomeno della veggenza, come testimone critico. Non sono però disposto a mandar giù una qualsiasi sbobba sull'al di là... Se mi rifiuto di allinearmi devotamente alle odierne certezze scientifiche che son più che certo saranno rivedute domani, perché mai il mio stesso spirito critico non dovrebbe intervenire di fronte a questo tuffo in questo grande buco nero? L'ignoto totale, l'inaccessibile, la pura ipotesi,la piena fantasia, ecco il mondo di fronte al quale noi ci troviamo.
Discutere su una mitica galleria di antenati -si può scegliere tra migliaia di miliardi di esseri umani che dopo Adamo ed Eva sarebbero transitati sulla Terra- per ottenere un'informazione astrologica, è altrettanto assurdo come tenere una conferenza a dei bacherozzi!


Cadaveri eccellenti incapaci di fare la minima obiezione ad una qualsiasi fandonia. Come dire che è l'inintelleggibile allo stato puro che ci getta in una notte del pensiero astrologico, essendo al tempo stesso un filone ideale, la gallina dalle uova d'oro per il ciarlatanesimo.Che cuccagna per chi applica diligentemente ogni configurazione astrale, scoprire che i nodi lunari sono retrogradi! In tal modo si può fare marcia-indietro, senza vergognarsi, fino ai Galli - ritrovandosi rispetto allla materia del karma, press'a poco nei panni del cieco che vorrebbe introdurre la chiave in una serratura inesistente tenendo presente che nello stesso momento è in grado di inventarne una per interposti anonimi disincarnati. Questo impiego puramente artificioso delle nostre configurazioni, divenute parenti acquisiti, conduce inevitabilmente ad un percorso di caccia al tesoro donchisciottesco, in cui le galline dalle uova d'oro chimeriche non mancano mai. Poiché ci si trova in campo   per "fantasmare" senza pietà sul deposito segreto ed impenetrabile delle vite anteriori che sono come  altrettante città inabissate su cui plana un infinito silenzio. Francamente.ai margini di un'impresa di commercio tradizionale, questo non può che essere un camminare all'indietro di setacciatori del nulla.
Si può immaginare la sottile retorica di un tale esercizio che facilmente volge alla buffoneria, alla farsa ed alle burle, quando non ad insane facezie di pessimo gusto: "Signora, lei non ha potuto avere figli perché in una vita anteriore è stata una che procurava aborti illeciti". Ritrito ritornello consolante ma che va denunciato come abominevole raggiro intellettuale in quanto colpevolizzante e punitivo. Queste favole che sembrano  uscite dal circo se non dall'asilo, sono ciò che fa la fortuna del potere astrokarmico di un operatore trasformato in burattino o in impostore.
Certo, so bene che ci sono stimati confratelli di questa famiglia che non saprebbero riconoscersi in un ritratto del genere: tuttavia non potranno fare a meno di darmi ragione perché denuncio questo carnevale. Costoro, lo ammetto, hanno la dignità di comportarsi correttamente nelle loro interpretazioni. Ma in cos'altro possono consistere se non nello stabilire delle comparazioni, giudiziose certamente, ma che sono il prodotto di un pericoloso salto analogico d'oltre-tomba? Interpretare vuol dire rilevare una similitudine; la faccia dello specchio che rinvia al simile l'immagine può, certamente, essere un'illusione lirica, un al di là utopico o immaginario. Il meccanismo interpretativo può effettivamente funzionare sulla finzione che  uno  desidera, poiché l'analogia, non soltanto non ha confini, ma è anche ciò che stabilisce anche dei ponti sopra le frontiere. Ora, quale è il beneficio dell'operazione di rapportarsi all' all'inconoscibile ignoto se non quello di renderci incontrollabili? Inoltre l'alienazione è in agguato. Si deve pur pagare....
Infine siamo manifestamente in presenza di un'operazione di recupero in cui la finzione diventa una maschera di fumo, che si deve far saltare ad ogni costo, perché sotto la sua copertura, che ha anche la funzione di travestimento, non c'è che un deserto a cui segue poi il vago terreno della divagazione con la sua fabbrica mentale di ninnoli e la sua fiera dei sogni. Non credete che sia già abbastanza difficile costruire le nostre interpretazioni riferendoci alla nostra autentica archeologia? Testare il nostro retaggio astrale sul suolo del nostro albero genealogico e rilevare i sedimenti della nostra infanzia, risalendo anche sino allo stato prenatale. Lì almeno il terreno è conosciuto o può esserlo, ed è il punto di appoggio di una informazione reale. Anche se il campo dell'inconscio umano sotto l'aspetto fenomenologico e anche psicologico come noi li conosciamo, dà l'impressione di una certa esiguità nei confronti del fatto astrologico considerato in tutto il suo spessore, è là, direttamente tuttavia che noi possiamo fare il miglior lavoro di interpretazione, facendo  dipendere l'astrologia dal mondo reale. Niente ventriloqui delle voci d'oltretomba, né scheletri nell'armadio p spettri che aleggiano. Il tema non può che essere il termometro che misura la nostra febbre; perlomeno deve esprimere una temperatura che sia reale. Infatti si è presenti nella propria interpretazione. Il successo dell'astrologia karmica, al di là del fenomeno della marea di traduzioni made in USA, non è estraneo ad una tendenza depressiva e schizoide dei tempi attuali che spinge a soluzioni pigre - boh! - e ispira - puah! il rifugio  in patrie immaginarie. Interpretare in presa diretta con il reale per afferrare ciò che vive è una dura impresa che richiede lo sforzo della conoscenza. Una volta detto l'essenziale, non c'è posto per l'inflazione; più l'astrologia è svincolata dal suo messaggio, più naturale è l'astrologo, di una semplicità pura che lo dispensa dal folleggiare nei sogni trascendentali.
Esiste una maniera molto razionale di cadere in errore - lo attribuirò volentieri ad una incapacità di adattamento uraniano - che ricorda il seguente aneddoto : Due ubriachi si trovano di notte sotto un lampione. "Che cosa stai cercando?" domanda il primo. "Ho perso la mia chiave" risponde l'altro. "Sei sicuro di averla perso proprio qui?" - "No, ma qui c'è più luce...." L'errore, nel caso specifico di tipo nettuniano, che io attribuisco all'astrologia karmica in vena di mistero e di meraviglioso, è di "annegare il pesce" facendo in modo da rendere ancora più inafferrabile ciò che ci sfugge già fin troppo. Essa è recisamente oscurantista, in quanto riocculta ciò che avrebbe già bisogno di essere svelato.
I veri esoteristi sanno che la conoscenza più profonda sta al di là della luce; non avanti alla sua venuta. Questo fa venire in mente l'aneddoto dello studente interrogato dal suo professore su un argomento di cui era totalmente all'oscuro. La sua risposta fu quella di uno che vuol fare intendere di conoscere l'argomento ed assumendo un'aria saputa, disse: "Tutti sanno che se la parola è d'argento, il silenzio è d'oro", per sentirsi immediatamente apostrofare: Falsario! Perché aspettare dunque l'inevitabile disincanto dello spirito?
L'astrologia d'oggi nelle sue nuove scuole, soffre di già di una seria mancanza di realismo. E il suo verbo fraseologico vi scivola fra le dita senza che possiate trattenere qualche palpabile verità, come se Urania non fosse che un'arte evanescente; si deve dunque più che mai scoraggiare la diserzione del reale con questa fuga nell'immaginario. Giù le maschere: i sogni non devono avere che il loro tempo. Svegliatevi, e che cessi questa insolente miseria illusionista!


A n.92

 

Djalma Cavalcante

LA TERAPIA DELLE VITE PRECEDENTI, IL SUO FONDAMENTO: LA REINCARNAZIONE.

 

Il cervello umano possiede un'enorme gamma di possibilità per risolvere problemi che ha cercato egli stesso e, pertanto, può fare uso delle più svariate vie di soluzione. Eccellenti risultati possono essere ottenuti,  in termini terapeutici, anche attraverso la sintesi di diverse tecniche e filosofie. Behaviorismo, Programmazione Neurolinguistica, Terapia della Gestalt, Terapia di Vite Passate, massaggi, terapie corporee,ecc...., possono unirsi e facilitare l'autoconoscenza, nonché la cura di numerosi tipi di problemi psicologici e psicosomatici.
La funzione primaria di un terapeuta o medico coscienzioso, è quella di curare e non di difendere questa o quella tecnica; è qualche cosa che deve essere assimilato 9n profondità da tutti coloro che lavorano per curare. Una vera accettazione di tale premessa permetterà la caduta di innumerevoli preconcetti, specialmente di quelli che in forma quasi spontanea,, si manifestano in relazione a ciò che costituisce novità.
E' importante chiarire che concetti che sembrano rappresentare due estremi opposti, come MATERIALISMO e SPIRITUALISMO, non possono più essere accettati alla luce delle attuali conoscenze della Fisica moderna. Ciò che ci sembra essere la realtà fisica non è che una costruzione cerebrale di un universo tridimensionale, oppure -in una affermazione più precisa - è una olografia costruita da un altro ologramma che chiamiamo cervello.
E' in questa visione, e stato della conoscenza umana, che dobbiamo definitivamente accettare che ricerche sull'aldilà non possono essere lasciate solo alle varie religioni, per quanto credibili queste possano essere. La psicologia della profondità deve e può divenire conoscenza di una enorme gamma di fenomeni, marginalizzati per molto tempo dalle scienze tradizionali. Quali i cosiddetti fenomeni parapsicologi e della reincarnazione.
Ciò che sembra essere valido in un universo vicino e macroscopico, legato ai nostri "cinque sensi", diviene inadeguato a spiegare fenomeni subatomici dove è accettabile solo un universo pluridimensionale.  Certi menomi mentali e spirituali non sono comprensibili entro il canone di spazio-tempo volgarmente accettati. Questo è il canone della reincarnazione, la cui esistenza è una premessa fondamentale per lo sviluppo del lavoro sulla Terapia di Vite Passate che, alla fine dei conti, non è altro che uno strumento in più a disposizione di coloro che si propongono di fare della cura il loro oggetto di lavoro.
La scienza tradizionale non accetta la reincarnazione e ciò è coerente verso i suoi propositi e la sua metodologia di lavoro, visto che fino ad ora non ci sono prove del fatto che la reincarnazione è il cammino naturale di evoluzione dell'essere umano. Tuttavia, è necessario rendersi conto che la "scienza" esagera quando "a priori" non accetta una teoria basata su fatti "concreti", i quali dopo essere stati analizzati a partire  da ogni ipotesi esplicativa esistente, si inquadrano in un'unica dottrina logica, che spiega perfettamente il fatto  in sé.
Il tradizionalismo è una specie di eredità atavica dell'essere umano che, in generale, è contro ogni innovazione e lotta disperatamente per mantenere lo "status quo" vigente, sia in un cammino religioso, che in uno filosofico che scientifico. La storia è colma di esempi di essere umani che hanno tentato di introdurre concetti nuovi nella religione, ella filosofia o nella scienza e che sono stati condannati, colpiti da anatema o addirittura annientati.
Niente è eterno sulla faccia della terra, tutto è relativo e mutabile, tra l'altro anche la stessa concezione che l'uomo ha di Dio. L'essenza che viene attribuita alle cose e che dà loro l'idea di eternità è soggetta a variazioni. Dio può essere solo un concetto dinamico e mutabile per la mente umana, nella misura in cui l'uomo si evolve materialmente, mentalmente e spiritualmente. E0 chiaro che Dio in sé è immutabile, infinito, onnipresente, onnipotente e onnisciente.

 

L'AVVENTO DELLA TERAPIA DELLE VITE PRECEDENTI

La diffusione e l'approfondimento delle ricerche sulla reincarnazione, così come i riferimenti alle vite passate emersi attraverso la pratica della psicologia clinica con l'uso dell'ipnosi, hanno finito col richiamare l'attenzione di vari psicologi clinici sulle possibilità terapeutiche basate sul ricordo di passate incarnazioni.
Le  ricerche  cliniche  propriamente  dette  sono  quelle  che  seguono,  in  forma  sistematica,  una


metodologia il cui scopo è la liberazione dei pazienti da traumi inconsci subiti durante la vita intra-uterina, al momento della nascita, nella prima infanzia o in una vita anteriore.
Il metodo è stato scoperto e sistematizzato dallo psicologo clinico nord-americano MORRIS NETHERTON. Anche la psicologa clinica americana EDITH FIORI rivendica la maternità della scoperta. In entrambi casi gli psicologi sono di formazione religiosa protestante e non si erano mai interessati di argomenti quali: reincarnazione, parapsicologia, neo-spiritualismo, spiritismo, scienze esoteriche. Entrambi utilizzavano correnti psicoterapeutiche conosciute per la cura di disturbi emozionali e mentali (Psicologia Analitica di Jung, Psicosintesi di Assagioli, Psicologia Transpersonale di Grof e Ma slow); entrambi, senza volerlo, hanno finito per imbattersi nelle maglie della reincarnazione.
I lavori di Netherton con le vite passate ebbero inizio nei primi anni '70. Nel 1979 egli pubblicò il libro che sistematizzò il metodo della Terapia di Vite Passate (Past Lives Therapy). Dopo circa vent'anni di lavoro con la Terapia di Vite Passate (T.V.P.), Netherton avava già curato più di 15.000 pazienti con eccellenti   risultati.
La tecnica impiegata da Netherton consiste, essenzialmente, nel portare il paziente a retrocedere a stati anteriori della propria vita attuale (infanzia, nascita e vita intra-uterina) oppure ad una o  più  vite precedenti. Tale regressione è effettuata con il paziente in stato cosciente (senza ipnosi o droghe) e il suo obbiettivo è identificare esperienze traumatiche represse nell'inconscio, che sono responsabili di disturbi di natura psichica o psicosomatica, di disturbi comportamentali od organici, e riviverli in modo tale che avvenga una liberazione del paziente in relazione al trauma.
Nella T.V.P. il ruolo del terapeuta non è né passivo né interpretativo. Al contrario, egli ha una funzione stimolante nella regressione della memoria, aiutando il paziente ad attingere a situazioni traumatiche, e sostenendolo affinché egli possa scaricare le emozioni contenute nei traumi. E' anche dovere del terapeuta aiutare il paziente a comprendere che tali traumi non appartengono al presente e che, pertanto, la vita attuale del paziente può riorientata.
Generalmente i risultati terapeutici si fanno sentire dalle prime sedute di regressione; ci sono casi,  però, in cui la soluzione non è immediata, specialmente quando il problema che causa il trauma appare in più  di una vita precedente.
E' necessario chiarire che nella metodologia della T.V.P. ogni trauma ha un inizio, una fine e un contenuto emozionale.Tale contenuto emozionale dev'essere necessariamente alleviato attraverso una profonda e intensa catarsi. Se alla fine di una seduta questa catrsinon si verifica, il paziente ne esce male e, in questi casi, è necessaria un'altra ricerca in una o più vite passate, cosa che si fa in una o più sessioni seguenti. La  tecnica  usata  da  Edith  Fiori  differisce  da quella di            Netherton,  in  quanto  la  psicologia fa uso dell'ipnosi quale mezzo di accesso a uno stato alterato di coscienza, per cui con questa tecnica i pazienti
regrediscono attraverso uno stato di non-coscienza.
Edith Fiori lavora con la T.V.P. fin dall'inizio degli anni '70 e ha già realizzato più di diecimila regressioni individuali; in più .è autrice dei libri "You have been here bifore" e "The unquist dead".

 

CONCLUSIONE

Così come Freud ha aperto le porte dell'inconscio, nuovi Freud hanno cominciato ad incamminarsi per le lunghe strade della "memoria extracerebrale" e degli stati alterati di coscienza, con l'obiettivo di  ottenere nuovi mezzi per aiutare a migliorare e a risolvere problemi emozionali e mentali, e a comprendere il destino dell'essere dopo la morte.
La morte è l'inizio o la fine?
Esiste la reincarnazione? La reincarnazione è un fatto o una diceria?
O forse tutti gli scienziati e i ricercatori citati in questo articolo sono miopi e confondono una vipera con un bastone?
Se dicessimo di sì, affermeremmo che tutti sono vittime di fatti illusori, preda di una sindrome che potremmo definire "allucinazione della reincarnazione".
Possibile cha fra tutti questi studiosi della teoria della reincarnazione non ce ne sia uno che si sia accorto, in seguito a una lunga ricerca, che la reincarnazione predicata dalle religioni e dalle scuole filosofiche  è solo una trappola?
Se accettassimo questa tesi, dovremmo ammettere che tutti ci siamo laureati, nelle più diverse specializzazioni, in università che concedono titoli di studio anche agli inetti.
Credo che ciò non sia possibile, e penso che i più siano d'accordo con questa conclusione.
Ma anche non essendo di questo avviso, bisognerebbe almeno valutare il fenomeno, per il puro e semplice interesse di verifica dell'autenticità o meno di una teoria.
Sono convinto che questa debba essere la posizione di un vero scienziato.

