Attività motoria

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Attività motoria

IL CORPO E IL MOVIMENTO UMANO
Maurizio Sibilio

PARTE 1 - TEORIA DELLA ATTIVITA’ MOTORIE
Capitolo 1: cenni storici sulla attività motoria fisica e sportiva

(17) Il movimento è l’effetto di fenomeni biologici, psicologici, meccanici e cognitivi che producono forme di motricità volontarie, automatiche e riflesse. Il termine motorio corrisponde ad una funzione naturale dell’uomo. Il primo vagito del neonato è una forma di motricità che attiva le funzioni respiratorie e stabilisce un contatto del bambino con la realtà.
Con l’evoluzione si sono sviluppate forme di movimento corporee più specialistiche; quindi si è passati da forme primitive di attività motorie, quali la caccia e la lotta per la sopravvivenza ad un modello comportamentale con specifiche funzioni sociali, come lo sport e l’addestramento dei soldati.
Le prime testimonianze di azioni di lotta, con finalità addestrative, sono state rinvenute nell’antico Egitto nella tomba di Beni-Hassan (15° secolo a.C.).
La civiltà egizia influenzò gli altri popoli del mediterraneo tra i quali il popolo Cretese (civiltà di Minosse), dove troviamo le prime tracce di sporto, come il pugilato, la corsa, la taurocatapsia (una specie di corrida).

Nell’antica Grecia lo sport era ritenuto un momento religioso e aggregante per il popolo greco; importanti furono la figura dell’eroe e quella dell’atleta, quest’ultimo visto dal popolo come innalzamento dell’uomo a divinità.
La nascita delle olimpiadi risale al 766 a.C. ad opera di Pelope ed Eracle che progettarono un evento religioso in onore di Zeus che doveva celebrarsi ad Olimpia ogni 4 anni da luglio a settembre.
La civiltà greca (con Aristotele) inserì le attività motorie nell’educazione dei giovani: lo sport assunse un valore educativo e si introdusse il dualismo corpo-spirito.
A Sparta lo Stato provvedeva all’educazione dagli 8 anni in poi, prediligendo le attività militari; ad Atene invece il movimento rappresentava lo strumento di affermazione del valore estetico dell’uomo (cura del fisico).
Con Ippocrate nasceva la prima forma di ginnastica con finalità mediche.
Per gli Etruschi le attività sportive entrarono negli usi e nei costumi, trasformandosi in attività spettacolari di massa che si svolgevano in strutture fisse costruite al centro della città: gli anfiteatri.
A Roma le attività motorie divennero strumento di spettacolo: gli anfiteatri erano destinati alle lotte dei gladiatori e con le fiere, i circhi erano destinati alle corse dei cavalli. Inoltre i Romani costruirono le prime strutture termali che comprendevano spazi per i bagni, palestre e campi giochi.
Con il Cristianesimo si ha l’oscurantismo delle attività motorie e la fine degli sport; si afferma l’idea del corpo come contenitore dell’anima (Seneca).

Sarà il Medioevo a segnare un nuovo periodo di esaltazione della dimensione corporea: rinasce la preparazione sportiva a scopi militari e compaiono i più importanti giochi con la palla, come il calcio, il tennis e il baseball.
Con l’Umanesimo (Rinascimento) si ha una nuova attenzione verso la persona; compaiono autori che fondarono la ginnastica sanitaria; es. Girolamo Mercuriale (traduttore delle opere di Ippocrate) è considerato uno dei padri della ginnastica, infatti con il suo “De arte Gymnastica” descrive i benefici delle attività motorie.
Nel 1600 con Comenio si evolve il valore delle attività motorie come esperienza indispensabile alla formazione dell’uomo; fu il primo a programmare nell’orario scolastico l’attività fisica come attività obbligatoria.
John Locke fu il primo ad affermare il valore educativo delle attività corporee; infatti è a lui che è dato il massimo riconoscimento all’educazione fisica.
Nel 18° secolo Rousseau, nell’Emile, riconosce nell’educazione motoria il substrato dell’educazione intellettuale; nasce la ginnastica educativa.
Nel 1800, periodo in cui avviene il passaggio dall’Illuminismo al Romanticismo, ricordiamo Kant il quale reputava come fine dell’educazione fisica lo sviluppo delle disposizioni naturali dell’uomo.
Pestalozzi sosteneva la dimensione evolutiva e sequenziale delle attività motorie che posero successivamente le basi alla ginnastica familiare, alla ginnastica nel tempo libero e alla ginnastica scolastica.
Froebel indirizzava i suoi studi sul ruolo operativo delle attività motorie dando grande importanza ai giochi di movimento.
In Francia una figura importante fu il conte Pierre De Coubertin, fondatore nel 1879 della Lega dell’educazione fisica; grazie a lui nel 1896 si celebrarono nello stadio di Atene le Olimpiadi nella versione moderna. Una massima importante di De Coubertin era la seguente: “l’importante è partecipare non vincere”

(34) Con la Legge Casati del 13 novembre 1859 si rendeva per la prima volta obbligatorio l’insegnamento della ginnastica nelle scuole.

(31) Francesco De Sanctis nel 1861 (Ministro dell’Istruzione) istituì la Società di ginnastica di Torino, una scuola per la formazione degli insegnanti di educazione fisica.

(34) Con la Legge 805/1909 veniva resa obbligatoria l’educazione fisica nelle scuole pubbliche e private e per la scuola primaria si imponevano almeno 30 minuti di pratica sportiva al giorno.

