Patologia generale

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Patologia generale

 

Prof. Carla Renata Arciola

DEFINIZIONE E OGGETTO DELLA PATOLOGIA GENERALE
DANNO CELLULARE IRREVERSIBILE
NECROSI E APOPTOSI

 

DEFINIZIONE E OGGETTO DELLA PATOLOGIA GENERALE

  • Il termine “PATOLOGIA” significa letteralmente studio (in greco: logos) della sofferenza (in greco: pathos). La patologia è quindi lo studio delle sofferenze cellulari indotte da stimoli lesivi, cioè delle malattie. Il numero delle possibili malattie è enorme! La PATOLOGIA GENERALE studia i fenomeni reattivi “generali” delle cellule sottoposte a stimoli lesivi, cioè quei fenomeni che sono alla base di tutte le malattie.
  • ETIOLOGIA di una malattia significa  causa
  •  PATOGENESI è l’insieme dei meccanismi attraverso i quali l’agente etiologico conduce alla malattia.
  • DECORSO: può essere acuto, cronico, sub-acuto, sub-cronico
  • TOPOGRAFIA (vedi figura)

CAUSE DI DANNO CELLULARE

  • CHIMICHE (acidi, alcali, veleni, inquinanti ambientali, alcool etilico)
  • FISICHE (alte e basse temperature, radiazioni ionizzanti, shock elettrico)
  • IPOSSIA
  • INFEZIONI
  • AUTOIMMUNITA’
  • ALTERAZIONI GENETICHE (esempio delle talassemie)
  • SQUILIBRI NUTRIZIONALI (esempio dell’aterosclerosi)

POSSIBILI REAZIONI DELLA CELLULA ALL’AGENTE DANNOSO

  • ADATTAMENTI CELLULARI (esempi: ipertrofia, atrofia)

Se sono superati i limiti dell’adattamento cellulare si crea una sofferenza o danno cellulare:

  • SOFFERENZA O DANNO CELLULARE REVERSIBILE (corrisponde alla degenerazione della patologia classica)
  • SOFFERENZA O DANNO CELLULARE IRREVERSIBILE E MORTE CELLULARE

ASPETTI MORFOLOGICI DEL DANNO CELLULARE ANCORA REVERSIBILE

  • modesta formazione di bolle sulla superficie cellulare
  • rigonfiamento mitocondriale di lieve entità
  • disaggregazione del reticolo endoplasmatico

ASPETTI MORFOLOGICI DEL DANNO CELLULARE ORMAI IRREVERSIBILE
Il superamento del “punto di non ritorno” è indicato, morfologicamente, da:

  • un estremo formarsi di bolle sulla superficie cellulare
  • notevole rigonfiamento dei mitocondri con formazione di aree elettrondense nella matrice mitocondriale (corrispondenti a precipitati)
  • rottura della membrana cellulare e dissoluzione degli organuli, compreso il nucleo (picnosi, cariolisi, carioressi), degenerazione lisosomiale

 

DANNO CELLULARE: FUNZIONI CELLULARI VULNERABILI
Qualunque sia l’agente scatenante, sono sempre compromesse le seguenti funzioni cellulari:

  • capacità della cellula di mantenere l’integrità della propria membrana (con compromissione dell’equilibrio ionico ed osmotico della cellula)
  • respirazione aerobia (fosforilazione ossidativa mitocondriale)
  •  sintesi proteica (sia di proteine strutturali, sia enzimatiche)
  • capacità della cellula di mantenere l’integrità del genoma

ENTITA’ DEL DANNO E POTENZIALE REVERSIBILITA’
L’entità del danno e la sua eventuale reversibilità dipendono sia dalle caratteristiche dell’agente lesivo, sia da quelle della cellula colpita:

  • AGENTE LESIVO: tipo, durata, intensità dello stimolo dannoso.
  • CELLULA COLPITA: tipo cellulare (esempio del neurone e dell’epatocita), stato fisiologico (esempio del ratto in diverse condizioni dietetiche). Più in generale: capacità di adattamento di “quella” cellula in “quel” contesto.

Tra i vari elementi biochimici e strutturali di una cellula vi è una interdipendenza così stretta che, ovunque inizi l’attacco dell’agente etiologico, il danno si propaga a tutti i distretti.

MECCANISMI BIOCHIMICI CHE MEDIANO IL PASSAGGIO DAL DANNO SINO ALLA MORTE

  • aumento del calcio intracellulare

Tale aumento innesca l’attivazione di numerosi enzimi la cui azione risulta deleteria per l’integrità di membrana, come fosfolipasi (la cui azione promuove la perdita di integrità della membrana); proteasi (che degradano proteine citoscheletriche e di membrana); ATPasi (che esauriscono l’ ATP)

  • deplezione di ATP
  • alterazione della permeabilità di membrana, per danno diretto (sostanze chimiche, fisiche, tossine batteriche, virus) o indiretto
  • azione dell’ossigeno e dei radicali liberi da esso derivati

Tale meccanismo rappresenta la via finale comune nel danno cellulare indotto da una notevole varietà di agenti, fra i quali quelli coinvolti nel danno da radiazioni e da diverse sostanze chimiche. I radicali liberi sono specie chimiche che contengono un unico elettrone spaiato in un orbitale esterno. Altamente reattivi e capaci di innescare reazioni a catena. Sono causa di perossidazione lipidica della membrana cellulare e di danno del DNA.

NECROSI
Due sono essenzialmente i processi causa delle alterazioni che caratterizzano il processo necrotico:

  • la digestione enzimatica della cellula:

NECROSI COLLIQUATIVA per processi litici (autolisi ed eterolisi da enzimi leucocitari nelle infezioni)

  • la denaturazione delle proteine cellulari:

NECROSI COAGULATIVA: implica la conservazione della struttura delle cellule ormai morte in forma di gusci vuoti. La denaturazione proteica è anche denaturazione degli enzimi litici, quindi, in questo tipo d necrosi, sono assenti fenomeni di autolisi. La necrosi coagulativa consegue al danno ipossico (con l’eccezione misteriosa del tessuto cerebrale) e da ustione.
La necrosi caseosa è un tipo particolare di necrosi coagulativa caratteristico del granuloma tubercolare.

Fonte: http://www.appuntimedicina.it/appunti/Pato/necrosi.doc

Sito web da visitare: http://www.appuntimedicina.it

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