 

LE RELIGIONI E LA REINCARNAZIONE


Praticamente tutte le religioni orientali accettano la reincarnazione quale processo naturale di evoluzione dell'essere. Nel caso dell'Induismo, il processo della reincarnazione è 'intrinseco meccanismo che  fa sì che la legge del karma (precetto di base dell'Induismo) si compia. Nel Buddismo, particolarmente nella versione tibetana, la reincarnazione è vista non soltanto come una realtà, ma anche come una necessità affinché si compia quello che i tibetani chiamano la Ruota della Vita. Allo stesso modo anche lo Scintoismo accetta la teoria della reincarnazione.
All'interno delle grandi religioni della cosiddetta civilizzazione occidentale, la questione è un po' più complessa. Nella pratica più diffusa del Giudaismo, non è accettata l'idea della reincarnazione; tuttavia per la sua corrente esoterica, che è costituita da quelli che praticano e praticano la cabala, il fenomeno della reincarnazione è accettato come un principio fondamento per l'intendimento dell'esistenza umana. Vale la pena di dire che il Giudaismo cabalistico è più vicino alla religione originale di Abramo e di Mosè che quel Giudaismo più conosciuto e praticato ai nostri giorni.
Il cosiddetto Cristianesimo Essenico è reincarnazionista. Nel testo biblico, tanto nell'Antico quanto nel Nuovo Testamento, ci sono numerose citazioni e riferimenti alla reincarnazione. Tuttavia le religioni cristiane moderne ( il cattolicesimo e le diverse linee del protestantesimo) non accettano la reincarnazione. D'altra parte, questa è una delle ragioni per la scarsa divulgazione dei Manoscritti del Mar Morto e di altri documenti apocrifi dei tempi biblici, perché una volta diffusi rafforzerebbero la teoria della reincarnazione come via evolutiva dell'essere umano.
Nell'Islamismo, la reincarnazione non è accettata, e nei gruppi più radicali (gli sciiti per esempio) , è veramente condannata , come teoria.
Nelle sculture africane, nelle religioni sciamaniche dell'America, delle Isole del Sud del Pacifico e del Nord della Siberia, la reincarnazione è parte integrante non solo delle sue teologie, ma anche delle sue cosmovisioni.
Lo Spiritismo moderno, così come tutti i culti e le pratiche spiritualistiche dei nostri giorni, sono reincarnazioniste.
Se volgiamo la nostra attenzione al passato remoto (la cosiddetta Età Antica della Storia), possiamo verificare che praticamente tutte le religioni, di tutte le cicilizzazionim erano reincarnazioniste. E' il caso, ad esempio, delle religioni primitive della Cina, dell'India, della Mesopotamia, dell'Egitto, della Grecia  degli  Etruschi e dei Celti.
D'altra parte, se fissiamo la nostra attenzione nel presente e analizziamo le tendenze dominanti in direzione del futuro in termini di attitudine religiosa e mistica della maggioranza dei popoli della Terra, verifichiamo che la maggior possibilità è di una accettazione quasi universale del fenomeno della reincarnazione.


LINGUAGGIO ASTRALE  n. 92

Maurice Charvet

 

L'ASTROLOGIA E IL KARMA
(trad. Jolanda Boyko) Tratto da Astralis n. 39, gennaio 1993

 

La scena si svolge su Ganimede nel gennaio 1992.
"Ecco Charvet, direte che si mette a fare ora della fantascienza! Si sa in effetti che Ganimede è il più grande dei satelliti di Giove. Che idea fargli fare da Teatro e Dio sa quale storia contemporanea?"
Rassicuratevi (oso dire), non si tratta di fantascienza: Ganimede è anche il nome della sigla dell'asssociazione "Giove" -con sede nella zona parigina - animata da alcune persone che si sono qualificate personalmente "astrologi karmici". Daniel Vega, Laurence Larzul, Patrick Giani, Pierre Lasal sono i rappresentanti ed animatori di questa particolare corrente dell'astrologia d'oggi e, alcuni di essi, hanno scritto libri sull'argomento.
Alcune pagine di questo bollettino sono consacrate alla corrispondenza intercorsa tra Laurence Larzul, professore di astrologia karmica, e la sua allieva C. interessata alle sue impressioni sulla Luna Nera da lei esaminata in diversi oroscopi, tra i quali il proprio e quello dell'amico P., scomparso recentemente in un incidente automobilistico.
Il professore risponde dettagliatamente alle varie osservazioni dell'allieva, le cui interpretazioni e note vengono riesaminate, chiarite, corrette se del caso.Un lavoro fatto bene. Non ho nulla da ridire, tanto più che si tratta della Luna Nera e dei Nodi che, per quel che mi riguarda, sono punti su cui non baso la mia attenzione nell'interpretazione di un tema natale; non sono perciò competente per discuterne. Laurence Larzul confronta il tema di C. e di P. e spiega perché e come sia avvenuto l'incidente automobilistico che è costato la vita  all'amico della sua allieva. Egli prosegue: "Malgrado ciò, sul piano karmico, P. era là per condurvi sulla vostra propria via poiché i suoi pianeti e la sua Luna Nera sono sul vostro Nodo nord. Ritengo che il decesso faccia parte del "programma". Ho l'intuizione che potrebbe tornare nella vostra attuale esistenza come un vostro  futuro bambino. Quel che dico, non impegna che me, tuttavia i rapporti tra Nodo nord e i pianeti di un'altra persona rimandano di solito a incarnazioni ulteriori, così come i rapporti col Nodo sud indicano generalmente debiti del "passato" da regolarsi in questa vita". Fine della citazione.
"Ho l'intuizione che potrebbe tornare nella vostra esistenza attuale come costro  prossimo bambino".  Ho riletto questo passo ben due volte prima di arrendermi all'evidenza: l'astrologia karmica è veramente un pretesto  per  dire qualsiasi cosa, sia pure mostruosa, di cui non si misurano esattamente gli effetti nefasti.
Siamo di fronte ad una persona smarrita che, brutalmente, ha perso l'uomo amato. Ed ecco che il suo professore di astrologia le racconta che lo ritroverà nel prossimo suo figlio.Che bel guaio! Se per caso C. avesse un figlio, non vedrà in lui un bimbo, ma il suo amico P. scomparso da poco. E' inutile pensare al padre  di questo bambino! Mi domando dove può collocarsi un simile intreccio...
Certo Laurence Larzul, ha cura di precisare, quasi per diminuire la portata del suo atto: "quel che dico non impegna che me....." prima di tuffersi poi in una spiegazione tecnica che giustifichi il suo impegno dandogli maggior consistenza.
Ciò non toglie tuttavia che partendo da quel che all'inizio era una lezione karmica - o o una consultazione se si preferisce - si arriva a delle imbecillità.
Non mi soffermerò sul fatto che parlando di vite anteriori o posteriori, il sedicente astrologo si pone sul terreno dell'ignoto inverificabile che lo lascia libero di delirare a tutto suo agio. Che cerchi di razionalizzare il  suo delirio per mezzo di non so quale posizione della Luna Nera nei segni o nelle case, o con altre spiegazioni che si collegano all'osservazione del tema astrologico, è cosa secondaria: è un modo di tergiversare, di far credere al consultante od all'allievo che la sua parola è basata su di un meccanismo ben cementato. Bisogna pur avvolgere il suo discorso con un alone tecnico a buon mercato ma dall'effetto garantito sul Signor o Signora Vattelapesca. In realtà, il sedicente astrologo che pone la spiegazione delle cose della vita su un terreno sconosciuto, mente a se stesso come al suo consultante.
Ma che gli importa, visto che "funziona"; poiché si arriva in tal modo a stupire degli allievi, a spiegare, con l'appoggio degli aspetti, il perché sia avvenuto l'incidente mortale; poiché si possono impressionare dei clienti più o meno labili, proponendo loro delle soluzioni così inattese per il loro lato romanzesco e  semplicistico, da riuscire a dissolvere almeno per un po' il più forte dei dispiaceri. Che volete che lo interessi, poiché in fin dei conti egli può esercitare un certo potere sui suoi simili......
Non sono competente per parlare del karma. Si tratta di una filosofia che ha i suoi sostenitori che l'appoggiano incondizionatamente, i suoi illuminati ed i detrattori, proprio come in tutti gli altri sistemi che si interessano dell'uomo e del mondo, che si tratti della religione (cattolica od altra), del scientismo, del marxismo,


della psicanalisi, ecc. Quel che so, è che l'astrologia ed il karma sono due cose differenti, come lo sono l'astrologia e la psicanalisi, l'astrologia e la scienza, ecc...
Capita -e la cosa non è nuova, certo è vecchia quanto l'astrologia - che lo studio dell'astrologia non possa farsi senza un certo cammino personale nel campo della filosofia. In effetti, difficilmente si può immaginare che uno studioso sincero od un serio praticante di astrologia non abbiano nessuna idea sull'organizzazione del mondo e degli esseri che lo popolano. Ci troviamo qui nel campo della IX casa: religione, filosofia, speculazioni intellettuali, studi elevati, viaggi (dello spirito come del corpo), di cui l'astrologia fa parte integrante. Alla stessa maniera, l'astrologia come tutte le altre discipline della conoscenza, è sempre stata attratta dalla corrente di pensiero propria della società ed all'epoca in cui essa è stata praticata; un astrologo del XVIII sec. non poteva non fare riferimento nei suoi lavori alla religione, mentre un astrologo contemporaneo fa difficoltà a non integrare sia pur di poco con dati psicoanalitici la comprensione dell'essere umano che egli descrive con l'aiuto del tema astrologico, essendo tale corrente di pensiero divenuta familiare in Occidente. Si può anche facilmente pensare che, se l'astrologo avesse avuto il diritto di cittadinanza nel  defunto blocco comunista, si sarebbero trovati degli eminenti praticanti pronti a a fare una lettura marxista dei simboli astrologici e della dinamica dello zodiaco e dei pianeti. Non c'è dunque da stupirsi se un astrologi prima o poi sia tentato di abbandonare il terreno dell'astrologia propriamente detta per trasferirsi su quello della filosofia che le compete.Questa tentazione è tanto più grande quando egli ha a che fare con degli interlocutori già anticipatamente acquisiti alle sue idee: "l'astrologo detiene la verità, egli saprà mostrarmi il cammino". Egli dispone di un potere reale; certi astrologi non ne sono d'altronde ben coscienti, mentre ce ne sono altri che usano ed abusano senza scrupolo alcuno di questo potere. Quante persone che in tutta buona fede si sono recate da un astrologo perché gli chiarisca un qualche aspetto della loro vita (carattere, destino o preoccupazioni immediate molto concrete), si sono viste in effetti descrivere un certo schema del mondo in generale o della società attuale in particolare, e sono stati invitati ad abbandonare le loro idee banali di  borghesi medi per sposare gli ideali politici o religiosi a fatica dissimulati da un guru locale che si era etichettato "astrologo"? Le credenze , le idee politiche, la filosofia personale, la religione di ognuno, sono cose strettamente personali che non hanno posto nella consultazione astrologica. Se io, Maurice Charvet, mi permettessi di parlare da un momento all'altro di questa o quella tecnica astrologica, di criticare un libro di astrologia, di commentare o completare quanto affermato da questo o quell'autore su queste pagine, è perché si è stabilito che in una rivista di astrologia, le persone che hanno competenza in materia, possono esprimersi come desiderano. Ma se lo stesso Maurice Charvet, col pretesto di avere qualche conoscenza in campo astrologico od approfittando della sua posizione di redattore capo di ASTRALS, si mettesse qui a parlare di politica o di religione (campi in cui potrebbe avere ugualmente una certa competenza), commetterebbe un abuso di potere e giustamente lo si potrebbe giustamente rimproverare. Questa vale per l'astrologo che, per il fatto di esserlo, approfitta del suo statuto e della sua autorità, potere di astrologo per far passare un messaggio che non ha nulla a che vedere con l'astrologia.
L'inganno dell'astrologia karmica deriva dal fatto che i loro emuli cercano, con "fortune" differenti, di rimpiazzare i dati fondamentali dell'astrologia usando spiegazioni relativamente semplici - non si devono complicare troppo le cose perché altrimenti sarebbe troppo difficile convertire il pubblico - e mettere in scena i principi della filosofia del karma. Si tratta di una filosofia proveniente dall'India, riveduta e corretta da diversi occidentali che d'altra parte si ignorano con arroganza l'un l'altro. Cosicché dopo aver in qualche modo rivestito l'astrologia degli orpelli d'una filosofia detta karmica, essi presentano i segni, le case, i pianeti e gli aspetti come differenti attori di un insieme dei scenari la cui diversità varia a seconda dell'immaginazione dell'interprete. E dato che il loro sistema di pensiero li porta a inserire una situazione attuale e concreta in una storia di vite anteriori (e future, per i più dotati, presumo) da cui è assente il principio di realtà, la perdita di contatto con i significati tradizionali attribuiti ai componenti del tema astrologico lascia la porta aperta a tutti i deliri di cui si è visto sopra un triste esempio.
Di alcuni a priori si potrebbe criticare allo stesso modo l'astrologia psicanalitica. In Dall'astrologia alla psicanalisi, Andrei Barbault ha messo molto bene in evidenza le corrispondenze che si possono stabilire tra i concetti astrologici da un lato e quelli psicanalitici dall'altro.
Ma non si dovrebbe confondere una consultazione di astrologia psicanalitica che è questione  di qualche ora, con un'analisi, cosa che richiede diversi anni: i processi messi in gioco non sono gli stessi, e così pure i risultati. E in ogni caso, lo schema della personalità sul quale funziona l'astrologia psicanalitica corrisponde ad una realtà ammessa oggi in tutto il mondo (sia pure con importanti varianti). Mentre la teoria del karma che ci viene servita in Occidente da uno o due decenni, non ha ancora - ed è il minimo che si possa dire
- raccolto l'adesione delle persone sane di mente che sono alla ricerca di una comprensione sempre più adeguata della persona umana.
Mettere a confronto l'astrologia - per la sua parte psicologica che mira alla spiegazione del funzionamento della persona umana - con una teoria psicanalitica valida, rappresenta una procedura del tutto comprensibile: preoccupazione di coerenza nel campo delle scienze umane, arricchimento di una disciplina grazie ad un'altra, ecc. In questo caso, l'introduzione nell'astrologia di concetti che in partenza le erano  estranei, non può snaturarla. E' pur vero che ci sarà qualcuno che si chiederà se questa procedura sia di qualche utilità, essendo l'astrologia già di per sé sufficientemente strutturata e vasta al tempo stesso. Ma quando si introducono nell'astrologia i concetti di una teoria di cui il meno che si possa dire è che ben lontana dall'essere  convalidata  (attraverso  l'osservazione,  per  i  suoi  effetti  terapeutici,  ecc.),  è  necessario essere circospetti. E quando per di più si constatano i danni cui sfortunatamente può condurre questo genere di amalgama a buon mercato, non si può che disapprovare una tale procedura.


