Articolo uso nei titoli giornalistici

Articolo uso nei titoli giornalistici

 

 

 

I riassunti , gli appunti i testi contenuti nel nostro sito sono messi a disposizione gratuitamente con finalità illustrative didattiche, scientifiche, a carattere sociale, civile e culturale a tutti i possibili interessati secondo il concetto del fair use e con l' obiettivo del rispetto della direttiva europea 2001/29/CE e dell' art. 70 della legge 633/1941 sul diritto d'autore

 

 

Le informazioni di medicina e salute contenute nel sito sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo e per questo motivo non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione).

 

 

 

 

Articolo uso nei titoli giornalistici

  • Il titolo giornalistico

Lo scopo della prosa giornalistica è quello di informare fasce di popolazione di diversa estrazione sociale, età ed educazione. Lo stile giornalistico è sottoposto all’esigenza di comunicare un’informazione il più velocemente, appropriatamente ed efficacemente possibile. Nel contempo, l’opinione deve essere formulata con la massima chiarezza, immediatezza e deve essere il più allettante possibile.

«[…] si scrivono periodi più brevi, di struttura più semplice, abbandonando l’ipotassi a favore della paratassi. […] Il mittente deve limitare lo sfoggio di belle frasi a favore di una comunicazione e sul gusto di un pubblico più vasto.»

Quindi, intendendo avvicinarsi al vasto pubblico e alla lingua comune che contribuisce alla loro popolarità, i giornali hanno impresso al proprio linguaggio una forte spinta innovativa.

  • Debiti raddoppiati, famiglie a rischio usura

 

In questo primo esempio, a causa dell’economicità, si possono fornire tre interpretazioni del titolo:

  • (I) Debiti (sono) raddoppiati (e le) famiglie (sono) a rischio (d’) usura
  • (I) Debiti (che sono) raddoppiati (portano) (le) famiglie a rischio (d’) usura
  • (Le) famiglie (si trovano) a rischio (d´) usura (a causa dei) debiti raddoppiati

 

    • La titolazione

 

La titolazione è una sezione specifica dello stile pubblicistico. Essa è composta da tre parti: l’occhiello, il titolo vero e proprioe il sommario.
Gli elementi della titolazione sono tra loro profondamente correlati. Non si possono esaminare i titoli senza tener conto del resto della titolazione (l’occhiello e il sommario).

L’occhiello si trova sopra il titolo, invece il sommario si trova sotto i primi due. Se ne osserva bene la funzione in questo esempio, preso dal Corriere della Sera:

occhiello – Migliaia di morti e dispersi
titolo – Bangladesh devastato dal ciclone
sommario – Ciclone in Bangladesh: le vittime sono oltre mille e 600 mila gli evacuati

L’occhiello «ha una funzione marginale, presenta la notizia ma in sostanza rappresenta un completamento grafico della pagina. Gli elementi più importanti della notizia non si collocano certo lassù [...].» Se si avesse a disposizione solo l’occhiello, l’informazione sarebbe troppo confusa perché mancherebbero le informazioni relative al dove ed al perché. L’occhiello ha soltanto la funzione di completare l’informazione del titolo.

Mentre l’occhiello ha la funzione di completare la notizia, «il titolo vero e proprio espone invece la notizia [...].» Il titolo presenta un’informazione chiara: il luogo dell’evento e la sua motivazione/eziologia; prospetta inoltre, per quanto in modo assolutamente sommario, il contenuto dell’articolo almeno nelle sue linee essenziali. Nel titolo si trovano le risposte alle domande fondamentali: dove, perché e di che cosa si tratta.

L’informazione inclusa nel successivo sommario Ciclone in Bangladesh: le vittime sono oltre mille e 600 mila gli evacuati sviluppa la notizia: «il sommario chiarisce infine il significato della notizia e aggiunge altri particolari.»

Poiché il titolo vero e proprio possiede le caratteristiche più peculiari della titolazione, esso è l’oggetto centrale della presente ricerca. La sua sintassi è ridotta al minimo e questo fatto influenza anche l’uso degli articoli.

Il titolo è definito come «nadpis a u většiny tiskovin obvykle i hlavní poutač, který svým ztvárnením a umístnením zásadně ovlivňuje působení tiskoviny. Má informační, orientační i estetickou funkci.» ,

 

      • La funzione dei titoli giornalistici

I titoli fanno da introduzione all’articolo. Il loro scopo è di «vendere» l’articolo grazie all’informazione chiave che contengono e grazie all’espressività con la quale sono scritti. Negli ultimi anni si assiste all’esigenza di includere nel titolo tutto il succo della comunicazione e del messaggio.

«Potremmo dire che i giornali in quanto agenzie per una storiografia quotidiana e immediata, narrano la storia quotidiana suddividendola in capitoli (le varie pagine-settori) e in paragrafi (gli articoli) e in questa attività operano una riorganizzazione del reale nella quale i titoli svolgono la funzione di guide per il lettore, [...].»

L’assenza dell’articolo è spesso causata dallo stile ellittico con cui si vuole raggiungere di frequente una maggiore espressività. Essa è influenzata dalle funzioni che il titolo svolge. Del titolo, che nel processo della comunicazione svolge il ruolo di comunicato, sono tipiche tre funzioni: la funzione informativa, la funzione persuasiva e la funzione valutativa.

Altre funzioni che gli appartengono sono la funzione orientativa, la funzione attrattiva, il cui scopo è suscitare interesse nel lettore. Un’altra funzione è la funzione differenziativa grazie alla quale il titolo assume forme poligrafiche.

 

      • La struttura dei titoli giornalistici

La costruzione del titolo avviene in funzione del seguente obiettivo: riassumere in poche righe il contenuto del testo in modo tale che colpisca l’attenzione del lettore.

Questo significa che il titolo dovrebbe rispettare le seguenti regole:

  • per quello che riguarda la sintassi: essere sintetico, chiaro; usare i due punti per dividere le frasi; preferire la coordinazione; usare lo stile nominale
  • per quello che riguarda il lessico: usare parole brevi e persino monosillabiche e termini significativi per il lettore; non ripetersi; usare informazioni essenziali; diffondere neologismi; utilizzare delle abbreviazioni; usare figure retoriche

 

    • Italia-Romania, "contrasti appianati" Berlusconi: "Siamo grati ai romeni"
    • Accordo Italia-Romania aiuti a chi vuol tornare
    • Decreto sicurezza pronto mercoledì Romania: "No alla xenofobia"
    • Traffico, tolleranza zero

«V anglosaské literatuře je dokonce používán termín „blokový jazyk“ (block language), který je definován jako typ lingvistického projevu, jenž se objevuje v telegramech, titulech knih, diářích, inzerátech, předpisech, slovnících, katalozích, […] na plakátech a letácích, na etiketách, v titulcích atd. (Straumann 1935).» ,

 

      • Tipi di titoli giornalistici

Dal punto di vista del contenuto i titoli si dividono in: tematici, rematici e tematico-rematici.

