Filosofia e psicologia domande e risposte

Filosofia e psicologia domande e risposte

 

 

Filosofia e psicologia domande e risposte

 

  1. A chi si deve l’edizione tuttora scientificamente accreditata dei cosiddetti Frammenti dei  presocratici?
    1. Hermann Diels e Walther Kranz
    2. Andronico di Rodi
    3. Diogene Laerzio
    4. Giorgio Colli e Mazzino Montinari

Tra le vie per dimostrare l’esistenza di Dio, Tommaso d’Aquino indica la cosiddetta prova “ex variis gradibus perfectionis” (o prova secondo la gradualità). Tale prova può essere definita in uno dei modi seguenti:

    1. prova a posteriori
    2. prova a contingentia mundi
    3. prova a priori
    4. prova ontologica

 

Nella prospettiva politica di Thomas Hobbes, lo Stato Leviatano è:

    1. una sorta di Dio mortale, a cui si deve pace e protezione
    2. come volpe e leone, perché unisce astuzia e violenza
    3. lo stato di natura, da cui i cittadini sono chiamati a liberarsi
    4. una condizione in cui vige la guerra di tutti contro tutti
  1. Nella Critica della ragion pura di Immanuel Kant, le pagine dedicate all’“Estetica trascendentale” si occupano:
    1. delle condizioni di possibilità delle nostre intuizioni empiriche
    2. dei principi fondamentali del giudizio di gusto
    3. di descrivere la nozione di “io penso”
    4. di conciliare il bello di natura e il bello artistico

 

In Agostino la concezione salvifica della grazia divina nasce da:

    1. una riflessione sulla Lettera ai Romani di San Paolo
    2. una riflessione sui fondamenti della natura e del cosmo
    3. una riflessione sulle dottrine neoplatoniche
    4. una riflessone sulle dottrine ecclesiologiche del vescovo Donato

Edmund Husserl è autore di un testo intitolato:

    1. La filosofia come scienza rigorosa
    2. Idee su una psicologia descrittiva e analitica
    3. Principi dell’aritmetica esposti con metodo nuovo
    4. I problemi fondamentali della fenomenologia

  1. Nella Nascita della tragedia dallo spirito della musica, Friedrich Nietzsche colloca la sintesi più elevata tra l’apollineo e il dionisiaco:
    1. nella tragedia attica
    2. nelle opere di Euripide
    3. nel mondo delle idee platonico
    4. nei culti orgiastici

 

La concezione aristotelica della realtà poggia sulla:

    1. contrapposizione tra sostanza e accidente
    2. contrapposizione tra soggetto e predicato
    3. contrapposizione tra analitica e dialettica
    4. contrapposizione tra anima vegetativa e sensitiva

Il cosiddetto “parricidio di Parmenide” è compiuto da:

    1. Platone in uno dei suoi celebri dialoghi
    2. Aristotele in uno dei testi che sono andati perduti
    3. Tommaso d’Aquino nella Summa Theologiae
    4. Zenone di Elea, nei frammenti che si sono conservati

 

Nel mito della caverna, esposto nella Repubblica di Platone, lo schiavo che si libera:

    1. deve abituarsi gradualmente a vedere la realtà fuori dalla caverna
    2. è cieco dalla nascita, perciò riconosce al tatto i profili degli oggetti
    3. uccide i suoi compagni di prigionia perché sono vittime dell’ignoranza
    4. muore quando giunge finalmente a respirare l’aria fuori dalla caverna

Secondo Karl Marx, l’economia è:

    1. la struttura fondamentale della storia e della realtà sociale
    2. la sovrastruttura che oscura il vero motore della storia
    3. l’oppio dei popoli
    4. la cattiva coscienza

 

  1. Nel saggio su L’origine dell’opera d’arte, Martin Heidegger:
    1. definisce l’essenza dell’arte come il porsi in opera della verità dell’ente
    2. proclama la “nostra ultima gratitudine verso l’arte”
    3. afferma che l'arte, quanto alla sua destinazione suprema, appartiene al passato
    4. denuncia la perdita dell’aura dell’opera d’arte
  1. Nel saggio su L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Walter Benjamin:
    1. descrive le modificazioni contemporanee nell’esperienza dell’arte
    2. condanna l’arte come imitazione di imitazione
    3. articola una teoria del Kitsch
    4. articola una teoria del gioco

 

  1. Nella Fenomenologia dello spirito, G.W.F. Hegel descrive alcuni aspetti del movimento dialettico ricorrendo alla nozione di:
    1. Aufhebung
    2. Verwindung
    3. Überwindung
    4. Mimesis praxeos
  1. Nelle Lezioni di estetica di Hegel, il bello artistico è individuato come:
    1. il tema fondamentale della sua estetica
    2. una copia degradata del bello di natura
    3. una copia degradata del mondo delle idee
    4. il tema fondamentale della sua filosofia della storia

