Iran

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Iran

- STORIA:
L’Iran, originariamente l’Antica Persia, ha subito molte dominazioni sul suo territorio.
Da prima l’influenza dello Scià di Persia con Reza Pahlavi e successivamente con la Rivoluzione Islamica ha di nuovo cambiato il suo aspetto politico e governativo.

Reza Pahlavi: sale al trono di Imperatore di Persia nel 1925, prima occupò la carica di Primo Ministro del Paese. Il suo governo di ispirava ad Ataturk; instaurò un governo dittatoriale, che sfociò poi nella Rivoluzione Islamica. Regnò dal 1925 al 1941.

Reza Pahlavi, nel 1921, attuò un colpo di stato contro il sovrano Ahmad Qajar, marciando sulla capitale Teheran. Prese il controllo dei punti più importanti della capitale senza quasi incontrare opposizioni e resistenze, costringendo il governo a dimettersi, ponendo fine, in questo modo, alla dinastia Qajar.
Alla fine della prima guerra mondiale, la Persia stava attraversando una profonda crisi economica e un’ estrema debolezza politica. Nel 1919 i britannici tentarono di ufficializzare un protettorato tramite l'Accordo Anglo-Persiano, che non è mai entrato in vigore per le proteste popolari; dovuto anche al trattato di amicizia del 1921 firmato tra il Paese e l’Unione Sovietica. 
Reza Pahlavi voleva fondare uno Stato sulla base politica di Mustafà Kemal, detto Ataturk, uomo simbolo della Turchia, per far rinascere sotto ogni aspetto l’Iran.
Nel 1923, egli divenne Primo Ministro e, quando l’ultimo Scià del Paese, Qajar venne deposto lasciando la patria, il Parlamento iraniano, Majlis, si riunì come Assemblea Costituente votando per l’incoronazione ufficiale di Reza Khan, denominato poi Pahlavi, come nuovo Scià di Persia.    

Egli creò un esercito forte, in grado di dominare il Paese. Superò le opposizioni ostili al suo regno, mise fuori legge il Partito Comunista e ridimensionò il potere attraverso un sistema di istruzione laico, formando così l’Università di Tehran e riorganizzando l’amministrazione giudiziaria, votando contro la shari’a e con l’obbligo di avere una laurea in legge per esercitare la professione di giudice. Il nuovo Scià intraprese un'ambiziosa opera di modernizzazione dell'Iran.
Diede un nuovo impulso allo sviluppo dell'industria pesante, producendo beni di consumo alternativi a quelli di importazione, e delle infrastrutture, creando una rete ferroviaria e la Banca Nazionale; potenziò l'apparato burocratico dello Stato e migliorò il sistema giudiziario e quello sanitario; si aprì ai costumi occidentali e promosse la parità sociale per le donne.
Lo Scià cercò di reprimere ogni opposizione contro il suo governo, soprattutto il clero, mediante detenzioni senza processo, esili forzati e condanne a morte, creando sofferenza e malcontento nella popolazione.

Dopo l’invasione dell’Iran da parte della Germania e della Gran Bretagna, durante la Seconda Guerra Mondiale, Reza Pahlavi fu costretto ad abdicare in favore del figlio, Mohammad Reza Pahlavi.

 

 

GLI ANNI DELLO SCIA’:
Mohammad Reza Pahlavi: ultimo Scià di Persia; Salì al potere il 16 ottobre 1941. Ha regnato dal 1941 al 1979. Attuò una politica favorevole alla modernizzazione e ai rapporti con l’Occidente.
Il regime di Mohammad Reza Pahlavi era una monarchia costituzionale, ma in realtà egli esercitava poteri assoluti: controllava sia l’esercito, sia la Savak, ossia la polizia segreta. L’Iran dipendeva ancora dagli Stati Uniti che appoggiavano il Paese ad una politica di modernizzazione; mantenne buoni rapporti anche con Israele e con il Sultano dell’Oman e anche i rapporti con l’Unione Sovietica rimasero buoni, con cui l’Iran firmò accordi commerciali e militari.
Tra il 1960 e il 1977, lo Scià riprese, così, la politica del padre con la volontà di fare dell’Iran una potenza regionale. Si riallacciarono i rapporti con la Gran Bretagna che ritirò l’embargo e fece arrivare a Tehran importanti prestiti statunitensi per assicurarsi la fedeltà dello Scià e le loro risorse petrolifere. Le dominazioni sul settore del petrolio dell’Iran passarono a gruppi stranieri che detenevano il controllo, mentre le industrie statali venivano privatizzate.
Nello stesso periodo, Mohammad Reza Pahlavi intraprese numerose riforme, formando così una ricca classe media.             