  • titolo tematico: La vita quotidiana. La scelta dell’articolo determinativo la indica il tema.
  • titolo rematico: uomo ucciso con la pistola elettrica. L’articolo indeterminato che indica il rema: l’enunciato nuovo è sostituito dall’articolo zero.
  • titolo tematico-rematico: Scuola, proteste in tutta Italia Domani sciopero e manifestazione.

 

Altri distinguono i titoli in narrativi, iconici, patemici e interpretativi.

  • Lo scopo del titolo narrativo è di raccontare in maniera breve il succo della storia contenuto nell’articolo. Alcune parole rivelano l’argomento principale. Per raggiungere questo scopo, il titolo include il verbo:

 

  • Celentano torna su Raiuno e sfida se stesso sugli ascolti
  • Veltroni: errore votare ora ma il Pd potrebbe farcela
  • Una danese alza la voce sugli emigrati musulmani
  • L’emittente, usando il titolo iconico, presuppone certe conoscenze da parte dei recipienti. Senza di esse il titolo sarebbe incomprensibile. Questo tipo di titolo si distingue per l’uso dello stile nominale:

 

  • Orgoglio Milan
  • Juventus show
  • Il titolo patemico è carico d’emozione. Il suo scopo è quello di suscitare gioia o invece dolore nel recipiente:
  • Calci e pugni a un ventenne, “Sei un omosessuale”
  • L’ultimo addio a Giovanna

 

  • Il titolo interpretativo aiuta il recipiente ad interpretare il testo e a capire il senso della notizia comunicata:
  • I nostri beni comuni che dobbiamo difendere

 

È possibile anche incontrare la distinzione seguente:

  • titoli enunciativi che raccontano avvenimenti
  • titoli paradigmatici che colgono il significato generale delle informazioni in una parola o in uno slogan.

  • L’articolo

 

Lo scopo di questo capitolo è di presentare la funzione degli articoli nel contesto sintattico, pragmatico e semantico.

Gli articoli sono definiti come segnali di determinatezza o indeterminatezza: «Sintatticamente veranno definiti come dei segni con funzione di determinante, segni di carattere morfematico, che – a differenza degli altri costituenti che possono fungere da determinanti, per esempio i quantificatori – non possono svolgere altra funzione sintattica. Semanticamente-pragmaticamente veranno definiti come delle marche di estensità, di noto/ignoto e di dato/non dato, cioè segni che fanno sì che nel sintagma si legga la designazione di un’entità, nonché i tratti ( noto/dato all’interlocutore) di tale entità.»

Oltre al meccanismo consistente nell’opposizione «noto»/«nuovo» esiste il meccanismo consistente nell’opposizione «classe»/«membro»: «L’uso dell’una o dell’altra serie di articoli è legato a due meccanismi fondamentali (Renzi 1976): (I) l’opposizione «classe»/«membro» e (II) l’opposizione «noto»/«nuovo». Nel primo caso il indica la classe e un il singolo individuo che ne faccia parte.»

Si distingue anche la scelta degli articoli determinativi o indeterminativi secondo «due distinzioni concettuali principali: il tipo di riferimento del nome e la sua quantificazione.»

 

    • La referenzialità e il referente

Un SN è referenziale quando il nome è identificabile e il lettore è, quindi, in grado di individuare il referente a cui il nome rimanda. L’individuazione avviene grazie alla descrizione, al contesto o all’inconfondibilità:

«Con un SN il parlante può, in un dato testo, individuare ("indicare" o "identificare") una o più entità di un mondo extralinguistico (reale o immaginario). Tali entità sono denominate referenti e il SN in questione è detto referenziale. Il sintagma esprime referenza: la referenza si definisce in questo modo come il legame diretto tra espressione linguistica ed entità extralinguistica, entità di un mondo (reale o immaginario).»

«[...] i mittenti utilizzano una descrizione definita quando danno al loro interlocutore le informazioni sufficienti per individuarne il referente; utilizzano invece una descrizione indefinita quando non danno tutte le informazioni necessarie all’individuazione. ‘Dare informazioni sufficienti per individuare il referente’ significa che l’interlocutore può ricavare dalla descrizione e dal contesto, inteso nel senso più ampio possibile, un criterio di individuazione del referente, ossia informazioni che siano univocamente distintive su di esso. Per ‘informazioni univocamente distintive’ intendiamo informazioni che distinguano il referente da tutti gli altri oggetti del dominio, cioè che ‘valgano’ solo per esso e non per alcun altro oggetto.»

Quanto appena detto non deve necessariamente corrispondere alla realtà. Infatti, come si vedrà più avanti, il SN, definito o indefinito che sia, non contiene obbligatoriamente l’articolo: «La definitezza o indefinitezza del SN non è necessariamente rappresentata dalla presenza degli articoli.»

Anche il SN rappresentato con articolo Ø può servire da un atto di riferimento: «La presenza di un articolo presuppone infatti che il SN serva a un atto di riferimento. […] L’assenza di articolo non presuppone necessariamente il contrario.»

Il nome non referenziale non è mai articolato: «[…] ma dall’atto linguistico, diremo che all’assenza di riferimento deve corrispondere l’assenza dell’articolo.»

    • Il sintagma nominale definito

 

L’articolo determinativo ha conservato fino ad oggi il carattere del dimostrativo latino a partire dal quale si è sviluppato. Questo significa che esso ha conservato un’accezione di definitezza. L’articolo determinativo, dunque, con il nome forma il sintagma nominale definito.

Il sintagma nominale è definito tramite l’articolo determinativo nel caso in cui il referente del sintagma sia sufficientemente identificabile grazie a qualche informazione fornita all’ascoltatore. Essa può essere fornita per ragioni intrinseche (paragrafo 7.4.), testuali (paragrafo 7.3.) e pragmatiche (capitoli 5 e 6).

 

    • Il sintagma nominale indefinito

L’articolo indeterminativo porta con sé un’informazione nuova o data e con il nome forma il sintagma nominale indefinito.

Il riferimento indeterminato può essere di due tipi:

  • specifico se il referente è identificabile solo da parte del parlante, senza essere noto all’ascoltatore
  • non-specifico (o generico) se l’oggetto a cui si rimanda non è specificato da parte del parlante.

  • La sintassi: lo stile ellittico nei titoli giornalistici

 

La scrittura giornalistica è caratterizzata dalla tendenza all’economicità del proferimento: nei titoli occorre esprimere solo ciò che è strettamente necessario.

