Ginnastica Artistica

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Le informazioni di medicina e salute contenute nel sito sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo e per questo motivo non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione).

 

 

 

 

Ginnastica Artistica

 

Ginnastica Artistica di base

(Prof. Roberto Girelli)

Durante i cinque anni sviluppo un piccolo programma di Ginnastica Artistica. Ritengo importante far apprendere alcuni gesti tecnici di questo sport perché la loro acquisizione a Corpo Libero migliora l’equilibrio e fortifica le spalle, mentre col Volteggio si migliora la spinta degli arti inferiori e si acquista una maggiore fiducia nelle proprie capacità.

Inoltre, gli elementi di base della ginnastica artistica sono presenti in quasi tutte le attività che introducono alle varie discipline sportive, in quanto aumentano le capacità coordinative e condizionali necessarie per affrontarle.

Quanto tempo dedicare alla ginnastica?

L'esperienza in ambiente scolastico mi ha confermato che, dedicando alla ginnastica artistica il 10-15% del tempo a disposizione per l'Educazione Motoria, quasi tutti i bambini riescono a raggiungere notevoli risultati nell'arco dei cinque anni trascorsi nella scuola primaria.

Io mi sono organizzato così: una delle lezioni settimanali è dedicata alle attività coordinative ed al suo interno trova quasi sempre spazio anche la ginnastica artistica, mentre l'altra lezione è dedicata ai giochi, altrettanto utili per lo sviluppo del bagaglio motorio degli allievi. 

Come impostare una didattica sicura?

Propongo di uniformare l’approccio ai vari elementi di base, con l’intenzione di favorire l’uniformità di intervento e di linguaggio fra tecnici di ginnastica e docenti della scuola primaria.

Ogni attrezzo e gesto tecnico considerato qui di seguito ha una tabella che riporta i suggerimenti da fornire agli alunni e le modalità per fare assistenza.

 

1- Didattica della capovolta in avanti:

La capovolta in avanti è un elemento semplice, ma che talvolta crea un po' di ansia in alcuni alunni: a loro dobbiamo fornire indicazioni molto chiare, che li portino a rotolare in maniera semplice e sicura, avanzando col bacino e rinunciando alla spinta degli arti inferiori. Per accertarsi che tutto venga eseguito correttamente è opportuno che l'insegnante aiuti l'allievo, evitando ogni forzatura.

     Indicazioni:

1- partire a gambe divaricate e posare le mani poco più avanti dei piedi;
2- cercare di infilare la testa fra le gambe, tenendo il  mento contro il petto;
3- lasciarsi cadere in avanti, controllando il rotolamento con le braccia.

     Assistenza:

1- frenare col palmo di una mano la caduta in avanti della schiena;
2- aiutare a mantenere la testa flessa in avanti col palmo dell'altra.

Tale approccio darà fiducia al bambino, che apprenderà questo movimento nel giro di pochissimo tempo ed in maniera definitiva. Una volta acquisita con sicurezza, la capovolta può anche essere eseguita con delle varianti:

  • inclinando in discesa il piano di lavoro, per facilitare e velocizzare la rotazione;
  • scavalcando un piccolo ostacolo, per aumentare la spinta delle gambe;
  • con battuta in pedana, per inserire una piccola fase di volo. (inizialmente è opportuna l'assistenza di un esperto).

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2- Didattica della ruota:

La ruota è un altro elemento tecnico che presenta pochissime difficoltà di apprendimento e verso il quale c'è un'ottima predisposizione da parte dei bambini.

La difficoltà iniziale è rappresentata soprattutto dalla distanza che separa le mani da terra e che spesso blocca gli alunni. Per ovviare a tale problema eseguiamo perciò le prime ruote con l'ausilio di una panca, sulla quale andranno posate le mani e che sarà scavalcata dalle gambe senza che i piedi vi si appoggino.

     Indicazioni:

1- partire lateralmente, ossia di fianco rispetto alla panca;
2- sollevare la gamba vicina alla panca (ad esempio la destra) e contare in successione i seguenti cinque appoggi:

 

1-posare in avanti il piede destro;
2-mano destra sulla panca;
3-mano sinistra sulla panca;
4-scavalcare la panca con la gamba sinistra;
5-scavalcare la panca con la gamba destra.  

