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NOMI femminili della I declinazione
I nomi femminili della I declinazione si possono distinguere in 4 gruppi, che differiscono solo nel singolare. Si parla di α pura quando la terminazione α è preceduta da ε, ι, ρ, di α impura negli altri casi.

                                                                                   Singolare

1° gruppo. Sostantivi femminili in alfa pura lunga          2° gruppo. Sostantivi femminili in alfa pura breve
(nominativo ossitono o parossitono in -α preceduta           (nominativo proparossitono o properispomeno
da ε, ι, ρ)                                                                                in -α preceduta da ε, ι, ρ)                 
N         -ᾱ                    (lunga)                                              -ᾰ                    (breve)
G         -ᾱς                  (lunga)                                              -ᾱς                  (lunga)
D         -ᾳ                    (lunga)                                              -ᾳ                    (lunga)
A         -ᾱν                  (lunga)                                              -ᾰν                 (breve)
V         -ᾱ                    (lunga)                                              -ᾰ                    (breve)

3° gruppo.  Sostantivi femminili in alfa impura lunga     4° gruppo.  Sostantivi femminili in alfa impura breve
(nominativo in -η)                                                                (nominativo in –α non preceduta da ε, ι, ρ)
N         -η                    (lunga)                                              -                    (breve)
G         -ης                  (lunga)                                              -ης                  (lunga)
D         -                    (lunga)                                              -                    (lunga)
A         -ην                  (lunga)                                              -ᾰν                 (breve)
V         -η                    (lunga)                                              -                    (breve)

 

Plurale (valido per tutti i gruppi)                                      Duale (valido per tutti i gruppi)
N         -αῐ                   (breve)                                               -                    (lunga)
G         -ῶν                 (lunga, con accento circonflesso-αιν                (lunga)
D         -αις                 (lunga)                                              αιν                 (lunga)
A         -ᾱς                  (lunga)                                              -                    (lunga)
V         -αῐ                   (breve)                                               -ᾱ                    (lunga)

 

Leggi dell’accento neI NOMI NON CONTRATTI DELLA prima declinazione

Simboli: È = vocale breve      - = vocale lunga       È_ = vocale indifferentemente lunga o breve
Per capire il comportamento dell’accento bisogna partire dalla sua posizione al nominativo singolare.

  • Nominativo accentato sull’ultima sillaba. La parola è
  • ossitona (accento acuto sull’ultima sillaba) in tutti i casi retti (nominativo, accusativo, vocativo);
  • perispomena (accento circonflesso sull’ultima) in tutti i casi obliqui (genitivo e dativo).
  • Nominativo accentato sulla penultima sillaba. E’ determinante la quantità della sua vocale:

A) se la penultima sillaba ha vocale breve (e quindi non può ospitare accento circonflesso) la parola è sempre parossitona (accento acuto sulla penultima), indipendentemente dalla terminazione:  È  ¢  È
B) se la penultima sillaba ha vocale lunga (o un dittongo) la parola è

  • properispomena (accento circonflesso sulla penultima) quando la terminazione è breve:  -̃ È (trocheo finale)
  • parossitona (accento acuto sulla penultima) quando la terminazione è lunga:  -¢  -

Avremo quindi nel corso della declinazione questa alternanza: -̃ È  ÅÆ   -¢  -

  • Nominativo accentato sulla terzultima sillaba. La parola è
  • proparossitona (accento acuto sulla terzultima) quando la terminazione è breve: È  _¢ ÈÈ  
  • parossitona (accento acuto sulla penultima) quando la terminazione è lunga: ÈÈ  _¢  -
  • Avremo quindi nel corso della declinazione questa alternanza:    È  _¢ ÈÈ  ÅÆ   ÈÈ  _¢ -
  • Eccezione: in tutti i sostantivi della I declinazione il genitivo plurale è sempre perispomeno per contrazione = -ῶν (da –άσων, con caduta del sigma intervocalico e contrazione ά + ω = ῶ)

Nomi maschili della prima declinazione
Si dividono in due gruppi, il primo uscente in -ᾱς al nominativo, il secondo in -ης. Tutti presentano:
* genitivo singolare in –ου.
* gli altri casi del singolare con le stesse terminazioni del femminile, mantenendo sempre la stessa vocale lunga (ᾱ oppure η) del nominativo. Fanno eccezione i nomi comuni in -της, i composti di -μετρης, -πωλης, -τριβης e nomi di popolo sempre in -ης, che presentano al vocativo la terminazione in alfa breve (στρατιῶτᾰ).
* il plurale e il duale con le stesse terminazioni del femminile.