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Classe A036 - Filosofia, Psicologia e Scienze dell'Educazione

 

 

 

Nella filosofia di Paul Ricoeur, i maestri del sospetto sono:

    1. Karl Marx, Friedrich Nietzsche, Sigmund Freud
    2. Ludwig Feuerbach, Karl Marx, Friedrich Engels
    3. gli esponenti dello scetticismo ellenistico
    4. David Hume e George Berkeley
  1. Il testo Risposta alla domanda: che cos’è l’illuminismo? è stato scritto da:
    1. Kant
    2. Adorno e Horkheimer
    3. Diderot e d’Alembert
    4. Montesquieu

 

  1. L’autore delle Ricerche filosofiche è:
    1. Wittgenstein
    2. Husserl
    3. Heidegger
    4. Hegel
  1. Nel Saggio sull’intelletto umano, John Locke argomenta:
    1. che tutte le idee e tutto il sapere sono acquisiti attraverso l’esperienza
    2. che tutte le idee e tutto il sapere sono innati
    3. che l’io penso deve poter accompagnare tutte le nostre rappresentazioni
    4. che l’esistenza di Dio è dimostrabile attraverso l’argomento ontologico

 

La paternità della nota affermazione secondo cui la conoscenza vera è conoscenza  attraverso le cause è attribuibile a:

    1. Aristotele
    2. Sesto Empirico
    3. la scuola sofistica
    4. la scuola di Francoforte

Il tratto caratteristico della pedagogia del periodo dell’Umanesimo è che l’educazione deve mirare  a:

    1. formare l’uomo completo: corpo e anima, senso e ragione, intelletto e carattere
    2. trasmettere agli educandi i corretti comportamenti da assumere in ogni momento del giorno e della notte
    3. trasmettere con esattezza il codice cavalleresco in modo tale che gli educandi possano apprendere le “Sette perfezioni del cavaliere”
    4. formare i giovani alla conoscenza di ciò che appariva accettabile della cultura classica, adeguando però opportunamente il significato dei testi letterari e filosofici

 

Il candidato legga il seguente brano:

«La principale modificazione sugli arredamenti scolastici è l’abolizione dei banchi: ho fatto costruire dei tavolini a gambe solidamente impiantate e larghe (prismi ottaedrici) in modo che non fossero soggetti a tremolio, ma “leggerissimi” così che due piccoli bambini di quattro anni potessero facilmente trasportarli – tavoli rettangolari ai quali, dal lato più lungo, possono assidersi comodamente due bambini e un po’ ristretti, anche tre. Inoltre ho fatto fabbricare delle seggioline da prima impagliate,  ma poi (l’esperienza ne ha dimostrato l’eccessivo consumo) tutte di legno, leggere, e possibilmente costruite con eleganza […] Fa parte dell’arredamento un lavabo molto basso in modo che il piano sia accessibile a un bambino di tre o quattro anni d’età. Le credenze sono basse ma molto lunghe, sì da comprendere un notevole numero di sportelli, la serratura è a portata di mano dei bambini, sì che essi possano  aprire  e  chiudere  e  disporre  oggetti  dentro  ai  reparti.  I  tavoli  e  le  sedioline  leggere     e


trasportabili permetteranno al bambino di scegliere la posizione più gradita; egli potrà accomodarsi anziché sedersi al posto: e ciò sarà insieme un segno esterno di libertà e un mezzo di educazione».

Il brano è significativo in quanto, parlando dell’arredamento di una scuola rimanda al metodo pedagogico utilizzato. A giudizio del candidato il brano è tratto dall’opera:

    1. Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile (1909) di Maria Montessori
    2. L’obbedienza non è più una virtù (1965) di don Lorenzo Milani
    3. La scuola elementare rinnovata secondo il metodo sperimentale (1914) di Giuseppina Pizzigoni
    4. Un esperimento di scuola attiva (1954) di Ernesto Codignola

Il candidato indichi quale delle seguenti affermazioni è corretta:

    1. i giardini d’infanzia ipotizzati da Froebel dovevano essere luoghi dove i bambini potevano stare insieme, con spazi attrezzati per il gioco e il lavoro infantile, per le attività di gruppo, come il canto, organizzati da una maestra giardiniera in grado di guidare le attività senza una forma organica e programmata
    2. i giardini d’infanzia ipotizzati da Comenio dovevano essere luoghi dove i bambini potevano giocare, con aiuole e spazi verdi, in modo da stimolare le più diverse attività dei bambini, sotto la guida dell’educatore. Il giardino era l’ambiente idoneo per alimentare lo sviluppo dello spirito infantile
    3. i giardini d’infanzia ipotizzati da Rousseau dovevano essere luoghi dove i bambini potevano osservare la tavolozza delle stagioni, pertanto erano luoghi metaforici (in quanto i bambini erano come fiori da coltivare), ma anche luoghi reali in quanto gli asili si dovevano aprire su un portico o un’area verde
    4. i giardini d’infanzia ipotizzati da Pestalozzi dovevano essere luoghi dove le madri potevano trovare buone condizioni igieniche e opportuni stimoli pedagogici al fine di essere istruite nel delicato e impegnativo compito dell’educazione dei figli

