Sistema qualità concetti e definizioni

Sistema qualità concetti e definizioni

 

 

 

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Sistema qualità concetti e definizioni

 

Il Sistema Qualità
Concetti Base e Definizioni

Il Sistema Qualità comprende la struttura organizzativa, le attività, i programmi e le azioni tendenti ad assicurare che un prodotto, un processo o un servizio sia conforme agli obiettivi prefissati e agli scopi per cui deve essere impiegato .
Se consideriamo il termine Qualità nel suo significato più vasto, intendendo con esso economia, sicurezza, disponibilità, affidabilità, ne consegue che il Sistema Qualità ha la finalità di assicurare la soddisfazione del cliente (Assicurazione della qualità o garanzia della qualità ) coinvolgendo l’attività sistematica e coordinata di tutti gli enti e le funzioni dell’organizzazione aziendale.
Alla base della definizione di Sistema Qualità c’è il concetto di sistema : per sistema si intende un insieme di oggetti (parti, componenti, funzioni ecc.) legati tra loro da relazioni di interdipendenza .
Interdipendenza significa che un intervento effettuato solo su una singola parte del sistema ha ripercussioni anche sulle altre,per cui quando si parla di sistema è necessario un approccio globale e non parziale .
Con l’approccio sistemico non si vuole assolutamente sminuire l’importanza dei componenti ma si intende considerarli e studiarli in ragione del loro essere “parti del Sistema”.
Per ottenere questo importante risultato è necessario pianificare e organizzare le cose (le attività, i ruoli, le responsabilità, i supporti operativi) in modo da coinvolgere tutti i funzionari aziendali
 


Attività coinvolte nel Sistema Qualità.

In base alle considerazioni fatte, emerge che il Sistema Qualità interessa tutte le fasi, a partire dall’identificazione iniziale delle esigenze e delle aspettative del cliente fino al loro soddisfacimento.

 

Riassumendo, per qualità in azienda si intende:

  • attenzione al cliente
  • pianificazione delle azioni e dei procedimenti
  • miglioramento continuo
  • partecipazione e coinvolgimento a tutti i livelli aziendali
  • formazione

 

È evidente quindi che il concetto di qualità in azienda è assolutamente indipendente dalle dimensioni, dal fatturato, dal numero dei dipendenti, dal settore merceologico, dalle tecnologie produttive utilizzate.


I Dieci Punti Della Qualità Totale

Volendo schematizzare i concetti base della Qualità Totale li possiamo riassumere in dieci punti sequenziali:

  • La priorità assoluta dell’azienda, cioè la condizione essenziale per garantire la sua sopravvivenza, è costituita dal cliente, senza il quale l’azienda non può esistere .

 

  • In questa ottica il tipo di cliente più importante è il cliente consolidato. Un fatturato realizzato con clienti consolidati è molto più sicuro di quello realizzato con clienti occasionali.
  • Un cliente diventa consolidato se è soddisfatto del precedente acquisto. La soddisfazione del cliente diventa quindi la vera priorità operativa dell’azienda.

 

  • Il profitto è il premio di questa soddisfazione e il fatturato la sua misura.
  • La soddisfazione del cliente si ottiene essenzialmente fornendogli un prodotto o un servizio di alta qualità. È la qualità di quanto ha già acquistato il fattore che più condizionerà al momento del prossimo acquisto (il prezzo è invece un fattore prioritario per l’acquisizione di un nuovo cliente). Qualità assume un significato più ampio, contiene tutto ciò che garantisce la soddisfazione del cliente.

 

  • Per garantirsi il consolidamento del cliente occorre assicurarsi la sua continua soddisfazione a ogni successivo acquisto. Questo risultato non è ottenibile semplicemente fornendo un elevato grado di qualità e mantenendolo costante nel tempo: soddisfazione presume miglioramento. Solo miglioramenti continui del prodotto o del servizio fornito possono garantire un elevato grado di soddisfazione del cliente in modo tale da condizionarlo positivamente per il prossimo acquisto.
  • La qualità del prodotto o dei servizi forniti non è altro che il risultato dei processi aziendali attuati per produrli. La qualità del prodotto è il risultato della qualità dei processi.

 

  • Se occorre migliorare continuamente i prodotti occorre dunque migliorare continuamente i processi aziendali. Pensare di ottenere miglioramenti qualitativi sui prodotti attraverso maggiori controlli sugli stessi è una soluzione non valida, imprenditorialmente perché antieconomica. “Più qualità = più costi” era infatti un postulato del modello aziendale precedente, che vedeva la qualità come un aspetto da presidiare attraverso funzioni ispettive (i collaudi).
  • Per migliorare continuamente i processi aziendali occorre mobilitare la massima quantità di risorse aziendali. Presupposto del miglioramento è dunque il massimo coinvolgimento.

 

  • Non è sufficiente mobilitare un elevato numero di persone per ottenere miglioramento. Occorre organizzare questa attività e occorre addestrare le persone a queste nuove abilità per il miglioramento richiesto.

Qualità in breve

 

Qualità?  (cosa non è)

Non è eccellenza o ricerca della perfezione;

non è “forma” per accontentare il committente (in tal caso è un costo puro);

non deve essere mai intesa come un costo, ma come un investimento (se non si è convinti di ciò è meglio non realizzare un Sistema Qualità).

 

Qualità?  (cosa è)

Rispondenza alle specifiche del committente;

rispondenza alle attese del Cliente/Utente con in più la competitività: cioè il mezzo per raggiungere la prefissata Qualità al minor costo.

I clienti privilegiano i fornitori che

Danno qualità;

rispettano le consegne;

hanno prezzi competitivi;

danno un ottimo servizio.

Gestire la qualità

Sviluppare, progettare, produrre e fornire il servizio perseguendo la soddisfazione del cliente sia interno che esterno con il vincolo dell’efficienza.

 

Caratteristiche dei servizi

I requisiti di un servizio devono essere chiaramente definiti in termini di caratteristiche, che possono essere osservate e soggette a valutazione da parte del cliente;

i processi utilizzati per fornire il servizio devono essere definiti in termini di caratteristiche, che talvolta possono essere non osservabili dal cliente, ma che influenzano direttamente le prestazioni del servizi.

Una caratteristica del servizio o della fornitura del prodotto/servizio può essere quantitativa (quindi misurabile) o qualitativa (quindi paragonabile), a seconda di come essa viene valutata, e se la sua valutazione avviene ad opera della organizzazione di servizi o del cliente (molte caratteristiche qualitative valutate soggettivamente dal cliente possono essere misurate quantitativamente dall’organizzazione).

 

Controllo delle caratteristiche

In molti casi il controllo delle caratteristiche del servizio e della sua fornitura può essere effettuata solo tramite il controllo del processo di fornitura del servizio.

Pertanto, la misurazione e il controllo delle prestazione del processo sono essenziali per ottenere e mantenere i requisiti di qualità del servizio.

