Diritto commerciale domande e risposte

Diritto commerciale domande e risposte

 

 

Diritto commerciale domande e risposte

La prima delle quattro risposte che corredano le  domande è quella corretta:

Impresa

    1. Quale fra le seguenti è la definizione legislativa di imprenditore?

E’ imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi;

E’ imprenditore chi esercita continuativamente un’attività economica organizzata al fine della produzione di beni o di servizi;

E’ imprenditore chi esercita professionalmente un’attività organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni;

E’ imprenditore chi esercita un’attività economica al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi

 

    1. Sulla base del dato normativo, caratterizzano la nozione di imprenditore:

L’esercizio di un’attività economica, la professionalità, l’organizzazione, il fine  della produzione o dello scambio di beni o servizi;

L’esercizio di un’attività di godimento, l’esclusività dell’attività esercitata, l’organizzazione, il fine della produzione o dello scambio di beni o servizi;

L’esercizio di un’attività economica, la professionalità, la mancanza di un’organizzazione, il  fine della produzione soltanto di beni, lo scopo di lucro;

L’esercizio di un’attività economica, la professionalità, il fine della produzione o dello scambio soltanto di servizi.

 

    1. Lo svolgimento di attività stagionale può essere condizione sufficiente ad integrare la qualità di imprenditore?

Si, se ripetendosi costantemente possiede un sufficiente grado di stabilità; Si, solo nei limiti in cui è prevista dalla legge;
No, perché non costituisce esercizio continuato;

Si, purchè la durata di ciascuna stagione non sia inferiore ad un mese

 

    1. Nel definire l’imprenditore il legislatore ha incluso tra i requisiti quello della liceità dell’attività svolta?

No Si
Si, ma soltanto per le imprese che occupano personale dipendente Si, ma soltanto per le imprese che occupano più di 15 dipendenti

    1. Acquista la qualità di imprenditore chi esercita professionalmente un’attività al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi, la quale sia anche:

 

Economica organizzata; Organizzata autonoma; Autarchica lucrativa; Solo economica;

    1. L’impresa per conto proprio è quella:

 

Esercitata al fine di soddisfare esclusivamente i bisogni dell’imprenditore; Esercitata individualmente dall’imprenditore;
Esercitata senza che sia speso il nome dell’imprenditore;

Quella nella quale prestano la loro attività anche i familiari dell’imprenditore

 

    1. Quale tra i seguenti elementi sicuramente non contribuisce a distinguere un imprenditore da un professionista intellettuale?

La professionalità L’organizzazione
Il tipo di attività esercitata La possibilità di fallire

    1. Un medico che detiene una partecipazione di controllo in una società cui fa capo la proprietà e la gestione della clinica in cui egli stesso esercita la professione:

 

E’ un professionista E’ un imprenditore


E’ un professionista ma assume anche la qualità di imprenditore Non è imprenditore, né professionista

    1. La disciplina dettata dal codice civile per l’imprenditore si applica all’avvocato che per far fronte alle richieste della clientela ha acquistato costosi computer di cui si serve per la sua attività?

 

No, perché esercita un’attività professionale

Si, perché esercita un’attività organizzata al fine dello scambio dei servizi Si, perché l’attività svolta viene considerata attività economica
Si, purchè nello studio collaborino almeno 15 dipendenti

 

    1. A differenza dell’imprenditore commerciale, il professionista intellettuale: Non fallisce

Non è tenuto a pagare le tasse

Non può assumere più di 15 dipendenti, altrimenti perde i benefici della sua condizione ed acquista la qualifica di imprenditore

Deve iscriversi in una apposita sezione del Registro delle Imprese

 

    1. L’imprenditore che ha cessato la propria attività entro quanto tempo può essere dichiarato fallito?

Entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese Mai perché non è più imprenditore
Entro dieci anni dalla cancellazione dal registro delle imprese Entro cinque anni dalla cancellazione dal registro delle imprese

    1. Il codice civile definisce le seguenti categorie di imprenditori: Il piccolo imprenditore, l’imprenditore agricolo

Il piccolo imprenditore, l’imprenditore agricolo, l’imprenditore commerciale e l’imprenditore civile

L’artigiano, il coltivatore diretto, l’imprenditore commerciale


Il piccolo imprenditore, l’imprenditore agricolo, l’imprenditore commerciale e l’imprenditore collettivo

 

    1. Quale fra questi soggetti può essere considerato il capo dell’impresa?

L’imprenditore Il direttore L’institore
Il commesso

 

    1. Possono i genitori, con i beni che il figlio minore ha ereditato, iniziare l’esercizio di un’impresa in nome del figlio?

No, in nessun caso

Si, con autorizzazione del tribunale su parere del giudice tutelare Si, con il consenso del figlio
Si, purchè si tratti di impresa non commerciale

 

    1. Il minore emancipato che è autorizzato all’esercizio di un’impresa commerciale può: Compiere da solo anche gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione

Compiere qualsiasi atto ma sempre con l’assistenza del curatore

Esercitare l’impresa da solo, ma è sempre necessaria l’assistenza del curatore per gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione

Esercitare l’impresa da solo, ma è sempre necessaria l’autorizzazione del giudice per gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione

 

    1. Nel caso di insolvenza dell’impresa familiare: Fallisce solo il titolare dell’impresa

Falliscono sia il titolare dell’impresa che tutti i suoi familiari Falliscono solo l’imprenditore e il coniuge di lui, non i figli
Falliscono sia il titolare dell’impresa che tutti i suoi familiari, ameno che non dimostrino di essere esenti da colpa


    1. Il giovane che lavora nell’impresa familiare diretta dal padre ha diritto agli utili e agli incrementi:

Si, ma solo in proporzione alla qualità e quantità del lavoro prestato No, perché ha già diritto al mantenimento
Si, nella stessa proporzione pattuita per gli altri familiari Si, ma solo al compimento del sedicesimo anno di età

    1. Chi acquista castagne, ne ricava marron glacè e li rivende ai dettaglianti: E’ un imprenditore commerciale

E’ un imprenditore agricolo Non è un imprenditore
E’ sempre un piccolo imprenditore

 

    1. I fatti dei quali la legge prescrive l’iscrizione nel registro delle imprese ma che non sono stati iscritti:

Non sono opponibili ai terzi a meno che si provi che i terzi ne abbiano avuto conoscenza Non sono opponibili ai terzi in nessun caso
Sono opponibili ai terzi a meno che i terzi provino di non averli conosciuti Sono sempre opponibili ai terzi

    1. Gli enti pubblici aventi per oggetto principale ma non esclusivo un’attività commerciale: Sono soggetti a registrazione ma non falliscono

Non sono soggetti a registrazione ma falliscono Non sono soggetti a registrazione né falliscono Sono soggetti a registrazione e falliscono

    1. Le limitazioni al potere di rappresentanza dell’institore:

 

Sono opponibili ai terzi anche in mancanza di iscrizione nel registro delle imprese, se si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione dell’affare


Sono opponibili ai terzi solo se la procura è stata depositata per l’iscrizione nel registro delle imprese

Sono opponibili ai terzi comunque, salva la possibilità per i terzi di dimostrare che non le conoscevano al momento della conclusione dell’affare

Se non iscritte non sono mai opponibili ai terzi

 

    1. I limiti posti alla procura dell’institore, che non siano stati resi pubblici, sono opponibili: Ai terzi che ne erano comunque a conoscenza

Ai terzi che hanno agito con dolo o colpa grave Ai terzi che hanno agito con grave negligenza In nessun caso

    1. L’atto con il quale viene revocata la procura all’institore deve essere depositata per l’iscrizione nel registro delle imprese?

 

Anche se la procura non fu pubblicata Solo se la procura fu pubblicata
Solo se la procura non fu pubblicata No, mai

    1. Per le obbligazioni inerenti all’esercizio dell’impresa assunte dall’imprenditore non personalmente, ma per il tramite di un institore, risponde:

 

Esclusivamente l’imprenditore L’imprenditore e l’institore in solido
L’imprenditore e l’institore, ma quest’ultimo solo se abbia ecceduto i limiti della procura Esclusivamente l’institore

    1. Quali sono le scritture contabili che deve tenere un imprenditore che eserciti una attività commerciale?

 

Il libro giornale, il libro degli inventari e le altre scritture contabili richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa


Il libro degli inventari, il libro mastro e le altre scritture contabili richieste dalla struttura e dalle dimensioni dell’impresa

Il libro delle fatture, il libro degli inventari e le altre scritture contabili richieste dalle dimensioni dell’impresa

Il libro giornale, il libro della corrispondenza e le altre scritture contabili richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa

 

    1. L’imprenditore commerciale non piccolo:

Deve redigere ogni anno il bilancio e il conto dei profitti e delle perdite Deve redigere ogni anno solo il conto dei profitti e delle perdite
Deve redigere il bilancio solo nel caso in cui decida di distribuire degli utili Non è tenuto a redigere il bilancio

    1. L’inventario, che annualmente deve redigere l’imprenditore, deve contenere l’indicazione e la valutazione:

 

Delle attività e delle passività relative all’impresa, nonché delle attività e delle passività dell’imprenditore estranee alla medesima

Unicamente delle attività e delle passività relative all’impresa Dei soli beni immobili di proprietà dell’imprenditore
Sia dei beni mobili che dei beni immobili di proprietà dell’imprenditore

 

    1. Le scritture contabili che l’imprenditore commerciale è obbligato a tenere possono costituire prova a fondamento dell’imprenditore stesso nei confronti degli altri imprenditori commerciali ?

Solo per i rapporti inerenti all’esercizio dell’impresa In ogni caso
Solo per i rapporti inerenti all’esercizio dell’impresa purchè si tratti crediti relativi somministrazione di merci o denaro

No, mai

 

    1. La comunicazione delle scritture contabili può essere ordinata in caso di controversie relative a:

Scioglimento della società, comunione dei beni e successione per causa di morte


Scissione della società, inadempimento contrattuale, responsabilità civile Trasformazione, fusione e scissione delle società

    1. Il registro delle imprese, per le iscrizioni previste dalla legge, è tenuto sotto la vigilanza: Di un giudice delegato dal presidente del tribunale

Del presidente del tribunale

Del conservatore della camera di commercio

Del cancelliere delegato dal presidente del tribunale

 

    1. A norma del codice civile, prima di procedere all'iscrizione di un'impresa commerciale individuale, l'ufficio del registro delle imprese:

Deve accertare l'autenticità della sottoscrizione dell'interessato e il concorso delle condizioni richieste dalla legge per l'iscrizione

Deve accertare l'autenticità della sottoscrizione dell'interessato, ma non può estendere il proprio controllo ad altri elementi

Deve richiedere al giudice del registro il parere favorevole

Deve trasmettere l'istanza d' iscrizione al giudice del registro affinchè accerti l'autenticità della sottoscrizione del richiedente

 

    1. I fatti dei quali la legge prescrive l'iscrizione nel registro delle imprese, se non sono stati iscritti:

Non possono essere opposti ai terzi da chi è obbligato a richiederne l'iscrizione a meno che questi provi che i terzi ne abbiano avuto conoscenza

Non possono in ogni caso essere opposti ai terzi

Non possono essere opposti se non tra imprenditori e per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa

Possono essere opposti ai terzi da chiunque, a meno che i terzi provino di non averne avuto conoscenza

 

    1. L'imprenditore commerciale, soggetto all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle imprese, che istituisce sedi secondarie con rappresentanza stabile all'estero deve, entro trenta giorni, chiederne l'iscrizione:

All'ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione si trova la sede principale

All'ufficio del registro delle imprese di Roma
All'ufficio del registro delle imprese della capitale dello stato estero in cui si trova la sede secondaria

All'ufficio del registro delle imprese italiane operanti all'estero

 

    1. L'imprenditore che istituisce nel territorio dello Stato sedi secondarie con una rappresentanza stabile deve, entro trenta giorni, chiederne l'iscrizione all'ufficio del registro delle imprese:

Sia del luogo dove é la sede principale dell'impresa sia del luogo dove é istituita la sede secondaria

Solo del luogo dove é la sede principale dell'impresa

Solo del luogo dove é istituita la sede secondaria dell'impresa

Sia del luogo dove è la sede principale dell'impresa sia del luogo dove ha la residenza il rappresentante preposto alla sede secondaria

 

    1. A norma del codice civile, l'imprenditore commerciale tenuto all'iscrizione nel registro delle imprese deve indicare negli atti, che si riferiscono all'impresa, il registro presso il quale è iscritto?

Sì, in ogni caso No, in ogni caso
Sì, ma solo se trattasi di atti pubblici o scritture private autenticate


No, salvo che si tratti di piccolo imprenditore

 

    1. A norma del codice civile, l'imprenditore commerciale tenuto all'iscrizione nel registro delle imprese deve indicare nella corrispondenza, che si riferisce all'impresa, il registro presso il quale è iscritto?

Sì, in ogni caso No, in ogni caso
Sì, ma solo se si tratti di corrispondenza inviata ad altro imprenditore commerciale tenuto all'iscrizione nel registro delle imprese

No, salvo che si tratti di corrispondenza per la quale l'ufficio pubblico richiesto della spedizione è tenuto a rilasciare ricevuta

 

    1. A norma del codice civile, gli enti pubblici sono soggetti all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle imprese?

Sì, se hanno per oggetto esclusivo o principale un'attività commerciale Sì, in ogni caso
No, in ogni caso

No, anche se hanno per oggetto esclusivo o principale un'attività commerciale

 

    1. L'imprenditore A ha preposto all'esercizio della sede secondaria della sua impresa gli institori B e C, nulla prevedendo in ordine alle modalità con cui gli stessi devono agire. La procura, iscritta, non prevede per gli institori alcuna limitazione di poteri, nè alcuna autorizzazione espressa. Possono gli institori stessi ipotecare l'immobile adibito a sede secondaria?

No

Sì, purchè gli stessi agiscano congiuntamente

Sì, purchè la concessione di ipoteca sia contestuale alla stipulazione di un mutuo a favore dell'impresa

Sì, in ogni caso

 

    1. T, M e C sono stati preposti institori per l'esercizio di un'impresa commerciale, senza che nella procura institoria siano state precisate le modalità secondo cui gli stessi debbono agire, nè indicate espresse autorizzazioni o limitazioni. In questo caso l'acquisto di un bene mobile registrato pertinente all'esercizio dell'impresa:

Può essere compiuto da T, da M o da C, disgiuntamente fra loro Deve essere compiuto da T, M e C, congiuntamente
Deve essere compiuto da almeno due degli institori, congiuntamente

Non può essere compiuto da nessuno dei tre institori perchè l'acquisto di un bene mobile registrato deve essere sempre espressamente autorizzato

 

    1. Tizio, imprenditore individuale, intende riorganizzare la gestione della propria impresa nominando anche un institore e si rivolge ad un notaio chiedendogli se sia possibile limitare la preposizione institoria all'esercizio di un ramo particolare dell'impresa. Il notaio risponderà che:

La preposizione institoria può certamente essere limitata all'esercizio di un ramo particolare dell'impresa

La preposizione institoria può essere limitata solo all'esercizio di una sede secondaria, ma non all'esercizio di un ramo particolare dell'impresa

La preposizione institoria può essere limitata all'esercizio di un ramo particolare dell'impresa nel caso in cui l'impresa sia gestita sotto forma societaria, ma non quando si tratti di impresa individuale

La preposizione institoria non può mai essere limitata all'esercizio di un ramo particolare dell'impresa dovendo comunque riferirsi all'intera attività dell'impresa stessa

 

    1. Institore è colui che:

E' preposto dal titolare all'esercizio di un'impresa commerciale

E' stato nominato procuratore dal titolare di un'impresa commerciale per il compimento di un solo atto

E' stato istituito quale rappresentante giudiziale dal tribunale Volontariamente si occupa della gestione di affari altrui

    1. Tizio e Caio sono stati preposti institori per l'esercizio della medesima sede secondaria, senza che nella procura siano state precisate le modalità secondo cui gli stessi debbono agire. Debbono essi agire congiuntamente?