Al termine di questa successione si staccano le mani e si ritorna alla posizione di partenza con il fianco sinistro vicino alla panca. La sequenza può essere eseguita sul lato opposto, partendo col piede sinistro, ed il risultato sarà il medesimo; è anzi opportuno far provare la ruota facilitata sulla panca da entrambi i lati, così da aiutare il bambino a scegliere quale è il suo lato preferito, non sempre facile da individuare in questa fase di approccio.

Quando la propedeutica è stata assimilata passiamo all’esecuzione della ruota al suolo: l'assistenza che possiamo fare è rappresentata dal sostegno dei fianchi, rimanendo vicini alla schiena dell'alunno per evitare che cada dorsalmente, ma consiste soprattutto nell'accertarsi che venga rispettata la sequenza degli appoggi, così come è stata appresa alla panca durante la fase preparatoria.

 

 

3- Didattica della capovolta indietro:

La capovolta indietro è un elemento che presenta qualche piccolo problema; si tratta infatti di un rotolamento piuttosto innaturale per i bambini, che istintivamente tendono ad arretrare il capo. Per evitare questo tipico errore è fondamentale procedere con cautela, utilizzando inizialmente un piano inclinato per avere una piccola discesa ed eseguire il movimento con una difficoltà molto limitata.

     Indicazioni:

1- partire da seduti, braccia in avanti-alto;
2- portare indietro la schiena lentamente e posare bene a terra il palmo delle mani;
3- portare indietro i piedi fino a farli toccare il suolo, senza arretrare il capo ;
4- arrivare in piedi tenendo il mento contro il petto e le braccia strette in avanti-alto.

     Assistenza:

1- porsi di fianco al bambino e controllare la completa posa delle mani a terra;
2- sostenere il bacino durante la rotazione, verificando che i piedi vengano portati bene indietro e non in alto;
3- non forzare la rotazione e chiedere di spingere con le braccia a terra fino alla fine.

 

Solo quando questa preparazione è ben assimilata si può passare all'esecuzione completa al suolo, prima da seduti e poi partendo in piedi. Per non rovinare la propedeutica  con la quale abbiamo curato la posa delle mani  ed il mantenimento del mento contro il petto, all'inizio di questa seconda fase è opportuno aiutare gli alunni.

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4- Didattica della verticale:

La verticale richiede una preparazione fisica specifica a carico del gruppo muscolare delle spalle, che inizieremo ad effettuare con delle salite che porteranno alla verticale con pancia rivolta alla spalliera.

       Proposta iniziale:

     Indicazioni:

1- partire con piedi sul 3° grado della spalliera, mani a terra e pancia in basso;
2- tenere le braccia tese e salire di pochi gradi con i piedi, arretrando con le mani;
3- scendere lentamente con i piedi, sempre a braccia tese ed avanzando con le mani.

     Assistenza:

1- inginocchiarsi a lato dell’alunno;
2- sostenere con una mano la spalla vicina del bambino durante la salita e la discesa;
3- sostenere con l’altra mano la coscia vicina durante la salita e la discesa.

      
       Proposta lievemente avanzata:

     Indicazioni:

1- salire in questa maniera fino alla verticale;
2- mantenere la posizione per alcuni secondi;
3- scendere con una capovolta avanti, testa in avanti, piegando lentamente le braccia.

     Assistenza:

1- come sopra;
2- aiutare a mantenere la testa flessa in avanti durante la discesa in capovolta con  la mano che sosteneva la spalla.

 

Quando tutti questi passaggi sono stati appresi con sicurezza passiamo ad affrontare la salita in verticale di schiena: inizieremo richiedendo semplicemente dei piccoli slanci con una sola gamba ed accontentandoci di una salita modesta, ma facendo attenzione alla distensione della gamba che rimane appoggiata a terra, in modo che completi la spinta.

Questo è molto importante perché permette ai bambini di acquisire sicurezza ed a noi di controllare la resistenza delle braccia durante la salita delle gambe.