Esempi di caratteristiche del servizio

Mezzi, apparecchiature, capacità, numero di addetti e quantità dei materiali;

tempi di attesa, consegna e processo;

igiene, sicurezza, affidabilità, vigilanza;

sollecitudine, accessibilità, cortesia, comfort, estetica dell’ambiente, competenza, fidatezza, accuratezza, completezza, aggiornamento tecnico, credibilità, efficacia della comunicazione.

Politica per la qualità

La Direzione deve sviluppare e documentare una politica per la Qualità relativa a:

livello di servizio da fornire;

immagine dell’organizzazione e della sua reputazione per quanto concerne la Qualità;

obiettivi per quanto concerne la Qualità del servizio;

approccio da adottare nel perseguire gli obiettivi della Qualità;

ruolo del personale responsabile dell’attuazione della Politica della Qualità.

 

Obiettivi per la qualità

Il soddisfacimento del cliente in conformità agli standards e all’etica professionali;

il miglioramento continuo del servizio;

l’attenzione ai requisiti sociali ed all’ambiente;

l’efficienza durante la prestazione del servizio;

la chiara definizione delle esigenze del cliente con appropriate misure di Qualità;

le azioni preventive e di controllo per evitare insoddisfazioni del cliente;

l’ottimizzazione di costi connessi con la Qualità per le prestazioni ed il livello di servizi richiesti;

l’impegno collettivo interno per la Qualità;

il continuo riesame dei requisiti e dei risultati per individuare opportunità di miglioramento;

la prevenzione degli effetti negativi indotti sulla società e sull’ambiente;

 

La comunicazione con il cliente

Comunicare efficacemente con i clienti significa ascoltarli e informarli;

chiarire con il cliente le caratteristiche del prodotto/servizio offerto (costi, modalità, tipo di servizio, ecc.) e gli eventuali scostamenti rispetto alle sue esigenze;

prestare sollecita attenzione alle difficoltà di comunicazione o di interazione con i clienti, inclusi quelli interni;

 

Caratteristiche del processo di fornitura del servizio

Qualifica fornitori;

controllo Qualità;

gestione del sistema di misura;

gestione delle non conformità;

azioni correttive e/o preventive.

Controllo qualità

È il processo di regolazione attraverso il quale noi misuriamo la vera prestazione di qualità, la confrontiamo con l’obiettivo e agiamo sulla differenza, può essere suddiviso nei seguenti passi fondamentali:

stabilire i metodi per il loro perseguimento;

 standardizzare le modalità organizzative e realizzative finalizzate al conseguimento del risultato (es. modalità per la pianificazione e programmazione della commessa);

addestrare opportunamente tutto il personale coinvolto;

eseguire le lavorazioni stabilite (attuare quanto prestabilito nel piano, nel programma secondo le modalità definite dalla documentazione di riferimento);

verificarne gli effetti definendo opportuni punti di controllo - verifica dei processi attraverso il controllo delle cause che lo determinano o nella verifica dell’effetto (risultato);

intraprendere le appropriate azioni per lavorare sulle cause per assicurare la rispondenza del processo e del prodotto a quanto stabilito.

 

Sistema di misura

obiettiva

ripetibile

 

Non conformità

Non soddisfacimento dei requisiti specificati (sia di servizio che di sistema). La differenza tra non conformità e difetto è che i requisiti specificati possono differire da quelli necessari all’impiego previsto.

 

Gestione delle non conformità

L’aspetto fondamentale del controllo è la prevenzione delle non conformità ricorrenti, intendendo qualsiasi problema associato al prodotto/servizio o al processo, che in qualche misura provoca uno scostamento rispetto a quanto stabilito.

Le misure per prevenire la ricorrenza dei difetti possono essere riassunte in:

rimozione dei sintomi: significa intervenire immediatamente per la risoluzione dello specifico problema che è sorto al fine di ripristinarne la rispondenza a quanto predisposto (es. si scopre che la causa della falla è una cattiva saldatura e pertanto si risolve il problema perfezionando la specifica saldatura);

rimozione di una causa: significa iniziare ad attuare una misura, anche se parziale, per prevenire la ricorrenza e quindi il ripetersi della non conformità - azione correttiva (es. la cattiva saldatura dipende da un mancato controllo visivo dello stato della saldatura a fine processo e pertanto si definisce un metodo di controllo più accurato effettuato da personale qualificato);

rimozione della causa fondamentale: significa evitare definitivamente il ripetersi della ricorrenza e quindi della non conformità - azione preventiva (es. assegnare per il processo risorse umane preparate per l’esecuzione di processi critici).

Valutazione fornitori

Un sistema di valutazione fornitori evita:

duplicazione dei costi di ispezione;

minimizzazione dei costi di acquisto e non dei costi di utilizzazione;

mancata fruizione dei vantaggi collegati ad una migliore qualità delle forniture.

 

L’assenza di qualità porta a maggiori costi.

 

La produzione di beni di scarsa qualità può provocare i seguenti problemi che portano all’incremento dei costi aggiuntivi, definiti “costi della non Qualità”:

  • produzione di scarti;
  • rilavorazioni;
  • riparazione o sostituzione;
  • ricontrolli del materiale rilavorato;
  • declassamenti e vendita del declassato a prezzo non pieno;
  • mancata produzione per errori;
  • costi di magazzinaggio;
  • resi e rivalse dei clienti per prodotti non soddisfacimenti;
  • interventi presso i clienti;
  • disaffezione da parte dei mercati.

L’introduzione di un Sistema Qualità in azienda costituisce un investimento che può consentire la riduzione dei “costi della non Qualità”.

 

Progettare il Sistema Qualità

Progettare un Sistema Qualità significa:

analizzare i processi lavorativi dell’Azienda in funzione della soddisfazione del cliente al costo minimo;

individuare e fissare ciò che viene fatto bene, in modo da concentrarsi sul miglioramento dei processi più problematici;

Per far ciò è necessario definire ruoli e responsabilità di ogni partecipante, stabilire quindi chi fa cosa e come, usufruendo, se necessario, di procedure ed istruzioni scritte.

 

A questo punto Il sistema qualità deve essere formalizzato per iscritto in un documento denominato “Manuale della qualità”, che includa o faccia riferimento almeno a:

politica per la qualità;

procedure ed istruzioni del sistema qualità per ogni attività avente influenza sulla qualità;

responsabilità, autorità ed interrelazioni del personale che gestisce, esegue, verifica e riesamina le attività che influenzano la qualità di un prodotto servizio.

 

Il Sistema Qualità è un sistema per organizzare l’impresa che consente di:

valutare come e perché vengono svolte le cose,

descrivere come vengono eseguite,

documentare i risultati ottenuti.