 

No

Sì, in ogni caso

Sì, salvo che per il compimento di atti non pertinenti all'esercizio della sede secondaria a cui sono preposti


Sì, ma solo qualora la preposizione sia contemporanea all'inizio dell'impresa

 

    1. Tizio e Caio sono stati preposti institori per l'esercizio di un'impresa commerciale, senza che nella procura siano state precisate le modalità secondo cui gli stessi debbono agire. Può Tizio acquistare un bene mobile registrato prescindendo dal consenso di Caio?

No, in nessun caso

No, salvo che Caio sia oggettivamente impedito o assente

No, salvo che Tizio abbia previamente notificato a Caio un invito a comparire per la sottoscrizione dell'atto e questi non si sia presentato

 

    1. Se all'esercizio di un'impresa commerciale sono preposti più institori, questi debbono agire congiuntamente?

No, salvo che la procura preveda che debbano agire congiuntamente Sì, salvo che la procura preveda che possano agire disgiuntamente Sì, purchè la preposizione derivi dal medesimo atto
No, ed è nulla ogni disposizione contraria

 

    1. Se all'esercizio di un'impresa commerciale sono preposti più institori, questi possono agire disgiuntamente?

Sì, salvo che nella procura sia diversamente disposto No, salvo che nella procura sia espressamente disposto No, mai
Sì, ed è nulla ogni contraria disposizione

 

    1. A, B e C sono stati preposti institori per l'esercizio di un'impresa commerciale di compravendita di automobili, senza che nella procura institoria siano state precisate le modalità secondo cui gli stessi devono agire. Può A, quale institore, acquistare un'automobile agendo disgiuntamente da B e C?

Si

No, in nessun caso


No, salvo che consti il preventivo assenso di B o C

Si, purchè B e C vengano informati per iscritto da A dieci giorni prima del compimento dell'atto e non vi si oppongano

 

    1. A norma del codice civile è institore:

Colui che è preposto dal titolare all'esercizio di una impresa commerciale

Colui che è preposto dal titolare all'esercizio di una impresa esclusivamente non commerciale

Colui che è preposto dal titolare all'esercizio di una impresa esclusivamente non commerciale che abbia almeno cinque dipendenti

Colui che è preposto dal titolare all'esercizio della sede secondaria di una impresa esclusivamente non commerciale

 

    1. Può l'imprenditore limitare la preposizione institoria all'esercizio di un ramo particolare dell'impresa?

Sì No
Solo qualora si tratti di imprenditore non commerciale Solo qualora l'impresa sia esercitata in forma societaria

    1. Può l'imprenditore limitare la preposizione institoria all'esercizio di una sede secondaria?

 

Sì No
Solo qualora si tratti di imprenditore non commerciale Solo qualora si tratti di sede ubicata all'estero

    1. Tizio e Caio sono stati preposti institori per l'esercizio di un'impresa commerciale, senza che nella procura siano state precisate le modalità secondo cui gli stessi debbono agire. Per l'acquisto di un bene mobile registrato, è necessario il consenso di entrambi?

 

No

Sì, in ogni caso

Sì, salvo che il bene da acquistare rientri nell'oggetto dell'attività commerciale dell'impresa


Sì, a meno che uno dei due, avvertito dall'altro mediante raccomandata spedita almeno quindici giorni prima, non si sia opposto al compimento dell'atto

 

    1. A norma del codice civile, può l'institore essere espressamente autorizzato ad ipotecare beni immobili del preponente?

No, in nessun caso

No, a meno che si tratti di institore preposto all'esercizio dell'impresa nel suo complesso e non di un ramo particolare

Sì, purchè si tratti di ipoteca a garanzia di cambiali emesse nell'esercizio dell'impresa

 

    1. Può l'institore ipotecare beni immobili di proprietà del preponente?

No, se non è stato a ciò espressamente autorizzato Sì
Sì, ma solo se trattasi di beni immobili di modico valore No, anche se sia stato a ciò espressamente autorizzato

    1. Nel caso di esercizio di una impresa di trasporti può l'institore alienare beni immobili di proprietà del preponente?

 

No, se non è stato a ciò espressamente autorizzato Sì
Sì, ma solo se trattasi di beni immobili di modico valore

No, salvo che il prezzo venga pagato in unica soluzione all'atto della vendita

 

    1. A norma del codice civile, può l'institore essere espressamente autorizzato ad alienare beni immobili del preponente?

No, in nessun caso

No, salvo che si tratti di institore preposto all'esercizio dell'impresa nel suo complesso e non di un ramo particolare


Sì, purchè non si tratti di immobili iscritti tra i cespiti ammortizzabili

 

    1. A norma del codice civile, può l'institore ipotecare i beni immobili del preponente?

No, se non sia stato a ciò espressamente autorizzato Sì, in ogni caso
Sì, purchè non si tratti di institore preposto soltanto ad una sede secondaria o ad un ramo particolare dell'impresa

Sì, purchè si tratti di ipoteca costituita contestualmente alla stipulazione di un mutuo a vantaggio dell'impresa

 

    1. A norma del codice civile, può l'institore alienare i beni immobili del preponente?

No, se non è stato a ciò espressamente autorizzato Sì, in ogni caso
Sì, purchè non si tratti di institore preposto soltanto ad una sede secondaria o ad un ramo particolare dell'impresa

Sì, purchè si tratti di bene di modico valore

 

    1. Salve le limitazioni contenute nella procura, l'institore può:

Compiere tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto, ma non può alienare o ipotecare i beni immobili del preponente, se non è stato a ciò espressamente autorizzato dallo stesso

Compiere tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto e può alienare o ipotecare i beni immobili del preponente anche in assenza di espressa autorizzazione dello stesso

Compiere tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto e può alienare, ma non ipotecare i beni immobili del preponente anche in assenza di espressa autorizzazione dello stesso

Compiere tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto e può ipotecare, ma non alienare i beni immobili del preponente anche in assenza di espressa autorizzazione dello stesso

 

    1. A norma del codice civile, l'institore preposto all'esercizio di un'impresa commerciale è tenuto, insieme con il preponente:

All'osservanza delle disposizioni concernenti l'iscrizione nel registro delle imprese e alla tenuta delle scritture contabili

All'osservanza delle disposizioni concernenti la compilazione della dichiarazione dei redditi dell'imprenditore


All'osservanza delle sole disposizioni concernenti l'iscrizione nel registro delle imprese All'osservanza delle sole disposizioni concernenti la tenuta delle scritture contabili

    1. L'institore è obbligato, insieme con l'imprenditore, alla tenuta delle scritture contabili?

 

Sì No
Sì, ma solo limitatamente alla tenuta del libro degli inventari

No, salvo che nella procura tale obbligo sia stato espressamente previsto

 

    1. Il mancato deposito per l'iscrizione nel registro delle imprese della procura institoria, comporta che:

La rappresentanza si reputa generale e le limitazioni di essa non sono opponibili ai terzi se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare.

La procura institoria è nulla.

La procura institoria è annullabile

La rappresentanza si reputa comunque generale e le limitazioni di essa non sono opponibili ai terzi neanche se si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione del contratto.

 

    1. Quale pubblicità è prevista dal codice civile per la procura institoria con sottoscrizione del preponente autenticata?

Il deposito per l'iscrizione presso il competente ufficio del registro delle imprese Il deposito per l'iscrizione presso la questura territorialmente competente
Il deposito per l'iscrizione presso la cancelleria del tribunale territorialmente competente La pubblicazione nel foglio degli annunzi legali della provincia in cui ha sede l'impresa

    1. Quale forma deve avere la procura institoria ai fini del deposito per l'iscrizione presso il competente ufficio del registro delle imprese?

 

L'atto pubblico o la scrittura privata con sottoscrizione autenticata Necessariamente l'atto pubblico
La scrittura privata, senza necessità di autenticazione della sottoscrizione


Nessuna forma particolare

 

    1. Sono opponibili ai terzi le limitazioni della rappresentanza dell'institore, nel caso in cui la procura non sia stata depositata per l'iscrizione presso il competente registro delle imprese?

No, se non si prova che i terzi conoscevano le limitazioni al momento della conclusione dell'affare No, mai
Sì, salvo che i terzi provino che al momento della conclusione dell'affare non conoscevano le limitazioni stesse

Sì, comunque

 

    1. Sono opponibili ai terzi le limitazioni della rappresentanza dell'institore, nell'ipotesi in cui la procura che contiene le limitazioni stesse sia stata iscritta presso il competente ufficio del registro delle imprese?

Sì, sempre No, mai
No, se non si prova che i terzi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare No, se non si prova che i terzi hanno agito intenzionalmente a danno dell'imprenditore

    1. In mancanza dell'iscrizione nel registro delle imprese dell'atto con il quale viene successivamente revocata la procura institoria, la revoca è opponibile ai terzi?

 

Sì, ma solo qualora si provi che questi conoscevano la revoca al momento della conclusione dell'affare

Sì, in ogni caso No
Sì, ma solo qualora il terzo sia un imprenditore commerciale

 

    1. A, imprenditore commerciale, intende limitare la procura già conferita a B, escludendo la vendita di beni mobili registrati. La procura è stata rilasciata con scrittura privata autenticata, ma non pubblicata presso il registro delle imprese Affinchè l'atto con il quale viene limitata la procura sia comunque opponibile ai terzi senza altri oneri probatori:

E’ necessario che venga iscritto nel registro delle imprese anche se la procura non fu pubblicata


Non è necessario che venga iscritto nel registro delle imprese, essendo sufficiente che l'atto contenente la limitazione rivesta la stessa forma utilizzata per la procura

E’ necessario che venga iscritto nel registro delle imprese soltanto se la procura prevedeva espressamente la sua irrevocabilità

Non è necessario che venga iscritto nel registro delle imprese purchè venga portato a conoscenza  del procuratore con mezzi idonei

 

    1. In mancanza di iscrizione nel registro delle imprese degli atti con i quali viene successivamente limitata la procura institoria, le limitazioni sono opponibili ai terzi?

Sì, ma solo qualora si provi che questi conoscevano la limitazione al momento della conclusione dell'affare

Sì, in ogni caso No, in nessun caso
Sì, ma solo qualora il terzo sia un imprenditore commerciale

 

    1. Gli atti con i quali viene successivamente limitata la procura institoria devono essere depositati per l'iscrizione nel registro delle imprese?

Sì No
Solo qualora la procura institoria sia stata a suo tempo pubblicata

Solo qualora la limitazione riguardi il compimento di atti di straordinaria amministrazione

 

    1. Gli atti con i quali viene successivamente revocata la procura institoria devono essere depositati per l'iscrizione nel registro delle imprese?

Sì No
Solo qualora la procura institoria sia stata a suo tempo pubblicata Solo qualora la revoca sia avvenuta in assenza di una giusta causa

    1. A, imprenditore commerciale, intende revocare la procura già conferita a B. Tenuto conto che detta procura è stata rilasciata con scrittura privata autenticata, ma non è stata pubblicata presso il registro delle imprese, affinchè l'atto di revoca sia comunque opponibile ai terzi senza altri oneri probatori:

E’ necessario che venga iscritto nel registro delle imprese anche se la procura non fu pubblicata

Non è necessario che venga iscritto nel registro delle imprese perchè la procura non fu pubblicata, essendo sufficiente che l'atto di revoca sia redatto nella stessa forma utilizzata per la procura

E’ necessario che venga iscritto nel registro delle imprese soltanto se la procura prevedeva espressamente la sua irrevocabilità

Non è necessario che venga iscritto nel registro delle imprese purchè venga portato a conoscenza  del procuratore con mezzi idonei

 

    1. Tizio, imprenditore commerciale, ha revocato la procura rilasciata a favore del proprio institore Caio. Fintanto che l'atto da cui risulta tale revoca non sia iscritto nel registro delle imprese:

 

La revoca non è opponibile ai terzi, salvo che si provi che questi ne erano a conoscenza al momento della conclusione dell'affare

La revoca non è opponibile ai terzi, salvo che essa risulti da atto avente data certa

La revoca è opponibile ai terzi, salvo che questi provino di averla ignorata in buona fede

La revoca non è mai opponibile ai terzi, anche se si provi che questi ne erano a conoscenza al momento della conclusione dell'affare

 

    1. Tizio, imprenditore commerciale, ha modificato la procura rilasciata a favore del proprio institore Caio, ponendovi delle limitazioni. Fintanto che l'atto da cui risultano tali limitazioni non  sia iscritto nel registro delle imprese:

Le limitazioni non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare

Le limitazioni non sono opponibili ai terzi, salvo che esse risultino da atto avente data certa

Le limitazioni sono opponibili ai terzi, salvo che questi provino di averle ignorate in buona fede

Le limitazioni non sono comunque opponibili ai terzi, anche se si provi che questi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare

 

    1. A norma del codice civile le limitazioni di una procura institoria sono opponibili ai terzi:

Nel caso in cui gli atti portanti le limitazioni siano stati iscritti nel registro delle imprese oppure si provi che i terzi conoscevano le limitazioni al momento della conclusione dell'affare

Solo nel caso in cui gli atti portanti le limitazioni siano stati iscritti nel registro delle imprese


Nel caso in cui gli atti portanti le limitazioni siano stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale oppure si provi che il terzo era un imprenditore commerciale

Nel caso in cui gli atti portanti le limitazioni siano stati pubblicati nel foglio degli annunzi legali oppure si provi che il terzo era un imprenditore commerciale

 

    1. A norma del codice civile la revoca di una procura institoria è opponibile ai terzi:

Nel caso in cui la revoca sia regolarmente iscritta nel registro delle imprese oppure si provi che i terzi conoscevano la revoca al momento della conclusione dell'affare

Solo nel caso in cui la revoca sia regolarmente iscritta nel registro delle imprese

Nel caso in cui la revoca sia pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e si provi che la revoca è avvenuta senza giusta causa

Nel caso in cui la revoca sia pubblicata nel foglio degli annunzi legali oppure si provi che la revoca è avvenuta senza giusta causa

 

    1. A norma del codice civile, in quale caso l'institore è personalmente obbligato nei confronti del terzo?

Se omette di far conoscere al terzo che egli tratta per il preponente,e il terzo può agire anche contro il preponente per gli atti compiuti dall'institore, pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto

Se omette di far conoscere al terzo che egli tratta per il preponente, e il terzo non può agire contro il preponente per gli atti compiuti dall'institore, anche se pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto

Se omette di far conoscere al terzo che egli tratta per il preponente, e il terzo non può agire contro il preponente per gli atti compiuti dall'institore, salvo che i contraenti siano imprenditori agricoli

In nessun caso quando gli atti siano pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto

 

    1. Caio è stato preposto quale institore all'esercizio dell'impresa commerciale di Tizio; se omette di far conoscere al terzo che egli tratta per il preponente:

E’ personalmente obbligato nei confronti del terzo

E’ personalmente obbligato nei confronti del terzo solo se il preponente è un piccolo imprenditore

E’ personalmente obbligato nei confronti del terzo solo se è preposto all'esercizio di una sede secondaria dell'impresa

E’ personalmente obbligato nei confronti del terzo solo per gli atti di straordinaria amministrazione


    1. A, institore dell'imprenditore commerciale B, ha concluso con M un contratto pertinente all'esercizio dell'impresa dello stesso B omettendo di far conoscere a M che trattava per B. M può agire per l'adempimento delle obbligazioni nascenti dal contratto in questione nei confronti:

Sia dell'institore A sia dell'imprenditore B Del solo institore A
Del solo imprenditore B

Dei soli eventuali terzi garanti

 

    1. A norma del codice civile, l'institore che omette di far conoscere al terzo che egli tratta per il preponente:

E' in ogni caso personalmente obbligato

Non è in alcun modo personalmente obbligato se la procura institoria era stata regolarmente iscritta nel registro delle imprese

E' personalmente obbligato solo qualora il terzo sia un imprenditore commerciale

E' personalmente obbligato solo qualora il terzo non sia un imprenditore commerciale

 

    1. Nell'ipotesi in cui l'institore abbia omesso di far conoscere al terzo che egli trattava per il preponente, il terzo può agire contro il preponente stesso:

Per gli atti compiuti dall'institore che siano pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto Per i soli atti di straordinaria amministrazione compiuti dall'institore nell'esercizio dell'impresa Per i soli atti di ordinaria amministrazione compiuti dall'institore nell'esercizio dell'impresa Per tutti gli atti compiuti dall'institore, anche se non pertinenti all'esercizio dell'impresa

    1. A norma del codice civile in tema di scritture contabili, le copie delle fatture devono essere conservate:

 

Per dieci anni dalla data dell'ultima registrazione Per cinque anni dalla data dell'ultima registrazione
Per quindici anni dalla data di chiusura delle operazioni commerciali

Per dieci anni dalla data di deposito dell'ultimo bilancio presso il registro delle imprese

 

    1. A norma del codice civile, le scritture contabili devono essere conservate:

Per dieci anni dalla data dell'ultima registrazione

Per cinque anni dalla data dell'ultima registrazione
Per quindici anni dalla data di chiusura delle operazioni commerciali

Per dieci anni dalla data di deposito dell'ultimo bilancio presso il registro delle imprese

 

    1. A norma del codice civile in tema di scritture contabili, le fatture devono essere conservate: Per dieci anni dalla data dell'ultima registrazione

Per cinque anni dalla data dell'ultima registrazione

Per quindici anni dalla data di chiusura delle operazioni commerciali

Per dieci anni dalla data di deposito dell'ultimo bilancio presso il registro delle imprese

 

    1. T ha concesso in affitto a C la propria azienda commerciale per 10 anni. Dopo 6 anni, si prospetta per T l'opportunità di intraprendere una nuova attività avente il medesimo oggetto ed ubicata nella medesima via dell'azienda affittata. Deve T ottenere il consenso di C, considerato che nel contratto di affitto nulla è stato previsto al riguardo?