( Mohammad Reza Pahlavi )

Avviò la riforma terriera, consentì il suffragio universale con l’estensione di voto anche alle donne iraniane e iniziò la lotta contro l’analfabetismo del Paese.
Un aspetto molto importante fu la rivoluzione bianca, ovvero una serie di riforme sociali ed economiche per favorire lo sviluppo dell’agricoltura nelle campagne, anche se ai contadini spettava il minimo necessario per sopravvivere. I programmi dello Scià prevedevano soprattutto a formare grandi imprese tutelate dallo Stato, dove c’era una forte meccanizzazione e che creò un’eccessiva manodopera. Alcune di queste imprese fallì, creando carestie e movimenti migratori verso i centri industrializzati, specialmente verso Tehran. Si investì molto sul settore industriale ma il Paese non riusciva a competere sul mercato internazionale. In campo sociale migliorarono le condizioni delle donne con il diritto al voto, la possibilità di ricevere un istruzione, la possibilità di un lavoro e del divorzio dal marito.

Tuttavia, nonostante la promozione economica e sociale del Paese, i metodi di Mohammad erano simboli di una dittatura: oppressione dell’opposizione, soprattutto del Partito della Sinistra, la Tudeh, controllo delle elezioni, limitazioni della libertà di stampa e di opinione e frequenti interventi della Savak. Il malcontento generale cresceva sempre di più e a fare le spese del nuovo regime fu proprio la Tudeh, che fu sterminata. Le rivendicazioni della popolazione curda, araba e dei beluci furono soppresse dalla polizia segreta dello Stato.

 

AYATOLLAH KHOMEINI

Ayatollah Khomeini:  capo spirituale e politico dell’Iran dal 1979 al 1989. Il suo governo fu di stampo religioso islamico sciita, di linea fondamentalista. Il regime da lui instaurato inaugurò una linea di potere teocratico che persiste tuttora.
Negli anni ’60 le scelte del governo provocarono l’accanita resistenza delle opposizioni degli ulema che esplose nel 1963 quando lo Scià decise per un referendum sulla riforma agraria, inasprendo i controlli polizieschi sulla folla.
Dopo un discorso dell’Ayatollah Khomeini, esponente del movimento sciita, scoppiarono numerosi disordini in tutto il Paese contro lo Scià, che la Savak represse sanguinosamente.
Khomeini fu arrestato e successivamente condannato in esilio, dapprima in Turchia, quindi in Iraq e infine in Francia, a Parigi: era il 1964.  Lo Scià continuava a non concedere nessuna libertà democratica e quando, nel 1971, l’Iran celebrò i 2.500 anni di monarchia persiana, egli decise di riformare il calendario facendolo partire non più dall’Egira, ma dalla fondazione dell’Impero Iraniano sotto la guida di Ciro il Grande, offendendo i sentimenti religiosi dei persiani e accrescendo ostilità e odio verso di lui e il suo governo. Queste azioni furono recepite dalla popolazione come azioni anti-islamiche che scaturirono la rabbia dei religiosi.
Lo Scià si ritrovò ormai isolato di fronte ad una nuova cultura religiosa differente all’Islam, ma ispirato ad esso: lo sciismo. Il nuovo movimento riempì velocemente il vuoto che aveva lasciato la politica nelle persone, affermandosi in gran parte dell’Iran, come ramificazione dell’Islam.