Origine delle UNI EN ISO 9000

 

La normazione, pur essendo un’esigenza piuttosto sentita fin dai primordi della civiltà, ha avuto un serio sviluppo con l’avvento della cultura industriale del XIX secolo. La definizione di norma data dall’UNI (Ente nazionale Italiano di Unificazione) è la seguente:
“La norma è un documento prodotto mediante consenso di tutte le parti interessate e approvato da un organismo riconosciuto, che fornisce, per usi comuni e ripetuti, regole, linee guida o caratteristiche relative a determinate attività o ai loro risultati, alfine di ottenere il miglior ordine in un determinato contesto”.
Gli obiettivi fondamentali della normazione sono i seguenti:

  • realizzazione di un mezzo chiaro e univoco di espressione di comunicazione fra tutte le parti interessate;
  • miglioramento dell’economia generale, razionalizzando la produzione dei materiali grezzi, semilavorati e finiti;
  • salvaguardia della salute e della sicurezza degli individui e protezione dell’ambiente;
  • protezione del consumatore mediante un livello di Qualità, debitamente controllato, dei prodotti e dei servizi, adeguato alle sue necessità.

Attualmente la struttura normativa opera su tre livelli:

  • internazionale:ISO (International Standard Organization) fondata nel 1906;
  • europeo: CEN (comitato europeo di normazione) fondato nel 1961
  • nazionale: UNI per l’Italia, fondato nel 1921.

Per molti anni le norme erano riferite ai prodotti industriali e avevano un’impronta di carattere unicamente tecnico-scientifico e quindi caratterizzata dallo studio dei metodi e delle tecniche .
La formalizzazione di norme che contribuissero a garantire, nel rapporto cliente/fornitore, il rispetto dei requisiti concordati, risale al periodo compreso tra gli anni Cinquanta e gli inizi degli anni Sessanta, e riguardò il settore militare. Il ministero della Difesa britannico introdusse norme e procedure che dovevano essere applicate dai suoi fornitori per ridurre gli scarti; in tempi successivi, incorporavono le norme militari AQAP adottate nei paesi Nato, ben presto i benefici dell’applicazione di chiare regole risultarono evidenti anche in altri settori industriali. Nel 1979 vennero istituite le norme Britanniche BS5750, che riportarono i criteri organizzativi di un Sistema di Qualità che un’organizzazione deve possedere. Nel 1987, in un contesto in cui erano già presenti altre norme di carattere nazionale e internazionale sui sistemi Qualità per i settori commerciale, industriale, militare e nucleare, l’ISO emette le Norme per la Qualità con sigla ISO 9000, equivalenti come contenuto alle BS5750.
L’ISO è costituita da più di 100 membri, i cui rappresentanti sono i vari organismi nazionali (ANSI negli Stati Uniti, BSI in Gran Bretagna, DIN in Germania e UNI in Italia); ha sede a Ginevra ed il suo scopo è quello di promuover norme comuni, elaborate da comitati tecnici, che facilitano la circolazione di beni e servizi, promovendo la cooperazione a livello economico, tecnico, scientifico ed intellettuale. Queste norme sono generiche e si applicano a qualsiasi tipo di industria.
Le norme ISO 9000, emesse a livello internazionale sono state recepite a livello europeo e dai singoli paesi con i propri organismi nazionali ; in Italia questo compito è espletato dall’UNI.
Nella prima edizione del 1987, la conversione,oltre alla sigla europea EN e a quella italiana UNI nel processo di accoglimento ha modificato il numero da 9000 a 29000. Oggi non si applica più questo sistema e nella seconda edizione del 1994 il numero 9000 è stato ripristinato.

Le norme ISO 9000:1994 comprendono:
ISO 9000 - È la “carta stradale”, definisce i termini ed i principi chiave,non fornisce metodi o procedure di controllo qualità;
ISO 9001 - Specifica i sistemi di qualità relativi alla progettazione,alla produzione e all’assistenza tecnica;
ISO 9002 - specifica i sistemi per la produzione,l’installazione e l’assistenza tecnica (ma non per ricerca e sviluppo);
ISO 9003 - specifica i sistemi di qualità per l’ispezione finale ed il collaudo;
ISO 9004- fornisce una guida per la gestione della qualità e assiste l’organizzazione nello sviluppo e nella messa a punto di un sistema qualità.

Le norme ISO della serie 9000 del 1987, pur costituendo un notevole passo avanti nel campo dell’unificazione e della standardizzazione, hanno dimostrato delle criticità nel loro utilizzo e nella loro applicazione .Le principali criticità riscontrate sono le seguenti:

  • genericità che produce: necessità di guide interpretative,proliferazione di norme settoriali;
  • limitazione: non erano compresi i servizi;
  • staticità: non si parla sufficientemente di pianificazione, è insufficiente l’orientamento alla soddisfazione del cliente e manca di flessibilità nel tempo.

Per i problemi sopraelencati nel 2000 sono state emanate le nuove ISO 9000-2000 conosciuta anche come norma “Vision 2000”. E’ composta soltanto dalla 9000, 9001 (in cui sono confluite anche le 9002 e 9003) e 9004:
UNI EN ISO 9000 “Sistemi di gestione per la qualità – Fondamenti e terminologia”;
UNI E ISO 9001 “Sistemi di gestioni per la qualità – Requisiti”;
UNI EN ISO 9004 “Sistemi per la gestione per la qualità – Linee guida per il miglioramento delle prestazione”.

La nuova documentazione, mantiene sostanzialmente inalterati i requisiti previsti per le ISO 9000-1994 con l ‘aggiunta di due elementi fondamentali:

  • il controllo del settore contabile, amministrativo e finanziario,
  • l’introduzione del concetto di miglioramento continuo.

Il fine ultimo della revisione delle Norme è quello di indicare un percorso che porti, in accordo ai principi della qualità totale, verso il vero principio a cui le imprese dovranno ispirarsi sempre di più, cioè l’eccellenza. Concretamente questo consiste nel riuscire a soddisfare il mercato,i dipendenti, l’ambiente e gli azionisti.
Per le aziende già certificate,con un serio procedimento, non vi sono stati mutamenti sostanziali.
La Vision 2000 principalmente tende a soddisfare delle precise esigenze, quali:

  • la compatibilità con altri sistemi di gestione;
  • una comune struttura per entrambe le ISO 9001-9004 basata sul modello dei processi;
  • l’inclusione di requisiti che diano dimostrazione di miglioramento continuo,prevenzione delle non conformità e costumer satisfaction;
  • semplicità d’uso, chiarezza di linguaggio, traducibilità e facilità di comprensione;
  • aiuto all’autovalutazione;
  • adattabilità a tutte le dimensioni di organizzazione e a tutti i settori.