Sì, in ogni caso No, in ogni caso
No, a condizione che nell'esercizio della nuova impresa T si avvalga di un institore

No, a condizione che nell'esercizio della nuova impresa T non si avvalga di più di quindici dipendenti

 

    1. Nel caso di affitto di azienda commerciale, il locatore deve astenersi dall'iniziare una nuova impresa che per l'oggetto, l'ubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela dell'azienda:

Per la durata dell'affitto

Per il periodo di nove anni dalla data del contratto di affitto Per il periodo di cinque anni dalla data del contratto di affitto
Solo se espressamente pattuito nel contratto di affitto e per il periodo ivi stabilito

 

    1. T ha venduto a C la propria azienda commerciale, obbligandosi, per tutta la propria vita, ad astenersi  dall'esercizio  di  qualsiasi  attività  di  impresa  commerciale.  Dopo  9  anni,  T   desidera

costituire con il fratello S una snc avente per oggetto l'esercizio di un'attività commerciale. Deve ottenere il consenso da parte di C ?

No

Sì, in ogni caso


Sì, nel caso che T partecipi personalmente alla gestione della società che intende costituire Sì, nel caso che la costituenda società sia contratta per tutta la vita di T

    1. Nel caso di usufrutto di azienda commerciale, il proprietario deve astenersi dall'iniziare una nuova impresa che per l'oggetto, l'ubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela dell'azienda:

 

Per la durata dell'usufrutto

Per il periodo di tre anni dalla costituzione dell'usufrutto

Per il periodo di cinque anni dalla costituzione dell'usufrutto

Per il periodo di cinque anni se l'atto di costituzione del diritto di usufrutto sia a titolo oneroso e di tre anni se l'atto di costituzione del diritto di usufrutto sia a titolo gratuito

 

    1. Tizio ha venduto a Caio la propria azienda commerciale. A norma del codice civile, Tizio:

 

Deve astenersi, per 5 anni dal trasferimento, dall'iniziare una nuova impresa che per l'oggetto, l'ubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela dell'azienda ceduta

Deve astenersi, per tutta la propria vita, dall'iniziare una nuova impresa che per l'oggetto, l'ubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela dell'azienda ceduta

Deve astenersi dall'iniziare qualsiasi nuova impresa per 10 anni dal trasferimento

Deve astenersi, senza alcun limite di tempo, dall'iniziare qualsiasi nuova impresa nel territorio del comune ove era situata l'azienda ceduta

 

    1. T, imprenditore commerciale, ha venduto a C la propria azienda e nel contratto nulla si dice sul divieto di concorrenza. Successivamente si prospetta a T la possibilità di intraprendere una nuova impresa avente il medesimo oggetto, situata nella medesima via dell'azienda ceduta a C. Può T intraprendere questa nuova attività senza il consenso di C?

No, salvo che siano trascorsi almeno cinque anni dall'alienazione dell'azienda a C Sì, in ogni caso
No, mai

Sì, salvo che C non abbia ancora adempiuto integralmente alle obbligazioni che gli derivavano dal contratto di vendita dell'azienda

 

    1. E' valido il patto con il quale chi aliena un'azienda commerciale si obbliga ad astenersi dall'esercizio di ogni attività professionale?

No

Sì, purchè non ecceda la durata di cinque anni dal trasferimento Sì
Sì, purchè si tratti di alienazione a titolo oneroso

 

    1. L'acquirente d'azienda subentra nei contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda stessa che non abbiano carattere personale e salvo che non sia diversamente pattuito:

In ogni caso, sia che si tratti di cessione a titolo gratuito, sia che si tratti di cessione a titolo oneroso Nel caso che si tratti di cessione a titolo gratuito, ma non se si tratti di cessione a titolo oneroso
Nel caso che si tratti di cessione a titolo oneroso, ma non se si tratti di cessione a titolo gratuito

Nel solo caso in cui si tratti di azienda agricola acquistata a titolo gratuito nell'ambito della famiglia coltivatrice

 

    1. A norma del codice civile, l'acquirente dell'azienda:

Subentra nei contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda stessa che non abbiano  carattere personale, se non è pattuito diversamente

Non subentra in nessun caso nei contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda stessa ed è nullo ogni patto contrario

Subentra in tutti i contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda stessa anche se abbiano carattere personale, se non è pattuito diversamente

Subentra in tutti i contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda stessa anche se abbiano carattere personale ed è nullo ogni patto contrario

 

    1. L'acquirente di azienda commerciale subentra nei contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda stessa?

Sì, se i contratti non abbiano carattere personale e non sia diversamente pattuito Sì, solo se la cessione di azienda sia avvenuta a titolo oneroso
Sì, solo se la successione nei contratti sia stata espressamente pattuita Sì, in ogni caso e per tutti i contratti


    1. Qualora l'acquirente di un'azienda subentri nei contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda stessa, il terzo contraente può recedere dai contratti stipulati con l'alienante dell'azienda stessa:

Solo quando sussista una giusta causa

Solo quando l'acquirente dell'azienda non presti idonea garanzia reale Solo quando il terzo contraente sia un imprenditore commerciale Solo quando l'azienda ceduta sia agricola

    1. La cessione dei crediti relativi all'azienda ceduta, anche in mancanza di notifica al debitore o di sua accettazione, da quale momento ha effetto nei confronti dei terzi?

 

Dall'iscrizione del trasferimento dell'azienda nel registro delle imprese Dalla conclusione del contratto
Dalla registrazione del contratto

Dalla pubblicazione nel foglio degli annunzi legali della provincia

 

    1. T intende acquistare da C l'azienda di cui quest'ultimo è titolare. C è disponibile alla vendita a condizione di essere liberato dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento. Pertanto essi si recano dal notaio per stipulare tale atto. Il notaio risponderà che:

C non può essere liberato dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta se i creditori non hanno consentito

C sarà liberato dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta se non vi è stata opposizione da parte dei creditori entro 3 mesi dall'iscrizione della cessione nel registro delle imprese

C sarà liberato dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta solo se la cessione sia stata notificata ai creditori e questi non si siano opposti entro 15 gg


C sarà liberato dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta solo se la cessione sia stata notificata ai creditori e questi non si siano opposti entro 3 mesi

 

    1. Tizio ha ceduto a Caio la propria azienda commerciale. Egli si rivolge ad un notaio per sapere se, a norma del codice civile, è liberato dai debiti inerenti l'esercizio dell'azienda, anteriori al trasferimento. Il notaio risponderà che:

E' liberato solo se risulta che i creditori vi hanno consentito E' liberato in ogni caso
Non è liberato in ogni caso

E' liberato solo per i debiti assistiti da garanzia reale

 

    1. A norma del codice civile, in caso di cessione di azienda, l'alienante:

Non è liberato dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento se non risulta che i creditori vi hanno consentito

E’ liberato dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento solo se si tratta di cessione di azienda non commerciale e non vi sia stata opposizione da parte dei creditori entro tre mesi dall'iscrizione della cessione nel registro delle imprese

E’ liberato dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento se non vi sia stata opposizione da parte dei creditori entro tre mesi dall'iscrizione della cessione nel registro delle imprese

E’ liberato dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento solo se la cessione sia stata notificata ai creditori e questi non si siano opposti entro tre mesi

 

    1. In caso di cessione della azienda, l'alienante è liberato dai debiti inerenti l'esercizio della stessa, anteriori al trasferimento:

Solo se risulta che i creditori vi hanno consentito In ogni caso
Solo per i debiti assistiti da garanzia reale

Solo per i debiti non assistiti da alcuna garanzia

 

    1. In caso di cessione di azienda, l'alienante è liberato dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento:

Se risulta che i creditori vi hanno consentito


Solo se si tratta di cessione di azienda non commerciale

Se non vi sia stata opposizione da parte dei creditori entro tre mesi dall'iscrizione della cessione nel registro delle imprese

Se la cessione sia stata notificata ai creditori e questi non si siano opposti entro tre mesi

 

    1. Per quali debiti l'alienante di un'azienda continua a rispondere anche a seguito dell'avvenuta cessione, nel caso in cui non risulti che i creditori hanno consentito alla sua liberazione?

Per tutti i debiti inerenti all'esercizio dell'azienda sorti anteriormente al trasferimento

Per tutti i debiti inerenti all'esercizio dell'azienda sorti anteriormente all'iscrizione nel registro delle imprese dell'atto di cessione

Per tutti i debiti inerenti all'esercizio dell'azienda per i quali non sia intervenuta la notificazione dell'atto di cessione al creditore

Per tutti i debiti inerenti all'esercizio dell'impresa in cui il creditore sia un'azienda di credito

 

    1. In quale dei seguenti casi l'acquirente di un'azienda risponde dei debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento?

Quando si tratta di azienda commerciale e i debiti risultano dai libri contabili obbligatori

Quando si tratta di azienda commerciale e i debiti risultano da atto avente data certa anteriore alla cessione

Quando si tratta di azienda commerciale, indipendentemente dal fatto che i debiti risultino da atto avente data certa o dalle scritture contabili obbligatorie

Quando si tratta di azienda agricola e i debiti risultano da atto avente data certa anteriore alla cessione

 

    1. Nel trasferimento di un'azienda commerciale, risponde dei debiti inerenti all'esercizio della stessa anteriori al trasferimento anche l'acquirente:

Se i debiti risultano dai libri contabili obbligatori

Se i debiti risultano da atto avente data certa anteriore alla cessione

Se la cessione non è stata notificata ai creditori o questi si sono opposti entro tre mesi dall'avvenuta notificazione

Se la cessione non è stata notificata ai creditori e non risulta che questi vi abbiano consentito


    1. A norma del codice civile, l'usufruttuario dell'azienda, oltre che esercitare l'azienda sotto la ditta che la contraddistingue, deve fra l'altro:

Gestire l'azienda senza modificarne la destinazione e in modo da conservare l'efficienza dell'organizzazione e degli impianti e le normali dotazioni di scorte

Gestire l'azienda senza modificarne la destinazione ed astenersi dal compiere qualsiasi atto di alienazione delle scorte senza aver prima prestato idonea cauzione al nudo proprietario

Gestire l'azienda senza modificarne la destinazione e presentare ogni mese il rendiconto della propria gestione al nudo proprietario

Gestire l'azienda secondo le istruzioni impartite di volta in volta dal nudo proprietario

 

    1. L'usufruttuario, se non adempie all'obbligo di gestire l'azienda senza modificarne la destinazione o se cessa arbitrariamente dalla gestione dell'azienda:

Compie un abuso che può comportare la cessazione del diritto di usufrutto

Compie un abuso che lo espone, come unica conseguenza, al risarcimento dei danni nei confronti del nudo proprietario

Compie un abuso che lo obbliga all'immediata restituzione dell'azienda al nudo proprietario sempre che non preferisca, a sua scelta, risarcirgli i danni

Compie un abuso che lo obbliga a consegnare l'azienda ad un custode nominato dall'autorità giudiziaria sempre che non preferisca, a sua scelta, risarcire i danni al nudo proprietario

 

    1. Quale   obbligo    grava    sull'usufruttuario    di   azienda   in    relazione    alla    ditta   che    la contraddistingue?

Deve esercitare l'azienda sotto tale ditta

Deve in ogni caso astenersi dall'utilizzare tale ditta per l'esercizio da parte sua dell'azienda

Deve esercitare l'azienda sotto tale ditta solo previa integrazione di quest'ultima con il proprio nome

Deve esercitare l'azienda integrando o modificando la ditta con indicazioni idonee a differenziarla dalla ditta del proprietario

 

    1. Tizio è usufruttuario di un'azienda commerciale avente ad oggetto la vendita di biciclette e motocicli; può egli, a norma del codice civile, modificare l'oggetto dell'attività aziendale destinandola alla vendita di autocarri?

No Sì


Sì, ma solo se la vendita di autocarri costituisca l'unica attività aziendale No, salvo che la nuova attività sia prevalente rispetto a quella originaria

    1. Quale obbligo grava sull'affittuario di azienda in relazione alla ditta che la contraddistingue?

 

Deve esercitare l'azienda sotto tale ditta

Deve in ogni caso astenersi dall'utilizzare tale ditta

Deve esercitare l'azienda sotto tale ditta, previa integrazione di quest'ultima almeno con il proprio cognome o con la propria sigla

Deve esercitare l'azienda integrando o modificando la ditta con indicazioni idonee a differenziarla dalla ditta del concedente l'affitto

 

    1. Tizio è affittuario di un'azienda commerciale avente ad oggetto la vendita di biciclette e motocicli; può egli, a norma del codice civile, modificare l'oggetto dell'attività aziendale destinandola alla vendita di autocarri?