 

LINGUAGGIO ASTRALE n. 92

 

Maria Luisa Monferini Gribaudi

 

IL CAMMINO ASTROLOGICO VERSO IL KARMA

 

Tempo fa, durante una consulenza astrologica, mi resi conto che il mio interlocutore mi stava chiedendo qualcosa in più  rispetto a quanto gli stavo dando. Si trattava di una richiesta non espressa ma che  io sentivo come tale, di un ulteriore approfondimento, quell'approfondimento che io stavo richiedendo a me stessa da tempo. Il confronto con quella persona lo stava evidenziando. Quella richiesta mi costringeva ad una più approfondita presa di coscienza. Non potevo più rimandare.
Lo studio dell'astrologia è molto esigente ed io penso che non lo si possa esaurire sotto il profilo dell'impegno, né come ricerca, né come esperienza pratica e neppure come approfondimento interiore. Mi buttai a capofitto non solo a leggere numerosi testi ma a scavare dentro me stessa; questo lavoro mi ha consentito un approfondimento per una interpretazione spirituale della simbologia astrologica.
E' vero che, come più volte avevo letto, il significato profondo dell'interpretazione risiede nel centro del grafico, proprio in quel piccolo punto nel quale confluiscono simbologicamente tutte le linee, l'essenza stessa della nostra esistenza. E' in quel punto che si manifesta e si esprime il significato profondo delle case, dei pianeti e dei loro aspetti, delle energie sottili e di quelle sollecitate dalle forze scatenanti.
Quasi il grafico fosse una ragnatela le cui esili trame convergono tutte in un punto focale.
Quanto accade nella superficie della vita di ognuno di noi non ha un valore concreto, è quanto accade nel profondo, nell'essenza, che segna, imprime, nasconde e sarà causa, poi, dei nostri comportamenti.
E' chiaro che, durante quell'incontro avevo raccolto quella sollecitazione perché essa corrispondeva ad una precisa necessità interiore di una lettura del grafico in una chiave nuova, apparentemente diversa, ma sostanzialmente più approfondita.
In passato avevo fatto esperienza ed esperimenti in altri settori che mi avevano consentito di acquisire molti dati in proposito, tanto da confermarmi che ognuno di noi esprime, attraverso il proprio essere fisico solo una piccola parte del proprio esistere: quasi che il nostro essere fisico non sia altro che la punta di un iceberg  la cui parte più ponderosa resta nascosta. Noi ci esprimiamo, infatti, limitatamente a quanto possiamo manifestare o a quanto scegliamo di apparire. Ogni nostra esigenza si scontra costantemente con questo limite rappresentato dalla nostra  corporalità, sia soggettiva che oggettiva.
Questo limite non è dovuto al caso, ma ha una sua ragione di essere proprio in quel modo e non in un altro, e così è, e deve essere.
Se non è dovuto al caso, è però chiaro che ci deve essere una ragione, quella ragione superiore che nutre la radice delle nostre speranze, delle nostre aspettative, della nostra sete di giustizia, del nostro desiderio d'amore, di bellezza, che alimenta quelle aspettative che non riescono in alcun modo a trovare soddisfazione nel nostro quotidiano.
E' come se il limite sia posto per aiutarci a crescere attraverso quei condizionamenti e attraverso quelle prove e non altre.
Il mio studio e la mia riflessione si sono indirizzati alla ricerca del significato e del perché di tutto questo. Alla fine sono finalmente riuscita a radunare le tante tessere di esperienza e di studio di anni quasi fossero tessere di un puzzle e a farle combaciare, ottenendo una visione del tema molto più soddisfacente perché più articolata e soprattutto più ampia.
Credo di essere riuscita, in altre parole, a trovare una serie di accessi , attraverso questo metodo di lettura "amplificata", alla parte sommersa dell'iceberg, a quella che condiziona i movimenti di superficie.
Ho imparato, così, che ogni simbolo del grafico natale può essere letta in una chiave più complessa, più dinamica, più interiore, più vicina al segreto di uno di noi. In quella chiave cioè che può trasformare l'interpretazione astrologica in una vera e propria terapia astrologica, ferma restando l'intenzionalità di agire in tal senso o no.
Sotto questo profilo, infatti, ogni tema natale assume la grandiosità del mistero. E tale grandiosità richiede a chi lo interpreta il rispetto silenzioso e partecipe a ciò che accomuna tutti noi in questa esperienza terrestre.
Ognuno di noi ha il suo impegno di vita, faticoso, sofferente, ma nel contempo ha pure la sicurezza di poter attingere forza   attraverso la consapevolezza e l'umiltà della coscienza dei limiti e delle possibilità. Limiti e


possibilità che vengono dichiarati, quasi offerti all'interpretazione astrologica che diviene legame di continuità  tra passato, presente e futuro, quasi un cammino, certo, non facile ma di riscatto e di profondo significato, dove ogni nostra azione trova la sua ragione d'essere. Non solo ma dove la lettura astrologica si trasforma in vera e propria intelligenza (intus ligere = leggere dentro) astrologica.
Mi auguro che si intenda che non sto parlando di redigere un oroscopo karmico. Ritengo che non avrebbe  alcun significato esprimersi in tal senso. Quanto ho imparato mi serve unicamente come aiuto per approfondire, con chi lo volesse fare, gli aspetti del carattere, della personalità, del comportamento. Ho acquisito, così, elementi di lettura, chiarimenti, utili per me, per interpretare in una dimensione più complessa, ma altresì utili per quanti, in quella misteriosa tensione dialettica, a volte palese, a volte segreta, che vitalizza il rapporto astrologante-astrologato (se mi si concede questa audacia linguistica), esprime la necessità, quasi sempre dolente, di una trasformazione radicale, di una svolta di vita, o almeno ne manifestano il desiderio.
Attenzione però; ritenere ad esempio che il nostro spirito possa avere avuto esperienze fisiche in tempi diversi, non significa che si debba necessariamente sapere quali esse siano state o che io voglia indagare quali siano state. Tutto questo non rientra nel mio interesse specifico. Ritengo, infatti, che se la nostra memoria non ci consente questo ricordo è perché non ci sarebbe di alcun aiuto averlo mentre, qualora fosse di aiuto lo avremmo. Il mio desiderio è quello di evidenziare per la persona che vive ora quali sono le conseguenze che deve riscattare in questa vita e a quali potenzialità potrà fare riferimento per vivere meglio ora.
Mi faccio, cioè, carico di cercare quali possono le paure che si nascondono nelle quadrature che tanto condizionano; di sapere come fluiscono le energie nelle opposizioni; di evidenziare quali sono i settori coinvolti maggiormente nel cammino di crescita spirituale.
In questo senso trovo utile inserire nel tema i nodi lunari, segnare quali sono i pianeti retrogradi ed esaminare con attenzione il signore del karma: Saturno.
Un piccolo esempio: avendo modo di trovarmi periodicamente con due amiche per confrontare le nostre esperienze astrologiche, esaminavamo un tema natale nel quale erano evidenziate molte opposizioni e quadrature. Nel grafico non erano stati rappresentati graficamente i nodi e i retrogradi. L'interpretazione era stata affrontata in modo serio ed approfondito, ed ognuna di noi aveva dato il suo contributo. Al termine proposi di inserire questi elementi. Essi confermarono la nostra analisi in modo più concreto, immediato e chiaro e per quanto mi concerne con un'immediatezza da cui la laboriosa lettura precedente mi aveva distolto.
Relativamente alla mia preparazione ed alla mia sensibilità, ritengo di poter sostenere che l'inserimento di questi dati ha questa utilità: l'immediatezza, che non si riferisce, si badi, al "colpo d'occhio" bensì alla penetrazione, all'approfondimento dello sguardo interpretativo: una sorta di "cattura".
E' chiaro che la richiesta di esprimere simbologicamente su un grafico questi elementi corrisponde ad una necessità interiore da parte di chi interpreta. Corrisponde ad una sua esigenza spirituale che vuole trascendere la dimensione della realtà immediata e inserirsi in una visione cosmica. Tiene conto, sempre, dell'individualità, della responsabilità individuale, ma anche in qualche modo della comune, collettiva responsabilità di crescita attraverso il bene e il male.
E' la coscienza che in ognuno di noi convivono bene e male, e che è nostra responsabilità imparare a mediarli in modo tale da vivere al meglio questa esperienza di vita, che ci viene data non finalizzandola in una dimensione di vita esclusivamente materialista.
L'Astrologia ci aiuta anche in questo senso. Sotto il suo profilo karmico ci sollecita a trascendere il quotidiano dandogli una dimensione di grandiosa speranza.


da LINGUAGGIO ASTRALE n. 92

 

Graziella Melotti

UN CASO DI REINCARNAZIONE JOHN FITZGERALD KENNEDY

Dopo la sua morte, Kennedy fu paragonato ai grandi americani come Gorge Washington, Abraham Lincoln, Thomas jefferson e Franklin Roosvvelt. Sorprendenti, in particolare, le analogie con Lincoln.

  1. Kennedy è eletto presidente nel 1960; Lincoln fu eletto presidente nel 1860
  2. Durante la presidenza, la moglie di Kennedy perde un figlio. Durante la presidenza, la moglie di Lincoln perse un figlio.
    1. La segretaria di Kennedy si chiama Lincoln e fa tutto ciò che è in suo potere per convincere il presidente a non andare a Dallas.

L'incaricato all'incolumità di Lincoln si chiamava John Kennedy. Fu lui a presiedere alla sua protezione fisica fin dai primi comizi, ma fatalmente non era presente al Ford's Theatre, e non arrivò in tempo a sconsigliare il presidente a recarvisi.

  1. Lee Oswald spara alla testa di Kennedy. L'attore John W. Booth sparò alla testa di Lincoln.
  2. Kennedy è ucciso in presenza della moglie. Lincoln  fu ucciso in presenza della moglie
    1. Secondo la Commissione Warren Le Oswald, dopo aver sparato su Kennedy da un magazzino, si rifugia in un cinema.

Secondo la Polizia Distrettuale, John W. Booth dopo aver sparato su Lincoln in un teatro si rifugiò in un magazzino.

  1. Lee Oswald fu assassinato prima che lo si potesse processare. John W. Both fu ucciso prima che lo si potesse processare
  2. Lee Oswald era nato nel 1039

John W. Booth, pseudonimo di John Wilkes, era nato nel 1839

  1. A Kennedy succede alla presidenza Lyndon Johnson, nato nel 1908.

Il successore di Lincoln alla presidenza fu Andrew Johnson, nato nel 1808
A proposito dell'incaricato all'incolumità di Abraham Lincoln che si chiamava John Kennedy, è da precisare ancora che egli era un irlandese alto, ben piantato, con i capelli rossicci che gli scendevano arruffati sulla  fronte. Qundo fu messo per la prima volta di protezione a Lincoln, era un poliziotto alle dipendenze dell'Agenzia Pinkerton, una sorta di FBI di allore.
Questo John Kennedy si imponeva come scorta di Lincoln deputato prima, e di Lincoln presidente dopo, il più delle volte vincendo la ritrosia dell'uomo politico a vedersi continuamente quel giovanottone invadente, insinuarsi al suo fianco, 'pistola in pugno'.
L'unica volta che Kennedy, ormai a capo dell'Agenzia Pinkerton, non potè intervenire di persona ad accompagnare il presidente, fu la sera in cui Lincoln fu ucciso. Il suo posto fu preso da un certo Colonnello Parker il quale, 10 minuti prima che John Booth sparasse al presidente, sparì misteriosamente. Fu poi detto  che andò a "bere un bicchierino".
Ci fu uno scandalo nel constatare che a capo della scorta di Lincoln fosse delegato un uomo dedito all'alcool.

 

 

John Kennedy di persona piombò a Washington per svolgere le indagini ma più si scoprivano i vuoti lasciati volutamente accanto al presidente in quella fatale sera, più si facevano dense le responsabilità di più persone. Ci fu persino chi insinuò delle complicità in seno alla stessa agenzia Pinkerton.
Ma con la fanatica confessione di John Both, "Così vendico il Sud!", e con la sua uccisione prima che potesse chiarire la sua posizione davanti ad un processo, venne definitivamente archiviato il caso.
Queste analogie, in questo studio sulla vita di Kennedy, non rappresentano certo "delle curiose coincidenze" fortuite, come riportavano i giornali dell'epoca, bensì uno studio di astrologia karmica notevole. Tutto è così lampante che mi stupisco nel considerare come nessun serio studioso di astrologia abbia avuto


quantomeno la curiosità  di intraprendere delle ricerche karmiche.
Lincoln ncque il 12 febbraio 1809, sotto il segno dell'Acquario, segno futurista. Avanguardista, rivoluzionario e collettivo, con un karma legato alla morte, inevitabile.
Le sue convinzioni contro la schiavitù provocarono la guerra di Successione. Nel 1863 abolì la schiavitù. Nel 1864 venne nuovamente rieletto per essere assassinato poi nel 1865 da un fanatico sudista dopo la caduta di Richmond, capitale degli stati confederali e la vittoria finale degli unionisti.
Uno stellium di pianeti nel segno dei Pesci, segno di equilibrio cosmico, non gli permetteva di accettare caratterialmente il grande problema, per lui, della schiavitù e della disuguaglianza fra le razze e gli individui. Questo è indicato da Giove, Plutone e Mercurio congiunti in Pesci.
Questa spinta energetica è accentuata dalla posizione di Urano in Scorpione congiunto al nodo nord karmico, che significa l'evoluzione nella sua esistenza.
Urano, essendo il maestro governatore del segno dell'Acquario, dov'è la posizione del suo Sole, dà l'indicazione dell'importanza benefica che la sua vita avrebbe avuto per l'umanità.
Nelle sue vite passate aveva accumulato un debito karmico riguardante la terra e il problema degli schiavi, che aveva deciso di chiudere in questa esistenza, perché questo era probabilmente ciò che si portava come retaggio ancestrale, un passato, cioè, di schiavista e di potente latifondista.
Con il suo assassinio da parte di un presunto folle, queste gravi responsabilità sono state riscattate. Ma sicuramente, la conclusione spicciola delle indagini che portarono alla responsabilità della sua morte un'unica persona, non rispecchiava la verità.
La sua natura interiore, estremamente positiva, ed amante della giustizia aveva l'assoluta necessità di reincarnarsi là dove ingiustizia e violenza erano state commesse su di lui.
Nella sua esistenza, il lato sentimentale era stato molto sacrificato e così la sua sfera sessuale, continuamente fuorviati dai suoi multipli impegni ideali e politici.
Nella scelta di una nuova esistenza sarà necessario eliminare un debito sentimentale e sessuale con il femminile.
La famiglia Kennedy e nuovamente gli Stati Uniti d'America è la scelta ideale per la sua nuova incarnazione.
Ed ecco la nascita di John Fitzgerald Kennedy.
Johm Kennedy nasce il 26 maggio del 1917 a Boston.
Il suo segno di nascita è quello dei Gemelli e il suo ascendente è la Bilancia.
L'elemento aria domina questi due segni. La superficialità è la poca responsabilità sono le sue caratteristiche. Allora c'è da chiedersi: Era una persona superficiale? Tutt'altro. L'ascendente oltre il segno  della Bilancia comprende parte del degno dello Scorpione, l'ottavo segno, e per analogia il Sole congiunto a Venere, si trovano in Ottava casa.
Lo Scorpione e l'Ottava casa sono un segno e una casa definite occulte che indicano forte responsabilità e coinvolgimento emotivo, mascherati però alla visione degli altri dall'elemento aria dei Gemelli e della Bilancia.
Questo connubio ha scaturito in lui energie fortissime e contradditorie, creando nella personalità di  John Kennedy l'orgoglio e l'impulso alla sfida a ogni genere di pericoli.
L'ottava casa, così importante per Kennedy, indica la sessualità, le eredità materiali e occulte, oltre all'attrazione e alla sfida fatali verso tutto ciò che è pericoloso. Questo pregnante desiderio di dominio è tuttavia ammorbidito dalla presenza nel segno dei Gemelli del Sole, grande Luminare, e di Venere, tenendo conto che quest'ultimo, cioè Venere, è anche il pianeta governatore dell'Ascendente in Bilancia. Quet'ultima indicazione lo avrebbe portato a ricercare il femminile e il sesso come pulsione primaria.
Amava il successo. Era spregiudicato. Combatteva la mafia, ma era amico di alcuni mafiosi. E non era la sua unica contraddizione: era miliardario, grazie alla sua famiglia, e combatteva lo strapotere dei petrolieri; era stato amico e sostenitore politico del cacciatore di streghe McCarthy e, tuttavia, con la sua presidenza si concluse la "guerra fredda" e si aprì l'epoca della distensione con il mondo comunista; dapprima favorì, poi si trovò in contrasto con le operazioni della CIA.
Il suo forte carisma gli permetteva, nonostante questo suo modo camaleontesco di esprimersi, di essere convincente e trascinatore.
Nonostante tutte queste forti energie ambiziose, il suo lato sofferente è molto incisivo. Plutone e Saturno in Cancro, segno d'acqua, introverso ed emotivo, faticano ad esprimersi sin dall'adolescenza. L'incisività di Saturno, l'educatore familiare, creano, in questa sua breve ma intensa esistenza, la spinta  karmica al successo, spinta oltremodo proveniente da una schiavitù psicologica verso la propria azione e  legata alla collettività.
I Nodi Lunari e la Luna nera spiegano il meccanismo totale della vita di John Fitzgerald Kennedy.
Il Nodo lunare sud, simboleggia il suo passato. Non una passata incarnazione, ma piuttosto una combinazione di eventi, idee, abitudini e pensieri maturati nelle varie incarnazioni che hanno creato in lui un acculo di effetti non risolti, i quali hanno dato origine alla sua esistenza.
La casa che ospita il nodo lunare discendente, la Nona casa, è in Cancro, che indica il lato debole, poiché esso rappresenta le orme lasciate nelle vite passate, che rimaste intatte, lo obbligano a guardare al futuro nella sua esistenza (Nodo Nord) non permettendogli nell'immediato di esaminare gli effetti di tutto ciò che aveva creato nelle passate esistenze,fino a che tali effetti non gli si parino di fronte nel bel mezzo  del suo