(35) Nel 1923 la Legge Gentile porta l’educazione fisica fuori dall’istituzione scolastica e istituisce l’Ente Nazionale per l’educazione fisica; questa legge segnava una frattura rispetto la straordinaria istituzione della legge Casati.

Nel 1937 durante il ventennio fascista (1922-1945) l’insegnamento rientra nelle scuole. Con il DLL n.459/1945 si restituisce alla ginnastica un ruolo educativo e importante per la costruzione del carattere: l’educazione fisica si riconnotava come disciplina scolastica, anche se non autonoma, inglobata nell’educazione morale e civile, importante per lo sviluppo del senso della lealtà, delle regole e della solidarietà.
Con il DCPS n.383/46 il Ministro della P.I. ridefinisce il ruolo educativo delle attività motorie: venivano aboliti gli esercizi obbligatori, che risentivano dell’influenza della ginnastica militare diffusa nel ventennio precedente e si poneva l’attenzione sulla metodologia, il gioco, la ginnastica tra i banchi.

(37) Il D.P.R. 104/85 segna un cambiamento epocale delle attività motorie nella scuola. Si richiede per la prima volta una scuola adeguata alle esigenze formative del fanciullo che consideri la creatività come potenziale educativo, evidenziando la necessità che le funzioni motorie, affettive e cognitive operino progressivamente in modo sinergico.

Nel 1991 con gli “Orientamenti dell’attività educativa nelle scuole materne statali” si scrive una nuova pagina sulla didattica e sull’organizzazione delle attività motorie, nelle quali il corpo e il movimento sono campo di esperienza del fare e dell’agire del bambino.
Inoltre negli Orientamenti del ’91 ha trovato spazio la riflessione di Gardner sul Progect Spectrum.

L’articolo 21 della L. 59/97 attribuisce autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche; ciò è stata una grande opportunità nelle scuole per l’arricchimento delle attività motorie nell’offerta formativa.

Importanti sono state le leggi n.53/03 e n.59/04 con gli allegati A,B,C, rispettivamente per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria.
Oggi sono vigenti le Indicazioni Nazionali della legge n. 59/04.

La legge Fioroni 2007.
La legge Gelmini n. 137/08: i bambini devono fare attività ludica, imitativa, e non di resistenza, si devono coordinare fra loro, si deve armonizzare il corpo. Il corpo non è concepito come un involucro, ma è l’espressione della personalità umana, che si esplica sul piano razionale, comunicativo, espressivo ed operativo. L’educazione motoria è definita come componente essenziale dell’unità educativa della persona, in rapporto ai nuovi significati di corporeità, movimento e sport.

Capitolo 2: le basi anatomo-funzionali del movimento
L’anatomia umana è la scienza che studia la morfologia (forma) e la struttura dell’uomo; la fisiologia, invece, studia le diverse funzioni organiche.
Il corpo è costituito da miliardi di cellule che durante lo sviluppo embrionale si differenziano in:

  • tessuti un complesso di cellule che svolgono una determinata funzione (tessuto osseo; cartilagineo, epiteliale, il sangue, ecc.);
  • organi un insieme di tessuti in grado si svolgere una specifica funzione (cuore, reni, milza, ossa, ecc.);
  • apparati o sistemi un insieme di organi in grado si svolgere una specifica funzione (apparato locomotore, respiratorio, cardio-circolatorio, ecc.)

(45) L’apparato scheletrico rappresenta l’impalcatura rigida del corpo, deve:
- la sua rigidità al calcio e ai sali minerali (fosfato di calcio) e
- la sua elasticità all’osseina.
L’apparato scheletrico è costituito da 3 tipi di tessuti:

  • osseo (osteociti) si differenzia in osso compatto (in periferia) e spugnoso (nella parte centrale);
  • cartilagineo (cellule condrociti)
  • midollo osseo produce i globuli rossi e i globuli bianchi.

(46) Le ossa si classificano per forma in:
piatte (cranio, bacino, scapola)
lunghe (coscia, gamba, braccio, coste)
corte (ossa delle dita, del polso)
allungate (del palmo della mano e della volta plantare)

(48) Le ossa si classificano per posizione topologica in:
- ossa del capo [si dividono in 2 gruppi quelli della scatola cranica (frontale, parietali, temporali, occipitale) e quelli che formano il massiccio facciale (mascellari, mandibolare)];
- ossa del tronco (gabbia toracica) costituita da 12 paia di coste che si saldano anteriormente con lo sterno e posteriormente con la colonna vertebrale o rachide (33 vertebre); la colonna vertebrale presenta 4 curve, 2 lordosi (cervicale e lombare) e 2 cifosi (dorsale e sacro-coccigea),
- ossa degli arti:

  • superiore costituito da una cintura scapolare (scapola, clavicola), braccio (omero), avambraccio (ulna e radio), mano (carpo=8 ossa, metacarpo=5 ossa, falangi=14 ossa);
  • inferiore costituita dal bacino (ileo ischio,pube), coscia (femore); gamba (tibia, perone) piede (tarso=7 ossa, metatarso=5 ossa, falangi=14 ossa).

