Bari

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Le fasi della città di Bari

 

               

 

Carta di identità

CODICE ISTAT: 72006
SUPERFICIE: 116,2
DENSITA’:  2813,38
POPOLAZIONE PRESENTE: 326201,00
POPOLAZIONE RESIDENTE: 316532,00
GRADO DI URBANIZZAZIONE: elevato
NUMERO ABITAZIONI: 131497,00
SUPERFICIE DELLE ABITAZIONI OCCUPATE: 9962895,00
 (Fonte: ISTAT, Atlante statistico dei Comuni 2006)

 

La leggenda la descrive fondata da Japige figlio di Dedalo, da cui l’antico nome di Japigia, Bari deriva invece dal termine greco Barion, latino Barium. In realtà i primi insediamenti in sito sono ascrivibili al IV millennio a.C. mentre nel III secolo a.C. la città era già un fiorente porto apulo. Dopo la fase greca Bari, posta lungo il percorso della via Traiana, fu “Municipium” romano fino alla caduta dell’Impero d’Occidente. La dominazione bizantina in Puglia avvenne con la guerra combattuta da Giustiniano, Imperatore d'oriente, per la riconquista dell'Italia (535-553 d. C.).
Essa fu occupata dai Longobardi e dai Saraceni che vi si stanziarono con un emirato, nel 847, per un trentennio. La città estese in quegli anni i commerci verso oriente ed assimilò molto della cultura araba. Tornata in orbita bizantina, divenne il maggior centro politico, militare e commerciale italiano dell’Impero d’Oriente, nonché  sede di governatoria generale.
Dopo il 1000 i Normanni cominciarono a stanziarsi in Puglia in veste di padroni e dominatori e il porto di Bari assunse grande notorietà come uno dei principali punti di imbarco per le Crociate.
E’ di quegli anni la traslazione delle reliquie di S.Nicola nella omonima basilica, appositamente edificata nel Borgo antico, che ancora oggi le conserva.
La dominazione sveva, che aveva avuto inizio con il matrimonio tra l’ultima erede normanna Costanza d’Altavilla ed Enrico VI figlio del Barbarossa ed aveva conosciuto il suo momento più alto con il regno di Federico II, segna un periodo fecondo per la città e la Puglia, sede opulenta di grossi traffici con l’oriente e di una corte colta e raffinata.
Tramontata la potenza degli Svevi ebbe inizio l'impoverimento e il declino di Bari e del territorio, infeudata prima dagli Angioini di Francia, nel XV sec. venne assoggettata al dominio feudale dei principi di Taranto e poi degli Sforza di Milano e quindi degli Aragona, che riuscirono a ridare un ordinamento all’organizzazione municipale e nuovo impulso alla vita culturale e artistica.
Secoli bui invece quelli segnati dalla dominazione spagnola. L'età del vicereame fu infelice per tutto il Mezzogiorno: soprusi, violenze, tasse durissime, incursioni dei pirati turchi ed epidemie di peste.
Dall’inizio del XVIII secolo i Borbone sono i nuovi sovrani del Sud Italia e, salvo la breve parentesi napoleonica, lo governano fino all’Unità nazionale. Fase prospera questa per la città, vennero realizzate importanti opere pubbliche, ampliata l’area urbana, restaurati il porto, le mura e la basilica di S.Nicola, costruito il nuovo mercato, il teatro Piccinni, la chiesa di S.Ferdinando, si contrastò la pirateria, vennero avviati importanti rapporti commerciali. La popolazione aumentò da 18.000 a 35.000 abitanti. L’impulso all’espansione di Bari al di fuori delle mura medievali in parte abbattute, era in realtà iniziato durante la dominazione francese a cui si deve, nei primi anni dell’800, la fondazione della città nuova (Borgo murattiano) . Una città divisa in due parti quindi: da un lato lo sviluppo ottocentesco, dall’altro il borgo antico che raccoglie i più importanti monumenti medievali e rinascimentali.
All'unificazione nazionale, pur avendo la città affermato il proprio primato amministrativo, seguirono anni difficili: la piaga del brigantaggio; una grave crisi economica causata dalla politica doganale italiana verso la Francia; la distruzione dei vigneti di Puglia da parte della fielossera, la miseria dei ceti popolari e l'emigrazione; i danni e le perdite umane causate dalle guerre; il progresso industriale del Nord, rispetto ad un Mezzogiorno ancora agricolo.
Agli inizi del XX secolo Bari ha 94mila abitanti, viene realizzata una intensa e vasta opera di trasformazione agraria, viene costruito l'acquedotto pugliese, nasce la Casa Editrice Laterza.
Durante il ventennio fascista fu costruito il lungomare monumentale ed inaugurata la Fiera del Levante ,insediata l’Università  degli Studi, ampliato il porto.
A metà del XX secolo nasce, oltre la linea ferroviaria, una terza linea di espansione, una città: enorme e disordinata. Sorge il grande agglomerato industriale, emerge un nuovo ceto imprenditoriale legato alla tradizione mercantile ma che premia l’ambizione di uscire dall’impasse ed un forte ceto operaio fra gli anni ’60 e ’70, quando la popolazione sfiora i 400.000 abitanti, decuplicando i valori raggiunti a metà dell'ottocento.
La periferia si espande con sconfinati quartieri dormitorio, crescono il terziario e l’area industriale, la città affronta di colpo i fenomeni del pendolarismo e della deurbanizzazione, unitamente ad una pesante criminalità. Negli anni ’90 si intensifica l’attività portuale per passeggeri e merci e il porto sarà il protagonista dell’immane esodo del popolo albanese dopo il crollo dei regimi dell’Est.
A ridosso del 2000 il Borgo antico di Bari, intenso ed invitante pure nel degrado fisico e sociale, con i suoi elementi di architettura unica e bellissima, con una alta densità di popolazione caratterizzata da evidenti condizioni di disagio socio-culturale, è stato interessato ad un programma di recupero ad opera dell’Amministrazione che, pure nel controverso giudizio, intende operare con azioni di recupero urbano e ambientale di spazi pubblici, azioni di salvaguardia per attività produttive e servizi qualificati che stanno scomparendo, azioni di barriera per le principali emergenze sociali prima fra tutti la devianza minorile