 

Lo studioso francese Émile Durkheim è uno dei padri fondatori della sociologia, ha fondato la prima rivista dedicata alle scienze sociali: l’“Année Sociologique” e ha applicato la sociologia all’educazione. Secondo Durkheim:

    1. a scuola s’impara quotidianamente cosa è bene e cosa è male, cosa va fatto e cosa no; si sviluppa una forma di “controllo interno” che rende meno importanti le forme di controllo esterno
    2. a scuola s’impara il patrimonio di sapere accumulato e ritenuto importante dalla società: conoscenze umanistiche (letteratura, storia, geografia, studi sociali) e scientifiche (matematica, fisica, chimica) ritenute indispensabili per vivere in una determinata società di un determinato periodo storico
    3. a scuola s’impara un’attitudine a considerare l’apprendimento come un bene sociale per il soggetto, nel senso che si comprende che una persona istruita è più autonoma, critica e capace d’inserirsi nella società
    4. a scuola s’impara che l’organizzazione del sistema scolastico è regolata da una serie di norme (leggi, decreti, ordinanze, circolari) che costituiscono il complesso della così detta legislazione scolastica e che assicurano il funzionamento delle scuole di uno Stato

Il candidato legga il seguente brano:

«Cosa si può fare, e in che modo, per portare la scuola in rapporto più stretto con la vita della casa e del vicinato, invece di avere nella scuola un luogo dove il ragazzo si reca soltanto per imparare certe lezioni? Che cosa si può fare per abbattere le barriere che son venute a separare la vita scolastica del bambino dal resto della sua vita quotidiana?»

A giudizio del candidato e in base alle letture fatte, il brano è tratto da:

    1. un’opera di John Dewey del 1900
    2. un’opera di Jerome Bruner del 1981
    3. un’opera di Aldo Visalberghi del 1967
    4. un’opera di Maria Montessori del 1946

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Partendo dall’osservazione di ciò che vedeva intorno a sé, un insegnante originario della Boemia, Giovanni Comenio (1592-1670), iniziò nei primi decenni del Seicento a riflettere sull’importanza della scuola e dell’educazione. Una sua intuizione molto significativa per lo sviluppo del pensiero pedagogico moderno fu quella di:

    1. affermare la necessità di istituire almeno una scuola di primo grado unica, comune ai bambini di tutte le classi sociali, maschi e femmine, perché chiunque viene messo al mondo ha diritto di essere attore non solo spettatore
    2. affermare la necessità di conoscere gli autori classici e di far apprendere a tutti il latino e il greco rinunciando alla grammatica e privilegiando il metodo della lettura e della conversazione, come se fossero lingue vive
    3. affermare la necessità di stabilire un decalogo di precisi doveri dei genitori nei confronti dei figli, fra cui il dovere di attribuire un nome decoroso e insegnare le buone arti, in modo che l’educazione potesse iniziare dall’ambiente domestico
    4. affermare la necessità di registrare ordinatamente i risultati delle esperienze d’insegnamento condotte, costruendo delle tavole che consentissero di raccogliere le osservazioni in modo sistematico

 

Il medico psicologo e pedagogista Edouard Claparède nel 1904, durante lo svolgimento di un seminario che teneva per le maestre delle classi speciali, ebbe l’idea di:

    1. fondare un centro di ricerca e di formazione, che poi aprì ufficialmente a Ginevra nel 1912, chiamandolo Institut Jean Jacques Rousseau, che divenne in poco tempo uno dei maggiori centri di ricerca e sperimentazione nel settore della psicologia, della pedagogia e della formazione degli insegnanti
    2. fondare un istituto di rieducazione per bambini con problemi di linguaggio, che poi aprì ufficialmente vicino a Bruxelles nel 1907, chiamandolo École de l’Hermitage, che divenne in poco tempo un istituto sperimentale dove tutte le potenzialità dei bambini erano valorizzate
    3. fondare un Laboratorio di psicologia sperimentale, che poi aprì ufficialmente a Parigi nel 1905, chiamandolo Societé pour l’étude psycologique de l’enfant, che divenne in poco tempo un luogo di ricerca dove si iniziarono a condurre studi sull’intelligenza degli alunni delle scuole elementari parigine
    4. fondare una scuola elementare annessa all’Università di Parigi, che poi aprì ufficialmente nel 1910, chiamandola École John Dewey, dove gli allievi non avevano l’obbligo di stare seduti per ore ad ascoltare l’insegnante ma potevano muoversi in autonomia e svolgere molte attività anche pratiche

Il trattato Il Cortigiano (pubblicato da Baldassar Castiglione nel 1528) contiene un messaggio pedagogico significativo per la sua epoca:

    1. per gli uomini nobili è necessario un lungo apprendistato per vivere al meglio la vita presso le corti e per rispondere a ciò che essa richiede: doti fisiche e morali, cultura e fascino, saggezza e capacità di riconoscere il bello
    2. per gli uomini nobili è necessario un lungo apprendistato per conoscere gli aspetti formali del comportamento e le regole della buona società, relative a comportamenti e atteggiamenti sia per vivere nelle corti che nelle città
    3. per gli uomini nobili è necessario un lungo apprendistato per imparare tutte le arti militari e l’uso delle armi e, solo quando entrano a far parte di una corte, è opportuno che inizino a occuparsi di educazione classica e letteraria
    4. per gli uomini nobili è necessario un lungo apprendistato per imparare a gestire i tanti collaboratori (soldati, capitani, mercenari) nelle imprese guerresche e militari, per i quali essi dovevano rappresentare i primi esempi di moralità e saggezza

Nella visione pedagogica del filosofo/pedagogista John Dewey:

    1. la scuola doveva essere considerata non come preparazione alla vita, ma come vita essa stessa, un luogo dove il processo educativo si doveva sviluppare sul fondamento dinamico dell’interesse, inteso come molla per ogni impegno vero, con un continuo interscambio fra la fase conoscitiva e quella pratica
    2. la scuola doveva essere considerata il luogo dove il maestro e l’allievo potevano lavorare insieme per raggiungere la verità, in modo che l’educazione fosse realmente un divenire dello spirito; non si potevano fissare in anticipo le fasi dell’insegnamento né prescrivere dei metodi: il metodo era il maestro stesso
    3. la scuola doveva essere considerata un luogo improntato alla massima libertà e alla libera iniziativa degli allievi, non ci dovevano essere proibizioni né programmazioni; gli allievi dovevano acquisire in modo autonomo il senso della vita e della libertà, attraverso esperienze di giochi, iniziative individuali, colloqui
    4. la scuola doveva essere considerata il luogo ideale per la formazione delle classi sociali subalterne, dove allievi e genitori potessero trovare consigli pratici per far fronte alle trasformazioni rapidissime che la società dell'epoca proponeva

 

Secondo il sociologo Edgar Morin:

    1. la scuola non dovrebbe fornire troppe nozioni, al punto di riempire le teste degli allievi, ma fornire un’attitudine a trattare i problemi, collegare i saperi, dare loro un senso
    2. l’aumento progressivo del tasso di scolarizzazione rende la società nel suo complesso più efficiente e produttiva e l’importanza attribuita alla scuola si è concretizzata in una serie di cambiamenti progressivi che hanno attraversato il Novecento
    3. la scuola è il canale privilegiato per la scolarizzazione secondaria, cioè per garantire l’insieme di relazioni sociali che il ragazzo ha con altre istituzioni oltre la famiglia
    4. la scuola è solo uno dei canali per l’apprendimento, gli altri, definiti scuola parallela, sono: televisione, stampa, internet, social network, esperienza quotidiana

Gli scritti pedagogici di Tommaso D’Aquino sono l’undicesima Quaestio intitolata De Magistro e un articolo della Summa Theologiae (I, CXVII, 1); in essi è affrontato il tema dei rapporti fra educatore e educando. Nella concezione pedagogica di Tommaso:

    1. il ruolo del maestro è fondamentale perché propone gli strumenti e gli aiuti di cui l’intelletto dell’allievo ha bisogno
    2. il ruolo del maestro è fondamentale perché deve ammonire e stimolare l’allievo a fare esperienza diretta della realtà
    3. il ruolo del maestro è fondamentale per sviluppare le tante attitudini dell’allievo, in particolare la sua capacità di giudizio e il senso dell’armonia
    4. il ruolo del maestro è fondamentale in quanto egli, conoscendo il latino e il greco, consentiva all’allievo di leggere i testi antichi nella loro stesura originale

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Il candidato legga il seguente brano, nel quale si parla dell’educazione nell’età dell’adolescenza, un’età nella quale l’educatore deve mettere il ragazzo in condizione di fare esperienza degli altri, un compito difficile e delicato per il quale possono servire la storia, le biografie, le narrazioni:

«Ai segni manifesti di un umore che cambia si uniscono sensibili cambiamenti di aspetto. La sua fisionomia si sviluppa assumendo l’impronta di un carattere: la tenera e rada lanugine che ricopriva le guance diventa più scura e prende consistenza. La voce cambia anzi si perde: non essendo più un bambino e non essendo ancora un uomo, egli non riesce a prendere il tono di nessuno dei due. Gli occhi, questi organi dell’animo che finora non hanno mai parlato, trovano un linguaggio e un’espressione; un fuoco nascente li anima, i loro sguardi più vivi conservano ancora una pia innocenza, ma non hanno più l’ingenuità primitiva. […] È a questo punto che avviene la seconda nascita: adesso l’uomo nasce davvero alla vita e nulla di umano gli è estraneo».