No Sì
Sì, ma solo se la vendita di autocarri costituisca l'unica attività aziendale No, salvo che la nuova attività sia prevalente rispetto a quella originaria

    1. Per le imprese soggette a registrazione il contratto con il quale si aliena l’azienda: Deve essere provato per iscritto

Deve essere stipulato per atto pubblico

Deve essere provato per iscritto e notificato a tutti i creditori dell’alienante Non è soggetto ad alcun requisito di forma

    1. L’ex titolare di una drogheria, subito dopo aver ceduto la propria azienda, non può sicuramente:

 

Aprire una drogheria situata nello stesso isolato Aprire un supermarket in un’altra città
Aprire una drogheria in un’altra città


Lavorare come dipendente del nuovo titolare della drogheria ceduta

 

    1. Effetto naturale dell’alienazione di azienda è:

Il divieto di concorrenza imposto all’alienante nei confronti dell’acquirente

Che l’alienante svolga un’attività concorrente al fine di stimolare il funzionamento del mercato Il divieto imposto alle parti di pattuire limitazioni della concorrenza
Il divieto di concorrenza imposto sia all’alienante che all’acquirente

 

    1. Il divieto di concorrenza imposto dalla legge sull’alienante dell’azienda:

Dura 5 anni, riguarda solo l’inizio di una nuova impresa ed è limitato alle iniziative che per l’oggetto, l’ubicazione o altre circostanze siano idonee a sviare la clientela dell’azienda ceduta

Non ha limiti né temporali, né territoriali

Non esiste; nel nostro ordinamento ogni patto limitativo della concorrenza è nullo

Dura 10 anni, riguarda solo l’inizio di una nuova impresa ed è limitato alle iniziative che per l’oggetto, l’ubicazione o altre circostanze siano idonee a sviare la clientela dell’azienda ceduta

 

    1. L’ambito del divieto di concorrenza imposto sull’alienante dell’azienda:

Può essere ampliato per accordo delle parti, purchè non impedisca ogni attività professionale dell’alienante

Può essere ampliato per ordine dell’autorità giudiziaria su istanza dell’acquirente Non può mai essere ampliato
Può essere ampliato per accordo delle parti e può anche impedire ogni attività professionale dell’alienante

 

 

    1. Il divieto di concorrenza imposto sull’alienante dell’azienda:

Non può eccedere i 5 anni; il patto di durata superiore vale per il periodo di 5 anni dal trasferimento Può eccedere i 5 anni, ma non i 10
Non può eccedere i 5 anni; il patto di durata superiore è radicalmente nullo e rende nullo l’intero accordo


Può essere stipulato senza limiti di tempo

 

    1. Nel caso di usufrutto o affitto dell’azienda il divieto di concorrenza:

Vale nei confronti del proprietario o del locatore per la durata dell’usufrutto o dell’affitto Vale nei confronti del proprietario in caso di usufrutto ma non vale per il locatore
Vale nei confronti del locatore ma non vale per il proprietario in caso di usufrutto Non vale né per il proprietario né per il locatore

    1. Il divieto di concorrenza imposto dalla legge sull’alienante dell’azienda:

 

Si applica anche alle aziende agricole solo per le attività connesse, quando rispetto a queste sia possibile uno sviamento della clientela

Si applica solo alle aziende commerciali Si applica solo alle aziende agricole
Si applica indistintamente alle aziende commerciali e agricole

 

    1. Salvo diversa pattuizione delle parti, l’acquirente dell’azienda:

Subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non abbiano carattere  personale

Non subentra in alcun contratto

Subentra in tutti i contratti stipulati dall’alienante senza distinzioni Non subentra mai nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda

    1. Nella fattispecie del trasferimento della azienda, la disciplina generale della cessione dei contratti viene derogata:

 

Quanto alla rilevanza del consenso del contraente ceduto Quanto all’obbligo di notifica al contraente ceduto
Quanto alla rilevanza del consenso dell’alienante l’azienda In nessun caso


    1. In caso di trasferimento della azienda, chi abbia stipulato con l’alienante un contratto di somministrazione rilevante per l’esercizio della azienda:

Può recedere, per giusta causa, dal rapporto con l’acquirente dell’azienda entro 3 mesi dalla notizia del trasferimento

Può recedere, per giusta causa, dal rapporto con l’acquirente dell’azienda entro 1 anno dalla notizia del trasferimento

Può dichiarare di voler interrompere il rapporto

Deve subire la prosecuzione del rapporto con l’acquirente dell’azienda

 

    1. L’usufruttuario dell’azienda, se non è pattuito diversamente, per la durata dell’usufrutto:

Subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa purchè tali contratti non abbiano carattere personale

Subentra solo nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che risultino dai libri contabili obbligatori

Subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa, a condizione che il terzo contraente abbia dato il suo consenso

Non subentra mai nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda

 

    1. Dopo l’iscrizione del trasferimento di azienda nel registro delle imprese, il debitore ceduto: E’ liberato anche se paga in buona fede all’alienante

E’ liberato solo se paga all’acquirente

E’ liberato se paga indifferentemente all’alienante o all’acquirente Non è mai liberato se paga all’alienante, anche se in buona fede

    1. L’alienante è liberato dai debiti inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta e anteriori al trasferimento:

 

Quando i creditori vi hanno consentito

Quando si tratta di un’azienda non commerciale Quando i debiti risultano dai libri contabili obbligatori Quando i creditori non hanno fatto opposizione


    1. L’acquirente di un’azienda commerciale risponde dei debiti dell’azienda anteriori al trasferimento:

Solo se essi risultano dai libri contabili obbligatori In ogni caso
In ogni caso, a meno che essi risultano dai libri contabili obbligatori No mai

    1. In caso di usufrutto di azienda, può l’usufruttuario utilizzare una ditta diversa da quella normalmente utilizzata dall’azienda?

 

No Si
Si, ma solo se autorizzato dalla Camera di Commercio

Si, ma solo autorizzato dal giudice delegato dal Presidente del Tribunale alla sorveglianza del Registro delle Imprese

 

    1. In caso di usufrutto dell’azienda, è consentito all’usufruttuario di gestire l’azienda modificandone la destinazione:

No

Si, perché l’usufrutto è un diritto reale

Si, purchè preventivamente autorizzato dal Tribunale

Si, purchè preventivamente autorizzato dalla Camera di Commercio

 

    1. Al termine dell’usufrutto di azienda la differenza tra la consistenza di inventario all’inizio e al termine dell’usufrutto stesso:

E’ regolata in denaro sulla base dei valori correnti al termine dell’usufrutto

E’ regolata in danaro, sulla base dei valori che i beni avevano all’inizio dell’usufrutto E’ regolata in natura per evitare contestazioni sul valore dei beni
E’ regolata in danaro con decreto del Presidente del Tribunale


Concorrenza e Consorzi

  1. E’ sanzionabile la condotta di un’agenzia di viaggi che, nel rinnovare i depliant ed il suo  sito

web, si ispiri a quanto fatto da un’agenzia immobiliare che opera qualche isolato più in là ? No
No, purché si tratti mera ispirazione e non di imitazione pedissequa

Sì, perché si avvale indebitamente dei risultati già raggiunti da un altro imprenditore Sì, se lo fa nell’anno immediatamente successivo

  1. Prossimo alla chiusura, un negozio vende la sua merce a prezzi stracciati con grande successo tra i consumatori, ma provocando agli altri imprenditori del settore gravi pregiudizi. Potranno questi ultimi convenirlo in giudizio per il risarcimento dei danni?

 

No

Sì, senz’altro

Sì, purché dimostrino l’intento del gestore del negozio di danneggiarli No, se la vendita avviene nel periodo ufficiale dei saldi

  1. B, produttore di infissi in legno, diffonde un messaggio pubblicitario denigrando gli infissi in alluminio. L’associazione dei produttori di infissi in alluminio chiede un provvedimento inibitorio che blocchi la divulgazione del messaggio. Potrà B eccepire con successo che l’associazione attrice non è imprenditore commerciale ?

 

No Sì
Si, se l’associazione non ha ottenuto il riconoscimento di legge

No, a meno che non dimostri anche di aver subito un danno risarcibile

 

  1. A, per attirare nuovi clienti, commissiona una campagna pubblicitaria ad una nota agenzia. B, che si è avvalso della stessa agenzia, si ritiene leso essendo la campagna pubblicitaria di A quasi identica alla sua. E’ la sua posizione nei confronti di A tutelata dall’ordinamento giuridico?

Sì, potrà rivolgersi all’Autorità giudiziaria

Sì, potrà rivolgersi all’Autorità garante della concorrenza e del mercato


Sì, ma potrà agire solamente nei confronti dell’agenzia pubblicitaria Sì, ma non  potrà impedire la continuazione della campagna

  1. A, imprenditore commerciale, ritiene di essere stato lesa da una scorretta condotta del suo concorrente B. Di quale rimedi giudiziari potrà avvalersi?

 

Potrà chiedere all’Autorità giudiziaria una sentenza inibitoria, la distruzione dei prodotti derivati dall’illecito ed il risarcimento dei danni

Potrà chiedere all’Autorità giudiziaria una sentenza inibitoria ed il risarcimento dei danni

Potrà chiedere all’Autorità giudiziaria la distruzione dei prodotti derivati dall’illecito ovvero il risarcimento dei danni

Potrà chiedere all’Autorità giudiziaria la pubblicazione della sentenza ed il risarcimento dei danni

 

  1. A gestisce un’agenzia immobiliare di successo grazie anche ad un affiatato e competente team di collaboratori. Il concorrente B offre ad uno di essi un’allettante proposta di lavoro e lo “strappa” così ad A. Sarà la condotta di B da considerarsi illecita?

No, rientrando tale condotta nel normale gioco della concorrenza No, trattandosi di un solo dipendente
Sì, senz’altro

Sì, se ha provocato un danno, patrimonialmente quantificabile, ad A

 

  1. A ritiene di essere stata pregiudicata dalla diffusione di false notizie, ad opera di un concorrente, relativamente all’origine degli ingredienti da lei utilizzati per la preparazione dei suoi rinomati biscotti. Potrà autonomamente agire in giudizio contro il concorrente?

Sì, senz’altro

No, dovrà chiedere l’autorizzazione alla sua associazione di categoria

Sì, ma dovrà subito dopo dare comunicazione dell’azione intrapresa alla sua associazione di categoria affinché possa intervenire nel giudizio

No, qualora l’associazione di categoria abbia già esercitato l’azione in nome di tutti gli associati

 

  1. A, di Napoli, è stato incoronato “re della pizza” in un famoso concorso nazionale. B, di Milano,  classificatosi  al  secondo  posto,  espone  nel  suo  ristorante  un  attestato  nel  quale si

proclama a sua volta “re della pizza”. Costituisce la condotta di quest’ultimo atto di concorrenza sleale?

No Sì
Sì, essendo il concorso, e la relativa classifica, valido sull’intero territorio nazionale No, ma potrà essere perseguito per false dichiarazioni

  1. A ha costruito la sua fortuna su uno slogan pubblicitario diffuso per radio. Anche B, suo concorrente, decide di avvalersi del mezzo radiofonico coniando uno slogan identico a quello di

A. Potrà A rivolgersi all’Autorità Giudiziaria perché ordini a B di cessare la diffusione di quello
slogan ? Sì
No, perché lo slogan non è un segno distintivo tutelato dall’ordinamento No, perché lo slogan non è in grado di contraddistinguere prodotti o servizi
No, ma potrà comunque richiedere il risarcimento del danno per la perdita di clientela

 

  1. A destina un’ala del casale in cui si procede alla vinificazione delle uve del suo podere ad agriturismo. Cede la sua azienda a B, e dopo un anno acquista un casale limitrofo e propone sul mercato la vecchia formula. Constatato il calo della clientela, quali iniziative giudiziarie B potrà adottare contro A?

Potrà agire per far constatare la violazione del divieto di concorrenza Potrà esercitare l’azione di concorrenza sleale
Potrà agire solo per il risarcimento del danno in base ai principi generali dell’illecito aquiliano Potrà chiedere l’annullamento del contratto di cessione dell’azienda

  1. E’ valida la clausola inserita nell’atto di vendita di un’azienda in virtù della quale l’acquirente Tizio rinuncia al beneficio del divieto di concorrenza?

 

Sì, senz’altro

No, trattandosi di diritto indisponibile

Sì, purché la rinuncia sia bilanciata da una riduzione del prezzo

No, a meno che il venditore non trasferisca all’acquirente tutti i crediti aziendali


  1. A cede la sua azienda agricola a B. Successivamente accetta la proposta di collaborazione del cognato che gestisce nella medesima località un’azienda agricola. Potrà B con successo chiedere all’Autorità giudiziaria che inibisca ad A la prosecuzione della collaborazione?

 

No Sì
Sì, se l’azienda del cognato ha lo stesso oggetto di quella da lui ceduta No, perché l’attività del cognato era preesistente

  1. A trasferisce la sua azienda di noleggio auto a B. Accetta poi la proposta di collaborazione del cognato che gestisce nella medesima località un’azienda con il medesimo oggetto. Potrà B chiedere all’Autorità giudiziaria che inibisca ad A la prosecuzione della collaborazione?

 

No

No, a meno che non dimostri l’intenzione di B di danneggiarlo Sì, senz’altro
Sì, purché l’attività del cognato fosse svolta da almeno cinque anni

 

  1. A cede la sua azienda commerciale a B. Dopo quattro anni A diviene socio di una s.p.a. operante da decenni nel medesimo settore. Potrà B ottenere dal giudice la condanna di A per aver violato il divieto di concorrenza ?

No

Sì, essendo reale un rischio di sviamento della clientela No, essendo trascorsi solamente quattro anni dalla cessione
Sì, se l’accordo di cessione conteneva una clausola di tale tenore

 

  1. A coltiva agrumi che trasforma in marmellate biologiche. Cede la sua attività a B, ed accetta un posto di lavoro part-time presso una nota azienda produttrice di marmellate. Sarà la condotta di A da considerarsi illecita?

 

No Sì
Sì, essendo la produzione di marmellate attività connessa a quella agricola principale


No, atteso che non può esserci rischio di sviamento di clientela

 

  1. A, socio di maggioranza della Alfa spa, ha intenzione di acquistare il 51% delle azioni ordinarie di una società concorrente. Potrà mettere in pratica la sua intenzione ?

Se il fatturato delle società coinvolte supera i limiti di legge dovrà dare preventiva comunicazione dell’operazione all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato

Se il fatturato delle società coinvolte supera i limiti di legge dovrà dare immediata comunicazione all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato una volta perfezionatosi l’acquisto

Dovrà senz’altro dare preventiva comunicazione della sua intenzione all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato

Potrà procedere all’acquisto liberamente se l’operazione non limita la concorrenza sul territorio nazionale in misura consistente

 

  1. A, socio di maggioranza della Alfa spa, ha acquistato il 51% delle azioni ordinarie di una società concorrente senza darne preventiva comunicazione all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato. E’ la sua condotta da ritenersi conforme alla legge antitrust ( l. n. 287/1990 )?

Solamente se l’operazione non ha interessato le soglie di fatturato previste dalla legge

No, perchè ogni operazione idonea a dare origine ad una concentrazione deve essere comunicata preventivamente all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato

Sì, purché entro 30 gg dal perfezionamento dell’acquisto invii una comunicazione all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato

Sì, se ha comunque pubblicato sulla G. U. l’annuncio dell’operazione corredato da tutte le caratteristiche della stessa

 

  1. Quali sono le fattispecie idonee a dare origine ad una concentrazione ai sensi della legge

antitrust ( l. n. 287/1990 )?

Fusione; acquisto del controllo dell’insieme o di parti di una o più imprese; costituzione di un’impresa comune

Fusione; acquisto del controllo dell’insieme o di parti di una o più imprese

Acquisto del controllo dell’insieme o di parti di una o più imprese; costituzione di un’impresa comune

Fusione; acquisto del controllo dell’insieme o di parti di una o più imprese


  1. Il superamento delle soglie di fatturato previste dalla legge in un’operazione di concentrazione, fa sorgere in ogni caso l’obbligo di istruttoria dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato?

No, solo se l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato ritiene l’operazione suscettibile di essere vietata

No, per poter dare avvio all’istruttoria in ogni caso deve ottenere il parere favorevole del Ministro competente

Sì, in ogni caso

Sì, ma ha solamente 20 gg di tempo per avvertire le imprese interessate

 

  1. Quali sono le sanzioni che può disporre l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato qualora dovesse scoprire l’avvenuta realizzazione di una concentrazione vietata dalla legge?

Se l’operazione è già stata realizzata, può prescrivere misure necessarie a ripristinare la concorrenza ed infliggere sanzioni amministrative pecuniarie

Può prescrivere misure necessarie a ripristinare la concorrenza Può infliggere sanzioni amministrative pecuniarie
Può vietarne l’esecuzione

 

  1. Quali sono le sanzioni che può disporre l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato nei confronti di un abuso di posizione dominante ?