cammino.
Il suo rapporto con la morte, non certo negativo, è dato dagli antichi ricordi inconsci di una morte avvenuta non in modo conflittuale. Il suo pensiero costante è sempre stato un avviso di pericolo, cioè una forte intuizione, che, come un "consigliere occulto", gli faceva presagire i pericoli che avrebbe potuto evitare.
Ma esiste un altro "tallone d'Achille" karmico, estremamente pericoloso: la Luna Nera.
La Luna Nera indica l'impronta negativa lasciata nel corso delle varie esistenze passate, che tende ad azionare il lato magnetico del materiale, abbagliando la verità e le giuste decisioni.
La posizione natale, nel segno del Leone in Decima casa, non è una brutta posizione, diventa però pericolosa per lui la spinta che gli viene dalla famiglia che continuamente lo incita nel quotidiano a non lasciare mai a qualunque costo la strada intrapresa. Questo è dato dal Nodo nord in Capricorno, il decimo segno, che richiama la Decima casa in Leone dove è posizionata la Luna Nera.
Questo rappresenta il grande pericolo per John Kennedy.
Indicando il Nodo nord un nuovo ciclo che egli non vede l'ora di sperimentare, lo induce ad agire sempre, nonostante gli errori che può commettere causati da non sempre positivi incitamenti.
Rinunciare alla visita nel Texas, a Dallas, avrebbe allontanato lui il pericolo, e avrebbe abituato la propria entità ad intuire nuovi pericoli per la sua vita che astrologicamente potevano protrarsi sino al 1968, non oltre.
Ma il timore materiale legato alla probabile non rielezione, intimoriva la sua influente d'origine, e il  timore a lui trasmesso gli scatenò un meccanismo inconscio di sfida alla morte.
Alle nuove elezioni del 1064. nonostante le previsioni, sicuramente non sarebbe stato rieletto. Non gli erano favorevoli i transiti. E questa possibile prima sconfitta sarebbe stata per John Kennedy l'inizio di una lunga ricerca esistenziale che l'avrebbe indotto a fare, nel tempo, delle scelte più affini al bagaglio spirituale e umanitario che alla materia.
Questo è il significato del suo Nodo discendente, che egli non ha permesso a se stesso di poter sviluppare.
La popolarità gli sarebbe sempre stata accanto , passando dalla ricerca affannosa della sicurezza della materia, ad una spinta energetica, dopo una serie di sconfitte, di idealizzare la sua esistenza quotidiana, ricercando la giustizia che proviene dalle ricerche e conseguenti riscoperte di altissimi ideali che già erano  parte integrante delle sue ultime esigenze passate.
Come ho già accennato inizialmente, le marcate contraddizioni non sono nient'altro che la spinta karmica a delle azioni che nel suo subconscio sentiva transitorie, non parte integrante della sua esistenza.  Anzi, erano situazioni passeggere che la parte razionale, concreta, la superficie della sua personalità, sentiva  in modo impellente di compiere, velocemente, per poter assolvere alla reale necessità della sua evoluzione esistenziale.
Dopo aver superato le incertezze caratteriali e la non comprensione della propria natura interiore, imparando a scoprire e combattere i "cattivi" consiglieri, simboleggiati dalla Luna Nera, sarebbe iniziata realmente la sua evoluzione: sarebbe diventato un "Giusto".
Questa affermazione è avvalorata dalla posizione della Luna in Vergine in Undicesima casa che riceve un aspetto positivo di erigono da Marte che rappresenta la volontà di Kennedy e che, a sua volta è in sestile a Saturno.
La Luna, nel segno della Vergine, indica anche 'mettersi al servizio del prossimo', e Marte è congiunto  a Mercurio che oltre a governare la Vergine richiama anche la Terza casa in Capricorno il cui signore, Saturno, dà la spinta al Nodo nord.
Tutto ciò sta ad indicare l'evoluzione reale in questa esistenza che avviene però nell'età saturnina, non certo rappresentata prima dei cinquant'anni.
Saturno è posizionato in Cancro, dove il Nodo sud indica che la sua entità è molto vecchia, ha vissuto tantissime incarnazioni e, nel trascorrere delle multiple sue esistenze materiali, ha acquisito la sapienza del grande saggio sovraccarico di esperienze, di conoscenza, di spiritualità.
Nella sua ultima esistenza avrebbe potuto nuovamente riprendere possesso delle antichissime alte saggezze, non lasciando più fagocitare dall'energia bassa della Luna Nera che esaurita completamente, avrebbe solo più magnetizzato le sue opere a favore dell'umanità.
Facciamo ora un passo indietro e analizziamo il rapporto di John Kennedy con le donne.
Il Nodo sud in Cancro e la Luna, il suo maestro governatore, confermano un altro punto debole della sua personalità. Gli incontri femminili sono incisivi e karmici.
Lincoln aveva trascurato per eccessi idealistici gli affetti familliari e gran parte della sua energia  primaria e sessuale. Poteri forse ipotizzare attraverso lo strumento dell'astrologia, che la moglie di Kennedy, Jacqueline, possa essere stata la madre di Lincoln.
Essa ha rivestito un ruolo di madre non nutrice: infatti, la Luna di <Lincoln sulla Luna nera di Jacqueline, riceve un aspetto di quadratura, dissonante con Venere.
Questo difficile rapporto con la madre, non permise a Lincoln, in età adulta, di dare affettivamente alla donna, alla moglie, il giusto equilibrio sentimentale per armonizzare la sua vita di coppia.
Ecco che Jacqueline riveste il ruolo, nell'esistenza di Kennedy, di scioglimento di un suo debito karmico, subendo i tradimenti di suo marito che naturalmente le procurano sofferenza, dolore e umiliazione.
La sua posizione astrale indica, per questioni karmiche, di avere un esagerato senso del possesso e


tanto amore da dare, per porre rimedio al poco nutrimento affettivo dato nel passato, ma la materia su di lei ha avuto il sopravvento, ha aumentato il valore energetico della Luna nera in Capricorno, e di conseguenza non  ha sviluppato l'istintualità della Luna, prettamente femminile, come buona consigliera là dove suo marito poteva correre seri e gravi pericoli.
L'incontro di Kennedy con Jacqueline guidato dal suo coinvolgimento passionale, come sempre la sua natura si esprimeva, però, non era nato sotto una buona stella.
La comparazione planetaria delle due carte del cielo ce lo conferma. La natura femminile di Jacqueline, data dalla Luna in Ariete in Quinta casa , ci indica il desiderio inconscio di dominio sull'uomo accentuato dalla posizione di Plutone nel segno del Cancro, segno lunare.
Il Nodo nord in settima casa, la casa del matrimonio, in Toro, segno di terra, esagera il desiderio di possesso e di dominio e la Luna nera, in seconda casa, che rimanda al secondo segno, --Toro --, accentua questo significato, inducendola ad accettare compromessi, pur di non essere relegata a dei ruoli secondari.
Marte, pianeta governatore della Luna in Ariete, posizionato in decima casa in Vergine, - che richiama per analogia alla Luna Nera in Capricorno e in seconda casa -, accentua l'ambizione della posizione sociale, che la indurrà a scegliere, nonostante la sua natura ribelle, di essere condizionata dal denaro e dal potere della famiglia di Kennedy (Venere e Plutone in Ottava casa, la famiglia del marito).
Con questa natura ambiziosa e venale, causata naturalmente da insicurezza di fondo, Jacqueline non poteva essere coinvolta sentimentalmente a tal punto da permettere alla proprio Luna, l'intuitività -,  di svilupparsi a tal punto da percepire i9l pericolo, e di conseguenza, avere una influenza tale su John Kennedy  da indurlo a rinunciare al viaggio a Dallas.
Questo legame forte alla nascita e destinato di per sé a logorarsi nel tempo (congiunzione tra Nodo nord di Kennedy e Luna nera di Jacqueline) è stato anzitempo turbato nell'irrequietezza sentimentale  e sessuale di John Kennedy.
Il suo Nodo nord, quello di John, indica che nella sua ultima e breve esistenza determinati uncontri femminili sarebbero stati inevitabili. L'incontro con Marilyn Monroe è fra questi.
Marilyn era forse nella vita di Lincoln la moglie (Nodo sud di Marilyn sulla Luna di nascita di Lincoln).
John Kennedy nella sua esistenza non poteva certo rifiutarla per il semplice motivo che poco era riuscito a darle nella sua esistenza precedente.
Lei non era certo come Jacqueline, con un karma ambizioso e venale, bensì aveva un destino di schiavitù psicologica derivante dalla famiglia, di mancanza totale di amore e di educazione.
La madre malata di mente, astrologicamente, ha inculcato nell'inconscio della figlia la paura della  pazzia e realmente, i nodi posizionati in sesta e dodicesima casa la rendevano fragile nel sistema nervoso a causa delle sue enormi insicurezze.
La Luna Nera in Leone era indicativa altresì di un karma negativo con le figure maschili.
Questa Luna Nera le avrebbe certo procurato in questa vita sempre degli uomini potenti - di qui il significato del segno del Leone - ma non sempre potenti "alla luce del Sole", ed ecco i molti legami dell'infelice attrice con alcuni boss mafiosi.
Queste conoscenze furono estremamente pericolose per lei, perché fino alla fine fu incapace di intuirne il pericolo, nonostante sin dalla nascita fosse stata avvezza a violenze morali di ogni tipo.
Questo suo incosciente fatalismo sarebbe stato la sua rovina.
Una forte pulsione di morte era ospitata dentro il suo inconscio, verrebbe facile dedurre. Ma non era
così.
Una insaziabile sete di vivere, un modello pulito di amare nonostante tutto, una voglia di imparare e
apprendere e un desiderio di sempre nuove emozioni positive, questa era la sua vera natura (Giove e Luna in Acquario, Venere in Ariete, Sole e Mercurio in Gemelli). E questo suo reale modo di essere non le permetteva di fare uso delle cattive e brutte  esperienze come di un insegnamento di vita.
In mezzo a tante esperienze negative e deludenti, ecco l'incontro con John Kennedy.
Lui astrologicamente ne è letteralmente e totalmente affascinato. Il loro amore o "la loro storia", estremamente positiva, poteva essere vissuta fino al totale riscatto karmico di ambedue.
Sicuramente in ogni modo, fino a che "la ragion di Stato" del presidente non ha prevalso sul Kennedy uomo, essa è stata vissuta bene, per il modo istintivo di ambedue di amare.
Dopo la madre, Rose; queste sono le donne più importanti nella vita di John Kennedy.
La Luna Nera, il lato buio e oscuro della Luna, Lilith, la parte lunare, inconscia che ci fa paura e che ci attrae irresistibilmente. Il lato femminile più pericoloso , la se4duzione. Eva, la tentatrice, che induce Adamo al peccato. Ecco lo strumento sottile, non compreso, della morte di Kennedy.
John Kennedy, nel suo ruolo di giovane  presidente ha sicuramente commesso molti errori, come del resto tutti  i capi di stato, però i più gravi episodi, come quello infamante, chiamato della "Baia dei Porci", astrologicamente, non gli appartengono volutamente. Plutone, pianeta governatore di morte, essendo  congiunto al Nodo sud, karmico, che governa le vite passate, è posizionato in Cancro in Nona casa. Questa configurazione lo libera dalle gravi responsabilità di morte nella sua esistenza, mentre sarebbe stato il contrario se il Nodo nord fosse stato congiunto  a Plutone.
La Luna che governa il segno del Cancro si trova in Vergine in Undicesima casa. Questa posizione indica che la responsabilità reale morale ricade sugli altri, però lui rappresentando la nazione ne diventa il "capro espiatorio". Il Sole e Venere in Ottava casa indicano questa sofferenza. Essi si trovano in Gemelli, Mercurio il


suo governatore dà l'indicazione che, quello che poi viene riportato alla storia come sua responsabilità, viene anche creduto inderogabilmente.
Esiste un'altra similitudine astrologica di ritrovamento nella sua esistenza, legata al fratello Robert. Nell'esistenza di Lincoln egli rivestiva il ruolo dell'incaricato alla sua incolumità di nome Kennedy. Svolse il suo compito in maniera quasi ossessiva, tale era il suo pensiero assillante di un attentato che avrebbe potuto colpire Lincoln dovunque e in qualunque momento. Ma nonostante ciò fallì nel momento cruciale del destino di quest'ultimo.
La necessità di essere nuovamente al fianco della stessa entità lo ha portato a scegliere il ruolo del fratello, per avere la possibilità di porre rimedio all'impotenza del passato e poterlo nuovamente avvisare di un pericolo che poteva benissimo essere evitato. La sua nuova e ripetitiva impotenza è stata riscattata con la sua stessa morte avvenuta nel medesimo modo del fratello.
Un altro punto dolente nella vita di John Kennedy era la salute. Quei dolori di schiene lancinanti che lo bloccavano, che alcuni spiegavano come postumi di ferite di guerra, e che altri hanno corretto, giustamente o ingiustamente, essere una malattia renale, astrologicamente, sono indicati come debolezza fisica nel punto dove fu colpito a morte Lincoln (la Luna di nascita in Vergine e la Sesta casa in Pesci e Nettuno suo signore, posizionato in Decima casa dove si trova la Luna Nera danno questa indicazione).
Lincoln fu dal suo assassino alla nuca. Gli si bloccò immediatamente la spina dorsale. Ma, già nel 1843, in seguito a una brutta caduta da cavallo, per tutto il resto della sua vita fu affetto da forti dolori alla spina dorsale che alleviava faticosamente con cataplasmi, tisane e belladonna.
Nel 1943, nel Pacifico, la nave comandata da Kennedy fu speronata e nel naufragio e nel prodigarsi per la salvezza dei suoi uomini, egli riportò postumi per una lesione alla spina dorsale che lo costrinsero a indossare per sempre un busto di ferro e furono la causa dei suoi molti dolori fisici.
Anche il più severo dei lettori non può fare a meno di notare come le analogie tra le due personalità siano quanto meno singolari. L'ipotesi di una possibile situazione di reincarnazione può essere o meno accettata. Per i meno increduli il discorso potrebbe continuare attraverso il confronto tra l'attuale presidente Clinton e John Fitezgerald Kennedy. Le analogie, rafforzate dalle occasioni di incontro e dal fascino cinematografico dei due appaiono nuovamente più che sorprendenti.
Ma questa è un'altra storia karmica.

LINGUAGGIO ASTRALE   N. 92

 

Clara Negri

ASTROLOGIA E REINCARNAZIONE

 

Parlare di Astrologia e reincarnazione mi fa profondamente felice in quanto travalica il significato strettamente previsionale dell'oroscopo e investe il "perché" della previsione stessa,. Quindi il possibile motivo d'una configurazione astrale di nascita che è un destino in potenza, risvegliato dall'equazione Tempo sotto forma di transiti.
Sono anni che confronto istintivamente l'astrologia e i suoi tanti perché con tutta la tradizione filosofica e religiosa dell'uomo ma, avendo chiaramente avvertito di destare una netta ostilità da parte di vari colleghi, e desiderosa di non aprire nuovi fronti polemici, mi sono sempre ben guardata dal proporla nei vari Congressi o su riviste astrologiche dedicate agli addetti ai lavori.
Ho però ancora nella mente una frase che lessi tanto tempo fa e che trovo molto giusta: "se un uomo non è capace di combattere per le sue idee, o le sue idee non valgono niente o non vale niente lui"; perciò anche grazie alla piacevole notizia che il pubblico sta iniziando a considerare quest'altro aspetto dell'astrologia, sento il bisogno di tentare una spiegazione sui motivi che da più d'un decennio mi hanno fatto unire astrologia e  legge del karma.
Come ho detto nel corso d'un mio piccolo intervento a Milano, l'astrologia cerca di rispondere alle tre domande che più hanno tormentato e tormentano l'uomo: chi siamo? Dove andiamo? Da dove veniamo? Almeno per il "chi sono" l'oroscopo si rivela indubbiamente uno dei più validi psicotest che abbiamo; per il "dove vado" è invece fuor di dubbio che qui l'astrologia offre il fianco ai suoi denigratori a causa del suo ambiguo  e  contestato aspetto previsionale (le variabili interpretative sono troppe); ma la risposta al "da dove vengo", ossia "perché mi è capitato di nascere proprio in quel momento? Perché ho questo oroscopo?" può solo obbligare a prendere in esame l'antica sua fusione con le filosofie e le religioni orientali che professano la pluralità delle esistenze. Difatti è proprio nel tentativo di dare una risposta, sia dall'ottica astrale che da quella metafisica o spirituale, che la nostra disciplina confluisce in tradizioni altrettanto consolidate, tuttora accettate e seguite dai milioni di individui che credono nella reincarnazione e nella legge del karma.
In verità mi è difficile immaginare un essere dotato di ragione che mai una volta nella vita si sia chiesto se davvero si torna su questa terra. Se niente si distrugge e tutto si trasforma e se l'universo ci pone continuamente sotto gli occhi la legge del ciclo, dell'eterna rinascita, perché quest'ultima non dovrebbe riguardare anche il mio "io", temporaneamente liberato dalla gabbia del corpo e, dopo un periodo X, di nuovo attratto dall'esperienza terrena, pronto a ricominciare tutto daccapo sia per esaudire un diverso desiderio sia  per saldare il conto d'un altro già esaudito?
Il salace Voltaire diceva saggiamente che "nascere due volte non è più sorprendente che nascere una volta sola". Ma la teoria della reincarnazione non ha mai parlato del numero di volte in cui si viene su questa terra bensì del fatto che l'Entità, o l'Io superiore, nelle sue tante forme di esperienze vissute sui piani di coscienza e di esistenza i più diversi possibili, per un tempo indeterminato torna quaggiù come se andasse a una scuola dove si studia a proprie spese, per riscattarsi dagli errori commessi e per raggiungere gradualmente la perfezione che è impossibile realizzare in una sola, e sempre troppo breve. Esistenza
Così cicli ascendenti e cicli discendenti s'intrecciano in continuazione, inseriti sul piano della manifestazione e quindi della frammentarietà. L'obiezione che l'uomo non ha il ricordo delle sue vite precedenti non ha senso. Questa "dimenticanza" è da sempre considerata l'effetto dell'immersione dell'anima nel Lete, il fiume dell'oblio, perché solo cancellando dalla mente le precedenti esperienze terrene possiamo non venir negativamente condizionati da esse e rimanere pienamente responsabili di quel tanto di libero arbitrio che appartiene ad ogni esperienza umana.
Anzi, quest'oblio è senza dubbio da considerare un atto generoso della natura allorchè abbiamo sofferto, o abbiamo inferto, atroci ingiustizie e pene il cui ricordo ci arrovellerebbe ancora. Oggi la stessa psicologia ha scoperto che alcune esperienze altamente traumatizzanti vengono "rimosse" dalla mente, apparentemente cancellate, proprio per non farci rivivere in continuazione le scioccanti emozioni di allora.
Sono però dell'opinione che l'accettare o meno la possibilità della reincarnazione in molti di noi può venir facilitata da varie cose, fra cui i sogni ricorrenti, alcuni dei quali ci proiettano in luoghi che oggi conosciamo