(52) L’apparato muscolare rappresenta la parte attiva dell’apparato locomotore. La cellula elementare è la miofibrilla e le proteine responsabili dell’estensione (allungamento) e la contrazione  (accorciamento) sono l’actina e la miosina. Esistono 2 tipi di muscoli:

  • muscoli lisci indipendenti dalla nostra volontà perché soggetti al sistema nervoso autonomo (muscoli dell’apparato digerente, urinario ecc.);
  • muscoli striati dipendono dalla nostra volontà, sono 378 (tutti pari e 4 impari) sono anche detti scheletrici perché si attaccano alle ossa attraverso i tendini (tessuto connettivo con fibre di collagene);
  • muscolo cardiaco o miocardio

I muscoli possono essere classificati secondo la loro forma in:

  • lunghi (presenti principalmente negli arti)
  • larghi (presenti principalmente nel torace e nell’addome)
  • corti (presenti negli sfinteri)

I muscoli possono essere classificati in rapporto alle azioni che compiono:

  • flessori e estensori (rispettivamente che avvicinano e allontanano 2 parti del corpo, articolazione tra braccio e avambraccio)
  • adduttori e abduttori (rispettivamente che avvicinano e allontanano 2 parti del corpo, al centro del corpo)
  • rotatori (che ruotano una parte del corpo verso l’esterno o verso l’interno)

(53) Il sistema cardiocircolatorio
Il sistema cardiocircolatorio è formato dal cuore e dai vasi sanguigni (arterie e vene) attraverso i quali il sangue circola in tutto il corpo. Le arterie trasportano il sangue ossigenato e ricco di nutrienti dal cuore alla periferia; le vene garantiscono il passaggio inverso trasportando anidride carbonica e materiale da eliminare. Il cuore è un muscolo cavo suddiviso in 2 atri (sup.) e 2 ventricoli (inf.).
(54) Il sangue è un tessuto costituito da una parte liquida il plasma e da una parte corpuscolata costituita da:

  • globuli rossi (trasportano ossigeno)
  • globuli bianchi (assolvono compiti immunitari)
  • piastrine (preposte alla coagulazione del sangue)

(55) Il sistema respiratorio
Il sistema respiratorio è costituito da un insieme di organi che hanno il compito di rifornire ossigeno a tutte le cellule e di eliminare anidride carbonica. Le vie aeree sono formate dal naso, dalla faringe, dalla laringe, dalla trachea e dai bronchi. I polmoni, avvolti da una membrana detta pleura, sono organi spugnosi ed elastici appoggiati sul più grande muscolo respiratorio, il diaframma.

(57) Capitolo 3: principi di biomeccanica
La biomeccanica è lo studio del movimento umano. Per rappresentare il corpo nello spazio si deve
introdurre il concetto dei piani e degli assi:

  • il piano frontale divide il corpo in una parte anteriore e una posteriore;
  • il piano sagittale divide il corpo in una parte destra e una sinistra;
  • il piano trasverso divide il corpo in una parte superiore e una inferiore.

Dall’intersezione dei piani scaturiscono gli assi:

  • l’asse verticale o longitudinale (esce dall’intersezione del piano frontale con il sagittale); (rotazione a destra o a sinistra)
  • l’asse orizzontale (piano frontale con trasverso); (flettersi in avanti o dietro)
  • l’asse antero-posteriore (piano sagittale con trasverso); (oscillare a destra o sinistra).

Gli assi e i piani sono il riferimento per i termini che vengono utilizzati per definire le diverse azioni motorie. Es. le azioni motorie

  • di allontanamento sono dette abduzioni, mentre quelle
  • di avvicinamento al piano verticale vengono definite adduzioni;

i movimenti di segmenti corporei utilizzati per

  • l’avvicinamento al piano orizzontale sono detti flessione mentre
  • i movimenti di allontanamento sono detti estensione;

- la riduzione attraverso il movimento della lunghezza del piano verticale prende il nome di      piegamento mentre
- l’azione opposta viene detta di distensione. La rotazione è l’azione di avvitamento lungo l’asse di un segmento corporeo.

(60) Le articolazioni
Le articolazioni sono giunzioni tra i vari segmenti ossei che si realizzano con tessuti connettivi:

  • legamenti per evitare che i corpi ossei si allontanino fra loro;
  • tessuto cartilagineo (dischi e menischi) si interpongono fra i capi articolari per aumentare la resistenza alle forti pressioni (cioè per non far logorare i capi articolari delle ossa);
  • capsule articolari di natura fibrosa per ricoprire tutta l’articolazione.

Le articolazioni si suddividono in:

  • sinartrosi sono articolazioni immobili come le suture (fra le ossa del cranio) e la sinfisi (es. tra le ossa pubiche per chiudere anteriormente il bacino);
  • diartrosi sono articolazioni mobili e si distinguono in:

- enartrosi (scapolo-omerale e coxo-femorale) costituite da una sfera piena in una sfera cava, permettono ogni tipo di rotazione;
- condiloartrosi (temporo-mandibolare, ginocchio, gomito) superfici ellissoidali, una concava e una convessa, e permettono i movimenti angolari.

 

(69) Capitolo 4: le basi neurofisiologiche del movimento

Il SN è formato dalle seguenti cellule nervose:

  • le cellule gliali (glia, gliociti o nevroglia) sono 10 volte più numerose delle cellule neurali ed assolvono funzioni di sostegno e di fagocitosi;
  • il neurone costituito da un corpo cellulare (soma), da numerosi prolungamenti afferenti i dendriti (che conducono il messaggio dalla periferia al soma) e da un assone (che conduce il messaggio dal soma al neurone successivo o al muscolo). L’assone è rivestito dalla mielina, una proteina biancastra multilamellare che ha funzione isolante e avvolge gli assoni dei neuroni (ecco perché i nervi sono biancastri).