 

    • L’ellissi

Uno dei modi di «economizzare», all’interno della frase, è l’ellissi: «Jednou z úspor ve stavbě věty je elipsa. Elipsa je nevyjádření slova, slov, popř. celé věty, která podle větného schématu očekáváme. Syntaktické místo nevyjádřeného slova, slovního spojení zůstává ve větném schématu neobsazeno (odtud dojem úspory, formální stručnosti) a sémanticky se vyrozumívá z kontextu nebo ze situace.» ,

L’ellissi si divide in:

  • Ellissi in presenza. «Si parla di ellissi in presenza quando è possibile per chi ascolta o per chi legge […] un enunciato, recuperare dall’intorno linguistico il materiale necessario a completarlo e interpretarlo.» Ad esempio, l’articolo con il valore anaforico o cataforico.
  • Ellissi in assenza. «Si parla di ellissi in assenza, invece, quando ciò che manca non si può reintegrare da materiale del contesto linguistico, ma si inferisce in base alle caratteristiche di una costruzione sintattica.»

 

«I due meccanismi, benché distinti, si servono tuttavia di procedimenti comuni che tengono conto della struttura e dei confini dei costituenti degli enunciati.»

Nel testo vengono elise sia le parti lessicali che quelle grammaticali. L’ellissi di un elemento grammaticale (per es. dell’articolo) coincide spesso con l’ellissi di una parola funzionale.

Nello stile giornalistico si utilizzano i nomi a scapito dei verbi: «Nella lingua delle comunicazioni di massa prevale un principio di economia: mentre si sfruttano in pieno i nomi e i rapporti adnominali, la classe dei verbi si riduce a pochi elementi che esprimono la nozione di tempo, persona e modalità.»

Il titolo è spesso formato da una frase ellittica. Quando una frase è priva di soggetto viene chiamata frase ellittica del soggetto o frase verbale quando invece è priva di predicato si parla di frase ellittica del predicato o frase nominale.

 

    • La struttura linguistica dei titoli

Dal punto di vista della struttura linguistica dei titoli si distinguono le seguenti tipologie:

  • Titolo costituito da due segmenti, separati da una virgola, da due punti o, raramente, da un punto fermo, con il tema nominale al primo posto e il rema nominale o verbale al secondo
  • Titolo formato da una frase nominale
  • Titolo formato da una frase verbale
  • Titolo contenente una battuta di discorso diretto, sempre più frequentemente senza virgolette

 

Si completano le tipologie di Bonomi con la tipologia dei titoli costituiti da una frase semplice o da una frase complessa.

Si definiscono narrativi i titoli che necessariamente richiedono un verbo e nei quali l’articolo è sempre presente (se necessario). L’articolo viene usato semplicemente «per la maggiore coerenza con la struttura normale della lingua.» In questo caso, naturalmente, la presenza o l’assenza dell’articolo è regolata dalla grammatica:

    • Un mammifero su quattro rischia di sparire
    • La vedova di Pavarotti chiede 30 milioni per diffamazione
    • La torre di Armani conquista Tokyo
    • Salvi: il testo va cambiato ma deciderà il nostro Parlamento
    • Ciad, la diplomazia lampo di Sarkozy riporta in patria giornalisti e hostess
    • Al ristorante arriva la carta dei diritti
    • Angelina Jolie è la crudele madre di tutti i mostri nel kolossal in 3D dal poema epico anglosassone
    • Gli incubi nascondono la chiave di tutti i sogni
    • A occhi chiusi, la notte il cervello umano inizia a giocare

 

I titoli narrativi dove è presente l’ellissi dell’articolo, anche se tutti gli altri componenti della frase sono presenti, sono rari ma individuabili:

  • Padre uccide il figlio perché tossico
  • Padre uccide i figli a martellate poi si dà fuoco e muore con loro

 

Lo stile ellittico non implica necessariamente l’ellissi dell’articolo:

  • Un manifesto di tolleranza
  • Il nipote della Regina nel sexy scandalo

 

      • Il titolo costituito da due segmenti: tema/rema

 

La tipologia più frequente nei giornali stampati è il titolo costituito da due segmenti, separati dalla virgola o dai due punti, raramente dal punto fermo, con il tema nominale al primo posto e il rema nominale o verbale al secondo. Essi sono presenti frequentemente anche nel Corriere canadese. Al contrario, nei titoli online de La voce del popolo, vengono utilizzati raramente.

 

        • Costruzioni con l’ordine degli elementi della frase marcato

Una frase può essere marcata da diverse prospettive delle quali vengono presentate la marcatezza pragmatica e sintattica.

Una struttura sintatticamente non marcata è «quella in cui l’ordine dei costituenti corrisponde all’ordine che essi hanno nella struttura della lingua […].»

L’espressività è raggiungibile anche grazie ad un ordine degli elementi all’interno della frase diverso da quello canonico: «Da un punto di vista sintattico specifico considereremo marcate quelle frasi in cui i costituenti non occupano le loro posizioni canoniche, previste dalla struttura della lingua, ma sono stati spostati per esprimere un particolare significato.»

  • Berlusconi presenta il G8 2009 – struttura sintatticamente non marcata
  • Università Bocconi, Osculati lascia – struttura sintatticamente marcata

 

Spostando gli elementi all’interno della frase si ottiene la trasmissione di un significato detto valore pragmatico della frase: «trasmettono in più – mediante spostamenti, pause o enfasi intonativa […] – significati di altro tipo, che si possono ridurre all’esplicitazione di relazioni col contesto linguistico o non linguistico: […].»

Una frase diventa marcata dal punto di vista pragmatico quando da essa «[…] si possono ricavare informazioni particolari sul contesto linguistico o extralinguistico, oppure per la quale è necessario un contesto linguistico preciso perché possa essere correttamente usata o interpretata.»

La struttura pragmaticamente non marcata «[…] può essere adatta ad un numero più alto (teoreticamente infinito) di contesti linguistici o di situazioni.»

Dunque, «[…] come caso limite, una frase può risultare marcata, cioè inattesa, esclusivamente in relazione con il contesto. Quindi la marcatezza pragmatica non è di per sé stessa indizio di marcatezza sintattica.»

Ciò che è stato appena detto si riconosce nel seguente titolo dalla struttura sintatticamente non marcata ma pragmaticamente marcata:

  • Italia passatista, ignora l’arte contemporanea

 

Il soggetto Italia passatista è marcato ed è situato fuori della frase: (L’) Italia (è) passatista (e perciò) ignora l’arte contemporanea. Si osservi la mancanza dell’articolo nella parte marcata.

La virgola nel presente titolo rappresenta un distacco tra la prima parte e la seconda.

«Anche in mancanza di spostamenti sintattici si può ottenere, per es. con elementi intonativi, un effetto marcato.»

Un’altra interpretazione possibile è la seguente: Italia passatista è piuttosto il complemento di luogo: (In) Italia, (che è) (una nazione) passatista, (si) ignora l’arte contemporanea.Il titolo è sprovvisto della copula nella prima parte del titolo, cui consegue la mancanza dell’articolo una come pure dell’articolo.

