Basilicata territorio

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Basilicata territorio

LA BASILICATA
La Basilicata è una regione italiana a statuto ordinario dal 1970.
Posizione geografica
La Basilicata è una regione dell’Italia meridionale.
Confini
Confina a ovest con la Campania e per un breve tratto è bagnata dal Mar Tirreno, a nord e a est con la Puglia, a sud – est si affaccia sul Mar Ionio, a sud confina con la Calabria.
Territorio
Il territorio è di 9992 Kmq ed è diviso in 131 comuni, è formata da:

  • 8% di pianura
  • 45% di collina
  • 47% di montagna

I rilievi della Basilicata appartengono all’ Appennino Lucano. I monti non sono un’unica catena montuosa ma una serie di massicci isolati, tra cui ricordiamo quello del Vulture e quello del Pollino che si trova al confine con la Calabria. Le montagne sono di tipo argilloso, solcate da calanchi e segnate dal disboscamento (I calanchi sono dei solchi profondi scavati dalle piogge e dalle acque dei fiumi nelle rocce friabili e poco dure). I rilievi presentano vari paesaggi, a volte sono spogli e aridi e a volte verdi e rigogliosi. La cima più alta è quella del monte Pollino. Avvicinandosi alla costa ionica i rilievi sono sostituiti da colline e poi da una fascia di pianura.
La pianura della Basilicata è la Piana di Metaponto, piuttosto estesa ed  di origine alluvionale. I terreni più vicini alle coste sono stati per molto tempo malsani e paludosi.
I fiumi nascono dall’Appennino Lucano e la maggior parte sfocia nel Mar Ionio. Hanno un corso breve e un carattere torrentizio. Lungo molti fiumi lucani sono state costruite dighe che permettono un maggiore controllo delle acque. I fiumi hanno inciso il territorio, creando valli e calanchi; spesso sono anche all’origine di frane e smottamenti di terreno. Il fiume più lungo è quello di Ofanto.
In Basilicata non ci sono grandi laghi: la maggior parte sono di origine artificiale, come il lago di S. Giuliano, mentre di origine vulcanica ricordiamo i laghi di Monticchio. Le coste sono alte e rocciose sul Mar Tirreno e basse e sabbiose sul Mar Ionio. Il piccolo tratto di costa tirrenica si apre sul Golfo di Policastro. Il tratto di costa ionica, invece, si apre sul Golfo di Taranto e non presenta né insenature né promontori. La regione è priva di grandi porti.
Fauna e flora
La Basilicata è ricca di specie protette. Il terreno accidentato del patrimonio faunistico del Parco del Pollino, ospita rifugio al lupo che è presente in circa 30 esemplari. Tra i pesci troviamo le trote e le carpe. Tra gli anfibi c’è la rana italica, mentre tra i rettili troviamo la testuggine palustre. Ci sono molti rapaci, come l’aquila reale che nidifica sulle pareti dell’Appennino Meridionale.
In Basilicata c’è la presenza del Pino Loricato che è un’antica specie che ormai sopravvive solo in alcune zone della Penisola Balcanica e sulle montagne della Basilicata. Nel Parco del Pollino se ne trovano esemplari secolari rigidamente protetti, con il tronco che può arrivare a più di un metro di diametro. La montagna è ricca di faggi.
Clima
Il clima della Basilicata è molto influenzato dai rilievi. In montagna il clima è tipicamente continentale, quindi, l’inverno è freddo e l’estate è afosa. In pianura è di tipo mediterraneo con estati calde e inverni miti. Lungo la costa ionica l’effetto mitigratore del mare rende le estati fresche e gli inverni miti. Invece lungo la costa tirrenica ci sono le montagne che schermano in inverno l’aria calda e in estate quella fresca che proviene dal mare.
Storia