Può ordinare l’eliminazione dell’infrazione e, in caso di gravità dell’infrazione, infliggere sanzioni amministrative pecuniarie

Può ordinare l’eliminazione dell’infrazione ed infliggere sanzioni amministrative pecuniarie

Può ordinare l’eliminazione dell’infrazione o, in caso di gravità dell’infrazione, infliggere sanzioni amministrative pecuniarie

Può ordinare l’eliminazione dell’infrazione o, in alternativa, infliggere sanzioni amministrative pecuniarie

 

  1. Risponde al vero l’affermazione secondo cui la disciplina antitrust (l. n. 287/1990) non trova applicazione nei confronti delle imprese pubbliche ed a prevalente partecipazione statale?

No Sì


Solo nella parte relativa alle imprese pubbliche

Solo nella parte relativa alle imprese a prevalente partecipazione statale

 

  1. Le imprese che gestiscono servizi di interesse economico generale ovvero che operano in regime di monopolio sul mercato sono esonerate dall’applicazione della disciplina antitrust (l.  n. 287/1990) ?

Sì, ma solo per gli aspetti strettamente connessi all’adempimento degli specifici compiti loro affidati

Sì, senz’altro

Sì, ma solo quelle che operano in regime di monopolio sul mercato Sì, ma solo se gestiscono un servizio di interesse economico generale

  1. E’ vietata dalla legge antitrust (l. n. 287/1990) l’autoproduzione in settori riservati per legge allo Stato o ad un ente pubblico?

 

No, purché i beni o i servizi “autoprodotti” siano destinati ad uso proprio, della società controllante o delle società controllate

No, purché si tratti di autoproduzione di beni No, purché si tratti di autoproduzione di servizi
Sì, in ogni caso perché interferisce con una riserva di legge

 

  1. L’accordo tra imprese, che abbia per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente la concorrenza nel mercato nazionale o in una sua parte rilevante, è sempre vietato dalla legge?

Sì, ma l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato può autorizzarlo, per un periodo limitato, purché da esso derivino gli effetti positivi previsti dalla legge

Sì, ma l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato può autorizzarlo, seppur per un periodo di tempo non superiore a cinque anni

No, se interviene l’autorizzazione preventiva dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato

No, se autorizzato dalle autorità comunitarie

 

  1. A e B, le due più importanti industrie discografiche italiane, si accordano per ripartirsi territorialmente il mercato. Successivamente, B inizia a vendere CD al di fuori dell’area concordata. Potrà A agire in giudizio contro B per il risarcimento del danno ?

No, trattandosi di contratto nullo Sì, senz’altro
Sì, ma solo se dimostra che l’accordo ha apportato dei sostanziali benefici ai consumatori No, potrà solo chiedere la risoluzione dell’accordo

  1. E’ sanzionabile la condotta di un’azienda italiana che metta in vendita una pomata terapeutica per le distorsioni in una confezione contenente anche, e necessariamente, un costoso applicatore?

 

Sì, purché ricopra in Italia o in una parte rilevante di essa una posizione dominante Sì, senz’altro
No, senz’altro

No, se l’applicatore è di indubbia utilità

 

  1. I ristoratori di Tropea si sono messi d’accordo per aumentare del 15% i prezzi nella stagione estiva. Costituisce l’accordo infrazione al divieto delle intese stabilito dalla legge antitrust nazionale?

No Sì
Solo qualora venga altresì stabilito che l’accordo si rinnovi tacitamente di anno in anno Sì, a meno che non sia prevista la clausola di recesso

  1. A e B, unici concessionari nazionali per la vendita di una nota marca di autoveicoli internazionale, stabiliscono di comune accordo i prezzi dei furgoni industriali. Sarà da considerarsi valido tale accordo?

 

No

Sì, se non viene falsata la concorrenza in modo consistente Si, se la durata dell’accordo è inferiore a cinque anni
Si, essendo la portata dell’accordo limitata ai soli veicoli industriali


  1. Il consorzio A acquista, in nome proprio, ma per conto del consorziato B, un macchinario: a chi potrà rivolgersi il venditore per ottenere il pagamento del prezzo?

Nei confronti di A e di B che saranno responsabili solidalmente Nei soli confronti di B
Nei soli confronti del fondo consortile

Direttamente nei confronti di tutti i consorziati in proporzione alle rispettive quote di partecipazione

 

  1. Il consorzio A acquista, in nome e per conto proprio, un costoso macchinario: a chi potrà rivolgersi il venditore per ottenere il pagamento del prezzo?

Nei confronti di A

Nei confronti di A e del rappresentante del consorzio che saranno responsabili solidalmente Nei confronti del rappresentante del consorzio
Nei confronti di tutti i consorziati in proporzione alle rispettive quote di partecipazione

 

  1. Il patto che limita la concorrenza:

E' valido se circoscritto a una determinata zona o a una determinata attività e non può eccedere la durata di cinque anni

E' valido se circoscritto a una determinata zona o a una determinata attività senza limiti di  tempo

E' sempre valido Non è mai valido

  1. T e C, imprenditori, hanno concluso un accordo che limita la concorrenza, senza determinare la durata del patto. Dopo 2 anni, C notifica a T un atto stragiudiziale con il quale sostiene che il patto, ancorchè circoscritto a una determinata zona, non è valido perchè non ne è stata determinata la durata. In questo caso:

 

Il patto è valido per la durata di un quinquennio e pertanto la pretesa di C è infondata

Il patto è valido per la durata di un triennio e pertanto la pretesa di C potrà essere fatta valere alla scadenza di tale periodo

Il patto non è valido fin dall'origine e pertanto la pretesa di C è fondata


Il patto è valido, ma è rimessa al prudente apprezzamento del giudice la determinazione della sua durata e pertanto C a tal fine dovrà rivolgersi all'autorità giudiziaria competente

 

  1. Per il patto che limita la concorrenza: E' richiesta la forma scritta ai fini della prova

E' richiesta la forma scritta ai fini della validità solo quando il patto stesso eccede la durata di un anno

E' richiesta la forma scritta ai fini della validità

Non è richiesta alcuna forma particolare nemmeno ai fini della prova

 

  1. Con il contratto di consorzio più imprenditori:

Istituiscono un'organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese

Assumono reciprocamente obbligazioni, senza istituire un'organizzazione comune

Istituiscono un'organizzazione comune per dirimere ogni tipo di controversia che dovesse insorgere tra i medesimi

Assumono reciprocamente obbligazioni per limitare, senza istituire un'organizzazione comune, la concorrenza tra le imprese stesse

 

  1. Il contratto di consorzio è quello mediante il quale:

Più imprenditori istituiscono un'organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese

Due o più lavoratori autonomi esercenti la medesima professione intellettuale istituiscono un'organizzazione comune al fine di limitare il rischio derivante dall'esercizio dell'attività professionale

Più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili

Più soggetti non imprenditori conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività al fine di fornire beni o servizi od occasioni di lavoro ai membri dell'organizzazione a condizioni più vantaggiose di quelle che otterrebbero dal mercato

  1. A norma del codice civile, il contratto di consorzio senza attività esterna deve tra l'altro indicare:

 

Le condizioni di ammissione di nuovi consorziati


La denominazione del consorzio

L'attività svolta da ciascun imprenditore consorziato

Il numero di iscrizione nel registro delle imprese di ciascun imprenditore consorziato

 

  1. A norma del codice civile, il contratto di consorzio senza attività esterna deve tra l'altro indicare:

I casi di recesso e di esclusione La denominazione del consorzio
L'attività svolta da ciascun imprenditore consorziato

Il numero di iscrizione nel registro delle imprese di ciascun imprenditore consorziato

 

  1. Gli imprenditori Tizio, Caio e Sempronio intendono stipulare un contratto di consorzio senza attività esterna. Essi si rivolgono ad un notaio per sapere se per tale contratto sia prescritta una forma particolare. Il notaio risponderà che il contratto di consorzio:

Deve essere fatto per iscritto sotto pena di nullità

Deve essere fatto per atto pubblico sotto pena di nullità Non richiede alcuna forma particolare
Deve essere fatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata sotto pena di nullità

 

  1. A norma del codice civile, quale forma è richiesta, a pena di nullità, per il contratto di consorzio fra imprenditori?

La forma scritta

La scrittura privata autenticata Nessuna
L'atto pubblico con la presenza dei testimoni

 

  1. Per il contratto di consorzio tra imprenditori: E' richiesta la forma scritta a pena di nullità

E' richiesta la forma scritta a pena di nullità nel solo caso in cui il contratto abbia durata superiore a dieci anni

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E' richiesta la forma scritta ai soli fini della prova Non è richiesta alcuna forma particolare

  1. A norma del codice civile, il contratto di consorzio senza attività esterna deve tra l'altro indicare:

 

Gli obblighi assunti e i contributi dovuti dai consorziati La denominazione del consorzio
L'attività svolta da ciascun imprenditore consorziato

Il numero di iscrizione nel registro delle imprese di ciascun imprenditore consorziato

 

  1. A norma del codice civile, il contratto di consorzio senza attività esterna deve tra l'altro indicare:

La sede dell'ufficio eventualmente costituito La denominazione del consorzio
L'attività svolta da ciascun imprenditore consorziato

Il numero di iscrizione nel registro delle imprese di ciascun imprenditore consorziato

 

  1. A norma del codice civile, il contratto di consorzio senza attività esterna deve tra l'altro indicare:

L'oggetto del consorzio

La denominazione del consorzio

L'attività svolta da ciascun imprenditore consorziato

Il numero di iscrizione nel registro delle imprese di ciascun imprenditore consorziato

 

  1. A norma del codice civile, il contratto di consorzio senza attività esterna deve tra l'altro indicare:

 

Le attribuzioni e i poteri degli organi consortili anche in ordine alla rappresentanza in giudizio La denominazione del consorzio
L'attività svolta da ciascun imprenditore consorziato


Il numero di iscrizione nel registro delle imprese di ciascun imprenditore consorziato

 

  1. A norma del codice civile, il contratto di consorzio senza attività esterna deve tra l'altro indicare:

Le sanzioni per l'inadempimento degli obblighi dei consorziati La denominazione del consorzio
L'attività svolta da ciascun imprenditore consorziato

Il numero di iscrizione nel registro delle imprese di ciascun imprenditore consorziato

 

  1. Il contratto di consorzio tra imprenditori, in mancanza di determinazione della durata: E' valido per dieci anni

E' nullo

E' valido a tempo indeterminato

E' valido purchè i consorziati ne facciano fissare la durata al competente tribunale

 

  1. In mancanza di determinazione della durata del contratto di consorzio tra imprenditori, questo è:

Valido per dieci anni

Valido, ma il giudice del registro delle imprese deve integrarne il contenuto con un proprio provvedimento che ne fissi la durata entro trenta giorni dall'istanza di deposito

Affetto da nullità insanabile

Affetto da nullità, ma può essere sanato con una dichiarazione integrativa resa da uno dei consorziati nella stessa forma in cui è stato stipulato il contratto

 

  1. Il contratto di consorzio tra imprenditori per il quale non sia stata determinata la durata è: Valido per dieci anni

Nullo Annullabile
Valido a tempo indeterminato



  1. Gli imprenditori Tizio, Caio e Sempronio hanno stipulato un contratto di consorzio senza attività esterna. Il contratto di consorzio non dispone alcunchè circa le deliberazioni relative all'attuazione dell'oggetto del consorzio stesso. In tal caso tali deliberazioni sono prese:

Col voto favorevole della maggioranza dei consorziati All'unanimità
Col voto favorevole di tanti consorziati che rappresentino la maggioranza del fondo consortile Col voto favorevole dei due terzi dei consorziati

 

  1. Se il contratto di consorzio tra imprenditori non dispone diversamente, le deliberazioni relative all'attuazione dell'oggetto del consorzio sono prese:

Col voto favorevole della maggioranza dei consorziati All'unanimità
Col voto favorevole di tanti consorziati che rappresentino la maggioranza del fondo consortile Col voto favorevole dei due terzi dei consorziati

 

  1. In mancanza di diversa disposizione del contratto di consorzio tra imprenditori, per le deliberazioni relative all'attuazione dell'oggetto è necessario il voto favorevole:

Della maggioranza dei consorziati Di tutti i consorziati
Dei due terzi dei consorziati

Dei due terzi dei consorziati e dei rappresentanti legali del consorzio

 

  1. Gli imprenditori T, C e S hanno costituito per atto pubblico un consorzio senza attività esterna. Gli stessi intendono ora modificare l'oggetto del consorzio. Se non è diversamente convenuto nei patti consortili, quale forma minima deve essere osservata per tale modificazione?

La forma scritta sotto pena di nullità

La forma della scrittura privata con sottoscrizioni autenticate sotto pena di nullità La forma dell'atto pubblico sotto pena di nullità
La forma dell'atto pubblico ai soli fini della sua iscrizione nel registro delle imprese


  1. Se non è diversamente convenuto e fatto salvo il caso della trasformazione in società, in quale modo può essere modificato, a norma del codice civile, il contratto di consorzio tra imprenditori?

 

Con il consenso di tutti i consorziati

Con il consenso dei quattro quinti dei consorziati Con il consenso della maggioranza dei consorziati
Con il consenso di almeno due dei consorziati, quale che sia il loro numero

 

  1. Gli imprenditori T, C e S sono gli unici partecipanti al consorzio Alfa con sede in Roma. T e C vorrebbero modificare l'oggetto del consorzio. E' possibile procedere senza il consenso di S, qualora il contratto di consorzio nulla disponga in ordine alle modificazioni del contratto stesso?

No

Sì, in ogni caso

Sì, purchè T e C rappresentino la maggioranza del fondo consortile

Sì, purchè S sia stato convocato per la necessaria deliberazione a mezzo di lettera raccomandata

 

  1. Per le modificazioni del contratto di consorzio tra imprenditori: E' richiesta la forma scritta a pena di nullità

E' richiesta la forma scritta a pena di nullità nel solo caso in cui la modificazione consista in una proroga della durata del contratto per un tempo superiore a dieci anni

E' richiesta la forma scritta ai soli fini della prova Non è richiesta alcuna forma particolare

  1. Per le modificazioni del contratto di consorzio tra imprenditori: E' richiesta la forma scritta a pena di nullità

E' richiesta la forma scritta a pena di nullità nel solo caso in cui la modificazione riguardi l'istituzione di un ufficio destinato a svolgere un'attività con i terzi

E' richiesta la forma scritta ai soli fini della prova Non è richiesta alcuna forma particolare


  1. Se non è diversamente convenuto e fatto salvo il caso della trasformazione in società, il contratto di consorzio tra imprenditori:

Può essere modificato soltanto con il consenso di tutti i consorziati

Può essere modificato con il consenso della maggioranza dei consorziati calcolata non per capi, ma per quote di partecipazione al fondo consortile

Può essere modificato con il consenso della maggioranza dei consorziati calcolata per capi e non  per quote di partecipazione al fondo consortile

Non può mai essere modificato

 

  1. Se non è stato diversamente convenuto e fatto salvo il caso della trasformazione in società, il contratto di consorzio fra imprenditori può essere modificato:

Esclusivamente con il consenso di tutti i consorziati Con il solo consenso della maggioranza dei consorziati
Con il solo consenso dei rappresentanti legali del consorzio

Con il consenso dei rappresentanti legali del consorzio e della metà dei consorziati

 

  1. A norma del codice civile, quale forma è richiesta, a pena di nullità, per le modificazioni del contratto di consorzio fra imprenditori?

