Borghi della Montagna pistoiese

Borghi della Montagna pistoiese

 

 

Borghi della Montagna pistoiese

La Montagna Pistoiese.
Problematiche e potenzialità
La montagna non è solo un costo per la città,  la gente che abita sul territorio della montagna pistoiese come le poche attività economiche rimaste, svolgono un fondamentale ruolo di gestione e presidio e devono essere favorite e sostenute, perché l’abbandono del territorio è causa di gravi dissesti idrogeologici e ha costi pesanti per la comunità in termini economici, sociali e ambientali. Oltre a questo, la montagna pistoiese con le sue peculiarità può essere importante anche per dare alla città un’identità turistica ben precisa che costituisca la base di un marketing  territoriale che permetta di esprimere al meglio le potenzialità turistiche della Provincia di Pistoia, sicuramente non ancora espresse a pieno. Ad esempio si potrebbe parlare di Pistoia come di una città ricca di arte, storia e cultura, estesa e legata a doppio filo con la Montagna Pistoiese, che la arricchisce di natura, artigianato, tradizioni locali e prodotti tipici. Soprattutto si può attivare e promuovere anche un turismo Km zero Troppa gente trascorre le vacanze lontano e non conosce le bellezze di casa propria. (imparare a conoscere le proprie risorse è il primo passo per salvaguardarle e valorizzarle e quindi promuoverle anche all’esterno). In questi anni si vive una fase cruciale, siamo di fronte ad una crisi economica che viviamo tutti quotidianamente sulla pelle, ma paradossalmente, dopo mezzo secolo in cui ha visto la popolazione diminuire costantemente, oggi la montagna pistoiese ha davanti un’occasione di rinascita ed è la crisi stessa ad offrire questa occasione; il prezzo più accessibile degli affitti e dell’acquisto delle case rispetto alla città fa ritornare appetibile venire ad abitare in montagna pur avendo esigenze di spostarsi per lavoro e per studio. Questo a patto però che si mantengano i servizi minimi essenziali. Vivere in montagna significa essere disposti a rinunciare a buona parte delle comodità moderne ed essere disposti anche a qualche sacrificio a favore di uno stile di vita che privilegia il contatto quotidiano con natura, o la volontà di rimanere legati alle nostre tradizioni. Di conseguenza il sistema che sostiene il nostro stile di vita è abbastanza semplice rispetto a quella della città, ma questo sistema, che si può immaginare come una rete intrecciata le cui corde sono  beni, e servizi materiali e non, un minimo deve essere presente, altrimenti i paesi si spopolano e vengono abbandonati. Poste, ospedali, trasporti, le piccole attività artigiane, punti vendita di alimentari e giornali, sono tutte corde importanti e sono legate e collegate tra di loro. La Ferrovia Porrettana ad esempio rappresenta la chiave della mobilità di queste zone ed è quindi una delle corde primarie che sostengono la rete dei servizi, ad essa sono collegati non solo la possibilità di spostarsi per lavoro e studio ma anche il turismo che a sua volta è vitale alla sopravvivenza degli esercizi commerciali. Molto probabile che il punto di collasso del sistema sia rappresentato dalla chiusura delle piccole botteghe di paese, perché senza di esse, si rende impossibile la permanenza agli anziani e a tutti coloro che hanno difficoltà a spostarsi per non parlare del fatto che viene meno anche il luogo di aggregazione, spesso l’unico, che esse rappresentano.
Per questo è necessario mettere in atto azioni concrete che tendano a mantenere e rafforzare la rete dei servizi essenziali. Quindi favorire lo sviluppo economico e sociale della zona scommettendo sulle tipicità locali enogastronomiche e artigianali, sulla filiera del legno e su un turismo sostenibile del verde e della cultura locale. Servono incentivi, sgravi fiscali e agevolazioni per le attività economiche e in particolare per i piccoli commercianti sul territorio al fine di ridarli competitività a fronte di maggiori costi di produzione. Inoltre si devono incentivare le ristrutturazioni edilizie, in particolare per le prime case, e per le giovani coppie per favorire il ritorno della gente in montagna e per recuperare il patrimonio storico che i piccoli borghi rappresentano. E’ anche necessario difendere il patrimonio rappresentato dal territorio e della biodiversità mediante ampliamento e istituzione di nuovi parchi naturali e aree protette. Piccoli passi nella giusta direzione possono essere considerati gli impianti di teleriscaldamento a cippato di legna in via di realizzazione in vari paesi e l’ istituzione degli Empori Polifunzionali,
ma va attuata una seria politica di sviluppo della montagna, con al centro i valori di sostenibilità per l’ ambiente e per la qualità della vita delle popolazioni locali che coinvolga nelle decisioni i cittadini le e associazioni presenti sul territorio.
Samuele Pesce
Legambiente Pistoia

 

Fonte: http://www.legambientepistoia.it/legambiente/wp-content/uploads/2012/01/La-montagna-Pistoiese-problematiche-e-potenzialita%CC%80.doc

Sito web da visitare: http://www.legambientepistoia.it/

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