Entrambe le nuove Norme ISO 9001 e ISO 9004:2000 sono strutturate in 4 paragrafi fondamentali, corrispondenti alle 4 categorie essenziali di requisiti della gestione per la qualità nel quadro dell'approccio per processi e precisamente:
- "Responsabilità della Direzione" (Par. 5);
- "Gestione delle risorse" (Par. 6);
- "Realizzazione di prodotti" (Par. 7);
- "Misurazioni, analisi, miglioramenti" (Par. 8).
Tali paragrafi principali sono preceduti da uno specifico paragrafo sul "Sistema di gestione per la qualità" (Par. 4) che definisce i requisiti generali della struttura e della documentazione del sistema.
Le Norme contengono inoltre alcuni paragrafi introduttivi e precisamente: Par. 0 – "Introduzione" ; Par. 1 – "Scopo e campo di applicazione"; Par. 2 – "Riferimenti normativi"; Par. 3 – "Termini e definizioni"
Concludendo, si può affermare che le nuove Norme della serie ISO 9000-2000 formano, nel loro complesso, un corpo normativo coerente che, a detta dello stesso Normatore, "dovrebbe facilitare i rapporti economici a livello nazionale ed internazionale e favorire lo sviluppo della prosperità della società civile".
In particolare, la corretta interpretazione ed efficace applicazione della Norma ISO 9001:2000, supportata dalla conoscenza delle Norme ISO 9000:2000 ed ISO 9004:2000 e verificata tramite le modalità e competenze di valutazione stabilite dalla Norma ISO 19011, consentiranno di ottenere un miglioramento delle prestazioni delle Organizzazioni produttrici di beni e servizi (in termini non solo economici ma anche sociali) ed un rafforzamento dell'efficacia delle corrispondenti certificazioni di conformità.
Al fine di cogliere appieno le considerevoli opportunità di crescita offerte dalle nuove Norme, come sopra evidenziato, tutte le componenti del Sistema Italiano per la Qualità, istituzionalmente competenti o operativamente coinvolte in materia (quali: Enti di Normazione; Enti di Accreditamento; Organismi di Certificazione e Ispezione; Consulenti; Organizzazioni produttrici di beni e servizi, pubbliche e private) si devono attivare prontamente ed efficacemente nei termini delineati nel seguito.L'Ente di Normazione (UNI) è chiamato, oltre che a tradurre le Norme nella lingua nazionale, a svolgere opera di informazione e sensibilizzazione ed a creare un punto focale di informazione per la soluzione dei problemi che potranno insorgere nella interpretazione ed applicazione delle Norme stesse. L'Ente di Accreditamento (SINCERT) deve definire le necessità e le modalità di valutazione o rivalutazione degli Organismi di Certificazione e Ispezione, con particolare riferimento alla preparazione degli ispettori, sia propri, sia dei Soggetti accreditati.
Oltre che a sviluppare le necessarie competenze e abilità, gli Organismi di Certificazione e Ispezione sono chiamati ad assicurare una transizione "non traumatica" alle nuove Norme, limitando gli oneri a carico delle Organizzazioni clienti e favorendo il graduale adeguamento da parte di quest'ultime. A tal fine dovranno adottare varie iniziative in opportuno coordinamento con l'Ente di Accreditamento.Anche gli Enti di formazione ed i Consulenti possono e devono arrecare un importante contributo alla realizzazione di un efficace e naturale processo di transizione.
Infine, le Organizzazioni utenti delle nuove Norme (enti e imprese pubblici e privati) dovranno promuovere il raggiungimento della consapevolezza dei nuovi requisiti e l'impegno al loro soddisfacimento da parte del vertice e di tutta l'Organizzazione, assicurare la comprensione e l'interiorizzazione dell'approccio per processi e dei principi fondamentali della gestione per la qualità, gestire adeguatamente eventuali esclusioni di attività/processi dal campo di applicazione del sistema di gestione per la qualità, curare l'efficace supervisione e controllo dei processi affidati in outsourcing e, sul piano più propriamente operativo, provvedere ai necessari adeguamenti del sistema di gestione per la qualità, incluso l'addestramento degli ispettori interni.
Le suddette Organizzazioni utenti dovranno evitare di adottare un approccio riduttivo alla applicazione delle Norme (in particolare ISO 9001:2000), sfruttando impropriamente gli elementi di "deregolamentazione" ivi presenti, specie in termini di semplificazione documentale. Al contrario, dovranno impegnarsi, anche sul piano della documentazione, per identificare chiaramente i processi rilevanti per la gestione per la qualità e la loro applicazione, per descrivere le relative sequenze ed interazioni, ed illustrare i criteri e metodi impiegati per assicurare l'efficace funzionamento e controllo dei processi stessi e la conseguente capacità di fornire i risultati attesi.
In estrema sintesi, dovranno adottare un approccio documentale meno burocratico e formale ma assai più sostanziale di quello tradizionale, e, come tale, certamente più articolato e pregnante.

 

La documentazione del sistema qualità

Il Sistema Qualità di una azienda comprende l’insieme organizzativo, comportamentale e metodologico di tutte le attività inerenti la qualità dei relativi responsabili e addetti. Esso viene descritto, sostenuto e formalizzato mediante una serie di documenti che, presi nel loro insieme possono essere definiti e sintetizzati nella “piramide della documentazione”. In questa piramide si individuano le tipologie principali di documenti che vengono descritte.

 

Piramide della documentazione


Manuale della qualita


E’ il documento di base del Sistema Qualità :descrive i criteri generali organizzativi e le politiche dell’azienda rispetto alle normative di Qualità applicabili per i vari settori di attività.
Esso contiene:

  • Politiche per la qualità;
  • Obiettivi ed organizzazione aziendale;
  • Prescrizioni e descrizioni del sistema qualità (SQ).

Il manuale della qualità definisce l’organizzazion, le responsabilità e i principi operativi essenziali di ogni attività rilevante ai fini della qualità, rinviando, se necessario, a procedure specifiche ed istruzioni operative o ad altri documenti interni all’azienda.
Il manuale della qualità serve come riferimento per:

  • esecuzione di ogni attività;
  • verifica della corretta applicazione delle procedure;
  • addestramento del personale .

Manuale delle Procedure
Sono disposizioni scritte che disciplinano le attività, in genere di più enti, al fine di coordinare le azioni tese a garantire la fabbricazione di un prodotto di Qualità. Tali disposizioni, in sostanza, esplicitano la politica aziendale per il settore preso in considerazione e definiscono le sostanze (che cosa) dell’attività da seguire e gli enti (chi) che devono operare. Le procedure organizzative o gestionali integrano il Manuale della Qualità, dando una visione approfondita e personalizzata dell’organizzazione aziendale per la Qualità nei vari settori.
In sintesi possiamo dire che il manuale delle procedure precisa le condizioni, modalità e responsabilità con le quali va eseguita una attività tecnica e/o gestionale, esso contiene:

  • procedure gestionali di controllo;
  • procedure generali.

