Achille Giovanni Cagna vita e opere

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Achille Giovanni Cagna vita e opere

Achille Giovanni Cagna nacque a Vercelli l’8 settembre 1847. Figlio di uno stipettaio, non riuscì a terminare gli studi: all’Istituto professionale Cavour, infatti, lo bollarono come inetto, incapace a dedicarsi agli studi e lo rispedirono a casa. Andò quindi a lavorare nella bottega del padre e successivamente nell’azienda cerealicola dello zio come impiegato.

La sua formazione culturale, come spesso accade per gli autodidatti, gli venne da letture occasionali e disordinate, che solo più tardi cominciarono a diventare sistematiche. In seguito all’incontro con Faldella, nel 1876, la sua crescita culturale arrivò a una svolta: grazie a lui e alla frequentazione di letterati importanti (De Amicis, Abba, Ada Negri, Rovetta) superò i limiti della sua formazione giovanile e riuscì a entrare a pieno titolo nel milieu letterario piemontese del Secondo Ottocento.

In seguito Cagna chiese ed ottenne di ritornare, questa volta come docente, all’Istituto Cavour, in quanto la legge Casati permetteva di accedere all’insegnamento per meriti letterari, anche se sprovvisti del curriculum tradizionale. Per conseguire l’abilitazione all’insegnamento prevista, Cagna, nel 1884, fu costretto a scrivere l’altisonante monografia didattica Marcia di una gente – poi data alle stampe in edizione riservata dalla vercellese Tipografia Coppo nel 1889 – finalizzata a mostrare solide conoscenze di storia «sulle origini dell’umano incivilimento» dai primordi della storia greca e romana fino all’avvento del cristianesimo, che gli valse il titolo di insegnante di ruolo, dopo anni di attesa, e un’esperienza triennale in qualità di tirocinante, senza retribuzione. Ma ormai Cagna preferì abbandonare una carriera tardiva d’insegnante, tra l’altro non particolarmente redditizia, per continuare la sua attività nell’azienda cerealicola di famiglia (presso cui rimase fino al 1909).

Del resto aveva già raggiunto un discreto successo con la pubblicazione delle sue opere di narrativa principali, edite per la prima volta proprio in quegli stessi anni: Provinciali (1886),Alpinisti ciabattoni (1888), e La rivincita dell’amore (1891). Cagna inoltre si dedicava all’attività politica e, ancora più alacremente, alla produzione teatrale e saggistica; riscuoteva apprezzamenti come giornalista della stampa locale e come conferenziere erudito nelle occasioni celebrative cittadine: insomma si sentiva finalmente un "autodidatta laureato", certo rispettoso, ma privo di complessi di inferiorità, nei confronti della cultura e dell’istituzione scolastica.

Morì a Vercelli il 23 febbraio 1931.

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Fonte: http://www.liberliber.it/online/autori/autori-c/achille-giovanni-cagna/

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