  • Università Bocconi, Osculati lascia

[Università Bocconi]T,[ [Osculati]T [lascia]R]R

La prima parte della frase è la base dell’enunciato e la seconda è quella a cui l’enunciato si riferisce: «Ve větě jsou dvě místa, na nichž je člen už svou polohou vytčen: začátek věty (její první pól) a její konec (druhý pól). Prvnímu pólu se říká východisko, někdy též základ výpovědi, z něho autor ve výpovědi vychází, na něm svou výpověď staví. Druhý pól je jádro výpovědi; k němu sdělení směřuje, jádro je vlastní, hlavní cíl větného sdělení.» ,

La punteggiatura, che divide un elemento estratto dal resto della frase, si usa come un mezzo fonetico oppure come un mezzo sintattico.

È già stato accennato, nell’introduzione al quarto capitolo, che nei titoli si trova anche la struttura normale della frase, costituita secondo lo schema: soggetto (tema dato) –predicato (rema nuovo) – oggetto. Questa struttura può essere «rotta» da una virgola o dai due punti che vanno a sostituire il verbo. In tale caso la struttura influenza la presenza/assenza dell’articolo nel complemento, nella seconda parte della frase, a causa della copula assente.

I meccanismi grazie ai quali si ottiene una struttura maggiormente espressiva, spostando un elemento della frase verso sinistra, si chiamano dislocazione a sinistra e tema sospeso. L’elemento spostato, diverso dal soggetto diventa il tema – dato.

  • La dislocazione a sinistra

 

Si parla della dislocazione a sinistra «quando il costituente tematizzato e spostato a sinistra mostra chiaramente la sua connessione sintattica col resto della frase; questa connessione può essere espressa dalla preposizione che lo regge e che viene anch’essa spostata a sinistra […].»

    • Francia, italiana trovata morta

 

Mantenendo la struttura, sarebbe più complesso (In) Francia, (un) italiana (è stata) trovata morta. Per quel che riguarda la dislocazione a sinistra, nel titolo, il sintagma Francia non è preceduto dall’articolo determinativo a causa dell’ellissi della preposizione in. Si tratta di un articolo pleonastico, visto che non c’è necessità di identificazione, poiché il termine è intrinsecamente definito oppure l’omissione avviene per coerenza con lo stile ellittico.

    • Stazione Termini, 3 ragazzi gay picchiati nella notte di Halloween

 

La prima parte del titolo è costituita dal nome proprio Stazione Termini che richiede l’articolo determinativo la.Ma, Stazione Termini è un sintagma che dovrebbe essere introdotto dalla preposizione a. L’ellissi della preposizione a provoca anche l’ellissi dell’articolo la.

      • Il tema sospeso

 

Il tema sospeso, invece, «non è accompagnato dagli indicatori della sua funzione sintattica. […] La costruzione del tema sospeso si può formare più facilmente della dislocazione a sinistra. Per ottenerla è necessario porre un tema e farlo seguire da una frase chiusa […] che possa essere interpretata come riferita al tema mediante il collegamento di uno degli argomenti con questo.»

  • Dipinti: più ci si avvicina e più si scoprono i segreti
    • Televisione; tutti la guardano, pochi si fidano

 

Gli articoli sono omessi in ciascuno dei primi SN anche se nei due titoli si nota la presenza di ci e la nella seconda parte, che fungono da collegamento alla prima parte del titolo.

Nelle due strutture dovrebbero essere rispettate le regole relative all’uso dell’articolo, invece le particolarità della struttura stessa del titolo comportano la trasgressione alle regole.

 

Il fenomeno è presente sia al singolare che al plurale:

Al singolare:

    • Scuola, bollino nero per aule e palestre
    • Sicurezza, via al giro di vite
    • Policlinico, caos nella sala operatoria
    • Taxi, gli aumenti non bastano mai
    • Borsa di Londra, boom di matricole
    • Pillola abortiva, partita la richiesta
    • Ambiente: ecco il futuro
    • Scuola, saltano i vertici regionali
    • Scuola, il Pd e l’ «operazione nostalgia» del governo
    • Afghanistan, attacco contro la Nato: uccisi 2 militari tedeschi e 5 bambini
    • Lavoro, euroallarme sulla settimana di 65 ore
    • Giustizia, il Pd si prepara tra dialogo e cautela
    • Autismo, le agenzie aspettano i fondi
    • Federalismo, Bossi passa alle minacce: senza riforma ci sarà la crisi di governo
    • Sanità, medici sul piede di guerra: rafforzare l’Health Care pubblico
    • Inquinamento, a rischio la vita di 21mila canadesi
    • Vaccino, dosi sufficienti
    • Scuola, corteo dei liceali contro la riforma

 

Al plurale:

  • Violenze, vicino lo stop per i partenopei
  • Borse, settimana nera sui mercati
  • Riforme, scontro Berlusconi-Veltroni
  • Democratici, un giorno senza riflettori
  • Prezzi, un decreto "bipartisan"? Il Pdl non ci sta: "Presa in giro"
  • Prezzi, in arrivo una maxi-stangata "Aumenti di 600 euro a famiglia"
  • Prezzi, il 2008 si apre al rialzo la benzina sfiora 1,4 euro al litro
  • Incidenti stradali: il 40% dovuti allalcol
  • Immigrati, l’Europa deve unire le forze
  • Università, ultima chiamata
  • Libri, le vite disegnate
  • Libri, il metodo Sherlock Holmes
  • Libri, lenigma Shakespeare e altre vite straordinarie
  • Immigrati, pronto il decreto flussi 170 mila posti, valide le domande 2007
  • Immigrati, i viaggi della speranza Anni di naufragi nel canale di Sicilia
  • Famiglie, il reddito disponibile non tiene il passo con la crescita
  • Donne, la resa degli uomini adesso la padrona è lei

 

Ecco alcuni esempi con l’articolo non eliso nella prima parte della frase:

  • Il governo: cambi alla Camera
  • Il cavaliere: governo al 19%
  • Le malattie rare: i pazienti dimenticati sono un milione
  • I Giovani, il merito e l’eredità dei padri
  • I giganti, simbolo della civiltà televisiva

     Cfr. Radkovičová S.; Titulky v bulvárním tisku (Diplomová práce), Brno 1994, Masarykova Univerzita, Filozofická fakulta, p. 5.

     Dardano M.; Aspetti sintattici della lingua dei giornali, In: La sintassi, Società di linguistica italiana, Mario Bulzoni editore, Roma 1969, p. 298.

     L’elemento eliso viene messo tra parentesi.

    Cfr. http://www.stradanove.net/netreporter/corso/it/titolazione.html

     http://professionereporter2007.blogspot.com/2007/06/ricomincio-dal-titolo.html

     Ibidem.

     Ibidem.

     Ibidem.

     Osvaldová B., Halada J. a kol.; Encyklopedie praktické žurnalistiky, iLibri, Praha 1999, p. 193.