benissimo, ma nel sogno ci appaiono con piccoli particolari in più o in meno. Non è insolito, poi, venire a sapere nel modo più casuale che un tempo (talvolta secoli o decine di secoli prima) quei luoghi erano proprio come li avevamo sognati e non come sono ora.
La reincarnazione viene accettata più facilmente anche da quanti nascono con attitudini innate, artistiche, intellettuali o religiose, molto probabilmente dovute a un cammino già iniziato ma non ancora completamente percorso e che richiede il suo completamento per un ulteriore avanzamento. A molti di noi è capitato di  imparare senza alcuna fatica materie di studio magari difficilissime e di provare invece enorme difficoltà nel memorizzare cose più facili che ci risultano completamente ostiche. Se "imparare è ricordare", la spiegazione è che ci riapproprieremmo senza sforzo di nozioni già assimilate in altre vite mentre faticheremmo di più per le novità o gli argomenti un tempo rifiutati.
Ma c'è anche un'altra cosa che può spingerci ad accettare la legge del karma: in una visione spirituale e religiosa della vita la reincarnazione restituisce il concetto di Giustizia al Creatore e spiega il perché del male che ci circonda. Questo male per la maggior parte è stato causato dall'uomo e solo lui oggi deve e può  toglierlo. La pluralità delle esistenze non può neppure causare la pigrizia nell'impegno a evolverci, come insinuano alcuni, perché si potrebbe rimandare la perfezione a domani, quando ci rendiamo conto che ogni errore commesso, prima o poi, sarà da noi riparato con sommo dolore per l'implacabile legge di Causa-Effetto. Questa legge che condanna il male non è qualcosa di squisitamente umano, quindi dipende da un concetto di oscura vendetta o di "male" legato a epoche, morale e costumi in continua evoluzione, ma s'inserisce semplicemente nei fenomeni della natura, fondendosi con vibrazioni o energie cosmiche, da noi chiamate buone  o cattive, che si contrappongono in continuazione.
A vibrazione "bassa" corrisponde vibrazione "bassa", ossia ogni incarnazione in un guscio corporeo materiale e imperfetto per legge di analogia ci farà trovare a contatto con gusci corporei altrettanto materiale e imperfetti. A noi non capita che ciò che ci somiglia e a questo punto si inserisce di diritto l'oroscopo di natività che ci fa  capire come siamo fatti e i tipi che siamo portati a incontrare nel corso della vite a causa della legge di attrazione dei simili.
Nella lettura reincarnazionista i simboli astrologici restano tali e quali, divenendo però, a cominciare da quello solare, l'espressione d'una qaulità da conquistare o da equilibrare (i rapporti buoni o cattivi del luminare ce lo suggeriranno). L'Ariete si porta dietro un problema di violenza e di aggressività da risolvere, il Toro di avidità materiale, i Gemelli di superficialità, il Cancro di famiglia, il leone di iperindividualismo, la Vergine di arida frammentazione della realtà, Una, la Bilancia di narcisismo e di esteriorità, lo Scorpione di dominio mentale o sessuale, Il Sagittario di esagerazione e millanteria, il Capricorno di arrivismo ed egoismo; l'Acquario di ribellione e trasgressione; i Pesci di incoerenza e contradditorietà.
L'Ascendente abbina le azioni solari dell'Anima alle motivazioni intime e nascoste. I pianeti seguono lo stesso iter interpretativo (la Luna simboleggia la madre che fummo o avemmo, Mercurio la mente e così via) e tutto il gioco interpretativo rimane tale e quale ma parte dal presupposto che gli aspetti buoni fra i pianeti indicano equilibri già raggiunti e benefici maturati mentre quelli di tensione tradiscono un debito da pagare, una qualità non ancora posseduta e che può obbligarci a molte pene per farla diventare finalmente nostra.
E' fuor di dubbio che questo tipo di lettura implica la necessità e la capacità di piegarci umilmente davanti a un disegno che trascende la nostra attuale volontà, cosa non facile in quanto, specie oggigiorno, tendiamo sempre più ad attribuire agli altri - stelle o società fa lo stesso - anziché a noi stessi, ogni cosa spiacevole che ci capita. Oramai ciascuno è spinto ad abolire la propria responsabilità, scaricando sull'ambiente, la famiglia, le  istituzioni, lo Stato o le configurazioni celesti ogni errore commesso.
L'astrologia reincarnazionista mira invece a responsabilizzarci non solo per quel che abbiamo fatto o possiamo dare oggi ma anche per quel che abbiamo potuto fare "ieri", giorno che si riferisce a eventuali vite anteriori.
Ecco perché questa visuale, se ben capita, può servire a ben guardarci dall'accumulare altro karma negativo (per karma si intende appunto la legge di causa - effetto, quindi le conseguenze delle nostre azioni). E' infatti questo karma ad essere la sorgente dei nostri dolori, causa prima degli effetti vissuti come punizioni terribili che viviamo sulla nostra pelle.
Il grande maestro Yogananda afferma che "un bambino nasce nel giorno e nell'ora in cui i raggi celesti si trovano in armonia col suo karma individuale. Il suo oroscopo è un ritratto accusatore che rivela il suo inalterabile passato e i suoi probabili risultati futuri".
Questa visuale stimola a seguire il sentiero delle rette azioni indicato da Buddha e a liberarci dai desideri, sia col soddisfacimento di essi - se sono leciti - sia col distacco, per arrivare allo stato ideale del Nirvana, ovvero dell'estasi perenne in fusione col divino.
Così, inoltrandoci in quest'arduo cammino, ci rendiamo conto che un dato tipo di oroscopo, che  apparentemente presenta problemi specifici imputabili all'esterno, al destino o al caso, in realtà rispecchia proprio situazioni interne che diventano analoghe agli accadimenti esteriori.
A noi non capita che quel che ci somiglia cosicchè  sbagliamo di grosso se consideriamo i nostri insuccessi  solo con il risultato di infelici circostanze esterne e se attribuiamo le vittorie al nostro merito e alla nostra buona volontà.
L'uomo deve rendersi conto che, per realizzare il suo destino, ha bisogno degli altri.
Senza dubbio l'astrologia karmica si trova davanti a due grossi ostacoli da superare: il primo che obbliga ad accettare la pluralità delle esistenze e il secondo a riconoscere nostre precise, e non sempre chiare, responsabilità, evidenziabili dall'oroscopo di nascita e che ci tolgono l'illusione di essere vittime d'un fato


ingiusto e crudele.
In quanto alle chiavi di lettura d'una astrologia così concepita, esse si attengono alla più stretta tradizione simbolica. I pianeti sono degli archetipi, i modelli ideali, e i loro rapporti celesti e terrestri ci illuminano non solo sul possibile vissuto presente ma anche su quello anteriore. Gli aspetti positivi indicano le conquiste, gli  equilibri raggiunti, quelli negativi le conflittualità, gli eccessi, gli errori commessi.
I segni sono le canalizzazioni in settori specifici delle nostre passate responsabilità, perciò tutti i significati ricavabili da una lettura tradizionale possono essere rivisti anche dall'ottica reincarnazionista.
Lo stesso continuo spostamento dei pianeti, e i continui nuovi aspetti che vanno a formare con la carta natale (mi riferisco ai transiti) rappresentano le tappe  della nostra evoluzione in specifici campi, le nostre possibilità   di ulteriore sviluppo o il rischio di pericolose d'arresto se non comprendiamo appieno il nostro ruolo in quest'assurdo palcoscenico che è la vita. Non dimentichiamo che l'oroscopo è un destino in potenza e che il moto dei pianeti rappresenta le fasi di questo destino che si sgranano come perle d'un rosario.
E' solo in quest'ottica, a mio parere, che l'astrologia ha tutte le carte in regola per riappropriarsi del suo antico ruolo di dottrina iniziatica e per liberarsi del suo riduttivo aspetto caratteriale o previsionale. Tuffandosi nelle problematiche dell'essere, stimolando rapporti tra nebulosi ricordi e possibilità reincarnazioniste, essa forma un ponte ideale tra quel che siamo e quel che crediamo di essere. E' da questa visuale che oggi ci tende la mano  e può permetterci di vederci ben inseriti nel ciclo cosmico che, in ogni caso, contiene un disegno perfetto e  forse aspetta solo di essere capito da noi.


LINGUAGGIO ASTRALE  N. 92

Anna Maria Pardera Lazzaro

 

IL NOSTRO KARMA SECONDO I "MESSAGGI DAL MONDO DELLO SPIRITO"

I testi di astrologia Karmica si moltiplicano da alcuni anni nelle nostre librerie; i più impegnati di questi  testi cercano di dare anche un indirizzo teorico a questa disciplina, proveniente in genere da filosofie orientali o da sedute medianiche, che a mio avviso, non sempre risultano essere del tutto convincenti.
Ho continuato a leggere, rendendomi sempre più conto che non ci poteva essere un'applicazione pratica di Astrologia reincarnata, senza una propria, salda filosofia sulla reincarnazione e, partendo dalla mia unica certezza, che l'arco di una sola vita non fosse sufficiente per arrivare ad una totale evoluzione spirituale, ho aspettato che Plutone facesse il suo lavoro.
A suo tempo, infatti, è arrivata la risposta alle mie domande: la mia amica Sandra, mi ha riportato in dono i primi due libri, poi il terzo, di nome e di fatto "Messaggi dal mondo dello Spirito". Sandra fa parte del gruppo A 7 di Bologna, un gruppo di studio medianico che si avvale dell'aiuto di Entità disincarnate per aver risposte circa la genesi e l'evoluzione sia ne4lla vita terrena che in quella ultraterrena.
La A sta per Ammari, la medium, ed è il nome che l'apparentemente fragile signora portava in una vita egiziana; la A sta anche per Amek, la sua Entità - guida affettuoso nonno di allora; 7, sono le persone del gruppo che aiutano la medium con le loro energie. A 7.
Da diversi anni, queste persone si riuniscono in una suggestiva casa cinquecentesca del centro, dove ricevono messaggi da Entità sapienti che rispondono alle loro complesse domande con grande fluidità e naturalezza. Un esempio:
"Se la vostra religione ammettesse la reincarnazione, non avrebbe più la possibilità di mantenere un certo ordine, una certa disciplina e regola di vita, che, badate figlioli, è anche giusta, sotto un certo aspetto, perché l'individualità, quando si incarna in condizioni di ignoranza della legge divina, ha necessità di trovare poi nella legge terrena qualche cosa che la freni".
La stesura dei libri si esprime in una serie di domande e risposte: gli autori hanno preferito pubblicare, come vi ho mostrato nell'esempio, i dialoghi così come sono stati registrati, man mano che la Medium parlava; questo nel timore di alterare, involontariamente, qualche concetto importante.
L'estrapolazione di una teoria in sequenza logica è stata lasciata alla sensibilità  del lettore.
Dalle domande, elaborate da un professore di filosofia di notevole cultura, traspare la lunga, sofferta meditazione su tutti i perché senza risposta che ci affliggono da migliaia di anni: perché la vita, perché la morte, la giustizia, l'ingiustizia..... Le risposte arrivano semplicemente: da esse traspare il grande desiderio delle Entità di aiutarci a capire che la conoscenza e la solidarietà sono tra le conquiste più importanti che una "Scintilla" incarnata deve acquisire ai fini della propria evoluzione.
E siamo arrivati alla "Scintilla". Ora, nell'impossibilità di condensare in poche cartelle il contenuto dei tre libri, mi limiterò a comunicarvi i concetti essenziali ai fini della lettura del  tema natale dal punto di vista  Karmico.
Avrete già capito che le scintille, o anime, o entità, individualità, esseri binomici, siamo tutti noi, che spesso scambiamo per vera vita quella che stiamo vivendo e dimentichiamo che la vera vita è l'altra, quella dell'altra dimensione, dove resteremo per sempre quando avremo terminato il nostro ciclo di reincarnazioni.
Ogni entità ha un'individualità irripetibile, ben distinta dalle consorelle e mantiene sempre la propria autonomia, sia nella condizione "incarnata" sia in quella "disincarnata".
Nel grande disegno evolutivo, ideato dall'Ente Supremo le scintille hanno una loro collocazione ben precisa: il compito di conquistare la conoscenza passando attraverso i vari stadi di evoluzione e pervenendo, infine, alla conoscenza totale.
L'individualità - scintilla, per evolversi, è costretta ad incarnarsi e si serve dell'involucro (corpo) che le permette di vivere e di venire a contatto con l'ambiente circostante e con la "materia" contro la quale lotterà strenuamente per superarla e vincerla. (Il concetto di materia è nonostante la parola un concetto astratto. Materia possono essere considerati i pregiudizi, i modi di comportamento nei confronti di altri individui, l'attaccamento morboso ai beni materiali, il pensiero in tutte le sue manifestazioni ecc. Da non confondersi la materia con la natura).
La lotta contro la materia impone prove uguali per tutte le anime, ma è la singola "Scintilla" che decide quando e come affrontarle: al momento dell'incarnazione essa può seguire un programma strettamente personale oppure concertare una prova in comune con la altre sue pari; quello che è certo è che la scelta è squisitamente personale, nessuno le obbliga o le giudica, non c'è nessun bisogno di interferenze esterne, essa è in grado di vedere e di giudicare da sola, perché vede la sua vita in un arco totale.