La forma scritta

La scrittura privata autenticata L'atto pubblico
Nessuna

 

  1. T, C e S hanno stipulato un contratto di consorzio senza attività esterna. Essi vogliono ora modificarlo. A tal fine si rivolgono ad un notaio chiedendogli in quale modo possa essere  modificato il contratto di consorzio, tenendo conto che il contratto stesso nulla prevede in proposito. Il notaio risponderà loro che le modifiche diverse dalla trasformazione in società dovranno essere effettuate:

Per iscritto sotto pena di nullità e con il consenso di tutti i consorziati

Per atto pubblico sotto pena di nullità e con il consenso dei due terzi dei consorziati Per iscritto sotto pena di nullità e con il consenso della maggioranza dei consorziati
Per atto pubblico sotto pena di nullità e con il consenso della maggioranza dei consorziati


  1. A norma del codice civile, da quali norme è regolata la responsabilità verso i consorziati di coloro che sono preposti al consorzio tra imprenditori?

 

Dalle norme sul mandato

Dalle norme sul contratto d'opera intellettuale norme sul contratto di lavoro subordinato
Dalle norme sull'associazione in partecipazione

 

  1. A norma del codice civile nei casi di esclusione dal consorzio tra imprenditori del singolo consorziato, la quota di partecipazione del consorziato escluso:

Si accresce proporzionalmente a quelle degli altri

Deve essere liquidata secondo il suo valore nominale e non si verifica alcun accrescimento a favore degli altri consorziati

Deve essere liquidata secondo il valore risultante dall'ultima situazione patrimoniale del consorzio e non si verifica alcun accrescimento a favore degli altri consorziati

Si estingue senza che si verifichi alcun accrescimento a vantaggio degli altri consorziati e senza che sorga alcun diritto alla liquidazione

 

  1. A norma del codice civile nei casi di recesso dal consorzio tra imprenditori da parte del singolo consorziato, la quota di partecipazione del consorziato receduto:

Si accresce proporzionalmente a quelle degli altri

Deve essere liquidata secondo il suo valore nominale e non si verifica accrescimento in favore degli altri consorziati

Deve essere liquidata secondo il valore risultante dall'ultima situazione patrimoniale del consorzio e non si verifica alcun accrescimento in favore degli altri consorziati

Si estingue senza che si verifichi alcun accrescimento a vantaggio degli altri consorziati e senza che sorga alcun diritto alla liquidazione


No, senza possibilità di patto contrario

 

  1. Tizio, aderente ad un consorzio il cui contratto non deroga alle norme di legge in materia, ha venduto la sua azienda a Caio. Gli altri consorziati possono deliberare l'esclusione di Caio dal consorzio?

Sì, ma solo se sussiste una giusta causa No
Sì, in ogni caso

Sì, ma solo previa autorizzazione del presidente del tribunale

 

  1. E' possibile escludere che l'acquirente dell'azienda di uno dei consorziati subentri nel contratto di consorzio?

Sì No
Sì, ma solo se l'esclusione della successione sia di volta in volta autorizzata dal legale  rappresentante del consorzio

No, salvo che il consorzio sia formato da più di cinque consorziati

 

  1. In materia di consorzi fra imprenditori, l'acquirente dell'azienda di uno dei consorziati:

Subentra nel contratto di consorzio, salvo patto contrario, sia che l'acquisto sia a titolo oneroso sia che l'acquisto sia a titolo gratuito

Subentra nel contratto di consorzio, salvo patto contrario, se l'acquisto è avvenuto a titolo oneroso, e anche in presenza di un patto contrario se l'acquisto è avvenuto a titolo gratuito

Subentra nel contratto di consorzio, salvo patto contrario, se l'acquisto è avvenuto a titolo gratuito, e anche in presenza di un patto contrario se l'acquisto è avvenuto a titolo oneroso

Non subentra nel contratto di consorzio e non è ammesso il patto contrario


No, senza possibilità di patto contrario

 

  1. In caso di acquisto per successione di un'azienda, partecipante ad un consorzio, l'acquirente di questa subentra nel contratto di consorzio?

Sì, salvo patto contrario No, mai
Sì, salva la possibilità degli altri consorziati di deliberarne l'esclusione entro un anno dall'accettazione dell'eredità o dall'acquisto del legato

Sì, salvo che si tratti di successione a titolo particolare

 

  1. In caso di trasferimento dell'azienda per atto tra vivi da parte di uno dei consorziati, gli altri, entro un mese dalla notizia dell'avvenuto trasferimento, possono deliberare l'esclusione dell'acquirente dal consorzio:

Sia che l'acquisto sia stato a titolo oneroso, sia che sia stato a titolo gratuito, ma solo se sussiste una giusta causa

Solo se l'acquisto sia stato a titolo oneroso, ma non se sia stato a titolo gratuito, e sempre che sussista una giusta causa

Solo se l'acquisto sia stato a titolo gratuito, ma non se sia stato a titolo oneroso, e sempre che sussista una giusta causa
Se l'acquisto sia stato a titolo oneroso, ma non se sia stato a titolo gratuito, e anche se non sussiste una giusta causa

 

  1. Tizio, aderente ad un consorzio fra imprenditori, ha venduto a Caio la propria azienda. In questo caso, Caio subentra nel contratto di consorzio?

Sì, salvo patto contrario No
Sì, ma solo previa deliberazione di accettazione da parte degli altri consorziati

Sì, ma solo se il subentro nel contratto di consorzio sia stato espressamente previsto nel contratto di vendita dell'azienda

 

  1. T, C e S, imprenditori, intendono concludere un contratto di consorzio e chiedono al notaio d'inserire una clausola che, in caso di trasferimento dell'azienda di uno dei consorziati, escluda il subentro dell'acquirente nel contratto di consorzio. Il notaio risponderà che tale clausola:

Può essere inserita


Non può essere inserita

Può essere inserita solo per il caso di trasferimento per atto tra vivi Può essere inserita solo per il caso di trasferimento a causa di morte


  1. E' causa legale di scioglimento del consorzio tra imprenditori: Il decorso del tempo stabilito per la sua durata

La morte anche di uno solo dei consorziati, quale che sia il loro numero L'impossibilità di funzionamento dell'assemblea per due sedute anche non consecutive L'impossibilità di funzionamento dell'assemblea per almeno due sedute consecutive

 

  1. E' causa legale di scioglimento del contratto di consorzio tra imprenditori: La volontà unanime dei consorziati

La morte anche di uno solo dei consorziati, quale che sia il loro numero L'impossibilità di funzionamento dell'assemblea per due sedute anche non consecutive L'impossibilità di funzionamento dell'assemblea per almeno due sedute consecutive

  1. E' causa legale di scioglimento del contratto di consorzio tra imprenditori: L'impossibilità di conseguire l'oggetto

La morte anche di uno solo dei consorziati, quale che sia il loro numero L'impossibilità di funzionamento dell'assemblea per due sedute anche non consecutive


L'impossibilità di funzionamento dell'assemblea per almeno due sedute consecutive

 

  1. E' causa legale di scioglimento del contratto di consorzio tra imprenditori: Il conseguimento dell'oggetto

La morte anche di uno solo dei consorziati, quale che sia il loro numero L'impossibilità di funzionamento dell'assemblea per due sedute anche non consecutive L'impossibilità di funzionamento dell'assemblea per almeno due sedute consecutive

  1. Gli imprenditori T, C e S costituiscono a Roma un consorzio in forma non societaria con sede in Milano e il contratto prevede l'istituzione solo a Messina di un ufficio destinato a svolgere un'attività con terzi. In questo caso gli amministratori devono fra l'altro:

 

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Messina, e non presso quello di Roma

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Roma e non presso quello di Messina

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Roma e non presso quello di Milano

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Milano e non presso quello di Roma e presso quello di Messina

 

  1. Gli imprenditori T, C e S, tutti residenti a Messina, costituiscono con atto stipulato a Milano un consorzio in forma non societaria e il contratto prevede l'istituzione solo a Roma di un ufficio destinato a svolgere un'attività con terzi. In questo caso gli amministratori devono fra l'altro:

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Roma

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Messina

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Milano

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Messina e presso quello di Milano

 

  1. T, C e S hanno stipulato un contratto di consorzio ai sensi del quale è prevista l'istituzione di un ufficio destinato a svolgere un'attività con i terzi. In tal caso, a norma del codice civile, entro  trenta

giorni dalla stipulazione, a cura degli amministratori, deve essere depositato per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese del luogo dove l'ufficio del consorzio ha sede:

Un estratto del contratto

Una copia integrale del contratto

Una dichiarazione degli amministratori che attesti l'avvenuta costituzione del consorzio Un certificato notarile che attesti gli obblighi assunti e i contributi dovuti dai consorziati

  1. T, C e S hanno stipulato un contratto di consorzio ai sensi del quale è prevista l'istituzione di un ufficio destinato a svolgere un'attività con i terzi. In tal caso, un estratto del contratto, a cura degli amministratori, entro trenta giorni dalla stipulazione, deve essere depositato per l'iscrizione:

 

Presso l'ufficio del registro delle imprese del luogo dove l'ufficio del consorzio ha sede

Presso l'ufficio del registro delle imprese del luogo dove è stato stipulato il contratto di consorzio Presso la cancelleria commerciale del tribunale del luogo dove è stato stipulato il contratto Presso l'ufficio del registro prefettizio del luogo dove l'ufficio del consorzio ha sede

  1. Se il contratto di consorzio tra imprenditori prevede l'istituzione di un ufficio destinato a svolgere un'attività con i terzi:

 

Un estratto del contratto deve essere depositato per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese del luogo dove l'ufficio ha sede

Un estratto del contratto deve essere depositato per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese del luogo dove ha sede ciascuna delle imprese consorziate

L'intero contratto deve essere depositato presso l'ufficio del registro delle imprese del luogo dove il consorzio ha sede previa omologazione da parte del tribunale

L'intero contratto deve essere depositato presso l'ufficio del registro delle imprese del luogo dove l'ufficio ha sede previa omologazione da parte del tribunale

 

  1. In tema di consorzio con attività esterna, l'estratto del contratto da depositarsi, a norma del codice civile, per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese deve tra l'altro necessariamente indicare:

Il modo di formazione del fondo consortile e le norme relative alla liquidazione Il domicilio o la residenza dei consorziati
Il nome ed il cognome di ciascuno dei sindaci del consorzio


Il numero di iscrizione al repertorio economico amministrativo presso la camera di commercio di ciascuno degli imprenditori consorziati

 

  1. A norma del codice civile, se il contratto di consorzio prevede l'istituzione di un ufficio destinato a svolgere un'attività con i terzi, deve depositarsi per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese del luogo dove ha sede l'ufficio:

Un estratto del contratto

Una copia integrale del contratto

Una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà

Un certificato notarile che attesti il cognome e il nome di ciascuno dei consorziati

 

  1. Se il contratto di consorzio tra imprenditori prevede l'istituzione di un ufficio destinato a svolgere un'attività con i terzi, un estratto del contratto deve, a cura degli amministratori, entro trenta giorni dalla stipulazione, essere depositato per l'iscrizione:

Presso l'ufficio del registro delle imprese del luogo dove l'ufficio del consorzio ha sede

Presso la cancelleria commerciale del tribunale del luogo dove è stato stipulato il contratto di consorzio

Presso l'ufficio addetto alla tenuta del foglio degli annunzi legali del luogo dove è stato stipulato il contratto di consorzio

Presso l'ufficio del registro prefettizio del luogo dove l'ufficio del consorzio ha sede

 

  1. In tema di consorzio con attività esterna, l'estratto del contratto da depositarsi, a norma del codice civile, per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese deve tra l'altro necessariamente indicare:

La sede dell'ufficio destinato a svolgere l'attività con i terzi Il domicilio o la residenza dei consorziati
Il nome ed il cognome di ciascuno dei sindaci del consorzio

Il numero di iscrizione al repertorio economico amministrativo presso la camera di commercio di ciascuno degli imprenditori consorziati

 

  1. In tema di consorzio con attività esterna, l'estratto del contratto da depositarsi, a norma del codice civile, per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese deve tra l'altro necessariamente indicare:

Le persone a cui viene attribuita la rappresentanza del consorzio ed i rispettivi poteri


Il domicilio o la residenza dei consorziati

Il nome ed il cognome di ciascuno dei sindaci del consorzio

Il numero di iscrizione al repertorio economico amministrativo presso la camera di commercio di ciascuno degli imprenditori consorziati

  1. In tema di consorzio con attività esterna, l'estratto del contratto da depositarsi, a norma del codice civile, per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese deve tra l'altro necessariamente indicare:

 

Le persone a cui viene attribuita la direzione del consorzio ed i rispettivi poteri Il domicilio o la residenza dei consorziati
Il nome ed il cognome di ciascuno dei sindaci del consorzio

Il numero di iscrizione al repertorio economico amministrativo presso la camera di commercio di ciascuno degli imprenditori consorziati

 

  1. In tema di consorzio con attività esterna, l'estratto del contratto da depositarsi, a norma del codice civile, per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese deve tra l'altro necessariamente indicare:

La denominazione del consorzio

Il domicilio o la residenza dei consorziati

Il nome ed il cognome di ciascuno dei sindaci del consorzio

Il numero di iscrizione al repertorio economico amministrativo presso la camera di commercio di ciascuno degli imprenditori consorziati

 

  1. In tema di consorzio con attività esterna, l'estratto del contratto da depositarsi, a norma del codice civile, per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese deve tra l'altro necessariamente indicare:

L'oggetto del consorzio

Il domicilio o la residenza dei consorziati

Il nome ed il cognome di ciascuno dei sindaci del consorzio

Il numero di iscrizione al repertorio economico amministrativo presso la camera di commercio di ciascuno degli imprenditori consorziati


  1. In tema di consorzio con attività esterna, l'estratto del contratto da depositarsi, a norma del codice civile, per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese deve tra l'altro necessariamente indicare:

La durata del consorzio

Il domicilio o la residenza dei consorziati

Il nome ed il cognome di ciascuno dei sindaci del consorzio

Il numero di iscrizione al repertorio economico amministrativo presso la camera di commercio di ciascuno degli imprenditori consorziati

 

  1. Gli imprenditori Tizio, Caio e Sempronio, tutti residenti a Napoli, costituiscono con atto stipulato a Bologna un consorzio in forma non societaria e il contratto prevede l'istituzione solo a Firenze di un ufficio destinato a svolgere un'attività con terzi. In questo caso gli amministratori devono fra l'altro:

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Firenze


Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Napoli

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Bologna

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Napoli e presso quello di Bologna

 

  1. Gli imprenditori T, C e S, tutti residenti a Firenze, costituiscono con atto stipulato a Napoli un consorzio in forma non societaria e il contratto prevede l'istituzione solo a Bologna di un ufficio destinato a svolgere un'attività con terzi. In questo caso gli amministratori devono fra l'altro:

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Bologna

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Firenze

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Napoli

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Firenze e presso quello di Napoli

 

  1. Gli imprenditori T, C e S, tutti residenti a Bologna, costituiscono con atto stipulato a Firenze un consorzio in forma non societaria e il contratto prevede l'istituzione solo a Napoli di un ufficio destinato a svolgere un'attività con terzi. In questo caso gli amministratori devono fra l'altro:

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Napoli

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Bologna

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Firenze

Depositare un estratto del contratto per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Bologna e presso quello di Firenze

 

  1. Gli imprenditori T, C e S costituiscono a Milano un consorzio in forma non societaria con sede in Messina e il contratto prevede l'istituzione solo a Roma di un ufficio destinato a svolgere un'attività con terzi. In questo caso gli amministratori devono fra l'altro:

Depositare per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Roma un estratto del contratto, e non è necessario che venga depositata una copia integrale del contratto stesso


Depositare per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Roma una copia integrale del contratto, e non è sufficiente che venga depositato un estratto del contratto stesso

Depositare per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Messina e non di Roma un estratto del contratto, e non è necessario che venga depositata una copia integrale del contratto  stesso

Depositare per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese di Milano e non di Messina né di Roma una copia integrale del contratto stesso

 

  1. In tema di consorzio con attività esterna, l'estratto del contratto da depositarsi, a norma del codice civile, per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese deve tra l'altro necessariamente indicare:

La persona a cui viene attribuita la presidenza del consorzio Il domicilio o la residenza dei consorziati
Il nome ed il cognome di ciascuno dei sindaci del consorzio

Il numero di iscrizione al repertorio economico amministrativo presso la camera di commercio di ciascuno degli imprenditori consorziati

 

  1. A norma del codice civile, i consorzi con attività esterna possono essere convenuti in giudizio:

 

In persona di coloro ai quali il contratto attribuisce la presidenza o la direzione, anche se la rappresentanza è attribuita ad altre persone

In persona di coloro ai quali il contratto attribuisce la presidenza, salvo che la rappresentanza sia attribuita ad altre persone

In persona di ciascun consorziato In persona di ciascun sindaco

  1. A norma del codice civile, i consorzi con attività esterna possono essere convenuti in giudizio:

 

In persona di coloro ai quali il contratto attribuisce la direzione, anche se la rappresentanza è attribuita ad altre persone

In persona di coloro ai quali il contratto attribuisce la direzione, salvo che la rappresentanza sia attribuita ad altre persone

In persona di ciascun consorziato In persona di ciascun sindaco


  1. T, F e S, imprenditori, costituiscono, con durata triennale e in forma non societaria, un consorzio con sede in Roma e con istituzione di un unico ufficio a Roma destinato a svolgere un'attività con i terzi. A C viene attribuita la direzione, a S la rappresentanza e a F la presidenza. Dopo due anni dalla costituzione M, creditore particolare di T, agisce per far valere il proprio diritto sul fondo consortile. In questo caso:

M non può fare valere il proprio diritto sul fondo consortile

M può fare valere il proprio diritto sul fondo consortile, previo consenso di C, S e F M può fare valere il proprio diritto sul fondo consortile, previo consenso di T
M può fare valere il proprio diritto sul fondo consortile, previo consenso di S e F

 

  1. In tema di consorzio tra imprenditori con attività esterna, possono i consorziati, per la durata del consorzio, chiedere la divisione del fondo consortile?