   «L’intitolazione e comunemente nella maggioranza delle stampe l’elemento di attrazione principale, il quale con la sua forma e con la sua posizione influenza in modo sostanziale l’efficacia della pubblicazione. Ha funzione informativa, orientativa ed estetica.» (La traduzione dell’autore)

   Cfr. http://www.gruppomcm.it/articolo.asp?id_news=172

   Pucci E.; Strategie di titolazione dei quotidiani italiani in una situazione d’emergenza: il caso Chernobyl, Istituto di sociologia internazionale, Gorizia 1990, p. 2.

   Cfr. Sprová H.; K aktualizaci a automatizaci v současné psané publicistice, Ostravská univerzita, Filozofická fakulta, Ostrava 1998, pp. 29-30.

   Cfr. ibidem, pp. 27-30.

   Cfr. http://skuola.tiscali.it/analisi-testo/giornalismo-informazione.html

   Ibidem, p. 25.

   «Nella letteratura anglosassone si usa addirittura il termine “lingua blocco” (block language) il quale è definito come un tipo linguistico del discorso individuabile in telegrammi, titoli di libri, diari, annunci, regolamenti, dizionari, cataloghi […], cartelli e manifestini, cartellini, titoli, etc. (Straumann 1935).» (La traduzione dell’autore)

   Cfr. Bartošek J.; Žurnalistika, úvod do studia, Středisko distančního vzdělávání a katedra žurnalistiky, Univerzita Palackého, Filozofická Fakulta, Olomouc 1997, pp. 70-71.

   Cfr. http://professionereporter2007.blogspot.com/2007/06/ricomincio-dal-titolo.html

   Cfr. Papuzzi A., Magone A.; Professione giornalista, Tecniche e regole di un mestiere, Manuali Donzelli, Roma 2003, p. 107, In: http://books.google.com

   Korzen I.; L’articolo italiano fra concetto ed entità, Museum Tusculanum Press, Copenhagen, 1996, p. 21, In: http://books.google.com

   Serianni L.; Grammatica italiana, Italiano comune e lingua letteraria,UTET, Torino 1985, p. 139.

   Andorno C.; Dalla grammatica alla linguistica, Basi per uno studio dell’italiano, G.B. Paravia & C. S.p.A., Torino 1999, p. 35.

   Korzen I.; L’articolo italiano fra concetto ed entità, Museum Tusculanum Press, Copenhagen, 1996, p. 73, In: http://books.google.com

   Frigerio A.; Quando usiamo l’articolo definito e quando quello indefinito?, In: http://www.unical.it/portale/strutture/dipartimenti/filosofia/extra/filling/atti/frigerio.pdf

   http://geocities.com/gpsalvi/konyv/articolo.doc

  Renzi L.; L’articolo zero, In: Sintassi e morfologia della lingua italiana d’uso, Teorie e applicazioni descrittive, Bulzoni, Roma 1985, p. 274.

   Ibidem, p. 284.

   Travesi (2004, p. 53) sottolinea la differenza tra articolo dimostrativo da un lato e possessivi e dimostrativi dall’altro per il diverso grado di definitezza: «La differenza […] consiste nella modalità e accezioni diverse di definitezza che esprimono. Infatti, aggettivi possessivi e dimostrativi, oltre ad indicare un nominale come definito, possiedono significati diversi – il possessivo esplicita il legame di possesso con gli altri referenti dell’enunciato, il dimostrativo localizza il referente del sintagma all’interno della dimensione spazio-temporale del discorso – che costituiscono il tratto semantico fondamentale di ciascuna forma, specializzata proprio in base a tale tratto.»

   Cfr. Frigerio A.; Quando usiamo l’articolo definito e quando quello indefinito?, In: http://www.unical.it/portale/strutture/dipartimenti/filosofia/extra/filling/atti/frigerio.pdf

   Cfr. Andorno C.; Dalla grammatica alla linguistica, Basi per uno studio dell’italiano, G.B. Paravia & C. S.p.A., Torino 1999, p. 35.

   Cfr. Frigerio A.; Quando usiamo l’articolo definito e quando quello indefinito?, In: http://www.unical.it/portale/strutture/dipartimenti/filosofia/extra/filling/atti/frigerio.pdf

   Cfr. Andorno C.; Dalla grammatica alla linguistica, Basi per uno studio dell’italiano, G.B. Paravia & C. S.p.A., Torino 1999, p. 36.

  Bečka, J.V.; Česká stylistika, Academia Praha, Praha 1992, p. 184.

   «Una delle modalità per economizzare nella costruzione della frase è l’ellissi. L’ellissi è l’omissione di una o più parole, eventualmente di una frase intera, che, per la struttura stessa della frase, ci aspetteremmo. Nella struttura della frase, la posizione sintattica di una parola sottointesa, o di un sintagma, rimane libera (da qui l’impressione di economicità, di concisione formale) e semanticamente si deduce dal contesto o dalla situazione.» (La traduzione dell’autore)

   Marello C.; Ellissi,  In: http://geocities.com/gpsalvi/konyv/39ellissi.doc

   Ibidem.

   Ibidem.

   Dardano M.; Il linguaggio dei giornali italiani, Laterazza, Roma 1973, p. 300.

   Cfr. Wotkeová Z.; Elementi di sintassi italiana, Masarykova Univerzita, Fakulta filozofická, Brno 1990, p. 6.

   Cfr. Bonomi I.; La lingua dei quotidiani,In: Bonomi I., Masini A., Morgana S.; La lingua italiana e i mass media, Carocci editore, Roma 2007, p. 140.

   Vedi il paragrafo 2.2.3.

   Trochtová J.; Strutture morfosintattiche nei proverbi italiani del campo culinario (Diplomová práce), Brno 2007, Masarykova Univerzita, Filozofická fakulta, p. 45.

   Renzi L.; Grande grammatica italiana di consultazione, volume 1: La frase, I sintagmi nominale e preposizionale, il Mulino, Bologna 1989, p. 115.

   Ibidem, p. 115.

   Ibidem, p. 116.

   Ibidem, p. 116.

   Ibidem, p. 116.

   Ibidem, p. 116.

   Ibidem, p. 116.

   Ibidem, p. 116.

   T-tema, R-rema

   Bečka, J.V.; Česká stylistika, Academia Praha, Praha 1992, p. 192.

   «In una frase ci sono due posizioni in cui l’elemento della frase è stabilito già dalla sua stessa posizione: l’inizio della frase (il suo primo polo) e la sua fine (il suo secondo polo). Il primo polo è chiamato punto di partenza, talvolta parimenti base dell’enunciato dalla quale l’autore dell’enunciazione parte o sulla quale imposta il suo enunciato. Il secondo polo è il nucleo dell’enunciato a cui il messaggio tende. Il nucleo è il principale e il proprio scopo della frase.» (La traduzione dell’autore)

   Cfr. Bečka, J.V.; Česká štylistika, Academia Praha, Praha 1992, p. 116.