                                                                                                                              (Khomeini)
Crebbe così il ruolo del clero sciita e il prestigio di Khomeini che, dalla Francia, dov’era stato mandato in esilio, guidava l’offensiva contro il regime monarchico dello Scià.
Nel 1978 l’Iran fu attraversata da massicce manifestazioni di protesta, incuranti della violenta reazione della polizia.

Il 19 agosto, circa 430 persone persero la vita nella città di Abadan, a causa di un incendio di origine dolosa. La colpa venne attribuita allo Scià e alle Savak. Di conseguenze, in tutto l'Iran scoppiarono manifestazioni represse duramente dalla polizia, finché l'8 settembre, in Piazza Djaleh a Tehran, intervenne l'esercito che aprì il fuoco sulla folla di manifestanti e soppresse sanguinosamente la manifestazione. La rivolta divenne allora inarrestabile.
Mentre le strade di Tehran ogni giorni si riempivano di folle di manifestanti, a Parigi tutti i gruppi di opposizione si riunirono nel Comitato Rivoluzionario guidato proprio da Khomeini.
Lo Scià, preso dalla paura di perdere il trono e il suo prestigio, cercò di dialogare con il suo popolo, ma era ormai troppo tardi e la rivoluzione aveva inizio nell’anno 1979.
Anche l’esercito, pian piano, si rifiutava di uccidere altri compatrioti iraniani durante le manifestazioni e gli scioperi.



LA RIVOLUZIONE ISLAMICA:  
La rivoluzione fu inizialmente guidata dai fedayyin-e khalgh (volontari del popolo) d'ispirazione marxista, che presto decisero di unirsi ai mujaheddin islamici per coinvolgere nella lotta sempre di più la popolazione.
Mohammad Reza Pahlavi fu costretto a fuggire e a rifugiarsi dapprima negli Usa e successivamente in Egitto, dove morì l’anno seguente. Il 1 febbraio del 1979 Khomeini tornò in Iran, dopo 14 anni di esilio, accolto in trionfo da una interminata folla che lo acclamava.
L’11 febbraio le Forze Armate iraniane dichiararono la loro neutralità e designarono la vittoria della rivoluzione islamica nel Paese. In questa data, infatti, oggi è celebrata la festa Nazionale della Repubblica Islamica d’Iran. Per la prima volta, infatti, dei capi religiosi sono riusciti ad opporsi con successo ad un regime moderno, come quello dello Scià, ma che non era   privo di una solida base e sostegno. La vittoria della rivoluzione sancì la formazione di un nuovo governo islamico, ispirato da Khomeini, dopo una prima fase in cui il potere esecutivo fu guidato, provvisoriamente, dal nazionalista Mehdi Bazargan, successore come Primo Ministro, di Mosaddeq. La Costituzione, però, prevedeva la coesistenza di due ordini di poteri: quello politico tradizionale, rappresentato dal Presidente della Repubblica e dal Parlamento, a cui furono riservati compiti gestionali, e quello di ispirazione religiosa, affidato a una Guida Suprema (Faqih) assistita da un Consiglio dei Saggi, a cui fu incaricato il concreto esercizio del potere e che riconosceva nell'Islam, e non nelle istituzioni politiche, il vertice dello Stato iraniano
. Venne istituito anche un corpo di guardiani della rivoluzione i Pasdaran.
Tra le prime decisioni del Consiglio dei Saggi, ci fu l'avvio di massicce privazioni e nazionalizzazioni, che cambiarono radicalmente la struttura economico-produttiva dell'Iran.

PROVVEDIMENTI:

Vennero banditi bevande alcoliche, gioco d'azzardo e prostituzione, iniziarono le persecuzioni contro gli omosessuali e chiunque assumesse comportamenti non conformi
alla sharia, ovvero la legge di Dio: il Corano. Vi furono l'abolizione del divorzio, la proibizione dell'aborto e per le donne l'abbassamento dell'età per il matrimonio a 9 anni.
Vennero istituiti: la pena di morte per l'adulterio, come pure per la bestemmia. Fu imposta alle donne la copertura costante del volto con un velo, ossia lo Chador. Le donne poterono uscire di casa senza il permesso del padre o del marito; ebbero diritto all'istruzione come gli uomini; venne incoraggiato il loro lavoro e, rimase loro il diritto di voto, che venne abbassato a 15 anni.