 

Bari metropolitana

Bari metropolitana, capoluogo regionale della Puglia e seconda città del Sud, polo universitario, sede dell'annuale Fiera del Levante, ha un territorio prevalentemente pianeggiante e si sviluppa lungo la costa adriatica, a sud-est della foce dell’Ofanto, Solo nella porzione centrale si estende verso l’entroterra fino a Bitritto, Bitonto ed ai primi pendii della Murgia barese, fertile e ricoperta in prevalenza da oliveti.
Il territorio comunale è suddiviso in 9 circoscrizioni amministrative:

  • Palese - Santo Spirito: Pop.ne 28.757. Quartieri Palese, S.Spirito, S.Pio, Catino;

  • S.Paolo - Stanic: Pop.ne 35.516. Quartieri Stanic e S.Paolo;

  • Picone - Poggiofranco: Pop.ne 43.724. Quartieri Picone e Poggiofranco;

  • Carbonara-Ceglie-Loseto: Pop.ne 39.910. Quartieri S.Rita, Carbonara, Ceglie del Campo, Loseto;

  • Japigia-Torre a Mare: Pop.ne 35.891.Quartieri Japigia, S.Giorgio, Torre a Mare;

  • Carrassi - San Pasquale: Pop.ne 60.775. Quartieri Carrassi, S.Pasquale, Mungivacca;

  • Madonnella: Pop.ne 17.601. Quartiere Madonnella;

  • Libertà-Marconi-S.Girolamo-Fesca: Pop.ne 65.317. Quartieri Libertà, Marconi S.Cataldo, S.Girolamo, Fesca;

  • Murat - San Nicola: Pop.ne 16.978. Quartieri Murat (borgo Murattiano) e S.Nicola (Città vecchia).

Le infrastrutture

 

Struttura portuale, il porto di Bari è il principale dell’Adriatico, con 1,5 milioni di passeggeri nel 2005. I collegamenti principali sono per Albania, Montenegro e Grecia. E’ in completamento la colmata commerciale per sopperire alla saturazione del traffico merci e di quello relativo ai contenitori;

Struttura aeroportuale, Bari Palese è il principale aeroporto pugliese. Posto a sud est a 15 minuti dal centro abitato è stato oggetto di lavori di ammodernamento ed ampliamento dal 2002 al 2005. L’ampliamento di Bari Palese, con la nuova Area Internazionale Karol Wojtyla, conta su una aerostazione passeggeri che si sviluppa su un'area di circa 30.000 metri quadrati, distribuiti su cinque livelli e che ospita le maggiori compagnie aeree;

  • Rete Autostradale, Bari è raggiungibile con l’Autostrada A14, Adriatica, il secondo asse meridiano della penisola italiana.  Gli accessi avvengono presso Modugno (Bari Nord) e Bitritto (Bari Sud). La strada SS16 (E55) attraversa la città da Nord a Sud e, nel tratto centrale a 6 corsie, costituisce la "tangenziale di Bari";

  • Rete ferroviaria, i collegamenti sono assicurati da 18 stazioni ove confluiscono le linee delle Ferrovie dello Stato (Adriatica e Bari-Taranto), le ferrovie in concessione FSE (Bari-Putignano-Salento), Ferrotranviaria-Ferrovie Bari N. (Bari-Barletta) e le ferrovie Appulo-Lucane (Bari-Matera);

  • Rete di autolinee urbane, AMTAB Servizio, le ferrovie concesse operano un discreto servizio urbano e metropolitano nei tratti più prossimi alla città. RFI opera su due tronchi (Bari Enziteto-Bari centrale- Bari Torre a Mare e Bari centrale-Modugno).

 

Fino al 1813 la città veniva continuamente ricostruita su sé stessa all'interno della penisola triangolare che delimita la città vecchia. In quell’anno Gioacchino Murat pose la prima pietra del borgo nuovo dalle strade squadrate che prese il suo nome, oltre le mura medievali e la popolazione, da 18.000 abitanti, crebbe velocemente.

Si consolida in quegli anni il ruolo della città quale ponte verso il Levante.

 

Fonte: http://www.isprambiente.gov.it/files/agenda21/bari-fasi-citta.doc

Sito web da visitare: http://www.isprambiente.gov.it

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