   Su assenza/presenza dell’articolo a causa del verbo omesso vedi più avanti, il paragrafo 6.1.2.

   Cfr. Renzi L.; Grande grammatica italiana di consultazione, volume 1: La frase, I sintagmi nominale e preposizionale, il Mulino, Bologna 1989, pp. 130-135.

   Ibidem, p. 130.

   Vedi anche il paragrafo 6.1.1. sull’omissione delle preposizioni.

   Vedi anche il paragrafo 7.4.1. sui toponimi.

   Ibidem, p. 131.

   Ibidem, p. 419.

«Certe osservazioni […] possono anche suggerire l’idea di un rapporto tra il carattere determinato/indeterminato dei sintagmi, rappresentato dagli articoli, e la struttura tema/rema della frase[…]. C’è certamente un rapporto di compatibilità tra sintagma determinato e tema, sintagma indeterminato e rema. Ma questo rapporto non è semplice.»


  • Principali motivi di assenza dell’articolo in generale in riferimento ai titoli giornalistici

I principali motivi di assenza dell’articolo si distinguono nelle seguenti tipologie:

  • Assenza della referenzialità
  • Referenziale non quantificato
  • Processo sintattico di cancellazione
  • Idiosincrasia

 

Il nome privo di referenzialità è caratterizzato dall’omissione dell’articolo, così come il nome referenziale ma non quantificato. Il nome referenziale quantificato sia determinato che indeterminato, può essere preceduto dall’articolo come si vede dal seguente grafico. La scelta dell’articolo avviene a certe condizioni che sono rispettate o meno.

Il grafico no.1

Nelle pagine successive si prendono in esame due temi: l’assenza della referenzialità e il referenziale non quantificato. Il problema del processo sintattico della cancellazione non viene affrontato visto che si tratta di un fenomeno che non è presente nei titoli.

L’idiosincrasia costituisce la base del nostro intero lavoro.

 

    • L’assenza della referenzialità

Un nome è referenziale quando ha «la funzione di designare un elemento, un’entità. Il tipo di riferimento è determinato dalle caratteristiche intrinseche e formali del nome e degli elementi da cui esso è accompagnato.»

Ci sono casi in cui un nome non serve da atto di riferimento.

 

      • Il tipo predicativo

Un nome ha funzione non referenziale bensì predicativa «quando descrive il referente di un altro nome non direttamente ma attraverso un verbo: Gianni è ingegnere.»

Il verbo essere, detto copula,«funge solamente da ‘congiunzione’ fra il soggetto e il sintagma che segue e si avvicina più a una parola vuota che a una parola piena.» Il sintagma è detto nome del predicato e può essere formato da diversi sintagmi.

    • Villa lascia l’Udc 'Io emarginato dal partito perché sono gay'

 

Gay non si riferisce al membro di una classe né indica una classe intera perciò l’articolo è omesso nella parte nominale gay del predicato nominale. Esso non serve all’identificazione del soggetto sottinteso io. Gay ha la stessa funzione di un verbo che non può essere mai referenziale.

Ma se invece la parte nominale serve ad identificare, l’articolo è presente:

  • Calci e pugni a un ventenne, “sei un omosessuale”

 

Nel titolo il predicato attribuisce a un soggetto indeterminato la caratteristica di «essere omosessuale».

  • Basket, Usa-Spagna è l’ultimo match dove l’ultimo match caratterizza Usa-Spagna
  • Janša: questo è l’«anno della Slovenia» dove l’anno caratterizza questo
  • Ming è il portabandiera dove portabandiera caratterizza Ming

 

La copula viene spesso sostituita da una virgola: Malaparte e i ladri, nemici d’Italia. Il SN nemici fa la parte del predicato nominale. La virgola si sostituisce al verbo essere che fa da copula in sono nemici.

Inoltre, l’ellissi della copula può provocare l’ellissi dell’articolo in un sintagma nominale che serva all’identificazione.

 

      • Il complemento di materia

Altri tipi non referenziali sono rappresentati dal complemento di materia e da tutti i complementi retti dalle preposizioni da e per oltre che dal complemento di scopo:

  • Due auto, di legno, in una
  • 6 Nazioni: Francia favorita "cucchiaio di legno" all’Italia
  • Bmw e arte, che coppia ecco il capolavoro di ghiaccio
  • Elettricità da strisce di plastica "Le dighe non serviranno più"
  • Un barile: 159 litri di petrolio ma anche 1750 bottiglie di plastica
  • Il gioiello d’oro più antico d’America ha 4000 anni e viene dal Perù
  • Disco verde per il progetto del campo da golf di Marcovzia
  • Bonaventura veterinario per forza in scena al Teatro Orazio Bobbio

 

    • Il referenziale non quantificato

 

La seconda categoria comprende i cosiddetti nomi massa e nomi numerabili al plurale. A certe condizioni, essi possono essere usati senza articolo:

«I SN indeterminati non-specifici contenenti nomi massa possono essere usati senza articolo. Ciò avviene sia nel caso che il SN sia soggetto che oggetto.»

«[…]con i nomi massa, che sono privi di plurale, il singolare con l’articolo determinativo è l’unica forma possibile.» Quanto detto vale se il nome massa si trova in posizione preverbale: «In posizione preverbale il soggetto non può di norma stare senza articolo (a meno che non si abbia un contesto contrastivo) […].»

  • Il vino allunga la vita

 

Il sintagma nominale formato da un nome massa è situato davanti al verbo e perciò l’articolo è usato secondo le regole.

Il nome latte è pure un nome massa ma negli esempi seguenti non è più un sintagma indefinito non specifico. Per questo motivo nell’esempio 1b si nota l’ellissi della preposizione articolata. Il latte è giustapposto a scandalo:

  • 1a) Scandalo del latte contaminato in Cina i casi salgono a 53 mila
  • 1b) Scandalo latte contaminato in Cina salgono a quattro i bimbi morti

 

Si osservino altri esempi:

Mentre l’articolo è usato secondo le regole negli esempi 2a e 2b, ci sono anche dei titoli che non lo usano 3a, 3b, 3c, 3d:

  • 2a) La benzina pesa sulle elezioni
  • 2b) La benzina sfiora 1,5 euro al litro Petrolio oltre i 133 dollari al barile

 

    • 3a) Crolla il prezzo del petrolio, benzina meno cara
    • 3b) Benzina alle stelle, aumenta l’inflazione
    • 3c) Benzina, nuovo record storico
    • 3d) Benzina sempre più cara in Italia e Canada

Tutti e quattro gli esempi senza il SN benzina articolato presentano l’ellissi del verbo che probabilmente provoca anche l’ellissi dell’articolo determinativo.