Esempio:
Domanda: Il giudizio che la "Scintilla" formula sul grado di evoluzione e sulla condizione celeste acquisita ha validità del tutto autonoma, oppure necessita del consenso dell'Ente Supremo?
Risposta: Questo è un punto fermo o forse di maggiore rilievo, della condizione celeste. L'Ente Supremo nei suoi disegni, ha concepito l'autonomia delle creature celesti nel giudicare il proprio grado di elevazione, come  la più significativa testimonianza della loro purificazione
Ecco dunque l'anima che fa la sua scelta: di volta in volta farà esperienza sulle tante difficoltà che offre la vita che si accinge a vivere: quindi, potrà scegliere un matrimonio infelice, una maternità inappagata, una perdita di beni, un fisico handicappato e potrà rivestire il ruolo di vittima o di carnefice: sì proprio di carnefice!
Infatti, se nessuna delle Scintille si accollasse la responsabilità di una vita da carnefice, non ci potrebbero essere Scintille in grado di scegliere il ruolo di vittima; e d'altra parte, quello che conta, è l'acquisizione della conoscenza nel suo significato di esperienza personale; a tutti sarà proposto ogni tanto questo tipo di incarnazione e dal momento che si tratta di una incarnazione oltremodo difficile richiede in  questo caso la garanzia dell'intervento di Entità superiori che dovranno seguire, aiutare e sostenere la Scintilla incarnata.
Esempio:
Domanda: Uno sterminatore di popoli, come Hitler, ammesso che questo sia il suo Karma quando arriva nella vita celeste, come si giudica?
Risposta: Posso dire che un cammino speso nella cosciente volontà di danneggiare e violentare i diritti altrui, la volontà altrui, la libertà altrui, è cammino che se è stato prescelto, è stato prescelto per umile e rassegnata accettazione da parte di un'Entità, che per potere dare ad altre Entità la possibilità di scegliere un Karma quasi di martirio, ha dovuto assogettarsi ad una scelta estremamente ardua, non solo difficile, ma dolorosa, paurosa; questo non porta tuttavia ad un giudizio negativo da parte sua al ritorno nella vita celeste: porta solo ad una penosa, struggente, tristissima considerazione delle condizioni umane; avrà poi da Entità Superiori che lo hanno convinto a questo, il premio per avere accettato qualcosa che in verità, vi assicuro, nessuna Entità vorrebbe accettare.
E non è finita: quando si reincarna, l'Entità non può portare con se tutta la sua conoscenza, ma solo ciò che le serve per questo viaggio proprio come un turista che porta abiti leggeri se va ai tropici o una pelliccia se si reca al Polo Nord, inoltre, quando prende il suo nuovo involucro, essa dimentica tutto, per cui si trova a ripartire da zero verso la sua nuova esperienza.
Comincia la lotta: l'essere umano, completamente ignaro delle sue scelte, soffre, si dispera, teme la morte, annaspa, nel vano tentativo di capire il significato degli avvenimenti; a volte prega, ma il sollievo è momentaneo, il suo destino lo insegue.
Eppure, anche in mezzo alla tempesta, l'uomo non è mai solo: un filo d'argento lo collega al suo  Spirito
- Guida e la Scintilla che è in lui lo consiglia, gli fa intuire la strada giusta e lo riporta sui binari del Karma, se momentaneamente ne esce; in questo modo , anche se sembra incredibile, molto spesso l'impresa è compiuta o quasi e comunque quello che resta da perfezionare si può terminare in una vita successiva.
Può anche accadere però che per varie ragioni la Scintilla sia impossibilitata a portare avanti il Karma scelto, soprattutto se atti arbitrari altrui, non previsti nel programma, ne impediscono la realizzazione; essa allora può decidere di abbandonare il corpo, morendo.
Fra le cento cose che si possono obiettare, la prima di solito è questa se è vero che se siamo noi a scegliere, perché ci carichiamo di tanti pesi da portare tutti in una volta, dato che abbiamo tante vie a disposizione? La risposta è che quando siamo puri spiriti, la lotta con la materia sembra molto più facile da vincere e nello stesso tempo si vorrebbero accelerare tutte le prove per non dovere tornare più a reincarnarsi, dato che, come si diceva prima, la vera vita è l'altra e non questa.
La lettura dei tre libri lascia piuttosto perplessi; è necessario lasciare sedimentare e poi meditare a lungo su questa serie di risposte molto spesso insolite.
Ad esempio, a domanda sul complesso problema morale che implica l'aborto, viene replicato che la  vita è data al corpo dalla Scintilla e che nessuna Scintilla sceglierebbe di entrare in un corpicino destinato a  non nascere, a meno che essa non volesse proprio quel tipo di esperienza.
Alla richiesta di giudizio sul suicidio, le Entità dicono che esso non è mai determinato dall'involucro, ma dalla Scintilla che presiede a quel corpo. Questo atto non è un segno di sconfitta per l'anima e non è neppure condannabile come incapacità di vivere; l'Entità è libera di decidere di allontanarsi dalla vita umana, se sente la necessità di un ritorno rapido alla vita celeste.
Infine una risposta inaspettata e molto consolante a domanda sulla sofferenza: non è vero che la purificazione si raggiunge solo attraverso il dolore, tutti gli atti umani possono tendere ad essa, anche i più semplici e cioè anche con poveri mezzi possono essere raggiunte forme catartiche elevatissime. Tutti i sentimenti positivi che vanno dalla sofferenza alla gioia collaborano al mantenimento di quella Armonia che consente l'Evoluzione Universale.
Posso dire per esperienza che dopo aver letto i libri e preso atto di queste teorie, così diverse ed evolute, si può cambiare pian piano atteggiamento nei confronti della vita; pian piano però; subito dopo la lettura, può anche capitare di avere notevoli perplessità durante l'espletazione delle proprie attività o anche durante la lettura di un tema al Consultante (posso andare oltre? Commetto un atto arbitrario ventilando queste possibilità?)  Più tardi però si può imparare a rispettare di più il proprio prossimo, si impara anche ad esprimere


giudizi in modo meno affrettato e temerario, migliorano le virtù della pazienza, dell'umiltà, dell'onestà  a discapito del numero dei nervosismi quotidiani; diminuisce l'ansia, aumenta la serenità.
Eccovi ora la carta del cielo di Ammari:
Appare subito la forte, ma duttile personalità della nostra medium, espressa dal bel trio in casa prima al bell'aspetto della Luna in 9a, dall'AS Sagittario con Giove in 1a e soprattutto vi prego di notare il fatto abbastanza raro dei Signori dei quattro angoli del cielo tutti in case cardinali.
Il grafico è molto equilibrato, nonostante la carenza di "Aria" che viene compensata in parte dall'importanza di Venere, Signora della X in Bilancia, in 1a, congiunta a Mercurio, signore della 7a, inoltre Venere partecipa alla dominante insieme a Giove.
L'aria, nel suo senso di disponibilità ai rapporti umani, è anche rappresentata da Plutone, Saturno e Urano nelle case 3a, VII ed 11a, i pianeti sono però nei segni "occulti" ed indicano attraverso l'energia del grande trigono, la capacità di Ammari di comunicare agli altri la grande ricchezza spirituale che sa attingere dalle profondità dell'altra dimensione.
Ammari ha anche forti capacità di donare energia attraverso le mani.
La presenza della parte di fortuna, accentua l'importanza della casa ed aiuta con la sua energia a fare  superare l'estrema difficoltà del Karma prescelto. In tutti itemi c'è un forte collegamento con una vita precedente, non necessariamente la penultima vissuta; i pianeti retrogradi possono significare esperienze non terminate che si cercherà di concludere.
Tornando ad Ammari è chiaro che la sua scintilla ha scelto a suo tempo di fare esperienze dolorose sulla perdita delle persone più amate in questa vita, per ottenere nell'altra quella conoscenza tanto utile a sé   ed all'intero Sistema. Questo destino si concretizza attraverso il quadrato Plutone R Marte, unico fra i pianeti nel tema: la signora perde prima un figlio bambino, poi il marito e qualche anno fa il secondo figlio.
Ora, se l'esperienza della vedovanza si può vedere anche attraverso la lettura normale del tema, ovviamente a fatti avvenuti, la 5a casa in Toro, con Venere Luna e Giove così ben sistemati, non parla certamente di perdite simili; il sistema delle case derivate può ricondurre al problema con Marte, signore dell'8a della 5a (12a) unico pianeta forte e senza recuperi in IV casa; tuttavia da qui a prevedere la perdita di due figli ce ne corre.
Leggendo karmicamente, avremo invece che l'esperienza di Ammari non sarà legata alla figlia femmina, che non corre rischi: bella 5a e Mercurio congiunto a Venere, bensì ai due maschi: Nodo Nord in 8a  in Leone, segno maschile e cosignificante della 5a casa, al quadrato di Saturno ospite dello Scorpione, ottavo segno, che, con il quadrato al Nodo, conferma la durezza di questa scelta. Che tutta questa esperienza sarà accettata senza ribellioni, ce lo dice proprio Marte che manda un trigono al Nodo stesso è trigono al AS Sagittario. Anche il segno del Cancro sulla punta dell'8a con il proprio signore in 9a, fa pensare che le amare esperienze saranno premiate con la capacità di trasmettere a figli spirituali (altro significato attribuito al Leone) le sue grandi conoscenze.
E Nettuno? Ricorderete Amek, lo spirito guida, nonno di Ammari nella vita egiziana. Amek aveva visto morire la nipotina a 16 anni, uccisa da un carro per un atto arbitrario altrui; il fatto che il nonno non avesse scelto come esperienza la morte di Ammari ed abbia accettato questo grande dolore in più, ha fatto sì che da allora non abbia più avuto bisogno di incarnarsi e nella vita celeste ha l'incarico di mantenere i contatti con gli umani per aiutarli.
E' stato così che ho pensato che l'antica fanciulla si è reincarnata dopo 4.000 anni per sperimentare lo stesso dolore vissuto dal vecchio nonno Amek. Questa esperienza si trova nel tema nell'aspetto di Quinconce tra il Sole, signore del Nodo Lunare, il Leone, e Nettuno, il mistico signore che regge il filo d'argento di Ammari nella dimensione celeste.
Il nonno Amek continua a chiamare per noi le Entità superiori "che manifestano una grande volontà di aiutare gli umani nelle loro ricerche; perciò il vecchio nonno Le visualizza come una squadra di nocchieri che partono pieni di molto entusiasmo per una loro missione; Esse stesse vi porteranno là dove è necessario andare.
A presto, figlioli. Nonno Amek".


Monty J. Renov


LINGUAGGIO ASTRALE N. 92


CARATTERISTICHE KARMICHE NELL'ASTROLOGIA

 

A mio avviso, gli aspetti disarmonici (congiunzione, opposizione, quadratura e semi- e sesquiquadrature) tra Giove e Plutone nel tema natale ci possono rivelare l'intenzione dell'anima di mettersi  alla prova in quest'incarnazione per verificare se sia in grado o no di superare la tentazione (porta avanti da qualche incarnazione precedente), o di arricchirsi o di farsi grande con mezzi illeciti, sotterranei, fraudolenti o con l'aiuto della malavita, della prepotenza, della corruzione, della azioni nascoste, dell'omertà, della violenza o/e della sottomissione degli altri. Se uno o no, addirittura, tutti e due i pianeti sono retrogradi, possiamo intendere la probabilità, allora, che l'abitudine sia già profondamente radicata nell'essere, perfino a livello inconscio. Naturalmente, le azioni e i modi di essere che corrispondono alle espressioni più negative di questa configurazione sono, infine, controproducenti anche per chi li mette in atto, dato che mettono in moto leggi cosmiche che provocano a loro volta le inevitabili esperienze correttive, secondo il principio universale di causa ed effetto, ossia la legge del Karma.
Spero sia evidente che una persona con questa configurazione astrale nel suo tema natale non sia automaticamente costretta a manifestare il suo lato più negativo di espressione: potrebbe già aver raggiunto una limpidezza interiore e una coscienza di sé di una tale profondità da rendersi relativamente libere dalla propria intenzionalità negativa inconscia(*); potrebbe aver trovato diversi modi positivi e costruttivi di vivere l'energia di questo aspetto stellare. Ma, tutto sommato, in persone poco evolute con questa configurazione, si trova molto più spesso la tendenza negativa e distruttiva piuttosto che l'espressione sana, ossia l'uso giusto ed equilibrato del proprio potere, che si riscontra più da eccezione che da regola.
E' vero comunque, che le tipiche manifestazioni di questa configurazione possono a volte mascherarsi o nascondersi, dando espressione al polo opposto di un'umiltà esagerata, ma molto critica verso i difetti altrui. Quest'ultima situazione può facilmente verificarsi nel caso in cui la configurazione si trovi quadrata a Saturno.  In tale caso, possiamo intendere comunque, che la tendenza primaria descritta sopra fa parte del patrimonio karmico della persona, ma che, dal momento che subisce un'interdizione all'espressione più estroversa caratteristica dell'aspetto, può tendere a vivere, invece, un'accanita antipatia verso le persone vanitose, prepotenti e arroganti, che vogliono essere sempre al centro dell'attenzione;: persone che rispettano i lati  rifiutati della propria interiorità. A uno stadio ancora più avanzato di sviluppo interiore, questa persona sarebbe in grado di riconoscere in se stessa la parte della sua personalità corrispondente a questi aspetti astrologici e, dandole ascolto e dialogando con questa subpersonalità esigente, senza lasciarsene sopraffare, e permettendole di esprimere tutto ciò che non si sentiva mai in diritto di pensare, quantomeno dire, si spiana la strada per l'avvenire del miracolo. Trovandosi in grado di trasformare e reincanalare l'immensa energia contenuta in questo lato infantile dentro di sé: quella stessa energia che anima il suo desiderio insistente e ossessivo di onnipotenza, di riconoscimento e di attenzione costante. Il grande beneficio per la persona che si mette in gradi di effettuare questa trasformazione interiore è quello di liberarsi dal suo risentimento verso chi riesce ad affermarsi, liberando così anche se stesso, quindi, di vivere il proprio potere in modo giusto ed equilibrato.
Tornando così ai casi dell'espressione più comune e più problematica della configurazione  sotto esame, vorrei proporvi l'idea di meditare sui seguenti temi natali di alcuni personaggi eccellenti di spicco, tutti e quattro aventi nel tema natale questo aspetto dissonante tra Giove e Plutone. Due sono imputati come  assassini spietati e due sono sotto accusa per corruzione. Le domande da porsi in ogni caso potrebbero essere: 1) E' stato in grado o no di superare la tentazione? Se la risposta a questa domanda è negativa, allora chiediamoci: 2) Quale tratto di carattere o atteggiamento predominante di questa persona costituisce  la trappola più grande per se stessa, e come viene simbolizzato nel suo tema natale? 3) Che osa ha dato per scontato nei suoi presupposti riguardanti la natura della vita , e in quale maniera la vita si sta mostrando, invece, diversa dal previsto per lui? e, 4)Quale impostazione di vita gli avrebbe consentito di allontanarsi dal pericolo di cadere nella propria trappola, e come viene simbolizzata nel suo tema natale questa eventuale impostazione positiva? e, infine potremmo domandarci: 5) Quale lezione o insegnamento potrei trarre per me stesso dalla esperienza di questa persona?


Potrei dire molte cose di questi personaggi e dei loro temi, ma mi limiterò a fare un breve commento  sul caso di Craxi , l'ultimo esempio che vi fornisco, non perché abbia qualche aspetto più grave degli altri, ma perché il suo comportamento , che esibisce dei tratti di carattere che sono tra i più particolari del suo segno solare, i Pesci (vedi i suoi discorsi: "fumus peresecutionis" e "hanno creato un clima infame", che sono proprio da manuale).. Mi fa venire in mente proprio le parole del grande psicanalista svizzero, Carl Gustav Jung. E, a mio avviso, parole più adatte di così, non si potrebbero trovare:
E' spesso tragico quanto sfacciatamente un uomo rovini la sua vita e quella degli altri, eppure quanto sia totalmente incapace di vedere che l'intera tragedia ha origine dentro di lui, e che lui stesso continua ad alimentarla ed a perpetuarla. Non coscientemente, naturalmente, perché coscientemente è impegnato a lamentarsi del perfido mondo, che nel frattempo recede da lui sempre più. E' un fattore inconscio quello che gli fa tessere la tela illusoria che vela il suo mondo.
E, riportando il discorso a noi, mi sento chiedere se non è forse vero che l'idea illusoria più pericolosa  in cui credono molti di noi esseri umani sia quella che barando con la vita, sia veramente possibile vincere alla fine?