Manuale delle istruzioni operative

Sono chiamate in molti modi; ad esempio pratiche standard, pratiche operative standard, procedure tecniche, POS (Standard operative procedure) ecc. Sono delle disposizioni scritte che specificano e /o descrivono le modalità (come) di esecuzione di un’attività ben determinata. In tali disposizioni vengono indicati anche i metodi, le apparecchiature, i materiali e la sequenza delle operazioni da adottare. Il manuale delle istruzioni operative considera quindi, il carattere tecnico de sitema qualità (SQ) e contiene:

  • istruzioni di lavoro;
  • documentazione di prodotto;
  • normative.

Documenti di appoggio e di registrazione

A questa categoria appartiene una serie di documenti:

  • istruzioni di lavoro o operative (generalmente in forma tabellare o sintetica);
  • piani di fabbricazione e controllo (PFC);
  • tabelle;
  • documenti di registrazione, dati di prova e controllo ecc.

Per istruzioni di lavoro si intendono disposizioni scritte sintetiche o tabelle di esecuzione e di controllo a uso essenzialmente operativo e per qualsiasi attività.
Il PFC è un documento che di norma accompagna il materiale in tutte le sue fasi di lavorazione, trasformazione, assemblaggio ecc. e che riporta oltre alla fase produttiva, anche i punti di ispezione (PI) e gli eventuali punti vincolanti (hold points, HP). Tali PI e/o HP devono essere corredati da informazioni circa la zona di prova, eventuale procedura di riferimento, attrezzatura di prova ecc.
I documenti di registrazione della Qualità vanno conservati per dimostrare la conformità ai requisiti specificati e l’efficace applicazione del SQ; essi devono essere archiviati in modo da essere rapidamente rintraccabili.
La documentazione tecnica contiene le informazionidettagliate su prodotti e/o servizi (disegni, schemi, istruzioni tecniche particolari ecc.) oltre alle leggi e norme sull’attività tecnica dell’azienda.

 

Interazione tra documentazione e normativa

 

La documentazione, per essere facilmente leggibile (cioè interpretabile) deve rispettare due aspetti fondamentali:

  • da un lato deve essere personalizzata e descrivere la vita reale dell’azienda  (di utilizzo immediato);
  • dall’altro deve essere riconoscibile dal modello di riferimento e quindi correlabile punto per punto alla normativa di base.

Per ottenere questo duplice scopo si possono utilizzare molti metodi; il più semplice e diretto è quello di riferire il Manuale della Qualità agli elementi della Normativa.

Lo spirito della documentazione

E’ molto importante in un Sistema di Qualità, cogliere a fondo da un lato lo spirito della normativa e dall’altro quello della documentazione. A prima vista altrimenti un Sistema di Qualità apparirebbe come uno strumento estremamente formale, quindi poco efficace, mentre l’obiettivo è proprio quello di rendere efficaci le attività di tutti i giorni, di integrare cioè la Qualità nel lavoro normale. La normativa, e quindi la documentazione che si genera a suo sostegno, ha due aspetti fondamentali: uno interno e uno esterno. Un primo aspetto, interno, è quello di mettere in evidenza in forma logica e sequenziale le attività svolte nell’ambito dell’azienda in accordo con i suggerimenti dati dal Sistema Qualità secondo il modello di riferimento ISO. Relativamente a questo aspetto quindi, lo scopo della documentazione è quello di fissare le regole con cui si fanno determinate operazioni (ad esempio un acquisto di un materiale, un controllo in laboratorio, un’operazione in produzione, una manutenzione ecc.). Le regole devono necessariamente essere fissate per i seguenti motivi:

  • ripetitività delle operazioni, delle attività e dei controlli

( standardizzazione);

  • addestramento ( eventuale ) del personale nuovo o poco pratico;
  • possibilità di fare operazioni anche in mancanza dell’addetto esperto;
  • verifica continua della Qualità dell’attività confrontandola con le procedure e o istruzioni e con i risultati ottenuti;
  • rendere visibile e trasparente il sistema a tutti i livelli aziendali.

Un secondo aspetto (esterno) è quello di ottenere e presentare un sistema di Qualità leggibile dai clienti, dal mercato o da enti ufficiali. Questo secondo aspetto è molto importante perché:

  • consente di rendere trasparente il Sistema Qualità Aziendale;
  • consente di verificare rapidamente l’adeguatezza o la conformità del Sistema alla normativa applicabile e /o alle richieste dei clienti;
  • consente di guadagnare fiducia nell’azienda attraverso dimostrazioni ed evidenze oggettive sulle attività svolte;
  • Consente di ottenere la certificazione.

La certificazione

 

Dopo aver definito, documentato, applicato e verificato il Sistema Qualità, l’azienda è pronta per la certificazione; questa non è una tappa obbligata per l’azienda che abbia introdotto e applicato le norme ISO 9000.
L’azienda,infatti, potrebbe ritenere sufficiente istituire un Sistema Qualità e documentarlo nel manuale e nelle procedure.
Per certificazione si intende l’azione mediante la quale una terza parte indipendente, detta Organismo di Certificazione, dichiara che, con ragionevole attendibilità, un determinato processo e/o prodotto possiede i requisiti per essere in conformità ad una specifica norma.
La certificazione di un Sistema Qualità Aziendale è pertanto un procedimento attraverso il quale un Organismo di Certificazione verifica e mantiene sotto controllo l’intera struttura organizzativa e produttiva dell’azienda in relazione alle prescrizioni della Norma UNI EN ISO 9000 di riferimento (9001 o 9004) in modo da assicurare il cliente che quanto da lui richiesto in sede contrattuale verrà rispettato.
Solo dopo aver dimostrato all’Organismo di certificazione che il proprio Sistema Qualità è conforme ai requisiti della Norma UNI EN ISO 9000 di riferimento, l’azienda potrà considerarsi certificata. Garantita da organismi tecnici internazionali, effettuabile solo da istituti autorizzati, la certificazione del sistema Qualità aziendale costituisce, nei confronti del mercato, una “prova oggettiva” e soprattutto volontaria, riconosciuta a livello internazionale, della qualità, della sicurezza e della conformità alle norme dei prodotti e/o processi produttivi Aziendali. In altre parole la certificazione è un biglietto da visita che rende immediatamente visibile l’affidabilità dell’Azienda, costituendo così una chiave spesso indispensabile per accedere ai mercati stranieri.

L’iter certificativo, si articola nelle seguenti fasi:

Scelta dell’ente
In relazione alla propria tipologia produttiva l’azienda sceglierà l’Ente di certificazione. In questo ambito opera il SINCERT, che è l’organismo di accreditamento degli enti di certificazione.

Invio della documentazione
Quando il Sistema è a regime l’azienda è pronta per avviare formalmente l’iter certificativo, inviando all’Ente prescelto la documentazione del Sistema (Manuale della Qualità), con la domanda di certificazione.