  • Crolla il prezzo del petrolio, benzina meno caraCrolla il prezzo del petrolio (e allora) (la) benzina (è o diventa) meno cara
  • Benzina alle stelle, aumenta l’inflazione (la) benzina (va) alle stelle, aumenta l’inflazione
  • Benzina, nuovo record storico (la) benzina (tocca un) nuovo record storico
  • Benzina sempre più cara in Italia e Canada (La) benzina diventa sempre più cara in Italia e Canada

 

  • Il petrolio spinge Vall ourec

X

  • Petrolio in ribasso e «verde» necessario

Le stesse regole si applicano anche ai nomi numerabili al plurale con valore non quantificato. Quando un nome numerabile occupa la posizione di oggetto o sta in un SN preposizionale postverbale, esso si trova senza articolo:

  • "Sono Fido e cerco nuovi amici" Ecco il social network per cani

 

Se invece il nome numerabile è soggetto ed è posto davanti al verbo, l’articolo si usa:

  • Lonore e gli amici fanno luomo macho

«Si tratta del fatto che i SN singolari (massa) e plurali (numerabili) senza articolo sono inadatti a far da soggetto, a meno che non intervengano condizioni particolari.

Ogg: [...] Vede amici tutte le sere
SP:    [...] Mi rivolgerò ad amici
         [...] L’aiuto di amici è prezioso

Ma, se amici è soggetto:

[…] Tuttavia queste costruzioni sono del tutto comuni in uno stile speciale, quello delle notizie, come si può constatare facilmente leggendo un giornale o ascoltando un bollettino di notizie alla radio o alla televisione.»

Si osservi:

  • Draghi: salari toppo bassi – invece di (dei) salari
  • Medici "curavano" 51.000 morti Maxitruffa alla sanità siciliana – invece di (dei) medici
  • Amici si ritrovano dopo 66 anni Si erano conosciuti sotto le armi – invece di (dei) amici

 

Il testo svela la storia di due amici conosciutisi durante la seconda guerra mondiale. Ma, nel momento in cui il titolo si legge, non avendo quindi ancora letto il testo, il referente del sintagma amici diventa ignoto.

     Renzi L.; Grande grammatica italiana di consultazione, volume 1: La frase, I sintagmi nominale e preposizionale, il Mulino, Bologna 1989, p. 367.

     Cfr. Renzi L.; L’articolo zero, In: Sintassi e morfologia della lingua italiana d’uso, Teorie e applicazioni descrittive, Bulzoni, Roma 1985, pp. 271-288 e Renzi L.; Grande grammatica italiana di consultazione, volume 1: La frase, I sintagmi nominale e preposizionale, il Mulino, Bologna 1989, pp. 357-423.

     Renzi L.; L’articolo zero, In: Sintassi e morfologia della lingua italiana d’uso, Teorie e applicazioni descrittive, Bulzoni, Roma 1985, p. 275.

     Andorno C.; Dalla grammatica alla linguistica. Basi per uno studio dell’italiano., G.B. Paravia & C. S.p.A., Torino 1999, p. 29.

     Ibidem, p. 29.

     Ibidem, p. 147.

     Cfr. ibidem, p. 147.

     Cfr. Dardano M., Trifone P.; La lingua italiana, Nicola Zanichelli S.p.A., Bologna 1985, p. 101.

    Cfr. Renzi L.; L’articolo zero, In: Sintassi e morfologia della lingua italiana d’uso, Teorie e applicazioni descrittive, Bulzoni, Roma 1985, p. 276.

   Vedi anche il paragrafo 6.1.2.2. sull’omissione della copula e di verbi copulativi.

   Cfr. Renzi L.; L’articolo zero, In: Sintassi e morfologia della lingua italiana d’uso, Teorie e applicazioni descrittive,Bulzoni, Roma 1985, p. 277.

   Cfr. ibidem, pp. 278, 275.

   Renzi L.; Grande grammatica italiana di consultazione, volume 1: La frase, I sintagmi nominale e preposizionale, il Mulino, Bologna 1989, p. 378.

   Ibidem, p. 388.

   Ibidem, p. 378.

  Il segno X sta per indicare un confronto tra due o più titoli. Esso sottolinea la differenza tra due o più elementi dei titoli paragonati che hanno in comune qualche caratteristica.

   Renzi L.; L’articolo zero, In: Sintassi e morfologia della lingua italiana d’uso, Teorie e applicazioni descrittive,Bulzoni, Roma 1985, p. 285.

   Vedi anche il paragrafo 6.2.1. sulla posizione del soggetto.

Bibliografia

Andorno C.; Dalla grammatica alla linguistica, Basi per uno studio dell’italiano, G.B. Paravia & C. S.p.A., Torino 1999.

Bocchiola M., Gerolin L.; Grammatica pratica dell’italiano dalla A alla Z,Ultrico Hoepli Editore S.p.A., Milano 1999.

Bartošek J.; Žurnalistika, úvod do studia, Středisko distančního vzdělávání a katedra
žurnalistiky, Univerzita Palackého, Filozoficka Fakulta, Olomouc 1997.

Bečka, J.V.; Jazyk a styl novin, Vydavatelství a nakladatelství Novinář Praha, 1973.

Bečka, J.V.; Česká stylistika, Academia Praha, Praha 1992.

Bianco A.; Il linguaggio dei titoli nella stampa inglese, Adriatica editrice salentina, Lecce 2004.

Bonomi I.; La lingua dei quotidiani,In: Bonomi I., Masini A., Morgana S.; La lingua italiana e i mass media, Carocci editore, Roma 2007.

Chloupek J., Krčmová M., Minařová E.; Stylistické minimum, Základní pojmosloví a pracovní sešit pro seminář ze stylistiky,Univerzita J.E.Purkyně, Fakulta filozofická a pedagogická, Brno 1987.

Dardano M., Trifone P.; La lingua italiana, Nicola Zanichelli S.p.A., Bologna 1985.

Dardano M.; Aspetti sintattici della lingua dei giornali, In: La sintassi, Società di linguistica italiana, Mario Bulzoni Editore, Roma 1969.

Dardano M.; Il linguaggio dei giornali italiani, Laterazza, Roma 1973.

Di Fazio Alberti M.; Il titolo e la funzione paraletteraria, ERI, Torino 1984.
Felici L., a cura di; Dizionario italiano, Garzanti linguistica, Milano, 2003.

Giusti Fici F.; Aspetti di referenza testuale in una lingua non articolare, In: Coveri L.; Linguistica testuale, Società di linguistica italiana, Bulzoni, Roma 1984.

Holtus G., Metzeltin M., Schmitt Ch.; Lexikon der Romanistischen Linguistik, Italiano, Corso, Sardo, Max Niemeyer Verlag, Tübingen 1988.

Jacz Ľ.; Malá encyklopédia žurnalistiky, Obraz, Bratislava 1982.