 

Note (*) Vedi "Il sentiero del Risveglio  Interiore", Eva Pierrakos; C.E. Crisalide


Martin Schulman

LA PARTE DI FORTUNA E IL KARMA DEL PRESENTE
(trad. Mara Grillini ed Eduardo Hess)

LINGUAGGIO ASTRALE  N. 92

 

La Parte di Fortuna rappresenta il modo in cui l'individuo può raggiungere la sua gioia e la sua competenza più intensa. Ovviamente, ciò ha molto a che fare con la capacità che la persona ha nell'affrontare  e nel superare il suo Karma negativo creando e accettndo allo stesso tempo, i compensi derivanti dal suo Karma positivo.
Senza esaminare le esperienze passate, il Karma creato e vissuto nella vita corrente è maggiore di quanto si pensi. Se una persona vive una vita in cui si sente costantemente in colpa allora tende a focalizzare l'intero tema natale su Saturno. In un caso del genere un inconscio afflitto da questo senso di colpa può effettivamente impedire che emergano e si esprimano aree più positive del tema natale.
Se un individuo tende ad evitare la responsabilità, queste inizieranno ad accumularsi sulla sua testa. Anche qui il fardello di Saturno tenderà a farsi sempre più pesante tanto da far perdere il senso delle giuste proporzioni. Nel tentativo costante di mettersi alla pari con tutto ciò che prima si cercava di evitare si perde la prospettiva con cui è possibile fluire con l'insieme del tema natale e giungere alla felicità che si sta cercando.
Se una persona sa di avere dei problemi con i genitori eppure, nel timore di ferirli, evita quel conflitto che può portarla all'indipendenza, allora sente il peso di Saturno sotto forma di preoccupazioni segrete che guastano e oscurano la sua visione della vita. Anche se un individuo si sente responsabile per una situazione che interessa i suoi genitori o i suoi antenati, si trova, ancora, prigioniero di Saturno. E il risultato sarebbe ancora identico  se si sentisse di non essere a sua volta il genitore che dovrebbe essere.
Sono molti gli studenti di Astrologia e di Scienze Esoteriche vittime della falsa convinzione che Dio ha assegnato a loro una missione unica e speciale che deve svolgere un ruolo di primo piano nell'evoluzione dell'umanità. Anche questo comportamento induce Saturno ad incombere su tutto il resto del tema natale.
E' interessante notare come, alla maggioranza degli studenti di Astrologia che vede e si adopera a comprendere il proprio oroscopo per la prima volta, sorga il desiderio di eliminare Saturno dal teme mentre coloro che hanno studiato l'argomento per molti anni possono invece ritrovarsi a sottolineare eccessivamente  le sue esigenze. Entrambe le attitudini sono estreme e, come tali, impediscono all'individuo di sperimentare il flusso uniforme della personalità totale. Focalizzarsi troppo o troppo poco su Saturno causa tali disarmonie nel centro dell'essere individuale da inibire la ricerca di chi si è e di come si opera. Una delle qualità di Saturno più sconosciute e mistiche è l'esigenza di comprendere la formazione delle cose. A l'individuo ricerca la saggezza ad un livello tale da sovraccaricarsi di troppa conoscenza. La saggezza non può essere trovata. Proviene dall'esperienza della vita, non dai libri, e neanche ascoltando le parole di qualcun altro. E' il prodotto di tutto ciò che un individuo conosce basato su tutto quello che ha personalmente attraversato. La saggezza deve essere successivamente messa  in pratica altrimenti pietrifica.
Il giusto uso di Saturno consiste nel non attribuirgli né maggiore né minore importanza di qualsiasi altra parte dell'oroscopo. Sì, è vero, l'uomo ha delle responsabilità nei confronti delle necessità che ha creato per se stesso. Vi è comunque una notevole differenza fra l'avere a che fare con preoccupazioni, fardelli e obblighi che possono indurre alla cecità di fronte a tutto ciò che vi è da sperimentare ed affrontare le proprie responsabilità nel modo più semplice possibile - accettandole come dei semplici frammenti della propria tonalità di vita continuando a muoversi , per così dire, verso cose più grandi e migliori.
Saturno può facilmente diventare il pianeta della stagnazione e mantenere la persona allo stesso livello di coscienza per una vita intera. Durante questi lunghi anni, il Sole, la Luna, l'Ascendente e la risultante Parte di Fortuna sono costretti a giocare un ruolo di secondo piano di fronte a modi di pensare e di vivere arcaici e fuori moda.
Vi sono alcuni che nella vita "cercano di essere" e altri che cercano di comprendere come essere. I primi sperimentano la vita nella sua pienezza, gustando i cambiamenti delle stagioni e partecipando continuamente a nuove esperienze che danno vita ad un senso di progresso e di movimento.
Gli altri tendono a essere degli osservatori o dei manipolatori della vita, timorosi di bagnarsi la punta  del piede nelle acque delle emozioni, e di immergere la mente nel soffio della ragione, della verità e della saggezza.
Vi sono fondamentalmente due tipi di individui al mondo. Coloro che sanno e coloro che non sanno. Quelli che non sanno vivono nell'illusione di avere un controllo completo - non solo sulle proprie vite, ma addirittura sulle vite di chi li circonda. Non tentano neppure di porsi il problema di mettersi in armonia con la natura che li circonda, ma non vedono tutto questo come avente una qualche relazione con i loro piani. Trascorrono una gran parte della loro vita lamentandosi quando la pioggia impedisce loro una scampagnata, quando troppo sole li fa sentire a disagio, e quando un qualsiasi fatto esterno può limitare l'espressione della


loro volontà personale. Poi vi sono coloro che sanno. Sanno che la vita dell'uomo non è separata dalla natura ma è parte di essa. Si rallegrano della pioggia perché rinverdisce i prati e porta una fresca pulizia nell'aria. Si rallegrano del sole perché con il suo brillare rende più chiaro il grande scenario della natura in tutta la sua bellezza. Non guardano mai alle cose , alle persone o alle situazioni come ostacoli all'espressione della loro volontà ma, al contrario , vivono la loro vita come una distribuzione equa di doni e di sostegni offerti dalla natura.
Coloro che non sanno sono così poco sintonizzati con se stessi che molto poco nella loro vita  personale assume mai una forma che possa portarli verso la felicità. Si trovano sempre a correre con l'illusione dell'ego , che li conduce, come un carro messo di fronte ad un asino, da un'esperienza ad un'altra. Quelli che sanno non sono mai oppressi dalle responsabilità; mai inibiti dalle paure e mai intimiditi da preoccupazioni inesplicabili che alla fine si risolvono in ogni caso da sole.
Se qualcuno volesse scoprire qual è il suo particolare Karma, sarebbe tempo perso perché in ogni caso, al di là di ogni motivo plausibile, dovrebbe comunque viverselo in ogni caso. Il fatto è che la Parte di Fortuna, non essendo un pianeta specifico bensì una sorta di miscela di tre fattori orospici , può operare nel modo migliore solo quando si tenta di vivere la propria vita nel modo più naturale possibile. Per farlo bene il rimpianto e l'attaccamento a modelli passati di comportamento , che sono le caratteristiche dell'impiego negativo di Saturno, devono essere superati. Per paradossale che possa essere, l'individuo che vuole trovare il suo sé personale, deve trascenderlo.
Il mondo ha così tanto da offrire che il vero problema dell'umanità è il non sapere cosa scegliere. Quando finalmente giunge ad una scelta, non è mai totalmente sicuro che la sua scelta non lo abbia privato della possibilità di fare altre esperienze che forse gli avrebbero potuto procurare una maggiore soddisfazione. La paura di essere limitati nella propria condotta di vita è un'altra caratteristica negativa di Saturno. Coloro che sanno, infatti, non considerano le cose in questo modo.
Una delle ottime cose che si possono fare per armonizzarsi con la parte migliore della propria vita consiste nel limitare quelle esperienze, quelle circostanze e persone che tendono a stagnare la crescita, a disperdere le proprie energie, e a creare una molteplicità di distrazioni. Queste cose tendono a strappare il nostro ormeggio alla realtà mentre intraprendere questa opera di limitazione è utile per creare ordine e armonia e arricchire la vita in generale. Il mondo è troppo grande per avere tutto da esso ed è impossibile gustare le esperienze degli altri. In ogni oroscopo la Parte di Fortuna appare in una sola Casa e in un solo Segno. Ciò indica l'area specifica in cui, riuscendo a focalizzare positivamente le proprie energie, si riesce araccogliere  quei risultati che potranno condurre verso la singolare esperienza della gioia.
Guardare a troppe cose abbagli i sensi. Guardare costantemente i propri pesi fa perdere l'ottimismo verso la vita. Se, invece, si impara a fluire con il modo in cui le energie naturali si focalizano entro l'uomo, si scopre subito la propria straordinaria corrente di consapevolezza. Come un torrente montano che scorre verso la valle, se si rimane entro i confini della riva che ci definisce, si fluirà insieme alla corrente naturale. Questa corrente conduce verso l'oceano della gioia.


La n.92

Arielle Aumont

 

L'ASTROLOGIA DISCIPLINA DEL RISVEGLIO
(trad. Jolanda Boyko) Parte Prima

 

Tema/Mandala,  mezzo di meditazione

Nel campo della ricerca interiore, numerose sono le persone appartenenti all'ambiente astrologico che si sentono portate ad operare soprattutto ad un livello intellettuale e teorico, evitando coinvolgimenti emozionali e contatti con il presente, e limitandosi a conservare della capacità intuitiva soltanto quel lampo che nutre l'intelletto, senza preoccuparsi di aprire la porta alla sensibilità ed alla sottigliezza nella decifrazione del vissuto quotidiano.
La conoscenza di se stessi dipende al tempo stesso e dall'intelligenza e dall'intuizione. L'intelligenza  sta dalla parte della teoria (in q1uesto caso acquisizione ed utilizzazione della simbologia astrologica), l'intuizione partecipa all'apprendimento personale della scoperta dell'essere.

 

Ci si deve servire di entrambe per affrontare l'argomento.

Lo studio e la pratica dell'astrologia (fanno parte delle discipline insegnate nei monasteri tibetani) non devono limitarsi alla pura teoria (non devono limitarsi alla pura teoria (occasione soltanto di discorsi più o meno brillanti) dato che posseggono la proprietà di ciò che è personale ed individuale; la psicologia umana viene particolarmente esaminata e si rivela come la disciplina più adatta alla ricerca interiore, poiché essa rivela rapidamente quel che ci ferisce, ci ostacola e ritarda il cammino verso l'emancipazione.
Dire che la meditazione venga subito dopo la compilazione del tema può a taluni sembrare strano, non trattandosi che dello sfruttamento razionale dei dati forniti dal tema astrologico, corrispondente ad un susseguirsi logico legato a queste due discipline particolarmente complementari.
Non è il caso di spiegare qui a lungo che l'Astrologia è un linguaggio simbolico che parla di noi, dell'Universo rivelato e non. Ma è bene chiarire ciò che è la meditazione, al di là delle manipolazioni che fanno credere che esse sole siano sufficienti , al di fuori dei suoni e dei pranayama (tecniche respiratorie) acrobatici che,  provocando una certa auto-ipnosi, riescono a calmare la mente, imprigionandola però in altri lacci.
Questi "giri turistici" basati esclusivamente sulla nozione della facilità e del piacere, raccolgono il consenso degli ingenui, mentre i loro capi si prendono ben guardia dall'"impaurire il candidato informandolo", ricordando che il vero lavoro di base consiste nella presa di coscienza di ciò che può intralciarci o legarci a situazioni dolorose e senza sbocco, fino a quando un lavoro di fondo non venga iniziato.

 

CHE COS'E' ALLORA LA MEDITAZIONE?

La meditazione consiste nell'analizzare scientificamente, cioè con rigore ed obiettività, il nostro io profondo, vedere ciò che è importante e stabilire come regolarsi.
Può succedere che non si ritenga di trovarsi di fronte ad un evento qualsiasi, e che si debbano lasciare gli avvenimenti liberi di verificarsi, certi che la meditazione possa offrire qualcosa d'interessante alla nostra esistenza.
E' un'idea molto semplice e quindi tentatrice. Ma il motivo che ci spinge a meditare è ancora più forte, perché quando iniziamo a farlo, vediamo la situazione psicologica delinearsi in maniera precisa e molto concreta.
Per tutti il problema fondamentale sta nel rapporto molto critico (siamo i peggiori censori) che abbiamo verso noi stessi. La meditazione è il mezzo per riconciliarci e diventare amici del nostro io. Constatiamo inoltre che non siamo poi così mediocri come a volte ci viene fatto credere.
Scopriamo che la meditazione non ha nulla di esotico e straordinario e nulla di così elevato da essere messa al di sopra delle nostre attuali possibilità. La pratica della meditazione è un qualcosa che si sviluppa a livello personale.
Implica una relazione molto intima con noi stessi e ciò non ha nulla a vedere con il tentativo e la


necessità di pervenire ad uno stato di perfezione e di assoluto.
La meditazione consiste semplicemente nel penetrare nel nostro io spirituale, nell'esaminare realmente la concatenazione dei nostri pensieri senza provare alcune vergogna o orgoglio.
Consiste nel conoscerci con esattezza e completezza. Non esistono tecniche psicologiche che eguagliano l'astrologia che, unitamente al tema natale, offre la più preziosa base esistente per precisione, sottigliezza e profondità per la sua decifrazione. Se non possiamo diventare amici di noi stessi, non ci sono speranze. Se ci riteniamo incapaci, irrecuperabili, non c'è trampolino. Accettata questa situazione, dobbiamo costantemente ricercare qualcosa o qualcuno che ai nostri occhi appaia migliore di noi, per aggrapparci.... E questo può durare all'infinito..... E' infatti quel che esattamente facciamo.
Meditare, vuol dire mettersi in contatto con quel che realmente noi siamo, con le cose nude e crude, dolorose, irritanti e scoraggianti nel nostro intimo, (nel tema, in particolare gli aspetti - congiunzione, quadrato, opposizione dei pianeti lenti con i luminari).
Anche se questo ci disturba, ci ripugna, dobbiamo affrontarlo. E' bello vederlo. Gli aspetti intensi rappresentano delle facoltà in emersione; "questo male" che è ancora semplicemente un bene distorto, come afferma Khalil Gibran. Entusiasma scoprire che esistono in noi tali possibilità. Si tratta di una dimensione della bellezza diversa da quella correntemente riconosciuta. La gente viaggia per vedere montagne, mari, animali esotici, ma nessuno sembra apprezzare lo splendore dell'esistenza. In effetti si tratta di qualcosa di più bello della flora e della fauna, di più fantastico, più colorato, doloroso, affascinante perché più elaborato,  più sensibile, più commovente....
D'altra parte, poiché siamo delle strutture psico-fisiche è impostante che anche il corpo partecipi in modo semplicissimo e diretto. Utilizzeremo per questo l'identificazione con la respirazione che è alla portata di tutti.. Operiamo così con le nostre stesse risorse, iniziando modestamente in modo semplice ed ordinario.
E' la nostra situazione reale, quel che siamo attualmente, a fare da trampolino. Respirare, camminare, osservare, analizzare, sono i punti di partenza della meditazione.
La vita spirituale è ancorata nella realtà del nostro corpo. Del quotidiano. Perdere il passo..... significa differire ogni realizzazione.
Riassumendo ed in concreto, la meditazione ha per oggetto il compito - partendo da un'analisi acuta -  di sciogliere i nodi psicologici che ci ostacolano e limitano, impedendoci al tempo stesso l'accesso sl "Samandhi" (meditazione attraverso la quale viene meno la distinzione tra soggetto e oggetto) ed al "Satori" (risveglio nella realtà cosmica)... poiché ogni cultura è dotata di una propria terminologia. Utilizzeremo perciò inizialmente nel nostro studio i fattori del tema corrispondenti alle strutture fondamentali per accostarci alle situazioni primitive che appartengono all'inconscio (Ascendente) e poi all'intelletto (Sole/Luna). Strada facendo approfondiremo lo studio sui differenti livelli di funzionamento di questi organi psichici.

 

UTILIZZAZIONE DEL TEMA/MANDALA

Abbiamo trattato dapprima il Tema Mandala come supporto di meditazione utilizzando soprattutto l'aspetto grafico e le proiezioni cui poteva dar luogo, ed ora approfondiremo la pratica procedendo ad un lavoro ancora più interiorizzato.
E' puerile e presuntuoso mettersi a meditare senza condizione, prima di aver iniziato a "spazzare davanti alla propria porta)......
Non si può raggiungere la calma interiore che permette il funzionamento armonioso degli emisferi cerebrali, condizione categorica per accedere di coscienza modificati (satori, samadhi) se non quando  il mentale è relativamente tranquillo perché nessuna domanda o paura incombente può turbare l'ascolto del silenzio ...
Questa tranquillità si ottiene soltanto quando grandi problemi/nodi/tensioni psicologiche sono in fase risolutiva, dissolti da una spinta intellettuale di analisi, di distacco, in grado di ridare agli avvenimenti le loro esatte colorazioni e le giuste proporzioni.
In tal modo il Tema-Mandala diventa il mezzo base che fa guadagnare tempo considerevole perché come una carta della psiche, segnala la presenza dei nodi, delle manchevolezze, delle potenzialità, dei diritti e delle loro specifiche nature.
La metodologia è quella impiegata per la lettura del tema.
La differenza sta nel fatto che anziché elencarne rapidamente i dati, si procede nel corso di settimane a decodificare i nodi, ricercando le situazioni vissute in cui abbiamo operato in quel modo, ciecamente, istintivamente, sospinti come fuscelli di paglia dall'onda delle emozioni che trovano forza nelle loro ripetizioni, e che ogni volta si accrescono di elementi della stessa natura che le rendono maggiormente efficaci.
Questa tendenza non può "guarire" se non si risale lungo la "corda annodata" sino al più vecchio ricordo, sino alla brutale reazione che abitualmente ci proietta continuamente nello stesso vortice che fa di noi vittime sofferenti.......
La relazione con un pianeta (Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone) ci informa della natura dell'incidente; la potenza del flusso energetico che ci colpisce è data dal tipo di aspetto  (congiunzione, quadrato, opposizione, sestile, trigono).
Gli aspetti dei pianeti lenti nei confronti di quelli rapidi indicano la ricchezza delle nostre possibilità, il


loro grado di integrazione, cioè tutta una parte delle cianfrusaglie dell'inconscio che si aggiunge a quella già ricordata dell'Ascendente.
Nelle tre prime settimane di studio l'attenzione si concentra dunque sui tre punti base della nostra struttura psicologica.