Intanto, lo Scià era andato negli Stati Uniti per curarsi dal cancro che aveva contratto.
Ma il nuovo governo persiano temeva che ciò rappresentasse
un intervento americano in Iran a favore di una nuova ascesa di Mohammad Reza Pahlavi e chiese la consegna del vecchio sovrano in Iran. Gli Stati Uniti rifiutarono tale condizione, facendo nascere nuove manifestazioni di protesta da parte degli studenti islamici, di cui quattro di loro, infrangendo la legge, penetrarono nell’Ambasciata Americana di Tehran, facendo ostaggi 66 diplomatici e funzionari. Il Presidente Americano, Jimmy Carter, cercò una soluzione all’ostaggio, ordinando un azzardato intervento di liberazione degli ostaggi, ma il tentativo finì in un modo disastroso, ovvero con la morte di otto soldati statunitensi, uccisi dalle forze iraniane.
La vicenda si concluse il 20 gennaio 1981 con la liberazione degli ostaggi, in cambio di dieci miliardi di dollari e della fornitura di armi al regime iraniano, che era impegnato nella guerra contro l'Iraq, anch'esso finanziato e armato dagli Usa.


GUERRA IRA-IRAQ:

Tra il 1980 e il 1988 l’Iran fu impegnato a combattere nella guerra contro l’Iraq di Saddam Hussein, con mire espansionistiche.
Il dittatore iracheno, pensando che la rivoluzione e l’ascesa di un nuovo governo avessero indebolito l’Iran, come anche i Paesi occidentali e arabi, sfruttò l’occasione e invase
il Paese il 22 settembre 1980. Ma l’attacco, invece di mettere in crisi l’Iran, risvegliò i sentimenti patriottici degli iraniani. Le origini del conflitto si fanno risalire alle rivalità regionali tra gli arabi e i persiani; l’Iraq mirava, inoltre, a modificare il confine sullo Shatt al-Arab definito nel 1975, quando il potere in Iran era ancora nelle mani dello Scià. Soprattutto intendeva reprimere l’influenza politico-religiosa del nuovo regime sciita iraniano sulla minoranza irachena.

Nel novembre del 1979, l’Iraq chiese ai persiani di ritrattare il contratto stipulato ad Algeri sul confine dello Shatt al-Arab; l’Iran rispose con un netto rifiuto e il 23 settembre l’Iraq lanciò una forte controffensiva militare contro il Paese.
Grazie ai suoi potenti armamenti forniti dai paesi occidentali e alla netta superiorità aerea e navale, in un primo momento l’Iraq riuscì a sbaragliare le forze avversarie.
Ma la resistenza iraniana fu più tenace di quando si aveva previsto, anche grazie all’appello lanciato da Khomeini. L’Iran lanciò la prima controffensiva nel 1981 e dall’anno dopo con una serie di attacchi, con un enorme strage umana. In questo modo, riuscì a fermare l’avanzata irachena e a penetrare nel territorio del nemico.
Dal 1982, infatti, iniziò una guerra di posizione, analoga alla prima guerra mondiale, con i sodati schierati nelle trincee al fronte e con gli attacchi dei Pasdaran, che spesso venivano respinti da Saddam Hussein anche con l’uso di armi chimiche.
Dal 1983, preoccupato per l’esito della guerra e per il malcontento popolare, l’Iraq propose più volte l’armistizio che l’Iran rifiutò nettamente.
La guerra determinò un gran rimescolamento delle alleanze tra i vari Paesi sostenitori.
Infatti, l’Iraq fu finanziato dall’Egitto, dai Paesi arabi del Golfo Persico, dall’Urss, dagli Usa, dalla Francia e dal Regno Unito, dalla Germania e dalla Repubblica Popolare Cinese, che forniva armi anche all’Iran. Mentre quest’ultimo era appoggiato dalla Siria, dalla Libia e dalla Corea del Nord.