Da quale opera è tratto il brano?

    1. Dal Libro Quarto dell’Emilio di Jean Jacques Rousseau
    2. Dal Libro Primo di Il Saggiatore di Galileo Galilei
    3. Dal Capitolo Secondo di Pensieri sull’educazione di John Locke
    4. Dal Capitolo Terzo della Didactica Magna di Giovanni Comenio

Il filosofo inglese John Locke, nell’opera Pensieri sull’educazione, si rivolgeva in particolare ai figli dei borghesi (gentlemen) e degli uomini d’affari del suo tempo; riteneva che ci si educa e dunque si diventa migliori non attraverso l’incorporazione mnemonica di nozioni ma attraverso un processo  di assimilazione interiore della coscienza. Secondo Locke, la formazione avviene stando a contatto con l’esterno e con l’esperienza; l’esperienza poi deve essere interiorizzata, deve consentire lo sviluppo delle capacità del singolo e l’acquisizione di idee per poi esteriorizzarsi nel rapporto con gli altri. Nella prospettiva pedagogica di Locke, il modello ideale di educazione prevedeva che:

    1. il ragazzo dovesse avere un precettore privato, che poteva garantire una migliore formazione morale, sapeva tenere nella giusta considerazione il temperamento dell’allievo ed era in grado di modulare il programma di studio alle sue esigenze
    2. il ragazzo dovesse studiare in una scuola suddivisa in quattro gradi successivi: scuola materna, scuola di lingua nazionale, scuola del latino, Accademia, in modo da sviluppare gradualmente e bene tutte le sue potenzialità
    3. il ragazzo dovesse seguire un curriculum di studi nel quale era attribuita molta importanza alla composizione scritta (di solito in latino, talvolta in greco) e alla declamazione di passi di autori classici (o scritti dal ragazzo stesso) di fronte alla classe o davanti a un pubblico
    4. il ragazzo dovesse avere, dai sette ai quindici anni, una cultura di tipo enciclopedico in grado di spaziare nei diversi campi del sapere e con un’attenzione particolare per le innovazioni tecnologiche e le scoperte scientifiche

 

Secondo gli studi dei sociologi il tasso di scolarità è:

    1. la percentuale di individui che frequentano regolarmente  la scuola nella fascia di età prevista
    2. la percentuale di individui alfabetizzati
    3. la percentuale di studenti che supera l’esame finale di un ciclo di studi nella fascia di età di riferimento
    4. la percentuale di individui che hanno raggiunto la laurea triennale universitaria

Nel 2000 fu sottoscritto da tutti gli Stati membri dell’Unione Europea un importante documento sull’educazione, il Documento di Lisbona, che fissava una serie di obiettivi per gli anni a venire per tutti  gli Stati. Quale dei seguenti è uno di questi obiettivi?

    1. Portare entro il 2010 il tasso di scolarizzazione secondaria almeno all’85%
    2. Estendere entro il 2020 le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (TIC) almeno all’80% delle scuole secondarie di secondo grado europee
    3. Riconoscere entro il 2020 agli allievi delle minoranze etniche e linguistiche presenti nelle scuole europee la possibilità di preservare le loro tradizioni, la lingua, la cultura
    4. Assumere entro il 2015 in tutte le scuole europee una prospettiva sistemica in base alla quale l’handicap degli studenti possa rappresentare per tutti occasione di conoscenza e di agire sociale

Secondo Lewin i conflitti sono classificabili in:

    1. conflitti di avvicinamento; di allontanamento; di avvicinamento e allontanamento
    2. conflitti a valenza positiva, valenza negativa o valenza alternata
    3. conflitti interindividuali e intraindividuali
    4. conflitti consci, preconsci e subconsci

 

Il processo di categorizzazione o formazione dei concetti comprende due momenti:

    1. astrazione e generalizzazione
    2. immaginazione e focalizzazione
    3. immaginazione e defocalizzazione
    4. astrazione e rigenerazione

Gli stili di attaccamento possono rappresentare:

    1. indicatori precoci delle modalità di apprendimento in quanto orientano la formazione dei concetti di sé e dell’altro
    2. indicatori tardivi delle modalità di apprendimento in quanto orientano la formazione dei concetti di sé e dell’altro
    3. indicatori interferenti delle modalità di apprendimento nella formazione dei concetti di sé e dell’altro
    4. indicatori alternanti delle modalità di apprendimento nella formazione dei concetti di sé e dell’altro

 

Tra le varie tipologie di apprendimento si annovera:

    1. l’apprendimento per esposizione ad un modello
    2. l’apprendimento per esaltazione di un modello
    3. l’apprendimento per sottrazione ad un modello
    4. l’apprendimento per conversione ad un modello

Secondo la teoria di Piaget lo sviluppo cognitivo passa attraverso diversi stadi. Quale tra le seguenti corrisponde alla sequenza corretta?