Federico II

La Basilicata è stata abitata fin dalla preistoria come dimostrano reperti risalenti al periodo del Paleolitico. Tra il VII e il VI  secolo a.C. la regione fu abitata dai greci che fondarono numerose città tra cui Metaponto. In questa città insegnò il filosofo e matematico Pitagora. La Basilicata divenne, in quel periodo, una delle terre più ricche e contese. In seguito venne occupata dai Lucani, che provenivano dalla Campania, i quali sconfissero gli abitanti delle colonie greche e si impadronirono del territorio, lasciandogli il nome di Lucania. A partire dal 300 a.C. i Romani occuparono la regione sconfiggendo i Lucani. In breve tempo la popolazione si impoverì  e così abbandonarono i territori vicino alle coste e si trasferirono in città. Con il declino della potenza di Roma la Basilicata subì le invasioni dei popoli barbari, in particolare dai Goti. Poi ci furono scontri tra Longobardi e Bizantini. Intanto dal Nord Europa giungevano i Normanni, un popolo di navigatori, che nell’XI secolo d.C.  conquistarono la Basilicata con l’aiuto del papa. Dopo il dominio dei Normanni seguì quello degli Svevi che, grazie a Federico II, portarono un periodo di tranquillità economica e sociale alla Basilicata. Successivamente arrivò il francese Carlo I che occupò per circa 150 anni la regione, che impose continue tasse peggiorando le condizioni di vita dei poveri cittadini. La Basilicata subì le lotte tra gli angioini, guidati da Carlo I, e gli spagnoli aragonesi. Vinsero gli aragonesi conquistando il potere, ma comunque le condizioni di vita non cambiarono. Dopo la dominazione aragonese, per un breve periodo, la regione passò sotto il potere degli Asburgo e poi fu dominata dai Borboni. Anche con l’unità d’Italia i problemi di questa regione non cambiarono. Con le nuove tasse imposte dal governo dei Savoia, ci fu una forte emigrazione.
Popolazione
La Basilicata è abitata da circa 578.000 abitanti. Nel secolo scorso molte persone hanno lasciato la Lucania per cercare lavoro all’ estero o in altre regioni italiane. Oggi la regione non è più isolata; tuttavia, ha una delle densità più basse d’ Italia. La popolazione ha abbandonato da tempo le montagne e si concentra nei capoluoghi di provincia e lungo la costa.  
Economia
L’economia della Basilicata è formata da:

  • 7% del settore primario
  • 30% del settore secondario
  • 63% del settore terziario

Pozzi petroliferi

Coltivazione di ulivi

L’agricoltura è praticata soprattutto nella piana di Metaponto, le colture più estese sono quelle del frumento. È sviluppata nelle zone interne la coltura di cereali: granoturco, orzo e avena. Si coltivano principalmente ortaggi, viti, ulivi, barbabietole da zucchero, tabacco, fiori e alberi da frutto che producono susine, pesche, pere, kiwi e agrumi. In Basilicata si sta diffondendo anche la coltura in serra che permette le coltivazioni in un ambiente a temperatura costante e al riparo dagli agenti atmosferici. L’allevamento è quello dei suini, ovini e caprini; sulle montagne si pratica l’allevamento di bovini. La pesca è poco sviluppata dato che non ci sono grandi porti e non c’è una tradizione marinara.
In Val d’Agri è stato scoperto, nell’ anno 1950, il più grande giacimento italiano di petrolio. Nel 2001 è anche entrato in funzione un oleodotto lungo 136 Km, con lo scopo di trasportare il petrolio dalla Val d’Agri fino alla raffineria di Taranto. La regione è ricchissima anche di idrocarburi, soprattutto di metano nella Valle del Basento.
L’artigianato, in Basilicata, ha una tradizione antica; gli oggetti più tipici sono ricavati dalla lavorazione del rame, della ceramica, del legno e del ferro battuto. In Lucania c’è anche l’ oreficeria, la produzione di selle e quella di arpe.
L’ industria della regione è specializzata nella produzione alimentare, come oleifici, aziende vinicole e pastifici, tessile e poi ci sono industrie che lavorano il marmo. In Basilicata c’è uno stabilimento FIAT a Melfi, costruito nel 1993, che ha dato lavoro a moltissime persone. A Potenza ci sono stabilimenti chimici, mentre a Matera è presente l’ industria del mobile.
Nel Metapontino c’è una grande presenza di aziende agricole che producono soprattutto fragole.
Il turismo è basato su tre categorie :