L’impulso nervoso è regolato dalla legge del tutto o nulla (0-1).
Il sistema nervoso si articola in:

  • SISTEMA NERVOSO CENTRALE costituito

- dall’encefalo suddiviso in 2 emisferi, costituito da cellule nervose e dai suoi prolungamenti, i nervi cranici (composti da assoni). Tutta la massa encefalica è avvolta da una membrana, le meningi;
- il cervelletto è contenuto nel lobo occipitale,
- il midollo spinale decorre attraverso il rachide (colonna vertebrale) e da esso dipartono i nervi spinali.

  • SISTEMA NERVOSO PERIFERICO è formato da 12 paia di nervi cranici (nervi ottici, acustici, olfattivi ecc.) e da 31 coppie di nervi spinali che lasciano il midollo allungato per raggiungere i muscoli di tutto il corpo.
  • SISTEMA NERVOSO AUTONOMO costituito dai nervi simpatici e parasimpatici che originano dai gangli spinali che decorrono parallelamente alla colonna vertebrale, e che arrivano ai visceri e ai vasi

(72) Gli organi di senso
Gli organi di senso sono organi periferici capaci di ricevere stimoli dall’esterno e di trasmetterli ai centri nervosi. Essi sono:

  • organo dell’olfatto, udito, gusto, vista;
  • recettori dell’apparato tegumentario (esterocettori);
  • recettori dell’apparato muscolare (propriocettori - che sono i fusi muscolari e gli organi tendinei del Golgi);
  • recettori dei visceri (enterocettori)

(73) Gli emisferi e i loro ruoli
Anche se i 2 emisferi sono uguali le cellule che li compongono si specializzano in funzioni diverse:

  • l’emisfero sinistro è alla base del pensiero astratto, analitico e logico in cui vengono elaborati concetti attraverso conoscenze già acquisite: parola, linguaggio, deduzioni matematiche, scrittura, lettura, sensazioni e comandi motori;
  • l’emisfero destro possiede il controllo delle sensazioni spaziali, dell’orientamento del corpo, delle rappresentazioni temporali, della sensibilità emotiva ed artistica.

Nella maggior parte degli individui l’emisfero dominante è il sinistro. Si definisce dominante quella parte di corteccia che esprime l’azione direttrice, mentre la parte opposta si adatterà a completare l’elaborazione dell’emisfero dominante.
N.B. E’ indispensabile per l’insegnante assecondare la naturale dominanza dei bambini sia che si espliciti con l’uso della parte destra del corpo (soggetto destrorso con dominanza emisfero sinistro) sia che si espliciti nell’uso nella parte sinistra del corpo (soggetto sinistrorso con dominanza dell’emisfero destro).

 

(74) le sinapsi: (sistemi di connessione)
Le sinapsi sono i punti di connessione tra due neuroni contigui (presinaptico e postsinaptico), o tra un neurone e un muscolo (placca neuromuscolare). Una sinapsi può essere eccitatoria o inibitoria contemporaneamente. Le sinapsi sono di natura chimica, questo significa che il messaggio passa da una cellula all’altra grazie all’intervento di un mediatore chimico (neurotrasmettitore), pertanto si verifica un ritardo di circa 1 msec per trasmettere l’impulso da un neurone all’altro.

(75) Attivazione neuromuscolare
L’ultimo neurone che trasmette l’impulso volontario al muscolo è il motoneurone alfa; esso permette allo stimolo di viaggiare al suo interno inviando al muscolo un comando. Nel muscolo sono presenti fibre specializzate (i fusi muscolari) che inviano al sistema nervoso notizie riguardanti la situazione funzionale del muscolo stesso.
I movimenti del corpo a seconda della loro elaborazione neuromuscolare vengono suddivisi in 3 categorie:

  • movimenti volontari che necessitano esclusivamente dell’intervento della volontà a livello corticale;
  • movimenti automatici che necessitano sempre dell’intervento della volontà a livello corticale ma che possono convertirsi in movimenti automatici perché ripetitivi (come camminare, correre, scrivere, leggere ecc.);
  • movimenti riflessi caratterizzati da un’esecuzione indipendente dalla volontà (riflesso di stiramento, riflesso rotuleo, risposta al calore ritraendo la mano, alla luce chiudendo gli occhi).

L’organizzazione del sistema motorio è fondata su 3 componenti:

  • sistema piramidale responsabile dell’atto motorio volontario;
  • sistema extrapiramidale responsabile della coordinazione corporea;
  • sistema cerebellare responsabile della postura e del tono muscolare.

(79) Capitolo 5: implicazioni psicomotorie dello sviluppo morfologico e funzionale nell’età evolutiva.
L’auxologia è quella branca della medicina che studia i fenomeni dell’accrescimento, inteso come alternanza di sviluppo e crescita, attraverso lo studio di leggi e fasi specifiche.
Le leggi auxologiche sono:

  • Prima legge del VIOLA antagonismo tra l’accrescimento della massa corporea e la differenziazione delle forme; ciò vuol dire che l’organismo tanto più ha un incremento ponderale (volume corporeo) tanto meno si trasforma in senso verticale;
  • Seconda legge del VIOLA il nostro organismo ha libertà di sviluppo in altezza, ma si sviluppa trasversalmente in armonia con la massima crescita degli organi interni;
  • Legge del LAMBERTINI il trofismo muscolare (processo nutrizionale) e cutaneo in un determinato metamero organico (sezione trasversale del corpo) suscita la stessa azione a livello viscerale dello stesso metamero; [cioè crescita proporzionale tra il metamero organico (sezione trasversale del corpo) e il livello viscerale dello stesso metamero].
  • Legge del GODIN alternanza dell’incremento staturale (in altezza) ad un incremento ponderale;
  • Legge del PENDE attività ormonale ritmica ed equilibrata; la prevalenza della eliminazione porterà alla macro-splancnia (soggetto longilineo), la prevalenza dell’assimilazione porterà alla microsplancnia (soggetto robusto).