Al momento di tentare l’esecuzione completa possiamo prendere una precauzione: riparare  la parte inferiore della spalliera con un tappeto morbido: in questo modo proteggeremo le teste degli alunni da eventuali spiacevoli “zuccate”.

     Salita in verticale di schiena:

     Indicazioni:

1- tenere le braccia in alto e ben tese;
2- sguardo rivolto alle mani;
3- salire con una gamba sola, finchè questa non tocchi la spalliera.

     Assistenza:

1- in ginocchio di fianco all'allievo, sostenere una spalla con una mano;
2- aiutare la salita della gamba dietro mettendo l’altra mano sulla coscia.

 

Quando una gamba arriva a toccare la spalliera abbiamo raggiunto un importante traguardo, che rappresenta il momento in cui si è ormai prossimi ad eseguire l'esercizio completo, arrivando a raggiungere la verticale a gambe unite, che in un secondo tempo si può eseguire in forma libera, ossia senza l'aiuto della spalliera, mettendo un tappeto morbido per il rotolamento in avanti.

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Didattica del Volteggio:
     
Per effettuare un buon salto al Volteggio è necessario dedicare un po' di tempo allo studio della battuta in pedana. Dobbiamo verificare che l'allievo arrivi in pedana a piedi pari e che posi gli stessi contemporaneamente: questa è probabilmente la cosa più importante nell'approccio all'attrezzo, per poter sviluppare poi correttamente la spinta degli arti inferiori, necessaria all'esecuzione dei vari salti.

Nel primo ciclo sostituisco il cavallo con dei materassoni alti circa 80 centimetri; è la situazione ottimale, perché questa struttura morbida permette di superare immediatamente la paura che anche una semplice cavallina può generare in alcuni alunni.

La battuta in pedana è inizialmente seguita da un salto in alto, quindi si può passare all'arrivo in ginocchio sui materassini e successivamente alla capovolta in tuffo; dopo questo approccio i bambini sono solitamente pronti per il framezzo (gambe unite e flesse) e la staccata (gambe tese e divaricate), capìti i quali si affronta l'attrezzo vero e proprio: il cavallo. 

Sarebbe bene disporre di una cavallina, in quanto ha una larghezza inferiore e si può abbassare maggiormente, perciò  rappresenta un ostacolo superabile con maggiore facilità, rispetto al cavallo. Per superare eventuali titubanze è opportuna la presenza dell'insegnante vicino all'attrezzo durante i primi salti:

     Salti a gambe unite:

     Indicazioni:

1- effettuare una piccola rincorsa e non prendere molta velocità;
2- battere sulla pedana a pedi pari, tenendo le gambe dure e le spalle sopra al bacino;
3- posare rapidamente le mani sul cavallo, cercando di staccarle rapidamente in avanti.

     Assistenza:

1- posizionarsi fra la pedana ed il cavallo;
2- prendere con una mano la parte alta del braccio del bambino;
3- accompagnare con l’altra mano la schiena dell'allievo. (zona lombare)

 

Dopo aver imparato ad arrivare in piedi sul cavallo o ad eseguire un framezzo, chiediamo ai bimbi di apprendere la staccata. Anche qui è importante l'aiuto dell'insegnante, per il quale è però necessario disporsi ed agire diversamente:

     Salti a gambe divaricate:

     Indicazioni:

1- come visto sopra;
2- arrivare in piedi sul cavallo a gambe divaricate e diritte.

     Assistenza:

1- posizionarsi oltre il cavallo;
2- afferrare la parte alta delle braccia del bambino mentre lui posa le mani sul cavallo;
3- aiutarlo a fermarsi sul cavallo, oppure accompagnarlo a terra indietreggiando.

 

Altre informazioni sulla ginnastica e sull’attività in palestra nella scuola primaria sul sito:

          www.ginnasticaverona.org 

 

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Fonte: http://www.ginnasticaverona.org/scuola_aggiornamenti/aggiornamento2006/2006-10%20artistica%20di%20base.doc

Sito web da visitare: http://www.ginnasticaverona.org

Autore del testo: indicato nel documento di origine

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