 

No

Sì, salvo patto contrario contenuto nel contratto di consorzio Sì, ma solo dopo trent'anni dall'ingresso nel consorzio
Sì, in ogni caso

 

  1. In tema di consorzio con attività esterna tra imprenditori, possono i creditori particolari dei consorziati, per la durata del consorzio, far valere i loro diritti sul fondo consortile?

 

No

Sì, limitatamente ai beni mobili non strumentali


Sì, previa escussione del patrimonio del consorziato Sì, in ogni caso

  1. A norma del codice civile, in un consorzio con attività esterna costituito tra imprenditori in forma non societaria, per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati, rispondono questi ultimi solidalmente con il fondo consortile. In caso di insolvenza, nei rapporti tra i consorziati:

 

Il debito dell'insolvente si ripartisce tra tutti i consorziati in proporzione delle quote

Il debito dell'insolvente si ripartisce in parti eguali fra coloro che hanno assunto le obbligazioni per conto dei singoli consorziati

Il debito dell'insolvente si ripartisce in parti uguali tra i singoli consorziati e coloro che hanno assunto le obbligazioni per conto di questi ultimi

Il debito dell'insolvente si ripartisce tra tutti i consorziati in parti eguali tra loro

 

  1. A norma del codice civile, in un consorzio con attività esterna costituito tra imprenditori in forma non societaria, per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati:

Rispondono questi ultimi solidalmente con il fondo consortile Risponde esclusivamente il fondo consortile
Risponde il fondo consortile solidalmente con coloro che hanno agito per conto dei singoli consorziati

Rispondono esclusivamente questi ultimi solidalmente con coloro che hanno agito

 

  1. Tizio ha la rappresentanza di un consorzio con attività esterna costituito in forma non societaria tra le società a responsabilità limitata A, B e G. Egli, in nome del consorzio, acquista un sistema informatico per la gestione dell'attività consortile, assumendo l'obbligazione di pagare il relativo prezzo entro un mese dalla conclusione del contratto. Il fornitore creditore può far valere i suoi diritti:

Esclusivamente sul fondo consortile

Sul patrimonio di Tizio, previa escussione del patrimonio delle società A, B e G Sia sul fondo consortile, sia sul patrimonio di Tizio
Sul patrimonio delle società A, B e G, previa escussione del patrimonio di Tizio


  1. Per le obbligazioni assunte esclusivamente in nome e per conto del consorzio tra imprenditori dalle persone che ne hanno la rappresentanza:

I terzi possono fare valere i loro diritti esclusivamente sul fondo consortile

I terzi possono fare valere i loro diritti sul fondo consortile e sussidiariamente sul patrimonio di ciascuno dei consorziati per una somma multipla della sua quota

I terzi possono fare valere i loro diritti anche sui beni di coloro che hanno agito, previa escussione del fondo consortile

I terzi possono fare valere i loro diritti indifferentemente sul fondo consortile e sui beni di coloro che hanno agito

 

  1. Per le obbligazioni assunte in nome e per conto del consorzio con attività esterna, e non per conto dei singoli consorziati, dalle persone che hanno la rappresentanza del consorzio stesso, i terzi possono fare valere i loro diritti:

Esclusivamente sul fondo consortile

Sia sul fondo consortile, sia sul patrimonio di ciascuno dei consorziati

Sia sul fondo consortile, sia sul patrimonio di ciascuno degli amministratori


Sia sul fondo consortile, sia sul patrimonio di chi ha agito in nome del consorzio


Titoli di credito

 

  1. Il carattere della letteralità nei titoli di credito indica:

Che il debitore cartolare deve compiere la prestazione esattamente indicata nel titolo Che il titolo di credito deve sempre essere redatto per iscritto
Che il debitore cartolare non può opporre ai terzi portatori del titolo le eccezioni derivanti dal loro rapporto con i loro aventi causa

Che il contenuto del diritto cartolare è determinato esclusivamente dalla lettera del titolo e non anche dalla disciplina legale del rapporto obbligatorio

 

  1. Il debitore che paga a chi si legittima in base alle leggi di circolazione di un titolo di credito è liberato se paga:

A chiunque si sia presentato purchè non vi sia dolo o colpa grave da parte sua (del debitore) A colui che abbia identificato come l’effettivo titolare del diritto
A colui che in buona fede ritiene essere il titolare del diritto

A chiunque si sia presentato, anche se via sia dolo o colpa grave da parte sua (del debitore)

 

  1. Il giratario di una cambiale con firma di traenza falsa acquista il diritto cartolare nei confronti del traente:

In nessun caso Si sempre
In ogni caso in cui abbia ricevuto la cambiale da un terzo diverso dall’autore della falsificazione Solo quando sia in buona fede al momento della girata

  1. L’eccezione di incapacità legale al momento della emissione del titolo di credito può essere opposta dall’emittente:

 

A tutti i portatori del titolo

A coloro che hanno acquistato il titolo in mala fede

A tutti i portatori del titolo che non siano in grado di provare di essere stati ingannati senza dolo o colpa grave


No, mai

 

  1. L’invalidità della dichiarazione cambiaria dell’incapace legale: E’ una eccezione reale

E’ una eccezione personale Non è un’eccezione opponibile E’ un’eccezione patrimoniale

  1. Il debitore può opporre a qualsiasi portatore del titolo: Che chi si è dichiarato suo rappresentante in realtà non lo era Che il titolo gli è stato rubato

Che la firma gli è stata estorta con dolo o colpa grave Che il titolo è andato distrutto

  1. Il debitore può opporre a chi ha acquistato il titolo intenzionalmente a suo danno: Tutte le eccezioni che avrebbe potuto opporre al precedente possessore

Il difetto di titolarità del precedente possessore Solo le eccezioni conosciute dall’acquirente Nessuna eccezione

  1. Chi abbia ricevuto un titolo all’ordine mediante girata effettuata con falsificazione della firma del titolare, dal ladro del titolo stesso, acquista la titolarità del diritto incorporato nel titolo:

 

Solo se era in buona fede al momento della girata Anche se era in mala fede
Se ha agito senza dolo o colpa grave Sempre

  1. I titoli rappresentativi di merci circolanti al portatore:

Sono consentiti e la loro emissione non è soggetta a particolari divieti

Sono consentiti ma la loro emissione è vietata in determinate e tassative ipotesi previste dalla legge Possono essere emessi nei soli casi espressamente previsti dalla legge
Sono vietati e non possono essere emessi

 

  1. L’usufrutto di titoli di credito:

E’ ammesso e si estende anche alle utilità aleatorie prodotte dal titolo Non è ammesso in quanto si tratta di diritti non reali
E’ ammesso ma solo in caso di successione mortis causa e non si estende alle utilità aleatorie prodotte dal titolo

E’ ammesso solo per i titoli all’ordine e nominativi

 

  1. I titoli impropri sono:

Documenti che consentono il trasferimento del diritto di credito senza l’osservanza delle forme proprie della cessione

Una sottospecie dei titoli di credito

Documenti che servono ad identificare l’avente diritto alla prestazione I titoli del debito pubblico

  1. La procedura di ammortamento nel caso di distruzione, sottrazione o smarrimento di un titolo di credito è applicabile:

 

Solo ai titoli nominativi e all’ordine Solo ai titoli all’ordine
Solo ai titoli nominativi Solo ai titoli al portatore

  1. Se la cambiale contiene firme false o di persone immaginarie: Le obbligazioni degli altri firmatari restano pienamente valide

La cambiale è nulla e non produce effetti per nessuno


Le dichiarazioni degli altri firmatari valgono comunque come promesse di pagamento Le dichiarazioni degli altri firmatari restano valide purchè abbiano agito in buona fede

  1. Il falso rappresentante che abbia assunto un’obbligazione cambiaria senza averne i poteri: E’ obbligato come se avesse firmato in proprio

E’ obbligato ma solo verso i terzi di buona fede

E’ obbligato salvo che provi che il terzo ha agito scientemente a suo danno Non è mai obbligato

  1. Per l’obbligazione cambiaria contratta da un rappresentante senza poteri, il falso rappresentato, salve le eventuali azioni di danno verso il falso rappresentante, risponde:

 

In nessun caso

In ogni caso, salvo prova che il terzo ha agito scientemente a suo danno Solo nei confronti dei terzi di buona fede
In nessun caso

 

  1. Il rilascio di una procura generale a contrarre obbligazioni in nome e per conto altrui: Non fa presumere, salvo prova contraria, la facoltà di obbligarsi cambiariamente

Non comprende la facoltà di obbligarsi cambiariamente

Fa presumere, salvo prova contraria, la facoltà di obbligarsi cambiariamente

Non fa presumere, e non è ammessa prova contraria, la facoltà di obbligarsi cambiariamente

 

  1. La facoltà generale di assumere obbligazioni in nome e per conto di un imprenditore commerciale:

Comprende la facoltà di assumere obbligazioni cambiarie, salvo diversa disposizione contenuta nella procura pubblicata

Non comprende la facoltà di assumere obbligazioni cambiarie

Fa presumere la facoltà di assumere obbligazioni cambiarie, salvo prova contraria

Non comprende la facoltà di assumere obbligazioni cambiarie e non è ammessa una diversa disposizione contenuta nella procura pubblicata


  1. Il trasferimento della cambiale con girate in bianco: E’ valido

E’ nullo

E’ inefficace

Trasferisce la titolarità, ma non la legittimazione

 

  1. La clausola con cui il traente di una cambiale si esonera dalla responsabilità per il pagamento: Si ha per non scritta

Rende nulla la cambiale

Trasforma il traente in obbligato in via di regresso di ultimo grado E’ valida

  1. Quando l’accettazione è limitata ad una parte della somma per cui è stata emessa la cambiale: L’accettante è obbligato, ma solo nei limiti della somma da lui indicata

L’accettante è obbligato, ma solo nei limiti della somma da lui indicata, purchè consti il consenso del traente

Essa equivale a rifiuto di accettazione e non obbliga l’accettante La limitazione si ha per non apposta

  1. L’accettazione nella cambiale tratta:

 

E’ un istituto il cui effetto è quello di far diventare il trattario obbligato cambiario diretto

E’ una dichiarazione cambiaria mediante la quale il dichiarante assume una garanzia per il pagamento in via di regresso della somma indicata nella cambiale

E’ una girata anomala

Non esiste trattandosi di un istituto previsto solo per il vaglia cambiario

 

  1. Se il trattario cancella l’accettazione prima di restituire il titolo: L’accettazione si intende rifiutata

L’accettazione, purchè leggibile, resta pienamente valida

Il trattario risponderà solo nei confronti del presentatore ma non degli altri portatori della cambiale Risponde dei danni cagionati al portatore della cambiale se ha agito intenzionalmente contro di lui

 

  1. In caso di avallo prestato in favore dell’emittente di un pagherò, ma per una parte soltanto della somma che questi si è impegnato a pagare:

L’avallante è obbligato, ma solo nei limiti della minor somma da lui indicata E’ invalido e non obbliga l’avallante
La limitazione si ha per non apposta e l’avallante risponde per l’intera somma indicata  dall’emittente

L’avallante è obbligato purchè consti il consenso dell’emittente

 

  1. Se l’obbligazione dell’avallato è nulla per vizio di forma, quella dell’avallante: E’ invalida

E’ valida ma inefficace E’ valida ed efficace
Non vale come obbligazione cambiaria, ma è soggetta a ratifica

 

  1. L’avallante nella cambiale:

E’ obbligato nello stesso modo dell’avallato Non è un obbligato cambiario
E’ obbligato sussidiariamente rispetto all’avallato (resp. sussid. cum beneficium ordinis)

E’ obbligato sussidiariamente rispetto all’avallato (resp. sussid. cum beneficium excussionis)

 

  1. La mancata tempestiva elevazione del protesto di un assegno bancario determina: L’estinzione dell’azione nei confronti dei giranti e dei loro avallanti

Nessuna conseguenza

L’estinzione dell’azione cartolare e la possibilità di esercitare l’azione causale


L’estinzione della sola azione nei confronti del trattario

 

  1. La banca trattaria è obbligata al pagamento nei confronti di colui cui l’assegno è stato girato dal primo prenditore:

No, in nessun caso Si, sempre
Solo se l’assegno è stato girato prima della scadenza dei termini di presentazione Solo se il giratario era in buona fede al momento della girata

  1. Il rappresentante generale ha il potere di emettere assegni bancari in nome del traente: Si sempre, salvo clausola contraria nella procura

Si ma solo nel caso in cui tale potere sia espressamente concesso nella procura No, mai
No, fatte salve le disposizioni contenute nelle leggi speciali

 

  1. Il portatore legittimo di un assegno bancario può esercitare nei confronti della banca trattaria che abbia rifiutato il pagamento:

Nessuna azione

Direttamente l’azione esecutiva, utilizzando l’assegno come titolo esecutivo Un’azione di condanna, utilizzando l’assegno come semplice prova del suo credito Un’azione di accertamento volta a far dichiarare il rifiuto del pagamento

  1. L’infruttuoso decorso del termine di presentazione dell’assegno bancario determina: La perdita dell’azione di regresso nei confronti dei giranti e dei loro avallanti L’estinzione dell’obbligazione cartolare con reviviscenza di quella causale, se esistente L’obbligo per il trattario di non pagare l’assegno, salvo autorizzazione del traente Nessuna conseguenza

 

  1. Quali tra i seguenti costituisce requisito formale essenziale della cambiale tratta:

L’ordine incondizionato di pagare una somma determinata L’indicazione della scadenza
L’indicazione del luogo di pagamento L’indicazione del luogo di emissione della cambiale

  1. Quali tra i seguenti costituisce requisito di regolarità di un assegno bancario:

 

L’esistenza presso la banca trattaria di fondi disponibili per somma almeno pari all’importo dell’assegno

Il nome di chi è designato a pagare (trattario)

La sottoscrizione di colui che emette l’assegno (traente) L’ordine incondizionato di pagare una somma determinata

  1. A norma del codice civile, il debitore che adempie la prestazione nei confronti del possessore del titolo di credito, legittimato nelle forme prescritte dalla legge, è liberato anche se questi non è il titolare del diritto?