Analisi preliminare della documentazione
Il gruppo di valutazione costituito presso l’Ente di certificazione conduce una prima analisi sul Manuale Qualità e su altra eventuale documentazione a supporto per verificare il rispetto dei requisiti della norma prescelta. Qualora dovessero emergere carenze (non conformità), l’azienda ha la possibilità di colmarle documentando i provvedimenti.

Pianificazione della verifica ispettiva in azienda
Quando la documentazione è in regola, ente e azienda concordano la verifica ispettiva. Viene quindi definita una data, un programma e la durata della verifica ispettiva.

Conduzione della verifica ispettiva
Durante la visita vengono condotte interviste con i responsabili aziendali, secondo il piano concordato, visitati i reparti e verificate le singole funzioni. Oggetto della verifica è l’applicazione delle procedure. Il mancato rispetto di quanto descritto in procedura (nel Manuale della Qualità), verrà registrato nel rapporto di verifica, esprimendone la gravità: se questo, è poco rilevante viene indicato come “osservazione”, se invece è determinante per il Sistema Qualità viene indicato come “non conformità”.
L’Ente assegna un limite di tempo per risolvere le non conformità, mediante azioni correttive che l’Ente verificherà successivamente.

Concessione della certificazione
Un’ apposita commissione, costituita da rappresentanti della Pubblica Amministrazione, Enti formatori, Centri di ricerca, associazioni di categoria, grossi clienti e fornitori, si esprime sul rapporto di verifica ispettiva emesso dai valutatori e, dopo aver valutato le risoluzioni proposte per le non conformità aperte al momento delle ispezioni, delibera la certificazione.

Emissione del certificato
Il certificato riporta: la Norma di riferimento,la struttura certificato, la descrizione dei processi connessi al prodotto/servizio oggetto della certificazione e la validità. L’azienda potrà utilizzare il marchio attestante la certificazione secondo un regolamento richiamato nel contratto con l’Ente certificatore.

Visite di sorveglianza
La certificazione prevede visite di mantenimento la cui frequenza varia da Ente a Ente, e che potrà essere modificata nel caso di situazioni che evidenzino criticità del Sistema Qualità. Anche in questo caso eventuali non conformità dovranno essere risolte dall’azienda entro i tempi definiti dall’Ente. Le visite di sorveglianza normalmente vengono programmate con cadenza annuale.

Revoca della certificazione
Nei casi in cui l’azienda non si dimostrasse capace di risolvere le non conformità, o comunque ripetutamente non attuasse le azioni correttive, l’Ente può revocare la certificazione.

Tipologie di certificazione

Due sono le forme primarie di assicurazione della qualità:

  • certificazione di prodotti e servizi
  • certificazione di sistemi qualità

 

Certificazione di prodotti e servizi

Quando la certificazione avviene mediante controlli delle caratteristiche con test sul prodotto (e servizi), viene definita certificazione del prodotto. In questo caso sulla confezione del prodotto o sullo stesso deve apparire, in modo chiaro e inequivocabile il marchio dell’organismo di certificazione e il numero del certificato. Tale certificazione verrà soddisfatta se verranno soddisfatti valori minimi di alcune caratteristiche del prodotto, come richiesto da una norma o da un regolamento tecnico.
La certificazione di prodotti e servizi viene attuata per mezzo di:

  • un organismo di Certificazione (pubblico o privato, ma “notificato”), che controlla la permanenza della conformità, mediante prove di laboratorio sui prodotti prelevati sul luogo di produzione e sul mercato, applicando uno schema di certificazione adatto al prodotto considerato;
  • un laboratorio che effettua le prove di conformità;
  • un ente, rappresentativo di tutte le categorie interessate, che gestisce e garantisce l’intero sistema di certificazione attraverso l’accreditamento degli organismi di certificazione;
  • un ente rappresentativo di tutte le categorie interessate che garantisce le prestazioni dei laboratori attraverso l’accreditamento.

Certificazione di sistemi qualità

Quando la certificazione avviene mediante test sui parametri del processo produttivo viene definita “Certificazione della Qualità”. In questo caso, sul prodotto, non può essere riportato il marchio, ma può essere evidenziata la dichiarazione che lo stesso è stato realizzato in un’azienda con sistema di qualità certificato e, per motivi di trasparenza, sarebbe opportuno citare anche l’organismo e il numero del certificato. Tale Certificazione viene rilasciata alle imprese che dimostrino di aver attuato un sistema di gestione aziendale che garantisca la capacità di realizzare prodotti o servizi in grado di soddisfare le necessità del potenziale cliente.
La certificazione dei Sistemi Qualità viene attuata per mezzo di:

  • un organismo di Certificazione (pubblico o privato) che controlla la permanenza delle caratteristiche del sistema di qualità dell’azienda applicando uno schema di Certificazione adatto al settore produttivo considerato;
  • un ente,rappresentativo di tutte le categorie interessate,che gestisce l’intero sistema inteso come complesso di operatori e di attività di certificazione attraverso l’accreditamento degli organismi di Certificazione (SINCERT).

L'accreditamento degli Organismi di certificazione dei sistemi qualità viene rilasciato a fronte della norma EN 45012.

SINCERT

IL SINCERT (Sistema Nazionale per l'Accreditamento degli Organismi di Certificazione), è stato costituito nel 1991, in forma di Associazione senza scopo di lucro, legalmente riconosciuta dallo Stato Italiano con Decreto Ministeriale del 16 Giugno 1995.
La compagine associativa di SINCERT comprende tutti i principali Soggetti istituzionali, scientifici e tecnici, economici e sociali aventi interesse diretto e indiretto nelle attività di accreditamento, quali le Pubbliche Amministrazioni, gli Enti di Normazione, le principali Organizzazioni di Ricerca, le maggiori Associazioni di categoria dell'industria, commercio e agricoltura, le Camere di Commercio, i grandi Fornitori di servizi di pubblica utilità (energia e trasporti), le Associazioni rappresentative degli Organismi di Certificazione e Ispezione, nonché numerosi altri Soggetti.
L'Associazione ha come obiettivo primario quello di contribuire al buon funzionamento del Sistema Italiano per la Qualità, tramite la verifica ed attestazione delle capacità professionali degli Operatori che svolgono attività di valutazione di conformità a Norme e Regole Tecniche di prodotti, servizi, sistemi, processi e persone, e precisamente:
Organismi di Certificazione di sistemi di gestione aziendale, quali sistemi di gestione per la qualità, sistemi di gestione ambientale, sistemi di gestione per la sicurezza ed altri;

  • Organismi di Certificazione di prodotti;
  • Organismi di Certificazione di personale;
  • Organismi di Ispezione.