 

PRIMA SETTIMANA, grafico e meditazione sulla croce che struttura il nostro tema.

IMPORTANZA DELL'ASCENDENTE che indica la natura della trama inconscia che ha raggruppato le nostre tendenze istintuali ed accoglie continuamente i risultati delle esperienze quotidiane, come una trama di tela di tessuto connettivo, tra le differenti funzioni.
In effetti il meccanismo della nostra psicologia funziona in modo tale da non permettere che i pensieri espliciti - buoni, cattivi o neutri - restino sospesi nel vuoto, privi di contenuto. I pensieri inconsci costituiscono la base per esprimersi. Questa "imbottitura" permette il buon funzionamento del processo, in modo che i pensieri possano inserirsi ad unlivello determinato.

 

 

SECONDA SETTIMANA, grafico e meditazione sul SOLE , o sulla LUNA arricchiti dei loro aspetti.

Meditazione sul luminare che domina a seconda del sesso. Il SOLE per gli uomini, la LUNA per le donne. Poiché il tema di esempio è quello di un soggetto maschile, il secondo argomento di meditazione sarà naturalmente il Sole.
Ricordiamo che il Sole simbolizza l'emisfero cerebrale sinistro, e presiede al pensiero logico, analitico, critico, e che la Luna simbolizza l'emisfero destro che gestisce principalmente il riconoscimento delle forme, l'intuizione, la sensibilità, la creatività. Questi due poli essenzialmente complementari caratterizzano il pensiero umano. Insieme permettono di generare idee e di mettere alla prova la loro efficacia.

 

TERZA SETTIMANA. Grafico e meditazione sul Luminare meno preponderante a seconda del sesso.

Questa settimana Perceval, mediterà sulla LUNA, dato che + un uomo. Mentre la donna mediterà sul suo SOLE.

 

QUARTA SETTIMANA (28 giorni - 1 Ciclo Lunare) grafico e meditazione sulla ricchezza della sinergia che si manifesta in occasione delle interazioni tra i fattori fondamentali della personalità.

Si tratta del funzionamento dell'intelletto partendo da SOLE/LUNA sullo sfondo dell'ASCENDENTE, entrambi modificati ed arricchiti degli aspetti ricevuti.
Torneremo dettagliatamente sulle modalità della meditazione. Questo primo lavoro sarà completato nella quinta settimana della meditazione su Venere/unione e, nella sesta su Marte/modalità dell'azione, per terminare nella settima con lo studio della sintesi, dei dati del Tema-Mandala (TM)                     che    concludono    il ciclo in 49 giorni.
La sequenza completa à di tre cicli di 49 giorni (ossia 21 settimane) al termine dei quali si possono notare dei cambiamenti nel comportamento, delle prese di coscienza che possono favorire lo sviluppo, la distensione progressiva che consente un'apertura verso se stessi e gli altri.
Questa visualizzazione da punti di vista differenti chiarirà in modo sorprendente, quel che sino ad oggi avete avuto nel vostro tema.
Provate e ne sarete sorpresi più di quel che immaginate.........

 

 

 

 

 

ASTROLOGIA DISCIPLINA DEL RISVEGLIO

Parte seconda


La natura delle domande che mi sono state rivolte a seguito della presentazione della pratica avente  per supporto il Tema Mandala (TM) mi induce, prima di proseguire, a definire il concetto di fondo che sta alla base di questo cammino.
Prima di iniziare un viaggio, è importante sapere da dove si parte e dove si à diretti....... In assenza di un chiaro e ben definito itinerario, si rischia di smarrirsi, di cedere nel corso del viaggio alle tentazioni del canto affascinante alle sirene che ci farebbe perdere tempo.
Perché un "discorso regga" occorre si inserisca in un insieme dotato esso pure di un piano coerente. Per arrivare ad una conclusione, occorre conoscere l'argomento da esaminare e sapere con chi si dovrà lavorare.

A questo proposito, studieremo:

  1. - L'essere umano nelle due manifestazioni maschile/femminile,
  2. - la sua costituzione e quel che ci si può aspettare da questa struttura psicofisica, 3 - il contesto filosofico che consente lo sviluppo delle sue facoltà.

Questi tre fattori costituiscono gli elementi base del lavoro.
Saranno continuamente analizzati, osservati a varie riprese sotto diverse angolature e livelli differenti, senza mai essere dissociati per evitare sviamenti. Tutto è collegato, ogni parte rimanda all'altra, la sinergia gioca su tutti i piani, tra i piani, noi ne scopriremo le interazioni, quanto ci ostacola o facilita nella Danza Cosmica.....
Provvediamo subito ad installare lo scenario e per iniziare ad esorcizzare il fantasma maggiore che attualmente incombe, parlerò di una interpretazione inesatta della nozione del Karma, per poter lavorare su un terreno sicuro.
Tratterò successivamente in breve la struttura psicofisiologica dell'essere che ne delinea  le  potenzialità.

 

CHE COS'E' IL KARMA?

E' bene anzitutto stabilire con esattezza il significato del termine KARMA ed in proposito mi pare corretto consultare i dizionari e soprattutto mi pare sensato conoscere il punto di vista delle personalità "al di sopra di ogni sospetto" per la loro origine culturale, l'educazione ricevuta, i riconoscimenti di competenza sull'argomento. Iniziamo con i dizionari.

 

PICCOLO LAROUSSE ILLUSTRATO 1992

KARMA o KARMAN n.m. (temine sanscrito). Principio fondamentale delle religioni indiane basato sul concetto della vita umana intesa come anello di una catena di vite (samara), essendo ogni vita determinata dagli atti compiuti in quella precedente.

 

 

 

DIZIONARIO SANSCRITO-FRANCESE N.Stchoupak-L.Nitti-L.Renou

KARMAN, opera, azione, fatto; occupazione, affare, dovere; atto o rito religioso, sacrificio; atto (personificato, risultante delle opere sotto forma di merito o demerito, (soggetto) che dipende dalle opere e  dalle loro conseguenze; lavoro, attività, prodotto, effetto; destino (conseguenza ineluttabile di atti compiuti in un'esistenza precedente.
Ecco quel che dicoco: IL DALAI-LAMA
"KARMA,.... Letteralmente: Azione del corpo, della parola, dello spirito). Nell'insegnamento buddista, il karma rappresenta la risultante delle azioni che lo spirito assimila e che dà vita conseguentemente a nuove azioni prodotte automaticamente. Questa legge del karma costringe lo spirito che la subisce a reincarnarsi, vita dopo vita. Da "L'insegnamento del Dalai-Lama Albin Michel.


Nei       "Colloqui con il Dalai-Lama" di John F.Avedon Ed. Dharma, a proposito della forza karmica, egli
precisa:
DL - .... ..il termine KARMA, vuol dire azione.
Ad esempio, in questo momento, io parlo: è un atto verbale. Muovo le mie mani; è un atto fisico. Esistono anche delle azioni mentali, dei casi privi di manifestazioni fisica e verbale. Queste azioni provocano risultati al tempo stesso immediati e a lungo termine. Il fatto di discorrere fra noi, genera una certa atmosfera. E' l'effetto immediato. Inoltre, la nostra conversazione stabilisce una potenzialità, un'impronta sul continuum (spazio- temporale) dello spirito. Da tale impronta infatti, si produrranno nuove azioni, buone, cattive e neutre, molto tempo dopo che le azioni originarie saranno terminate.... La durata del tempo trascorso tra l'azione ed il  risultato non crea alcuna differenza. Fino a quando non ci impegneremo con un mezzo adatto a ridurre la potenzialità, ad esempio quella  di una certa cattiva azione, essa continuerà semplicemente a sussistere.

Domanda: Dove si trova?

DL. - Nel continuum dello spirito. Due sono le basi fornite per la spiegazione di questa matrice, una continua e l'altra temporanea.
Quest'ultima rappresenta il continuum mentale, mentre l'altra che è continua, il semplice "io", il "se stesso della persona".

WALPOLARAHULA "L'insegnamento di Budda" secondo i testi più antichi Ed. Seuil, Collection Points Sagesse. "Il termine pali karma (karma in sanscrito, dalla radice kr, fare) significa letteralmente "atto" o "azione"? Ma  nella teoria buddista del karma, questa parola riveste un senso specifico: quello di azione volontaria", indipendente da quale (essa sia).
Non si riferisce al risultato del karma, significato che molti attribuiscono a questo termime, a torto e con grande inesattezza. Nella terminologia buddista karma non vuol mai indicare i propri effetti che sono invece chiamati "frutti" o "risultati"
....La sete, la manifestazione della volontà, il karma, buono o cattivo, ha per effetto una forza: quella di continuare, nella direzione buona o cattiva. Il bene od il male, è cosa relativa e si colloca nel circolo di continuità (samara). Un Arahant, per bene che agisca, non accumula mai karma, perché è libero della falsa nozione di sé, libero della sete di continuità e futuro. (Per lui, non esiste rinascita esiste solo la ri-nascita).

 

Non si deve mai confondere la teoria del karma con una sedicente "giustizia morale", con il significato di "ricompensa" o di "punizione".... E' una teoria di cause ed effetti, di azione e reazione; essa esprime una legge naturale che nulla ha a vedere con l'idea di giustizia compensatrice. Tutte le azioni che si appoggiano su una manifestazione della volontà producono i loro effetti ed i loro risultati.

 

JOHN BLODEL " Il buddismo tantrico del Tibet" Ed. Seuil Collection Points Sagesse.
KARMA e CAUSALITA':le azioni effettuate dal corpo, la parola e lo spirito producono risultati interni ed esterni che, combinandosi con i frutti delle altre azioni, diventano cause di molti altri risultati, parecchi dei quali riguardano direttamente l'autore di queste azioni.
Il karma (energia di causalità) porta anche a concatenazioni di azioni e reazioni che si prolungano di vita in vita e reggono l'insieme delle condizioni oggettive di ognuno.
Non si deve confondere il credo in questo karma con un fatalismo del destino.
Anche se dobbiamo raccogliere quel che seminiamo, siamo liberi di spargere grano nuovo che porterà buoni frutti. Inoltre, mano a mano che svanisce l'illusione dell'ego, la morsa del karma si dischiude.
Il processo karmico è complesso. Un criminale ad esempio si dibatte tra la apura della punizione legale e il terrore di essere scoperto; i risultati del suo crimine colpiscono la sua personalià sia rendendola più grossolana sia attraverso il rimorso che l'affligge, da questi risultati ne nasceranno altri ed altri ancora. La punizione legale può arrivare oppure no, ma il comportarsi male porta gravi conseguenze.
Mentre il credente può sperare che la sua pietà e le buone azioni vengano accolte come riparazione della sua colpa. Il buddista, sapendo che non esiste giudice, carceriere e carnefice più severo di se stesso e che la sentenza di giudizio è irrevocabile, capisce che vizio e virtù non si annullano mai l'uno con l'altro e che egli raccoglierà  e consumerà i frutti di ciascuno.
D'altra parte, dal punto di vista buddista, il male non è peccato ma ignoranza (poiché nessuno, in grado di prevedere tutte le conseguenze karmiche di un atto malvagio, potrebbe decidersi di buon grado a peccare). Ed è per questo che il rimedio sta nella saggezza che tende a diminuire l'ego e ad indebolire la forza karmica.
"Questa estrema semplificazione del funzionamento del karma rappresenta il livello al quale esso è ordinariamente compreso, ma il suo concetto così come lo spiegano i filosofi buddisti è ben più sottile e può essere più convincente per coloro che sono capaci di comprenderlo".

 

FINE DEL TERRORISMO KARMICO


Quanto siamo distanti dagli infantili o commerciali vaticini che da ogni parte ci stordiscono.
-Addio alle allarmistiche o rassicuranti futilità, per contabilizzare le nostre buone o cattive azioni, non esistono né libri contabili né divinità perverse....

  1. Sparita anche la nozione del bene e del male, poiché lo scopo era di riuscire a sganciarsi dal nostro attaccamento ai risultati delle azioni.... Passo che impiega il desiderio di manifestare la volontà.
  2. Voler "fabbricare un buon karma" è anche ridicolo, poiché comporta un'agitazione mentale (desiderio di ...) e la preoccupazione del risultato, opposto all' equanimità necessaria per conseguire la pace interiore.
  3. Ci vien detto con durezza che siamo i soli colpevoli e responsabili, che l'incatenamento samsarico può essere interrotto in qualsiasi momento, cioè nell'istante stesso in cui cambimo direzione, senza più lasciarci trascinare da una consuetudine che ci spinge a reagire in un modo o nell'altro. Ciò implica ugualmente, la spiacevole idea (a prima vista) che siamo soltanto responsabili di qual che ci accade di spiacevole, qualsiasi ne sia la natura...
  4. Non ci resta che coltivare il coraggio necessario allo sviluppo della "Vista Profonda", quella che illumina il ritorno alle origini dei fatti, alla scoperta delle successive scelte, fin qui, io a scrivere oggi per voi, e voi a leggermi...

Se vi interessate a questo testo, in linguaggio astrologico ciò significa che noi disponiamo in questa vita di dominanti comuni, cioè (Sole, Luna, Asendente, Angoli, posizionati in Capricorno, Acquario, Scorpione, o in aspettato con Saturno, Urano e Plutone) che ci portano ad interrogarci seriamente sulla nostra origine e sullo scopo dell'esistenza.
E' del tutto normale che le persone sensate rifiutino la salsa karmica attualmente somministrata dai giornali importanti e dai massmedia (la pochezza delle domande e dei commenti distillati dagli animatori della diffusione è pari soltanto alla loro mancanza di cultura in materia e alla loro incoscienza che li autorizza a trattare argomenti di cui sono all'oscuro).
Si distinguono due tipi principali di "approccio" alla confusione karmica:

  1. quelli cui "ciò importa molto" e che coscienziosamente esplorano il filone... perché no!!!!, il risultato ottenuto è a misura dell'"energia karmica" impiegata, seguiteli con la coda dell'occhio, non vi annoierete,
  2. quelli che credono di trovarvi degli "alibi di bronzo" per giustificare i loro insuccessi e compiacervisi....... Tradotto astrologicamente spesso si sente: con "il mio Saturno", il "mio Platone", congiunto al mio Sole, non potrò mai arrivare a ......

Ci sono delle mortificazioni esplosive, illuminanti, satorizzanti   che si perdono...
Riassumendo sembrerebbe che IL KARMA SIA L'ENERGIA DI SAUSALITA' di cui ci si può liberare nella misura in cui essa è:

  1. - una forza fatta di sete, di volizione,
  2. -  generata da impronte (condizionamenti)iscritte  nel continuuu dello spirito,
  3. - che non va mai confusa con una sedicente giustizia morale, né con la nozione di ricompensa e di punizione, 4 - che perde sostanza e forza pregnante mano a mano che si dissolve l'illusione dell'ego.

Che sollievo...

"quando sugli alberi crescono foglie e rami, basta tagliare le radici per abbattere il tutto. Allo stesso modo, se tagli la radice dello spirito, Le diverse attività mentali svaniscono.

Le tenebre accumulatesi durante migliaia di kalpas Una sola fiaccola disperderà.
Allo stesso modo, un'esperienza istantanea della Coscienza luminosa dissolverà il velo delle Impurità karmiche".

Mahamudra upadesa

 

 

 

TUTTA L'ASTROLOGIA E' KARMICA

Ogni manifestazione è karmica e l'astrologia l'elude tanto più parla della tendenza di fare, essere.... Come il sig. Jourdain che faceva della prosa senza saperlo, tutti gli astrologi fanno dell'astrologia karmica, e quelli che credono di aver fatto una scoperta, non hanno sfondato che una porta  aperta già da secoli.
Purtroppo, coloro che si vantano dell'astrologia karmica sovente rivelano nei loro discorsi e pubblicazioni, la propria ignoranza relativa al meccanismo del karma e alla filosofia in cui essa affonda le proprie radici.


Queste persone sono estremamente pericolose, a turno sventolano la maledizione corrispondente alle colpe che avrebbero commesse e che ora dovrebbero pagare, o l'assoluzione di fronte alla mediocrità od al lasciar correre, in nome di un Plutone o di un Saturno "che comunque impedirebbero sempre ogni riuscita"; segue un discorso in cui la psicanalisi selvaggia disputa col transpersonale, col trascendente, che porta definitivamente il consultante sconvolto da un così grande spiegamento di scienza a descrivere un destino  dalle dimensioni che non sospettava; scombussolato ritorna alla sia solitudine, persuaso che tutto ciò lo superi  e che non gli rimanga che da subire.....  E' il grande brivido assicurato, bisogna amare....

 

Fonte: http://www.dantevalente.it/biblio/karmica.pdf

Sito web da visitare: http://www.dantevalente.it

Autore del testo: sopra indicati & CIDA - CENTRO ITALIANO DI DISCIPLINE ASTROLOGICHE

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