Il 20 luglio del 1987 le Nazioni Unite adottarono la risoluzione del problema con l’immediato cessate il fuoco e il ritiro dei due eserciti entro i confini internazionalmente riconosciuti,
La risoluzione venne inizialmente ignorata dai belligeranti, ma il 18 luglio 1988, ormai allo stremo, l’Iran accettò l’armistizio: la pace fu firmata il 20 agosto 1990.
Il bilancio della guerra in termini di vite umane fu di un milione di morti (per il 60% iraniani) e 1.700.000 feriti.

Alla morte di Khomeini, avvenuta nel 1989, il suo ufficio di Guida Suprema, su volere dello stesso Khomeini, assunse come Primo Ministro iraniano l’Ayatollah Khamene’i.
Egli cercò di riformare l’economia del Paese, incoraggiando l’iniziativa personale e limitando il gran potere dei bonyad ( le associazioni caritatevoli ) e dei bazari.

In politica estera, cercò di risollevare i rapporti con gli altri Paesi, come con la Turchia, la Cina e con l’India e con le repubbliche dell’Asia centrale.
Attualmente l’Iran gode di buoni rapporti diplomatici e commerciali con le repubbliche
ex-sovietiche. Sforzi sono stati fatti anche per riavvicinare il Paese al mondo Occidentale. Oggi i miglior partner commerciali dell’Iran sono la Germania e l’Italia.
Questi tentativi, tuttavia, si scontrano contro la ferra posizione degli Usa nell’impedire il ritorno alla normalità dei rapporti internazionali dell’Iran.



ELEZIONI PRESIDENZIALI 2009:

Le elezioni Presidenziali del 2009 si sono tenute il 12 giugno ed hanno avuto come i due principali contendenti al titolo:
- Il Presidente in carica, l’ultra-conservatore
Mahmoud Ahmadinejad;
- L’ex Primo Ministro riformista, Mir Hosein Musavi.

AHMADINEJAD

Ahmadinejad è stato sindaco di Tehran ed è un conservatore religioso; prima di intraprendere la carriera politica era un professore all’Università Iraniana di Scienza e Tecnologia. È diventato Presidente dell'Iran il 3 agosto 2005, ricevendo l'approvazione della Guida Suprema, l'Āyatollah  Khamenei. Ha completato le cerimonie per diventare Presidente il 6 agosto, quando ha prestato giuramento dinanzi al Majlis di proteggere la religione ufficiale dell'Iran (l'Islam nella sua accezione sciita), la Repubblica Islamica e la sua Costituzione. Nella sua campagna presidenziale ha avuto un approccio populista; sostenne di voler creare in Iran un governo esemplare per i popoli del mondo. Uno dei suoi obiettivi sarebbe quello di lavorare per una redistribuzione delle ricchezze derivanti dalla vendita del petrolio.
                                                                                                                                          (Ahmadinejad)
MOUSAVI

Mousavi è un politico iraniano, pittore ed artista, di cultura azera. Fu il settantanovesimo e ultimo primo Ministro del suo Paese, poiché le modifiche costituzionali hanno abolito questa carica. Quando Khomeini morì, Mousavi non era il benvenuto nel regime. Per quasi vent’anni egli non partecipò alla vita politica, nonostante facesse parte di consigli politici. Non partecipò alle riunioni e questo fu interpretato come la sua disapprovazione per il regime formatosi.
E’ attualmente il Presidente dell’Accademia Iraniana delle Arti; durante la Rivoluzione                                                                  Islamica era il direttore del quotidiano ufficiale del Partito della Repubblica Islamica.                                                                                                                                       

Le elezioni Presidenziali, che si sono tenute l’estate scorsa, hanno visto i due politici scontrarsi durante la campagna politica per ottenere il titolo di Presidente della Repubblica Islamica. Sin dall’inizio delle elezioni, l’oppositore Musavi ha denunciato i propri dubbi nei brogli elettorali per assicurare la vittoria ad Ahmadinejad e le violenze durante la campagna.
Infatti, il 1 giugno 2009 un ufficio del Comitato di Musavi, nella città di Qom, fu incendiato e nello stesso momento ci fu il tentativo di omicidio dell’ex Presidente Khatami.
Nel giorno delle elezioni ogni genere di comunicazione attraverso telefoni cellulari è stata bloccata e la BBC ha dichiarato che le autorità iraniane hanno impedito le comunicazioni.
E’ stato, inoltre, bloccato l'accesso a Facebook,  social network che era particolarmente utilizzato da Musavi per la sua campagna elettorale e per farsi conoscere dal mondo dei più giovani.
Le autorità hanno anche denunciato il fatto che, in alcuni distretti, il numero dei votanti sarebbe stato superiore a quello degli iscritti con diritto al voto.