A tal fine, valuta ed accredita suddetti Operatori, accertandone la conformità ai requisiti istituzionali, organizzativi, tecnici e morali stabiliti dalle Norme Tecniche consensuali e dà altre Prescrizioni applicabili, in termini tali da ingenerare, in tutte le parti sociali ed economiche interessate e, in particolare, nel mercato degli utenti e consumatori, un elevato grado di fiducia nel loro operato e nei corrispondenti risultati.
SINCERT è impegnato a fornire un servizio di accreditamento basato su criteri di eccellenza tecnica, rigore procedurale, indipendenza, imparzialità ed integrità morale in genere, efficienza gestionale ed efficacia operativa, ponendo la massima cura nell'accertamento della competenza dei soggetti richiedenti l'accreditamento e sviluppando una costante e rigorosa azione di sorveglianza sul comportamento degli stessi, in termini di rispetto delle regole, mantenimento e miglioramento della qualificazione ed aderenza ai principi di etica professionale.
In virtù di un'intensa e attiva partecipazione ai lavori degli Organismi europei ed internazionali di cooperazione tra Enti di accreditamento  e tramite la sottoscrizione degli Accordi di Mutuo Riconoscimento di cui è firmatario italiano per l'accreditamento delle attività di certificazione ed ispezione, SINCERT promuove la valorizzazione e l'accettazione dei certificati e dei rapporti di ispezione accreditati di imprese italiane sul mercato europeo e mondiale.
SINCERT opera tradizionalmente nel settore dell'accreditamento volontario, ma un numero crescente di Pubbliche Amministrazioni ed Organi Tecnici dello Stato, competenti per gli accreditamenti nel settore cogente () e regolamentato, fanno esplicito riferimento all'accreditamento SINCERT, sia come fattore di garanzia nell'ambito di procedimenti regolamentati per legge, sia come utile elemento di valutazione ai fini del rilascio di autorizzazioni, riconoscimenti e notifiche di loro spettanza.
Fra questi si segnalano, in particolare, l'Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici, l'Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Il Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, il Ministero dell'Ambiente, nonché numerose Amministrazioni Regionali che richiedono certificazioni accreditate SINCERT per la concessione di finanzia-menti per lo sviluppo della qualità nelle imprese. L'accreditamento SINCERT è inoltre considerato, dal Ministero delle Attività Produttive e da altri Ministeri interessati, un importante elemento di prequalificazione ai fini del rilascio delle autorizzazioni alle certificazioni CE e delle relative Notifiche alla Commissione Europea.
L'Attività di controllo del SINCERT non si limita alla concessione dell'accreditamento: l'organismo di certificazione o di ispezione viene sottoposto periodicamente a visite di sorveglianza per verificare il mantenimento nel tempo delle caratteristiche che l'organismo stesso aveva all'atto della concessione dell'accreditamento. Ogni quattro anni infine viene effettuato un riesame completo. Tramite appositi protocolli di cooperazione e nella prospettiva di una sostanziale unificazione, in tempi brevi, del Sistema Italiano di Accreditamento, SINCERT collabora attivamente con gli altri due Enti Italiani di Accreditamento volontario, SINAL (Accreditamento dei Laboratori di Prova) e SIT (Accreditamento dei Laboratori di Taratura), per lo sviluppo di iniziative comuni per la mi-glior gestione delle attività di accreditamento e per la piena affermazione del Sistema Italiano di Accreditamento a livello nazionale ed internazionale.

SINAL - Accreditamento dei Laboratori di Prova
Lo schema dell’Accreditamento è stato messo a punto dall'Unione Europea al fine di permettere la libera circolazione di merci e prodotti sul territorio comunitario, senza necessità di controlli ripetitivi da parte delle autorità dei vari Paesi. Elemento importante di questa impostazione è l’Organismo di Accreditamento che, essendo indipendente e rappresentativo di tutte le parti interessate, garantisce gli utenti, attraverso verifiche tecniche periodiche, sulla competenza ed imparzialità dei Laboratori nella effettuazione delle prove Accreditate.In Italia tale funzione è assolta dal SINAL il quale, operando secondo la norma UNI CEI EN 45003, verifica e sorveglia nel tempo la conformità dei Laboratori rispetto alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 ex 45001 e alle prescrizioni SINAL.
Il SINAL e’ stato costituito il 26 aprile 1988 per iniziativa di UNI, (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) e sotto il patrocinio del Ministero dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato, del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), dell’ ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente), delle Camere di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato.E’ una Associazione senza scopo di lucro, con sede legale in Roma, Piazza Mincio 2, legalmente riconosciuta con Decreto del Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato il 9/9/1991, che attualmente annovera tra i propri soci, oltre quelli già citati, i Ministeri dell' Ambiente, Commercio Estero, Comunicazioni, Interno, Lavori Pubblici, Lavoro e Previdenza Sociale , Politiche Agricole e Forestali, Sanità, Difesa, e inoltre Alpi, Anci, Cna, Coldiretti, Confapi, Confindustria, Enel, Ferrovie dello stato, Federchimica, I.C.I.C., Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue. Il SINAL non accredita attività di consulenza, ma accredita i Laboratori per qualsiasi tipo di prova sui cui risultati i consulenti possono basare il proprio lavoro. L’Accreditamento non comporta una diminuzione delle responsabilità derivanti dai contratti stipulati tra il Laboratorio ed i suoi Clienti e, benché sia un indice di competenza tecnica e gestionale del Laboratorio di prova, non costituisce una garanzia rilasciata dal SINAL sulle singole prestazioni del Laboratorio. L’accesso all’Accreditamento è volontario ed aperto a qualsiasi Laboratorio di prova, sia come Ente indipendente sia come facente parte di una organizzazione più vasta (industria, istituto di ricerca, università, ecc.).
Il SINAL, in particolare:

  1. accerta e vigila sui requisiti tecnici ed organizzativi dei Laboratori di prova in modo che siano garantiti i riferimenti metrologici, l’affidabilità e la ripetibilità delle procedure impiegate, l’uso di strumentazioni adeguate, la competenza del personale, l’imparzialità del personale addetto alle prove e del giudizio tecnico emesso dal Laboratorio, secondo quanto previsto dalla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 e dalle prescrizioni SINAL;
  2. pubblica i regolamenti e le procedure di Accreditamento, gli elenchi dei Laboratori di prova accreditati e dei tipi di prove per i quali è stato concesso l’Accreditamento (sulla rivista Unificazione & Certificazione, organo ufficiale di UNI, CEI, SINAL e SINCERT), e gli eventuali provvedimenti di Sospensione e/o di Revoca dell’Accreditamento;
  3. partecipa ai lavori degli organismi internazionali e/o sovranazionali operanti nel settore dell’Accreditamento dei Laboratori di prova;
  4. collabora con gli Enti nazionali di normazione al fine di promuovere idonee elaborazioni o aggiornamenti della normativa tecnica;
  5. promuove studi, incontri ed iniziative, nel settore di specifica competenza, in collaborazione con Enti ed Associazioni di interesse nazionale ed internazionale.