I periodi
(80) Una prima suddivisione viene fatta distinguendo la vita intrauterina da quella extrauterina
Secondo il PENDE e lo STRAZ la fase post-natale va suddivisa in 9 periodi:

  • periodo neo-natale che corrisponde ai primi 15 giorni di vita nel corso del quale si evidenzia una prima differenza in lunghezza e in peso tra i maschi e femmine. A livello motorio si può parlare solo di movimenti riflessi dovuta ad un’immaturità del sistema nervoso;
  • nipiologico (nepios = studio del lattante) che va dal 15° giorno al 1° anno di vita. Si divide in un primo semestre detto predentario e in un secondo semestre detto dell’eruzione, per la comparsa dei primi denti;
  • turgor primis (primo riempimento) che va dal 1° al 3° anno di età caratterizzato da un aumento in altezza, una crescita ponderale (volume), e dallo sviluppo di azioni motorie dette di adattamento all’ambiente che il bambino assume nelle fasi esplorative. Le capacità motorie sono: capacità posturale, prensione, deambulazione, coordinazione dei movimenti, motricità fine della mano, capacità costruttive, creative e operative;
  • proceritas prima (età del primo allungamento) che va dal 3° al 7° anno. La rapida crescita in altezza sposta il baricentro ad una maggiore distanza dalla base d’appoggio provocando difficoltà nell’equilibrio. Lo sviluppo motorio riguarda la destrezza e l’abilità, azioni motorie imitative, le coordinazioni del movimento, le capacità posturali, la creatività nel gioco, l’evoluzione del disegno, riconoscimento colori e organizzazione spazio-temporale (sotto-sopra, alto-basso);        (vedi legge Gelmini 137/08)
  • turgore secondus (età del secondo riempimento) che va dai 7 ai 10 anni nelle femmine e dagli 8 agli 11 anni nei maschi. In questo periodo si delineano le prime differenze tra i due sessi. Si ha un notevole aumento del trofismo muscolare (stato di nutrizione dei muscoli), costituendo una fase di transizione preparatoria alla crisi puberale. Lo sviluppo motorio riguarda le capacità motorie globali, le capacità attentive, di apprendimento, di memorizzazione, il comportamento, la dominanza. Non si devono fare attività sulla resistenza;
  • proceritas seconda (secondo allungamento) chiamata anche fase prepubere, con prevalenza ormonale, durante il quale gli arti raggiungono lo sviluppo massimo (sviluppo lineare del corpo);
  • pubertà La fase puberale nella donna termina mediamente verso il 15° anno di età, nell’uomo nel 17° anno.

I segni di tale fase si manifestano gradualmente ed in un tempo variabile. In questa fase l’accrescimento vero e proprio rallenta a favore dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari. Gli organi interni e gli apparati scheletrico e muscolare si sviluppano rapidamente. Il processo di sviluppo ha ripercussioni rilevanti sulla struttura psichica degli adolescenti; l’attività motoria mira alla consapevolezza del proprio corpo, per essere coscienti dei propri limiti e delle proprie capacità psico-fisiche;

  • climaterio in campo medico si intende il periodo che precede la menopausa nelle donne o l'andropausa negli uomini;
  • senescenza sinonimo di vecchiaia.

(84) Le funzioni psicomotorie
Secondo Piaget le sensazioni vengono prima assimilate dall’individuo che elabora successivamente la risposta motoria, detta accomodamento.
Le funzioni psico-motorie sono l’aggiustamento e la percezione che si strutturano secondo le seguenti tappe:

  • aggiustamento globale è il risultato della “plasticità” del sistema nervoso centrale (SNC) che consente di rispondere a un problema attraverso meccanismi di adattamento motorio che si sviluppano per “prove ed errori”;
  • percezione corrisponde all’acquisizione di informazioni a livello cosciente sia dall’esterno (esterocettive, vista e udito) sia dall’interno (propriocettive: muscoli e tendini; enterocettive: visceri), producendo sensazioni e percezioni.

Questa funzione si definisce interiorizzazione ed avviene dai 3 ai 6 anni attraverso l’esplorazione dello spazio, l’organizzazione del tempo e la conoscenza del corpo;

  • aggiustamento con rappresentazione mentale è la capacità che Hebb definisce apprendimento motorio secondario, di elaborare, organizzare e successivamente programmare i dati informativi.

Questa funzione corrisponde alla fase del corpo rappresentato, che si evolve dai 7 ai 14 anni.

(85) L’apprendimento motorio può essere:

  • l’apprendimento primario è caratterizzato dal trovare una soluzione per prove ed errori;
  • l’apprendimento intelligente o secondario è caratterizzato da una rappresentazione mentale e una programmazione che precede e accompagna l’azione motoria che viene così guidata;
  • automatismi secondo modelli motori sono il risultato di apprendimenti motori secondo 2 modalità:

-aggiustamento con rappresentazione mentale produce modelli motori flessibili ed è un     processo lento di ricerca che avviene per prove ed errori;
-condizionamento è un modello motorio che viene appreso attraverso una serie di           ripetizioni.