Il Consiglio dei Guardiani ha ammesso che in 50 città iraniane avrebbero votato più del 100% degli aventi diritti al voto. Le elezioni sono state vinte, nonostante le ripetute denuncie e manifestazioni, da Ahmadinejad e all’annuncio ufficiale in tutto il Paese sono iniziate centinaia di proteste e manifestazioni non autorizzate, spesso soppresse sanguinosamente dalle autorità.
Il candidato riformista Musavi incitava la folla a non arrendersi ad un regime così autoritario
 e repressivo e a manifestare a favore della libertà e per la giustizia elettorale.
Nonostante le continue manifestazioni e i movimenti studenteschi, Ahmadinejad fu eletto Presidente.



IL NUCLEARE:

L’Iran è già dotato, da circa vent’anni, ufficialmente per scopi civili, di centrali nucleari.
L’accerchiamento degli Stati Uniti, i quali possiedono basi militari ed aeree in Turchia, in Iraq, in Afghanistan e in Pakistan, ha portato il governo a decidere di arricchire da solo l’uranio delle centrali nucleari. Una decisione che molti Paesi, tra tutti gli Usa, temono sia un tentativo di costruzione di armi nucleari a scopo guerriero.
La politica di Ahmadinejad, che ha come uno dei suoi punti politici l’ampliamento delle centrali nucleari, sostiene che sia un diritto dell’Iran poiché molti altri Paesi, come gli Usa, la Ue, Israele, Cina, Giappone e Russia, possiedono già di un loro armamento nucleare.


POLITICA :
Dal 1979, con la vittoria della Rivoluzione Islamica, l’Iran è diventata una Repubblica Islamica. Al vertice della piramide del potere, c’è la Guida Suprema, che ha il compito di nominare i sei membri religiosi del Consiglio dei Guardiani della Costituzione, composto da 12 membri, che ha il compito di approvare le candidature alla presidenza della Repubblica (il suo giudizio è insindacabile). La Guida Suprema è inoltre comandante delle forze armate. Il Parlamento iraniano, la Majlis , è composto da 290 membri, eletti con voto diretto e segreto, con mandato quadriennale. L'assemblea è stata eletta regolarmente ogni quattro anni dal 1980. A capo dello Stato vi è il Presidente che viene eletto a maggioranza a suffragio universale. Il suo mandato dura quattro anni e vigila sul potere esecutivo.
Il Presidente è stato eletto regolarmente ogni quattro anni a partire dal 1980.

 

 

GEOGRAFIA:

 

TERRITORIO:

L’Iran, l’antica Persia, ossia Terra degli Arii, è situato nelle terre del Medioriente e si estende su una superficie di oltre 1 648 000 kmq; appartiene al continente asiatico. Confina a ovest con la Turchia e l’Iraq; a nord con l’Armenia, l’Azerbaijan e il Turkmenistan; a est con l’Afghanistan e il Pakistan. A nord si affaccia sul Mar Caspio e a sud è bagnato dal Golfo Persico e dal Golfo di Oman.
Il territorio dell’Iran corrisponde alla parte dell’altopiano iranico che si estende fino alle terre dell’Afghanistan e del Pakistan.
Il territorio è caratterizzato da forti depressioni, come i deserti Dasht e Kavir e il deserto Dasht e Lut ed è circondato da montagne e deserti aridi.
Dall’Azerbaijan si aprono altri due importanti sistemi montuosi:
- I Monti Zagros: che si sviluppano per circa 1.000 km. Sono costituiti da conche rocciose e da pianure alluvionali;
- La catena dell’Elburz: a cui appartiene la vetta più alta del Paese, il monte Damāvand alto 5671 metri. È più elevata dei Monti Zagros e funge come muraglia dalla regione caspica.
A nord  il paesaggio cambia aprendosi alle spiagge lungo le coste del Mar Caspio, mare che in realtà è un lago salato, il più grande lago al mondo.
iranA causa dell’aridità dell’Iran la rete idrografica è poco sviluppata. Prevalgono laghi salati e piane saline. Le acque dei loro fiumi vengono assorbiti dai due deserti del Paese e grazie a loro si formano oasi alla base dei monti e di vaste depressioni.