Il SINAL, inoltre, contribuisce a ridurre le barriere tecniche che ostacolano il commercio internazionale stipulando accordi di mutuo riconoscimento e/o di reciprocità con gli analoghi organismi di altri Paesi.
Alla data odierna il SINAL ha stipulato accordi di mutuo riconoscimento con gli organismi nazionali di Accreditamento di 15 Paesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Norvegia, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera) e 7 extraeuropei (Australia, Brasile, Hong Kong, Nuova Zelanda, Singapore, Sud Africa ed uno dei maggiori organismi degli Stati Uniti).
L’ingresso dei primi organismi di accreditamento extraeuropei nell’accordo multilaterale di mutuo riconoscimento è da considerare particolarmente significativo in quanto collegato alla approvazione in sede GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) di un accordo per l’eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio, che riprende in pieno gli schemi adottati dalla Comunità (accreditamento - mutuo riconoscimento) per la libera circolazione             delle merci. E' stato inoltre siglato, ed è operativo dal 2001, l'accordo internazionale ILAC, da parte di 36 organismi di 28 nazioni (Australia, Belgio, Brasile, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, India, Irlanda, Italia, Giappone, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Repubblica Popolare Cinese, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea, Singapore, Sud Africa, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Taipei, Vietnam).
Il SINAL ha altresì stipulato accordi di collaborazione con le corrispondenti strutture nazionali di verifica della conformità alle norme della serie UNI CEI EN 45000 - UNI EN ISO 9000, al fine di evitare la ripetizione di Visite di Valutazione sulla medesima organizzazione, nel caso essa richieda allo stesso tempo l’Accreditamento e la Certificazione da parte degli Enti firmatari di tali accordi. Tale obiettivo viene raggiunto attraverso la gestione comune delle valutazioni di conformità alle rispettive norme applicabili da parte di gruppi ispettivi nominati congiuntamente dal SINAL e dall’Ente di Accreditamento/Certificazione (accordi SINAL-SINCERT; SINAL-SIT; SINAL-Organismi di Certificazione Accreditati dal SINCERT). I requisiti per l’Accreditamento sono contenuti nella norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 e nei regolamenti SINAL. Secondo questi requisiti il Laboratorio deve possedere una Direzione e personale addetto di adeguata esperienza e competenza; utilizzare apparecchiature, impianti ed ambienti idonei per la effettuazione delle prove previste; adottare metodi e procedure di prova adeguati.
La Direzione deve salvaguardare la qualità del lavoro, cioè assicurare che le apparecchiature siano tarate, identificate e conservate in modo appropriato; che i campioni da provare siano adeguatamente catalogati ed immagazzinati; che i risultati siano registrati; che i Rapporti di Prova siano veritieri e che la documentazione sia conservata e rintracciabile.
La procedura di Accreditamento prevede un esame preliminare della documentazione del Laboratorio, al quale viene richiesto di precisare i tipi di prove per le quali desidera l’Accreditamento, ed ulteriori informazioni sulla Direzione, il personale, le apparecchiature ed i relativi certificati di taratura, le linee di responsabilità per i problemi riguardanti la qualità e le relative procedure, ed una copia del proprio Manuale della Qualità (vale a dire del documento che descrive il Sistema Qualità del Laboratorio).
Successivamente all’esame della documentazione viene preparata ed effettuata una Visita di Valutazione nel Laboratorio ad opera di Ispettori, all’uopo incaricati dalla Direzione SINAL, e scelti da appositi elenchi approvati dalla Commissione Centrale Tecnica e dal Consiglio Direttivo.
Nei casi in cui il Laboratorio non soddisfi i requisiti per ottenere l’Accreditamento, il SINAL comunica le non conformità rilevate, e richiede al Laboratorio di adottare opportune azioni correttive.
Le risultanze dell’esame della documentazione e della Visita di Valutazione vengono sottoposte all’esame della Commissione Centrale Tecnica la quale, in caso di parere favorevole, sottopone al Consiglio Direttivo la proposta di Accreditamento del Laboratorio per l’approvazione finale.
Riassumendo per essere accreditato SINAL un laboratorio di prova deve possedere i seguenti requisiti:

  • garantire il riferimento metrologico;
  • garantire l'affidabilità e la riproducibilità delle procedure impiegate;
  • dotazione adeguata di strumentazione, personale competente, giudizio tecnico imparziale;
  • permanenza nel tempo delle condizioni che hanno consentito l'accreditamento.

 

Cosa ha di speciale un'analisi effettuata da un laboratorio accreditato SINAL ?

 

 

  • Vi assicura che l'analisi è stata effettuata in conformità agli standard europei di Garanzia Qualità (il laboratorio viene accreditato nel rispetto delle norme UNI CEI EN 17025 ed EN ISO 9000.
  • Vi assicura che il laboratorio viene ispezionato e valutato periodicamente da esperti esterni.
  • Vi assicura che l'analisi effettuata è valida, oltre a tutto il territorio nazionale, in tutti i principali paesi europei e mondiali.

 

Per quali motivi il mercato richiede l’accreditamento SINAL?

  • Per chi produce, l’esigenza di basare le dichiarazioni di conformità del proprio prodotto sulle prove effettuate da un laboratorio conforme ai requisiti di qualità europei ed internazionali.
  • Per chi acquista, sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale, la possibilità di scegliere con fiducia i prodotti analizzati da un laboratorio accreditato.
  • Per chi esporta, la necessità di vedere riconosciute anche all’estero le analisi sul prodotto da esportare effettuate dal laboratorio accreditato.

Vengono così facilitate le esportazioni di beni (es. prodotti alimentari) favorendo l’accettazione, da parte delle autorità competenti al controllo, delle analisi emesse da un laboratorio accreditato, evitando la necessità di ripetere le stesse analisi sul prodotto

Collegamenti internazionali
Il SINAL fa parte dell'associazione:

  • EAL - European Cooperation for Accreditation of Laboratories

che raccoglie in ambito Europeo gli Enti di Accreditamento di :

  • Laboratori (come il SINAL) e
  • Centri di Taratura (fra cui l'italiano SIT)

per i quali valgono particolari accordi di mutuo riconoscimento; i rapporti di prova emessi dai laboratori accreditati sono così riconosciuti equivalenti dagli altri organismi firmatari dell'accordo.

 

Bibliografia

Huber L. La buona prassi di laboratorio e di produzione. 1995. Hewlett-Packard, Amsterdam.
Montefusco R. Certificare il sistema qualità. 1995. ISEDI, Torino.
Sistemi di gestione per la qualità. 2000. UNI, Milano.
www.sincert.it

 

Fonte: http://www.divini.net/chimica/materiali/qualita/Didattica/dispense%20Qualita.doc

Sito web da visitare: http://www.divini.net

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