(87) Percezione conoscenza e coscienza del corpo
Percepire significa ricevere stimoli esterni dall’ambiente attraverso specifici recettori i propriocettori (del nostro tessuto muscolare) e dagli esterocettori (esterni).
Conoscere è il passo successivo a quello della percezione in quanto prima si ricevono gli stimoli, poi vengono elaborati e schematizzati, permettendo lo sviluppo di una configurazione del nostro corpo.
La coscienza corporea è la consapevolezza del corpo intesa come rapporto armonico tra le diverse dimensioni che consentono una piena corrispondenza tra l’intenzionalità e l’azione intesa come risposta corporea.
Lo schema corporeo
Lo schema corporeo è la rappresentazione mentale del nostro corpo ed è una mappa che si costruisce e si aggiorna con l’esperienza a partire dalla nascita sino al 12° anno di età.
Molti autori tendono a descrivere le diverse fasi dell’accrescimento attraverso la strutturazione dello schema corporeo:

  • 0-3 mesi (corpo subito): la motricità è prevalentemente riflessa;
  • 3 mesi-3 anni (corpo vissuto): l’azione motoria è globale, ma poco precisa;
  • 3 anni-7 anni (corpo percepito): il bambino passa alla fase dell’analisi; la maturazione psico-motoria avviene attraverso la lateralizzazione e il controllo posturale. Il corpo viene visto come unità, infatti il bambino riesce ad indicare le varie parti del corpo ponendole in collegamento con facili concetti topologici come davanti/dietro, aperto/chiuso, vicino-lontano;
  • 7 anni-12 anni (corpo rappresentato): il bambino riesce a distinguere i singoli segmenti corporei, arrivando alla totale organizzazione dello schema corporeo.

Si costruisce un modello identificativo morfo-dinamico che si definisce postura che è l’atteggiamento caratterizzante che l’uomo assume in rapporto all’ambiente.

(88) Organizzazione spaziale e temporale
L’organizzazione spaziale si collega alla conoscenza del proprio corpo, di quello degli altri e dell’ambiente nella loro dimensione spaziale.
L’organizzazione temporale è una conseguenza dell’organizzazione spaziale, in quanto il tempo è una convenzione, che ci permette di rendere ordinabili e misurabili le azioni della nostra vita.
Per il bimbo l’organizzazione temporale è il prerequisito necessario ai processi di autonomia personale, ma può avvenire solo dopo un’adeguata organizzazione spaziale.
     Processi di costruzione dei riferimenti topologici
Il processo di identificazione e utilizzazione della parte dominante del corpo (lateralizzazione) è propedeutico alla costruzione dell’orientamento spaziale.
(89) Il controllo statico e dinamico del corpo
Equilibrio in fisiologia significa il controllo della posizione e del movimento del corpo nello spazio; avviene grazie al labirinto vestibolare, organo nervoso periferico, situato nell’orecchio interno.
- Per equilibrio statico s’intende la capacità di mantenere una posizione fissa e statica facendo si che il baricentro del corpo ricada nella base d’appoggio.
- Per equilibrio dinamico s’intende la gestione armonica di un susseguirsi di azioni dinamiche che determinano una sequenza (come i fotogrammi di una pellicola cinematografica).

(90) I descrittori in campo motorio

  • L’azione motoria è il complesso dei movimenti intenzionali che caratterizzano un processo psicomotorio.

Le attitudini (o predisposizioni) rappresentano le potenzialità motorie espresse ed inespresse e si dividono in:
-fattori costituzionali (misure antropometriche);
-fattori psichici (dovuti all’influenza che l’atto del pensiero esercita sui riflessi e sulle funzioni dei vari organi e sistemi).

  • Le abilità motorie sono il “saper fare” determinate azioni. L’espressione “prassia” è un sinonimo di abilità motoria.
  • Le capacità motorie sono l’insieme di attitudini ed abilità che fanno di una persona un soggetto che può esprimersi in tutte le tipologie di movimento.
  • Le competenze motorie sono l’insieme di conoscenze, abilità e risorse personali che portano ad azioni motorie complesse. Es. per essere competenti in un gioco sportivo, bisogna conoscerne le regole, saper giocare e collaborare con gli altri riconoscendo il ruolo proprio e degli altri.

PARTE 2 – CONOSCENZE TECNICHE DI BASE IN CAMPO MOTORIO
La tecnica è un modello esecutivo di una o più azioni motorie.

(97) Le CAPACITA’ MOTORIE sono 3 e vengono classificate in:

  • capacità condizionali basate sull’efficienza dei meccanismi energetici.

-La forza è la capacità che hanno i muscoli di sviluppare tensioni e dipende: dalla loro sezione, dalla frequenza degli impulsi che i neuroni motori trasmettono, dalla tipologia delle fibre muscolari.
-La velocità in campo motorio è la capacità di compiere azioni motorie nel minor tempo possibile.
- La resistenza è la capacità di prolungare nel tempo le azioni motorie.
Secondo Harre possiamo avere alcune forme di resistenza:
resistenza aerobia di lunga durata, superiore agli 8 minuti;
resistenza anaerobia di media durata, dai 2 agli 8 minuti;
resistenza alla velocità presente nel ciclismo e il calcio;
resistenza alla forza quando è prolungata nel tempo.