  • Storico – culturale per quanto riguarda le città della Magna Grecia, le città d’ epoca romana, le città medievali e i Sassi di Matera.
  • Balneare per quanto riguardale due coste lucane, quella tirrenica e quella ionica.
  • Montano – escursionismo con il Parco nazionale del Pollino, il Parco nazionale Val d’ Agri, le Dolomiti Lucane e altre zone dell’ Appennino Lucano.     

Province

I Sassi di Matera

La Basilicata è divisa in 2 province : la provincia di Potenza e la provincia di Matera. La provincia di Potenza è più estesa e popolosa di quella di Matera. Ha 100 comuni e circa 373.500 abitanti, ha come sigla automobilistica PZ. È affacciata sul Mar Tirreno per un breve tratto, dove c’è la costa di Maratea. Molto interessante è il Parco nazionale del Pollino che è condiviso anche con la Calabria: è il più grande parco naturale d’ Italia, prende il nome dal Massiccio del Pollino e nel 2015 è divenuto patrimonio dell’ umanità dall’ UNESCO. Potenza è il capoluogo di provincia e di regione; come capoluogo di regione è il più elevato in Italia, posto a 819 metri di altitudine. Probabilmente fu fondata dai Piceni nel II secolo a.C. e si è sviluppata soprattutto dopo il terremoto del 1263. L’ altra provincia Lucana è quella di Matera, è divisa in 31 comuni e ha circa 200.581 abitanti. Ha la sigla automobilistica MT. Fu istituita nel 1927, dato che prima faceva parte della provincia di Potenza. È affacciata sul Mar Ionio, è in parte pianeggiante e in parte collinare. Ha come capoluogo Matera, una città scavata nel tufo, roccia di origine magmatica; il centro storico è chiamato “i Sassi di Matera” ed è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1993, primo sito iscritto dell’Italia Meridionale. Merita di essere visitato anche Metaponto dove si possono osservare le rovine delle colonne del Tempio delle Tavole Palatine e i pochi resti del Tempio di Apollo.

Curiosità
In Basilicata ci sono le masserie, antiche case contadine; ve ne sono molte ma ormai disabitate.
Il nome Basilicata deriva da basilikos, il governatore mandato dall’imperatore bizantino ad amministrare i territori più lontani dalla capitale.
A Castelgrande, in provincia di Potenza, si trova un osservatorio astronomico con un grande telescopio. Infatti Castelgrande è una delle poche località italiane con un cielo abbastanza buio da permettere buone osservazioni astronomiche.
Nel Veneto, ma anche in altre regioni settentrionali, si mangia la Luganega, un’ottima salsiccia. Il termine significa “della Lucania”, difatti è un cibo tipico della Basilicata. I romani esportarono la Luganega nelle altre parti d’Italia.
In Basilicata è coltivata una qualità particolare di melanzana che proviene dall’Africa, più piccola e saporita delle altre.
Si possono trovare alcune piante quasi dimenticate, come un tipo di fagiolo chiamato “il poverello di Rotonda”, dal nome del paese in cui è coltivato.
Un tipo di pasta tradizionale sono le Lagane che  si preparano con grano duro, acqua e sale e si tagliano a pezzi piuttosto grandi; di solito si mangiano con i ceci.
Tra i prodotti tipici della Basilicata si trovano anche i formaggi come il pecorino di Filiano, il canestrato di Moliterno e il caciocavallo podilico.                        

 

Fonte: http://www.educational.rai.it/materiali/file_lezioni/57160_635948693217789337.docx

Sito web da visitare: http://www.educational.rai.it

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