IDROGRAFIA:

Nel Mar Caspio confluiscono le acque del versante settentrionale dell'Elburz, dell'Azerbaigian e dell'altopiano armeno.    
Di fronte al problema della siccità, che in passato ha causato vere e proprie carestie, il Paese ha cominciato a adottare una serie di provvedimenti per la provvista d'acqua, come la costruzione di numerose dighe imponenti che raccolgono le acque dei fiumi e rendono l'Iran il terzo Paese al mondo per il possesso di dighe                    ( Cartina fisica dell’Iran )                                                                                                  
alte più di 15 metri, dopo Turchia e Cina.                                                     
I fiumi del versante esterno dei monti Zagros sfociano nel Golfo Persico,  dove sboccano i fiumi più importanti dell’Iran: il Karun e il Mond.

CLIMA:

Il clima dell’Iran è prevalentemente arido a causa della sua posizione interna nella regione mediorientale e a causa dell’umidità proveniente dal Golfo Persico che è limitata dai monti Zagros.
La presenza di massicci sistemi montuosi favorisce la bellezza primavera, quando lo scioglimento delle nevi alimenta corsi d’acqua e oasi.
Le precipitazioni sono prevalentemente presenti nella stagione invernale; le temperature sono di carattere continentale, influenzate dall’altitudine media elevata del Paese. Si hanno così temperature vicine allo zero, con estati torride caratterizzate da forti escursioni termiche diurna e inverni freddi.
Le condizioni climatiche influiscono notevolmente sulla scarsa vegetazione dell’Iran.
Predomina il paesaggio della steppa con graminacee, astragali e piante spinose.
La tropicalità del clima nel sud del Paese favorisce la crescita di palme nane e, nelle oasi costiere, di palme da dattero.
Lungo i pochi terreni ricchi di irrigazioni e lungo i fiumi la vegetazione è costituita da pioppi, platani, frassini, salici e alberi da frutta, come il pesco e il melograno che sono originari dell’Iran.
La fauna è molto ricca e include qualche raro esemplare di tigre e di leone, ma soprattutto leopardi, lupi e cinghiali, oltre alle linci, volpi e gazzelle; mentre nel Mar Caspio sono presenti esemplari di foche.

ECONOMIA:

Le coltivazioni principali sono soprattutto i  pistacchi, cereali, orzo patate, riso, miglio, cotone (che viene esportato), tabacco, barbabietola e canna da zucchero. Tra i prodotti principali si trovano anche pomodori, tè, datteri, olive, agrumi e semi oleosi.
È diffuso l’allevamento di bovini nelle zone dei pascoli, di ovini e caprini in quelle più aride. Si allevano inoltre equini, cammelli, bufali e volatili da cortile.
Dalle uova di storione, di cui il Mar Caspio è ricco, si ricava una pregiata qualità di caviale, per il quale l’Iran intrattiene ottimi rapporti di import-export soprattutto con l’Italia.
Tra il 1960 e il 1967, il Paese ha affrontato un fitto processo di industrializzazione, finanziato dai ricavi del settore petrolchimico, ma non è stato accompagnato adeguatamente da un aumento delle infrastrutture e dallo sviluppo dell’agricoltura. Infatti, il 30% della popolazione vive ancora di agricoltura solo sul 10% dei territori coltivabili.
Un settore molto proficuo per l’Iran è il settore manifatturiero dei tappeti persiani, che ha reso il Paese famoso in tutto il mondo, ma il settore che da più beneficio all’economia iraniana è il settore petrolchimico, con la formazione della compagnia: “Anglo-Iranian Oil Company”.                                                (Tipico tappeto originale iraniano)
                                                                                     