 

Sì, se abbia adempiuto senza dolo o colpa grave Sì, in ogni caso
No, in ogni caso

No, salvo che il possessore del titolo abbia agito con frode

 

  1. A norma del codice civile, quali tra le seguenti eccezioni possono essere opposte dal debitore al possessore del titolo di credito?

Le eccezioni che dipendono dalla mancanza delle condizioni necessarie per l'esercizio dell'azione In ogni caso le eccezioni fondate sui suoi rapporti personali con i precedenti possessori
Le eccezioni fondate sui suoi rapporti personali con i precedenti possessori, nei soli casi in cui l'attuale possessore del titolo ne fosse a conoscenza nel momento dell'acquisto del possesso

Le sole eccezioni che risultino espressamente riservate nelle girate del titolo

  1. A norma del codice civile il debitore può opporre al possessore del titolo di credito le eccezioni fondate sui rapporti personali con i precedenti possessori?

Sì, soltanto se, nell'acquistare il titolo, il possessore ha agito intenzionalmente a danno del debitore medesimo

Sì, in ogni caso No, in nessun caso
No, salvo che la causa dell'eccezione fosse a conoscenza del possessore del titolo al momento in cui ne conseguì il possesso

 

  1. A norma del codice civile, quali tra le seguenti eccezioni possono essere opposte dal debitore al possessore del titolo di credito?

Le eccezioni di forma

In ogni caso le eccezioni fondate sui suoi rapporti personali con i precedenti possessori

Le eccezioni fondate sui suoi rapporti personali con i precedenti possessori, nei soli casi in cui l'attuale possessore del titolo ne fosse a conoscenza nel momento dell'acquisto del possesso

Le sole eccezioni che risultino espressamente riservate nelle girate del titolo

 

  1. A norma del codice civile, quali tra le seguenti eccezioni possono essere opposte dal debitore al possessore del titolo di credito?

Le eccezioni fondate sul contesto letterale del titolo

In ogni caso le eccezioni fondate sui suoi rapporti personali con i precedenti possessori

Le eccezioni fondate sui suoi rapporti personali con i precedenti possessori, nei soli casi in cui l'attuale possessore del titolo ne fosse a conoscenza nel momento dell'acquisto del possesso

Le sole eccezioni che risultino espressamente riservate nelle girate del titolo

 

  1. A norma del codice civile, quali tra le seguenti eccezioni possono essere opposte dal debitore al possessore del titolo di credito?

Le eccezioni che dipendono da falsità della propria firma

In ogni caso le eccezioni fondate sui suoi rapporti personali con i precedenti possessori

Le eccezioni fondate sui suoi rapporti personali con i precedenti possessori, nei soli casi in cui l'attuale possessore del titolo ne fosse a conoscenza nel momento dell'acquisto del possesso

Le sole eccezioni che risultino espressamente riservate nelle girate del titolo


  1. A norma del codice civile, quali tra le seguenti eccezioni possono essere opposte dal debitore al possessore del titolo di credito?

Le eccezioni che dipendono da difetto di rappresentanza al momento dell'emissione

In ogni caso le eccezioni fondate sui suoi rapporti personali con i precedenti possessori

Le eccezioni fondate sui suoi rapporti personali con i precedenti possessori, nei soli casi in cui l'attuale possessore del titolo ne fosse a conoscenza nel momento dell'acquisto del possesso

Le sole eccezioni che risultino espressamente riservate nelle girate del titolo

 

  1. A norma del codice civile, quali tra le seguenti eccezioni possono essere opposte dal debitore al possessore del titolo di credito?

Le eccezioni che dipendono da difetto di capacità al momento dell'emissione

In ogni caso le eccezioni fondate sui suoi rapporti personali con i precedenti possessori

Le eccezioni fondate sui suoi rapporti personali con i precedenti possessori, nei soli casi in cui l'attuale possessore del titolo ne fosse a conoscenza nel momento dell'acquisto del possesso

Le sole eccezioni che risultino espressamente riservate nelle girate del titolo

 

  1. A norma del codice civile, chi ha acquistato in buona fede il possesso di un titolo di credito, in conformità delle norme che ne disciplinano la circolazione, è soggetto a rivendicazione?

No

Sì, in ogni caso

Sì, salvo che sia un incapace

Sì, salvo che sia un istituto che esercita il credito agrario

 

  1. A norma del codice civile, è soggetto a rivendicazione chi ha acquistato in buona fede il possesso di un titolo di credito, in conformità delle norme che ne disciplinano la circolazione?

No

Si, salvo che si tratti di titoli al portatore No, solo se si tratta di titoli all'ordine  Si, se si tratta di titoli nominativi

  1. A norma del codice civile, non è soggetto a rivendicazione:

Chi ha acquistato in buona fede il possesso di un titolo di credito, in conformità alle norme che ne disciplinano la circolazione

Chi ha acquistato il possesso di un titolo di credito in conformità alle norme che ne disciplinano la circolazione, ancorchè in mala fede

Chi ha acquistato in buona fede il possesso di un titolo di credito, in conformità alle norme che ne disciplinano la circolazione, ma con esclusione del caso in cui si tratti di titoli di credito nominativi

Chi ha acquistato in buona fede il possesso di un titolo di credito, indipendentemente dal fatto che tale acquisto sia stato effettuato in conformità alle norme che ne disciplinano la circolazione

 

  1. A norma del codice civile, il trasferimento di un titolo di credito comprende anche i diritti accessori che sono ad esso inerenti?

No, salvo patto contrario

No, ed è nullo ogni patto contrario

No, salvo che dei diritti accessori sia stata fatta espressa menzione sul titolo di credito

 

  1. A norma del codice civile i titoli rappresentativi di merci attribuiscono al possessore:

Il diritto alla consegna delle merci che sono in essi specificate, il possesso delle medesime e il potere di disporne mediante trasferimento del titolo

Solo il potere di disporre delle merci che sono in essi specificate, ma non il diritto alla consegna e il possesso delle medesime

Solo il diritto alla consegna delle merci che sono in essi specificate, ma non il possesso delle medesime e il potere di disporne mediante trasferimento del titolo

Solo il possesso delle merci che sono in essi specificate, ma non il diritto alla consegna delle medesime e il potere di disporne mediante trasferimento del titolo

 

  1. A norma del codice civile, nel caso di usufrutto di titoli di credito che producono premi o altre utilità aleatorie:

All'usufruttuario spetta soltanto il godimento di essi All'usufruttuario spetta la proprietà e il godimento di essi All'usufruttuario non spetta nè la proprietà nè il godimento di essi
All'usufruttuario spetta la proprietà di essi in proporzione alla capitalizzazione del suo diritto


  1. A norma del codice civile, i titoli di credito al portatore possono essere convertiti dall'emittente in titoli nominativi?

 

Sì, su richiesta e a spese del possessore

No, salvo che di tale possibilità sia fatta espressa menzione sul titolo da convertire Sì, anche contro la volontà del possessore
No, in nessun caso

 

  1. A norma del codice civile, i titoli di credito emessi in serie possono essere riuniti dall'emittente in un titolo multiplo?

Sì, su richiesta e a spese del possessore Sì, anche contro la volontà del possessore No, in nessun caso
No, salvo che di tale possibilità sia fatta espressa menzione sui titoli da riunire

 

  1. A norma del codice civile, i titoli di credito emessi in serie possono essere riuniti in un titolo multiplo su richiesta del possessore e a spese:

Del possessore

Dell'emittente nel solo caso in cui il possessore ne faccia richiesta entro l'anno dalla prima emissione, del possessore negli altri casi

Dell'emittente

Dell'emittente e del possessore in parti uguali

 

  1. A norma del codice civile, il possessore di un titolo di credito al portatore é legittimato all'esercizio del diritto in esso menzionato:

In base alla presentazione del titolo

In base alla presentazione di un contratto avente data certa contenente il trasferimento del diritto Per effetto dell'intestazione contenuta nel registro dell'emittente
In base ad una serie continua di girate

  1. A norma del codice civile, come si opera il trasferimento di un titolo di credito al portatore?

Con la consegna del titolo

Con il trasferimento del diritto in esso menzionato senza la consegna del titolo Mediante girata
Mediante girata in bianco

 

  1. Salvo disposizioni di leggi speciali, chi denuncia all'emittente lo smarrimento di un titolo di credito al portatore e gliene fornisce la prova ha diritto alla prestazione e agli accessori della medesima:

Solo dopo che sia decorso il termine di prescrizione del titolo Solo dopo aver ottenuto l'ammortamento del titolo di credito Anche prima che sia decorso il termine di prescrizione del titolo Solo prima che sia decorso il termine di prescrizione del titolo

  1. Salvo disposizioni di leggi speciali, è ammesso l'ammortamento dei titoli di credito al portatore sottratti al possessore?

 

No

Sì, ma solo se si tratti di titoli emessi in serie Sì
Sì, salvo che si tratti di titoli emessi in serie

 

  1. Salvo disposizioni di leggi speciali, chi denuncia all'emittente la sottrazione di un titolo di credito al portatore e gliene fornisce la prova ha diritto alla prestazione e agli accessori della medesima:

Solo dopo che sia decorso il termine di prescrizione del titolo Solo dopo aver ottenuto l'ammortamento del titolo di credito Anche prima che sia decorso il termine di prescrizione del titolo Solo prima che sia decorso il termine di prescrizione del titolo

  1. Salvo disposizioni di leggi speciali, è ammesso l'ammortamento dei titoli di credito al portatore smarriti dal possessore?

No

Sì, ma solo se si tratti di titoli emessi in serie Sì
Sì, salvo che si tratti di titoli emessi in serie

 

  1. A norma del codice civile, il possessore di un titolo di credito all'ordine é legittimato all'esercizio del diritto in esso menzionato:

In base ad una serie continua di girate In base alla presentazione del titolo
In base ad un contratto avente data certa contenente il trasferimento del diritto Per effetto dell'intestazione a suo favore contenuta nel registro dell'emittente

  1. A norma del codice civile, è valida la girata che non contiene l'indicazione del giratario?

 

Sì No
Sì, solo se é fatta per procura Sì, solo se è fatta per l'incasso

  1. E' valida la girata parziale?

 

No, é nulla

Si, ma vale come girata piena

Si, salvo che si tratti di titolo di credito nominativo

No, é annullabile su istanza del giratario entro cinque anni dall'emissione del titolo

 

  1. A norma del codice civile, nei titoli di credito all'ordine la condizione apposta alla girata: Si ha come non scritta

Subordina l'efficacia o la risoluzione della girata a un avvenimento futuro e incerto Rende nulla la girata


E’ valida ma il giratario non può a sua volta girare il titolo

  1. Mevio emette un titolo di credito all'ordine di Tizio, il quale poi lo gira a Sempronio apponendovi la clausola \"per l'incasso\". Sempronio può, a sua volta, girare tale titolo?

 

Sì, ma solo per procura per l'incasso

No e qualsiasi ulteriore girata comporta la nullità della girata precedente Sì, a sua scelta per trasferire il titolo o per procura per l'incasso
Sì, ma solo per trasferire il titolo

 

  1. Il possessore di un titolo nominativo è legittimato all'esercizio del diritto in esso menzionato per effetto:

Dell'intestazione a suo favore contenuta nel titolo e nel registro dell'emittente Del solo possesso
Di una scrittura privata avente data certa Di una serie continua di girate

  1. Se l'intestazione del titolo nominativo o il rilascio di un nuovo titolo è richiesto dall'acquirente, questi deve:

 

Esibire il titolo e dimostrare il suo diritto mediante atto autentico

Esibire il titolo e dimostrare il suo diritto mediante scrittura privata anche non autenticata Unicamente esibire il titolo
Provare la propria identità mediante certificazione di un notaio

 

  1. Le annotazioni del trasferimento del titolo nominativo nel registro dell'emittente e sul titolo sono fatte:

A cura e sotto la responsabilità dell'emittente A cura e sotto la responsabilità dell'alienante A cura e sotto la responsabilità dell'acquirente
A cura e sotto la responsabilità dell'agente di cambio


  1. Nel caso di trasferimento mediante girata, debitamente autenticata, di titoli nominativi non interamente liberati, la girata stessa deve:

Essere datata e sottoscritta dal girante e dal giratario e contenere l'indicazione del giratario Essere datata e sottoscritta solo dal girante e contenere l'indicazione del giratario
Essere datata e sottoscritta dal girante e dall'emittente e contenere l'indicazione del giratario Essere datata e sottoscritta solo dal giratario e contenere l'indicazione del girante

  1. Il trasferimento di titoli nominativi mediante girata non ha efficacia nei confronti dell'emittente:

 

Fino a che non ne sia fatta annotazione nel registro dell'emittente

Fino a che non ne sia fatta comunicazione all'ufficio del registro delle imprese del luogo in cui ha sede l'emittente e non ne sia fatta annotazione nel registro dell'emittente medesimo

Fino a che non ne sia fatta annotazione sul titolo Fino a che non sia stato notificato all'emittente

  1. Nel caso di trasferimento mediante girata di titoli nominativi interamente liberati, la girata stessa, deve:

 

Essere datata e sottoscritta dal girante, debitamente autenticata e contenere l'indicazione del  giratario

Essere datata e sottoscritta dal girante e dal giratario e debitamente autenticata

Essere datata e sottoscritta dal girante e dal giratario e contenere l'indicazione di entrambi Essere datata e sottoscritta dal giratario e debitamente autenticata

  1. Relativamente ai titoli nominativi, i vincoli sul credito producono effetti nei confronti dell'emittente e dei terzi:

 

Solo se risultano da una corrispondente annotazione sul titolo e nel registro dell'emittente Se risultano da una corrispondente annotazione solo sul titolo
Se risultano da una corrispondente annotazione solo nel registro dell'emittente Solo se risultano da apposita attestazione rilasciata dall'emittente

  1. La costituzione in pegno di un titolo nominativo può farsi anche mediante:

La consegna del titolo girato con la clausola \"in garanzia\" La consegna del titolo girato con la clausola \"per procura\" Il deposito del titolo presso l'emittente
La sola annotazione sul registro dell'emittente

 

  1. In caso di smarrimento, sottrazione o distruzione di un titolo nominativo l'intestatario o il giratario:

Può farne denuncia all'emittente e chiedere l'ammortamento del titolo

Ha diritto ad ottenere l'immediato rilascio di un duplicato del titolo dall'emittente se rinunzia alla procedura di ammortamento

Può chiedere al presidente del tribunale il rilascio di un titolo provvisorio nelle more della  procedura di ammortamento

Può chiedere all'emittente che l'estinzione del titolo venga dichiarata mediante annotazione nei suoi registri, sempre che rinunzi alla procedura di ammortamento

 

  1. In caso di ammortamento di azioni nominative smarrite, sottratte o distrutte, durante i trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto di ammortamento il ricorrente:

Può esercitare i diritti inerenti alle azioni, salva, se del caso, la prestazione di una cauzione Può esercitare il solo diritto di voto dietro prestazione di idonea garanzia
Non può esercitare i diritti inerenti alle azioni

Non può esercitare i diritti inerenti alle azioni, salvo espressa autorizzazione del presidente del tribunale

 

Fonte: http://www.ecostat.unical.it/Didattica/Economia509/2008-09/BELTRAMI/Domande%20Diritto%20Commerciale%201%20-%20I.pdf

Sito web da visitare: http://www.ecostat.unical.it/

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