Korzen I.; L’articolo italiano fra concetto ed entità, Museum Tusculanum Press, Copenhagen, 1996.

Magni M.; Lingua italiana e giornali d’oggi, Guido Milano Editore, Milano 1992.

Migliorini B.; La lingua italiana nel Novecento con un saggio introdutivo di Ghino Ghinassi, Le lettere, Firenze 1990.

Osvaldová B., Halada J. a kol.; Encyklopedie praktické žurnalistiky, Libri, Praha 1999.

Papuzzi A., Magone A.; Professione giornalista, Tecniche e regole di un mestiere, Manuali Donzelli, Roma 2003.

Patota G.; Grammatica di riferimento della lingua italiana per stranieri, Le Monnier, Firenze 2003.

Pucci E.; Strategie di titolazione dei quotidiani italiani in una situazione d’emergenza: il caso Chernobyl, Istituto di sociologia internazionale, Gorizia 1990.

Regula M., Jernej J.; Grammatica italiana descrittiva su basi storiche e psicologiche, Francke Verlag Bern und München, Bern 1975.

Renzi L.; L’articolo zero, In: Sintassi e morfologia della lingua italiana d’uso, Teorie e applicazioni descrittive,Bulzoni, Roma 1985.
Renzi L.; Grande grammatica italiana di consultazione, volume 1: La frase, I sintagmi nominale e preposizionale, il Mulino, Bologna 1989.

Ricci P.; Il linguaggio della stampa quotidiana, La comunicazione orale e scritta, ME/DI Sviluppo-Giunti/Marzocco, Firenze 1979.

Salvi G., Vanelli L.; Nuova grammatica italiana, Il Mulino, Bologna 2004.

Serianni L.; Grammatica italiana, Italiano comune e lingua letteraria, UTET, Torino 1985.

Sprová H.; K aktualizaci a automatizzaci v současné psané publicistice, Ostravská univerzita, Filozofická fakulta, Ostrava 1998.

Trovesi A.; La genesi di articoli determinativi, Modalità di espressione della definitezza in ceco, serbo-lusaziano e sloveno, Materiali linguistici, Università di Pavia, Dipartimento di linguistica, Francoangeli, Milano 2004.

Wotkeová Z.; Elementi di sintassi italiana, Masarykova Univerzita, Fakulta Filozofická, Brno 1990.

Pagine web

http://books.google.com
http://igitur-archive.library.uu.nl/dissertations/01751455/samenv_ita.pdf
http://host.uniroma3.it/dipartimenti/linguistica/docenti/Frascarelli_2004.pdf
http://digilander.libero.it/pieropolidoro/psicologia/lezione14.pdf
http://professionereporter2007.blogspot.com/2007/06/ricomincio-dal-titolo.html
http://www.noemalab.org/sections/specials/tetcm/2003-04/leggo/interpretazione_messaggio.htmlhttp://www.noemalab.org/sections/specials/tetcm/2003-04/leggo/interpretazione_messaggio.html
http://professionereporter2007.blogspot.com/2007/06/ricomincio-dal-titolo.html
http://www.italingua.ru/Biblioteca/Articoli/articoli.php?tema=linguaggiogiornalistico
http://www.stradanove.net/netreporter/corso/it/titolazione.html
http://www.bazarweb.info/press/events/raieri/raieri_eugenia.htm
http://skuola.tiscali.it/analisi-testo/giornalismo-informazione.html
http://www.gruppomcm.it/articolo.asp?id_news=172
http://geocities.com/gpsalvi/konyv/articolo.doc
http://www.giornalilocali.it/quotidiani/corriere-della-sera.htm
http://www.giornalilocali.it/quotidiani/la-repubblica.htm
http://www.scuole.provincia.siena.it/icchianti/telegramma.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Corriere_canadese
http://www.edit.hr/lavoce/lettera.htm
http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=5534&ctg_id=93
http://books.google.com/books?id=E-JAJUXnNLEC&printsec=frontcover&dq=riferimento+esoforico&hl=sk&source=gbs_summary_r&cad=0#PPA269,M1
http://www.unical.it/portale/strutture/dipartimenti/filosofia/extra/filling/atti/frigerio.pdf
http://www.unical.it/portale/strutture/dipartimenti/filosofia/extra/filling/atti/cbianchi.pdf
http://www.tesionline.it/consult/pdfpublicview.asp?url=../__PDF/17398/17398p.pdf

Diplomové práce

Hylmar L.; Il linguaggio calcistico nei giornali sportivi italiani (Diplomová práce), Brno 2006, Masarykova Univerzita, Filozofická fakulta.

Madecki R.; Text a jazyk (Diplomová práce), Brno 1993, Masarykova Univerzita, Filozofická fakulta.

Radkovičová S.; Titulky v bulvárním tisku (Diplomová práce), Brno 1994, Masarykova Univerzita, Filozofická fakulta.

Reiglová L.; La peculiaritá dal punto di vista di sintassi: lo stile ellittico (Diplomová práce), Brno 2006, Masarykova Univerzita, Filozofická fakulta.

Trochtová J.; Strutture morfosintattiche nei proverbi italiani del campo culinario (Diplomová práce), Brno 2007, Masarykova Univerzita, Filozofická fakulta.

Veselka M.; Titulky současného denního tisku (Diplomová práce), Brno 2007, Masarykova Univerzita, Pedagogická fakulta.

 

Fonte: http://is.muni.cz/th/75058/ff_m/DP__konecna_verze_29.4..doc

Sito web da visitare: http://is.muni.cz/

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

Il testo è di proprietà dei rispettivi autori che ringraziamo per l'opportunità che ci danno di far conoscere gratuitamente i loro testi per finalità illustrative e didattiche. Se siete gli autori del testo e siete interessati a richiedere la rimozione del testo o l'inserimento di altre informazioni inviateci un e-mail dopo le opportune verifiche soddisferemo la vostra richiesta nel più breve tempo possibile.

 

Articolo uso nei titoli giornalistici

 

 

I riassunti , gli appunti i testi contenuti nel nostro sito sono messi a disposizione gratuitamente con finalità illustrative didattiche, scientifiche, a carattere sociale, civile e culturale a tutti i possibili interessati secondo il concetto del fair use e con l' obiettivo del rispetto della direttiva europea 2001/29/CE e dell' art. 70 della legge 633/1941 sul diritto d'autore

Le informazioni di medicina e salute contenute nel sito sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo e per questo motivo non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione).

 

Articolo uso nei titoli giornalistici

 

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano!" Isaac Newton. Essendo impossibile tenere a mente l'enorme quantità di informazioni, l'importante è sapere dove ritrovare l'informazione quando questa serve. U. Eco

www.riassuntini.com dove ritrovare l'informazione quando questa serve

 

Argomenti

Termini d' uso, cookies e privacy

Contatti

Cerca nel sito

 

Articolo uso nei titoli giornalistici