Ai problemi legati al settore economico, si aggiungono i problemi legati all’ideologia islamica che è alla base del Paese. Infatti, la Costituzione islamica vieta gli investimenti di capitali stranieri. L’inflazione è alta e gli investimenti si sono rivolti prevalentemente al mercato immobiliare.      
Un ulteriore ostacolo al decollo dell'economia iraniana, così ricca di opportunità, consiste nell'arretratezza del processo di privatizzazione delle industrie, per cui lo Stato controlla ancora importanti parti di essa tra cui la maggior parte dei mezzi di informazione e la compagnia aerea nazionale, Iran Air. La moneta è il Ryal iraniano.

POPOLAZIONE:

Il tasso demografico è molto elevato e la popolazione è prevalentemente giovane.
Il tasso di alfabetizzazione raggiunge quasi l’86% ed è in forte sviluppo il fenomeno dell’urbanizzazione, soprattutto nella capitale Tehran, che è abitata da quasi
15 000 000 di  abitanti.
La popolazione discende per il 51% dagli antichi persiani, cioè dagli Arii e appartiene al ceppo linguistico indoeuropeo.
Le minoranze etniche più importanti sono, ad esempio, gli Azeri. Essi costituiscono il 24% della popolazione e la maggioranza nella parte nord-ovest del Paese.
I Curdi sono un’altra minoranza etnica, spesso ostile al governo iraniano, poiché vittime della dura repressione avvenuta in seguito alla loro ribellione dopo la rivoluzione islamica del 1979. È una minoranza sia etnica che religiosa, poiché professano la religione sunnita.
Un’altra importante minoranza etnica e religiosa presente in Iran è quella degli Arabi, che vivono lungo la costa sud-occidentale del Paese.
L'Iran registra all’interno del Paese correnti di genti in continuo spostamento, fenomeno particolarmente sviluppato dopo la Seconda guerra mondiale, in seguito alla Rivoluzione Islamica del 1979 e durante la paurosa guerra tra Iran e Iraq.
Le popolazioni hanno lasciato le campagne e si sono trasferite nelle grandi città, soprattutto nella capitale.
Altre minoranze presenti in Iran, dovute alle secolari immigrazioni nei territori circostanti, ad esempio, sono: gli azerbaijani, i baluci e gli armeni.
Alcuni di questi gruppi sono prevalentemente nomadi. Percorrono soprattutto le regioni desertiche orientali; le maggiori concentrazioni di migrazioni nomadi sono sulla costa del Mar Caspio e a Nord dell’Elburz.
La lingua ufficiale dell’Iran è il farsì, ossia il persiano, che ha funzione di lingua franca poiché persistono altre minoranze linguistiche, all’interno del Paese, come l’azero, il curdo, l’arabo e l’armeno.
La capitale è Teheran; altre città importanti all’interno del territorio iraniano sono: Tabriz, Shiraz e Masshad.

LA BANDIERA:

La bandiera dell’Iran venne adottata il 29 luglio 1980, ed è un esempio dei cambiamenti della Rivoluzione islamica. I colori sono: il verde, che rappresenta l’islam; il bianco, che rappresenta la Pace e il rosso rappresentativo del coraggio. Questa struttura è stata utilizzata fin dall'inizio del XX secolo, utilizzata anche nella bandiera dell'Iran dello Scià.
(Attuale bandiera dell’Iran )          
                                                                

Ma nel periodo dell’imperatore di Persia, la bandiera aveva al centro un leone con una spada, simbolo classico della Persia.                                                                                       

Dalla rivoluzione islamica, questa immagine è stata sostituita con un simbolo che ha diversi significati, ma che è essenzialmente una forma stilizzata della parola Allah.                    

 

 

Fonte: http://cmapspublic2.ihmc.us/rid=1HCYB1D27-57CMBC-KLH/

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