  • capacità coordinative si basano sulla precisa regolazione del movimento; esse possono essere globali e specifiche

capacità globali o generali:
apprendimento motorio la capacità di apprendere dalle esperienze alcune informazioni che costituiscono il sub strato di ulteriori apprendimenti;
controllo motorio la capacità di controllare il corpo;
adattamento la capacità di affrontare nuovi apprendimenti motori
capacità specifiche o speciali:
destrezza capacità di risolvere un nuovo problema motorio;
equilibrio capacità di compiere azioni motorie riducendo la base di appoggio;
combinazione di azioni motorie capacità di svolgere simultaneamente più movimenti;
fantasia motoria capacità di esprimere schemi sempre diversi;
capacità di orientamento spazio/tempo
capacità di memorizzazione di reazione motoria
capacità di ritmizzazione di reazione motoria

  • capacità articolari basate sulla flessibilità dei rapporti articolari.

 

TECNICHE E PROCEDURE PER IL MIGLIORAMENTO DELLE ATTIVITA’ MOTORIE NELLA SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE

(102) Le capacità motorie nella scuola materna
La scuola materna corrisponde nei bambini all’età che va dai 3 ai 6 anni nei quali si realizza il primo allungamento detto periodo di proceritas prima. Il bambino si trova nella fase del corpo percepito.
L’iperattività tipica di questa fase dovrà essere orientata nel rispetto delle condizioni morfologiche, funzionali, e psicomotorie del bambino. La velocità è l’unica delle capacità condizionali che potrà essere sviluppata moderatamente, non impegnando mai la velocità di resistenza per evitare gravi danni.
Le capacità coordinative globali potranno essere migliorate con situazioni ludico-motorio e attività di libero movimento.
Le capacità posturali potranno essere valorizzate attraverso giochi di imitazione e le attività di respirazione ludica e cosciente e con giochi di ruolo.
La coordinazione specifica di tipo oculo-manuale può essere migliorata con giochi di presa, e lancio di palline.
Il processo di lateralizzazione verrà avviato gradualmente agevolando l’uso e l’indicazione della mano e del piede guida.
La motricità fine potrà essere sviluppata attraverso l’uso di piccoli attrezzi convenzionali.

(103) Le capacità motorie nella scuola elementare
La scuola elementare comprende bambini che vanno dai 6 agli 11 anni. Dal punto di vista auxologico in questa fase si completa il periodo di proceritas prima (3-7 anni); successivamente si svolge il periodo di turgor secundus (nei maschi dagli 8 agli 11 anni e nelle femmine dai 7 ai 10 anni), per le sole femmine comincia la proceritas seconda nel corso della quale si prepara la fase pre-puberale. Dal punto di vista dello sviluppo psicomotorio è questa la fase del corpo rappresentato.
In questa fase potranno essere gradualmente sviluppate tutte le capacità motorie, considerando sempre prioritario lo sviluppo delle capacità coordinative rispetto le condizionali e le articolari.

  • (105) La percezione, conoscenza e coscienza del proprio corpo attraverso lo sviluppo delle:

- capacità motorie globali attraverso giochi di movimento;
- capacità di controllo posturale attraverso attività di osservazione, descrizione e riconoscimento delle parti del corpo; nel primo ciclo le attività saranno ludiche o di drammatizzazione, nel secondo ciclo potranno essere realizzati laboratori finalizzati alla conoscenza del sé corporeo;
- capacità motorie fini per il controllo motorio attraverso l’uso di piccolo attrezzi sportivi;
- capacità di strutturazione spaziale attraverso percorsi esplorativi dell’ambiente, esperienze motorie di tipo propriocettivo, percorsi di orientamento e circuiti;

  • (106) La coordinazione oculo-manuale e segmentaria attraverso lo sviluppo delle:

- capacità motorie fini attraverso attività di manipolazione, lancio e tiri di palloni, palline; nel primo ciclo le attività saranno ludiche e laboratoriali, mentre nel secondo si affermeranno i giochi sportivi;
- capacità di coordinazione con giochi sportivi e attività di danza e ballo;
- capacità di orientamento spaziale attraverso il consolidamento del processo di lateralizzazione; nel primo ciclo le attività ludiche saranno incentrate sul riconoscimento dei riferimenti topologici corporei ed ambientali, mentre nel secondo ciclo potranno affermarsi giochi sportivi come “l’orientiring” e caccia al tesoro con stazioni superabili.

  • (106) L’organizzazione spazio-temporale attraverso lo sviluppo delle:

- capacità di organizzazione spaziale attraverso attività di esplorazione, giochi;
- capacità di organizzazione temporale attraverso percorsi di maturazione del concetto spaziale in azioni di associazione tra movimento, misurazione dello spazio e suono; nel primo ciclo consolidamento dei concetti di destra-sinistra, sopra-sotto, avanti-dietro e gradualmente prima-dopo; nel secondo ciclo esercizi a tempo;
- capacità di ritmizzazione utilizzando la musica; nel primo ciclo laboratori di giochi musicali e percorsi ritmici, nel secondo ciclo balli, giochi di gruppo e giochi sportivi;

  • (107) La coordinazione dinamica generale attraverso lo sviluppo della:

-combinazione di movimenti ed azioni motorie; nel primo ciclo attività espressive a carattere imitativo con giochi di movimento e drammatizzazione con l’uso di piccoli attrezzi; nel secondo ciclo bisogna far emergere la capacità interpretativa, il ballo e la danza.