    1. Stadio Senso-motorio, Pre-operazionale, Operazionale, Formale
    2. Stadio formale, Operazionale, Pre-operazionale,Senso-motorio
    3. Stadio Operazionale, Formale, Senso-motorio, Pre-operazionale
    4. Stadio Senso-motorio, Pre-operazionale, Formale, Operazionale

 

Il gruppo di controllo è previsto:

    1. nell’ambito del metodo sperimentale
    2. nell’ambito dei metodi computerizzati
    3. nell’ambito del metodo correlazionale
    4. in ogni caso

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  1. Quale processo cognitivo elabora informazioni attraverso le tre modalità: codifica, ritenzione e recupero?
    1. Memoria
    2. Percezione
    3. Apprendimento
    4. Pensiero

 

Come variabile indipendente si intende:

    1. la variabile manipolata dallo sperimentatore
    2. un aspetto evidente del comportamento
    3. una variabile esterna non correlata
    4. un fattore ignoto ricorrente

La fissità funzionale del pensiero secondo Duncker:

    1. ostacola il processo di soluzione dei problemi
    2. è indipendente dalla soluzione di un problema
    3. facilita il processo di soluzione dei problemi
    4. è un atteggiamento polifunzionale

 

Quale modello teorico ha proposto una serie di “leggi di organizzazione percettiva”?

    1. Gestalt
    2. Cognitivismo
    3. New Look
    4. Comportamentismo

Secondo la teoria monofattoriale di Spearman, l’intelligenza è data in particolare:

    1. da un fattore generale detto fattore g
    2. da numerose abilità che l’individuo possiede
    3. da un fattore preponderante che si riferisce all’intelligenza emotiva
    4. dal quoziente di intelligenza

 

Secondo Maslow la motivazione sarebbe ipotizzata come:

    1. un’organizzazione gerarchica di bisogni
    2. una parità di bisogni
    3. una dominanza dei bisogni fisiologici
    4. un peso rilevante all’attaccamento

Il New Look era una corrente che spiegava l’atto percettivo:

    1. come un processo basato sulle motivazioni
    2. come il frutto della tendenza alla regolarità
    3. come il risultato di operazioni di reti neurali
    4. come un processo complesso basato sugli schemi mentali

 

Secondo la teoria multiprocesso la memoria è articolata in:

    1. memoria sensoriale, a breve e a lungo termine
    2. memoria di lavoro, a breve e a lungo termine
    3. memoria iconica, sensoriale e a lungo termine
    4. memoria di lavoro, semantica e a lungo termine

Che cosa è l’attenzione?

    1. Un processo di selezione e messa a fuoco delle percezioni
    2. Uno sforzo di volontà
    3. Un impegno involontario
    4. Un processo di intersezione e ritenzione delle percezioni

 

QUALE SOLUZIONE PER ROMA CAPITALE?