Seconda declinazione
I nomi della seconda declinazione si dividono in due gruppi, quelli maschili (o femminili) e quelli neutri: le terminazioni differiscono solo nei casi retti (nominativo, accusativo, vocativo) del singolare e del plurale (ma l’accusativo maschile o femminile singolare -ον è identico ai casi retti singolari del neutro, come in latino la terminazione -um). Da ricordare che, come in latino, tutti i nomi e aggettivi neutri mantengono all’accusativo e al vocativo la stessa terminazione del nominativo corrispondente, sia al singolare, sia al plurale, sia al duale.
L’accento si comporta in generale come nella prima declinazione. Tuttavia nella seconda declinazione il genitivo plurale non è sempre perispomeno (circonflesso sull’ultima) come nella prima ma solo quando il nome è ossitono al nominativo: altrimenti, seguendo la regola generale, è parossitono (acuto sulla penultima).

M / F Singolare          N. Singolare              M / F Plurale              N. Plurale                  M / F / N Duale        
-ος      (breve)           -ον      (breve)           -οῐ       (breve)           -        (breve)           -ω        (lunga)
-ου      (lunga)           -ου      (lunga)           -ων     (lunga)           -ων     (lunga)           -οιν     (lunga)
-       (lunga)           -       (lunga)           -οις     (lunga)           -οις     (lunga)           -οιν     (lunga)
-ον      (breve)           -ον      (breve)           -ους    (lunga)           -        (breve)           -ω        (lunga)
-ε         (breve)           -ον      (breve)           -οῐ       (breve)           -        (breve)           -ω        (lunga)

Nomi contratti della prima e seconda declinazione
Le terminazioni corrispondono in genere a quelle dei nomi non contratti, con queste precisazioni:
* Fatta eccezione per il genitivo dei maschili (in -ου), i nomi della prima declinazione conservano nelle terminazioni singolari sempre la stessa vocale del nominativo, alfa lunga od eta (al dativo con iota sottoscritta).
* Nei casi retti (nom., acc, e voc.) singolari dei nomi maschili e femminili della seconda declinazione la contrazione dell’omicron del tema con la terminazione in omicron o epsilon(ο + ο / ο + ε) dà come risultato ου; lo stesso vale per i  nomi neutri dove l’epsilon del tema si contrae con l’omicron della terminazione (ε + ο = ου)
* A causa della contrazione le terminazioni sono sempre lunghe (anche al nominativo e vocativo plurale) e l’accento è sempre circonflesso (tranne i casi retti del duale della seconda declinazione, che sono ossitoni). Sono eccezionalmente sempre parossitoni i composti di -πλους e –νους  (περίπλους).

Aggettivi della prima classe
Gli aggettivi a tre uscite seguono nel maschile e neutro regolarmente la II declinazione. I femminili seguono il modello dei nomi della prima declinazione in alfa pura o impura lunga (=ᾱ/η). Gli aggettivi proparossitoni al nominativo singolare maschile e neutro diventano così parossitoni al nominativo femminile, essendo lunga l’ultima sillaba. Nel nominativo, genitivo, vocativo plurale l’accento del femminile si adegua al maschile.
Gli aggettivi a due uscite seguono la II declinazione sia nel maschile (=femminile) sia nel neutro.
Gli aggettivi contratti presentano le stesse contrazioni dei nomi della I e II declinazione. Quelli a tre uscite sono perispomeni (ossitoni nei casi diretti del duale); quelli a due uscite, parossitoni al nominativo, mantengono l’accento acuto sulla stessa vocale, anche nei casi retti del neutro, dove la terminazione non è contratta (-οα). Il vocativo singolare (maschile, femminile e neutro) è in tutti gli aggettivi contratti uguale al nominativo.

nomi e aggettivi della Declinazione attica
I nomi di questa declinazione presentano le stesse terminazioni della II declinazione ma sempre con la vocale omega (la iota si sottoscrive al dativo singolare e plurale, al nominativo e vocativo plurale maschile e femminile e nei casi obliqui del duale). L’accento rimane sempre acuto e sulla sillaba in cui si trova al nominativo, anche contro le regole dell’accento. Il vocativo singolare è sempre uguale al nominativo.
Gli aggettivi presentano due uscite (M=F e N), con i casi retti del neutro plurale in -εα; πλέως, a tre uscite, segue al femminile la prima declinazione (πλέα). L’aggettivo σῶς, σῶν è eccezionalmente perispomeno.

Fonte: http://www.atuttascuola.it/collaborazione/manzoni/2010/greco_prima_seconda_declinazione.doc

 

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