Il    problema    dell’individuazione    di    un    governo    per    Roma,    capitale    della    Repubblica,     si   mostra    di    grande    complessità.     La     lentezza    burocratica    generata    dalla     serie    di    passaggi     fra  le    diverse    amministrazioni    che    operano    allo    stato    attuale    sulla    capitale     impone    la    nascita     di    un    organismo     in     grado     di    snellire    e     facilitare    la    programmazione     e    la    gestione       del
5              territorio.     La     creazione     della     nuova     cellula     amministrativa     dovrebbe     permettere      la     veloce realizzazione   delle    numerose    opere    necessarie    alla    sopravvivenza    sia    dello    Stato    sia    della    città,    eliminando    parte    di    quelle    pastoie    che    attualmente    bloccano    lo    sviluppo    urbano.    A     tal   fine,   l’istituzione   di   un   distretto   federale    implicherebbe    la    trasformazione    del    paese    nel    senso    di    uno    Stato    federale,    mentre    la    creazione    di    un    distretto    nazionale,    o    della    capitale
10    (o    con    altre    terminologie),    o    della    XXI    regione,    potrebbe    essere    applicata    a    Roma    senza    dover    giungere    a    una    struttura     statale     federale,     anche     se     risulterebbe     sempre     necessaria  una revisione costituzionale.
L’esperienza     straniera,      nella      sua      ampiezza      e      differenziazione,      non      permette l’individuazione    di     una     tipologia    di    risposta    in     grado     di    risolvere    il     problema     nella     sua
15     totalità.     Nel     contesto      internazionale,      qualora      si      analizzasse      il      fenomeno      attraverso l’esclusivo     parametro     dell’ampiezza     territoriale,     l’organismo     di      governo      per      la      capitale (nei   paesi   che   hanno   optato   per   un   governo   peculiare   per   la   capitale),   si   rinviene   una    oscillazione   fra   aree   di   estrema   grandezza   –    Pechino    (16.808    km2),    Kinshasa    (9965    km2),    Abuja    (7315    km2)    e    Brasilia    (5794    km2)    –    e    realtà    di    minore    estensione    –    come    Phnom
20          Penh,     Copenaghen,     Bangui     e     Banjul,     tutte     entro     i     90     km2.     Pur     tuttavia,     all’interno   di
questa   ampia   forbice,   si   nota   una   maggior   concentrazione   di   paesi    attorno    a    grandezze    dell’ordine di qualche centinaio di km2 fino a poco più di 1000 km2.
Il  solo  comune  di  Roma,  con  i  suoi   1285   km2,   ben   rientrerebbe   nei   valori   medi   individuati   all’estero,      rappresenterebbe      una       forte      concentrazione      socio-economica       e      costituirebbe       il
25    luogo    della    rappresentanza    nazionale     e     internazionale.     La     valutazione     della     densità     del     comune    romano,    rilevando    un    valore    di    2061    ab./km2,    mostra    una    concentrazione     urbana ancora   abbastanza   contenuta.   Gli   enormi   spazi    ancora    «vuoti»    presenti    sul    territorio    della   capitale    indicano    la    possibilità    di    una    crescita    urbanistica    anche    all’interno     della     singola cellula amministrativa.
30        È    pur    vero,    comunque,    che    i    fenomeni    legati    alla    capitalità    (ovvero    al    riconosciuto    diritto   di   una    città    ad    essere    capitale    e    al    conseguente    speciale    regime    giuridico    attribuibile    ai    suoi    enti    di    governo)    non    sono    completamente    racchiudibili    all’interno     del     gigantesco     comune   (soprattutto   in   vista   di   un    decentramento    diffusivo),    ma    investono    anche    i    comuni    della    prima     cintura,    più     intensamente    collegati     al    punto     di     forza    centrale.    I    comuni      più
35    esterni    dell’area    romana,    invece,    e    in    special    modo    quelli    più    periferici    settentrionali    e     orientali,   sono   scarsamente   collegati   con   Roma   (se    non    per    una    differenziata    dipendenza  pendolare   per   motivi   di   studio   e   di    lavoro),    e    non    rientrano    neppure    in    un    discorso    reticolare     variamente     interconnesso.     Nell’area     romana,     comunque,      a      differenza      di      molti altri     sistemi     urbani     italiani     e     stranieri,     sono     scarsi     i     legami     reticolari     fra     i     centri,   a
40     eccezione     delle     relazioni     ormai     non     più     esclusivamente     unidirezionali     che     si     vanno   intessendo    fra    alcune    cittadine    della    prima    corona    e    la    capitale.    Gli    insediamenti    del   versante   settentrionale   dei   Colli   Albani,    l’area    meridionale    con    forza    attrattiva    su    base   industriale    e    del    terziario    avanzato     di     Pomezia,     l’allineamento     Monterotondo,     Mentana, Guidonia    Montecelio    e    Tivoli    sono,    in    fondo,    i    soli    nodi    «limitrofi»    di    una    rete        urbana
45    che    cerca    ogni    giorno    di    più    di    sviluppare    una    forma    non    più    gravitativa    su    base  monocentrica   e   mononucleare   ma,   al   contrario,   policentrica   e   polinucleare.   Per   tale    via    si    potrebbe     includere,     all’interno     della     nuova     cellula     per     la     capitale,     ritenuta     necessaria, questo    piccolo    insieme    di    comuni    (già    indicato     come     area     metropolitana     da     Paratore     e altri,     1995),     individuando     un’area     decisamente     più     ristretta     rispetto     all’intera     provincia      di
50           Roma.
La     città-regione     recentemente     proposta     da     Merloni     (1996),     invece     coincidente     con     l’attuale     provincia,     interessando     un’area     complessiva     di     5352     km2        con     una     densità         di


Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Classe A036 - Filosofia, Psicologia e Scienze dell'Educazione

 

 

popolazione     di      appena     706     ab./km2,     vorrebbe      includere      all’interno      dell’area      della     capitale anche    centri  estremamente  periferici           e     decisamente     esclusi     dalla     vita   della       capitale.    Da     un
55     punto     di     vista     geografico     la     locuzione     di     città-regione     richiama     alla     mente     quanto scrivevano     ormai     trent’anni     addietro     Cesare     Saibene     e     Giacomo     Corna     Pellegrini     (1967),   i   quali   individuavano   in   questa   espressione   (in   cui   la   regione   non    è    un    organismo   amministrativo    bensì    geografico)    la     diffusione     del     fenomeno     urbano     in     una     realtà     regionale     già     dotata     di     propria     caratterizzazione     urbana     e     da     questa     differenziavano        la
60     regione-città.    Al    contrario    di    quanto    definito    dai    due    geografi,    in    questo    caso    la    città-     regione    non    rappresenterebbe    un    territorio    sul    quale    la    capitale    espande    la    sua    capitalità     (in   quanto   vaste   aree   rurali   sono   quasi   incapaci   di   rispondere   alla   diffusione   urbana)    ma,    piuttosto, una nuova espressione amministrativa con scarsa rispondenza sul territorio.
Si        ritiene,        quindi,       che       la       soluzione       migliore        risieda       nella       trasformazione      dell’area
65     metropolitana    romana    (di    ampiezza    ristretta)    in    regione,    lasciando    il    resto    della    provincia     romana   all’interno   della   regione   Lazio.    Le    ipotesi    possibili,    visto    il    poliedrico    dibattito  scientifico   e   politico,   non   riescono   a   rispondere   contestualmente   a   tutte    le    esigenze,    ma    l’esigenza    pratica    della    gestione    della    capitale    impone    una    scelta    decisa     e     oculata.     Il   rischio    che    si    corre    nel    rimanere    nell’immobilismo,    come    è    avvenuto    già    altre    volte,    è  che
70    si    finisca    per    perdere    tempo    ed    energie    in    polemiche    piuttosto    che    affrontare    un    serio    governo del territorio.
[Tratto da Flavia Cristaldi - Emanuele Paratore, Roma: da area metropolitana a XXI regione italiana? Capitali a confronto, in «Bollettino della Società
geografica italiana», serie XI, vol. IX, 2000, pp. 69-92, pp. 87-89].

Dopo aver letto il testo, risponda alle seguenti domande.

  1. A quale esigenza intende dare il proprio contributo il testo?
    1. All’identificazione di una nuova forma di governo specifica per l’area di Roma capitale
    2. Alla non più rinviabile soppressione della provincia di Roma, nel quadro della semplificazione del sistema amministrativo nazionale
    3. All’individuazione dei nuovi confini circoscrizionali della capitale
    4. Alla soluzione del contenzioso amministrativo in atto fra il comune di Roma e la regione Lazio

 

Qual è il problema che, a giudizio degli autori, impedisce attualmente la gestione ottimale e il corretto sviluppo del territorio capitolino?

    1. La lentezza della burocrazia
    2. La scarsa diffusione di una corretta cultura di governo
    3. La mancanza di infrastrutture efficienti
    4. La presenza degli Organi centrali dello Stato

Secondo gli autori tanto l’istituzione di un distretto federale quanto quella di un distretto nazionale richiederebbero:

    1. una revisione costituzionale
    2. l’approvazione ufficiale del Parlamento europeo
    3. la trasformazione dell’Italia in Stato federale
    4. la creazione della ventunesima regione italiana

 

Tra quelle prese in considerazione, qual è la capitale estera con il più ampio territorio ad essa direttamente soggetto?

    1. Pechino
    2. Brasilia
    3. Copenaghen
    4. Kinshasa

Nel testo, la parola forbice (riga 21) ha il significato di

    1. differenza
    2. apertura
    3. scomposizione
    4. densità

Rispetto ai territori delle altre capitali prese in esame, il dato relativo all’estensione del comune di Roma rappresenta un valore:

    1. medio
    2. grande
    3. piccolo
    4. piccolissimo

 

Secondo gli autori, il valore della densità di popolazione del comune di Roma indica:

    1. una concentrazione urbana ancora abbastanza limitata
    2. una completa saturazione edilizia della superficie comunale
    3. un equilibrio ottimale fra territorio edificato e parchi pubblici
    4. la necessità di ampliare numero e superficie delle aree verdi
  1. Nel testo, con l’espressione cittadine della prima corona (riga 41) ci si riferisce a:
    1. le località di una certa importanza situate nelle immediate vicinanze di Roma
    2. i quartieri periferici della capitale, di antica urbanizzazione
    3. i comuni piuttosto remoti, ma comunque direttamente connessi al sistema capitolino di trasporti
    4. il complesso delle località anticamente soggette al comune di Roma

 

Gli autori respingono la proposta avanzata dal geografo Merloni perché ai loro occhi ha il difetto di:

    1. considerare una porzione di territorio troppo vasta, comprendente località periferiche e sostanzialmente estranee a Roma
    2. considerare una porzione di territorio troppo ristretta, escludendo località limitrofe a Roma o addirittura da essa inglobate
    3. considerare solo le zone più urbanizzate, non tenendo alcun conto delle aree rurali
    4. considerare anche zone esterne alla provincia romana, purché laziali e con profondi legami con la capitale

Tra quelle vagliate, la soluzione che gli autori giudicano migliore per gestire il problema di Roma capitale consiste nella trasformazione:

    1. dell’area metropolitana romana in una nuova regione
    2. di tutta l’attuale provincia di Roma nella ventunesima regione italiana
    3. dell’intero comune di Roma in area metropolitana
    4. di tutta la provincia di Roma in area metropolitana

 

In tutti i quesiti proposti la soluzione è la risposta alla lettera A) o con il numero 1)

 

 

Fonte: https://tfa.cineca.it/compiti/ A....pdf

Sito web da visitare: https://tfa.cineca.it/

Autore del testo: Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

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