 

(108) ABILITA’ TECNICHE IN CAMPO MOTORIO
Per abilità motorie (prassìa, il saper fare) si intendono le azioni che attraverso la ripetizione del movimento sono state apprese e che utilizziamo in modo automatico. Gli elementi che condizionano i processi di apprendimento delle abilità motorie sono l’attenzione, la motivazione e la flessibilità.

(109) Le abilità motorie possono distinguersi per forma in:

  • chiuse che non presentano variazioni lungo il percorso (corsa);
  • aperte o variabili che cambiano rispetto le situazioni ambientali (giochi di squadra)

Le abilità motorie si dividono in 4 livelli:

  1. nel primo livello si trovano i comportamenti motori della vita quotidiana (che necessitano di adattamento e flessibilità);
  2. nel secondo livello interviene la capacità coordinativa globale, tipica di alcuni compiti operativi, come in alcune attività lavorative;
  3. nel terzo livello la capacità di associazione di diversi schemi motori, attraverso la flessibilità e la riorganizzazione, che vengono definite capacità di accomodamento;
  4. nel quarto livello si legano insieme diversi movimenti automatici secondo una capacità interpretativa personale e originale.

(110) LA CLASSIFICAZIONE DEI MOVIMENTI O ABILITA’
I movimenti o le abilità possono essere classificati in:

  • discreti di breve durata come il salto e il lancio;
  • seriali costituiti da una serie di movimenti discreti collegati tra loro come gli esercizi ginnici;
  • continui o prolungati di lunga durata tipici delle attività cicliche di resistenza come la corsa.

Sulla prevedibilità dell’ambiente, possiamo classificare le abilità motorie in:
open skill: fantasia motoria;
closed skill: anticipazione del gesto motorio.

L’ASSISTENZA TECNICA è il supporto didattico specifico da offrire nei momenti operativi, si tratta di assistenza preventiva, metodologica, manuale, morale (perché l’insegnante deve essere una guida e non un impartitore di ordini e prescrizioni) e psicologica (non si deve avvilire e rimproverare l’allievo inibito, ricordarsi che nessuno sbaglia volontariamente, cercare di mettersi nei panni dei propri allievi). L’assistenza tecnica può essere diretta o indiretta:

  • assistenza diretta consiste nell’aiuto materiale che l’insegnante offre ad ogni allievo durante l’esecuzione motoria;
  • assistenza indiretta comprende le misure preventive che l’insegnante adotta per evitare infortuni, cioè verifica l’efficienza delle attrezzature, la collocazione e la distribuzione dei materiali.

PICCOLI E GRANDI ATTREZZI
I piccoli e grandi attrezzi sono strumenti codificati, perché di essi si conoscono forma, peso, finalità e utilizzazione. Gli attrezzi devono essere utilizzati non per la specificità dell’attrezzo, ma con la fantasia e la creatività.
Il piccolo attrezzo si usa facendolo muovere intorno al corpo e consente ai bambini un uso più dinamico, di lancio, di impugnatura o di gestione fisica dello stesso.
Il grande attrezzo è fermo e consente a chi lo usa di muoversi su di esso, di costruire esperienze di esplorazione e conquista dello spazio.

 

(112) I grandi attrezzi

  • la spalliera, di origine svedese, si presenta come una grande scala fissata alla parete. I pioli (spessi 3-5 cm) sono distanti tra loro 12 cm ed infissi su 2 barre laterali chiamate montanti. Le attività motorie alla spalliera possono far aumentare il tono e il trofismo muscolare e permette di migliorare la mobilità articolare scapolo-omerale, coxo-femorale e permette una buona mobilizzazione della colonna vertebrale;
  • la trave, lunga 5 m, alta 16 cm e larga 10 cm, ha una forma ovoidale che termina con una superficie piana con spigoli arrotondati, ed è appoggiata su 2 cavalletti ad altezza variabile da 50 a 120 cm. Le attività motorie possono affinare l’equilibrio e la coordinazione motoria globale e specifica.
  • Il quadro, di origine svedese, è formato da aste verticali dette “montanti” ed orizzontali dette “gradi” che si intersecano formando dei quadri che hanno un lato di 50 cm. E’ sospeso mediante delle catene per dare maggiore mobilità alle fasi esecutive degli esercizi.

(113) I piccoli attrezzi

  • la funicella è usata per i percorsi ginnici; è utile per le attività di coordinazione articolare;
  • la bacchetta di legno o di plastica di forma cilindrica dal diametro di 2,5 o 3 cm, dal peso di 250 o 300 gr, dalla lunghezza dai 70 ai 90 cm. E’ importante per le attività di coordinazione articolare;
  • la clavetta a forma di bottiglia; può essere utilizzato per percorsi per migliorare le capacità coordinative;
  • il cerchio sviluppa le attività articolari degli arti superiori e la coordinazione generale.

(115) Capitolo 3: tecniche in campo motorio
Il gesto sportivo
Il gesto sportivo è un modello esecutivo: rappresenta un modello di azione motoria stereotipata che prende forma secondo lo stile di chi lo esegue. Il gesto sportivo richiede un movimento specifico la cui tecnica mira al raggiungimento del risultato.
Il modello del gesto sportivo è comune, ma ognuno lo sviluppa secondo le proprie caratteristiche psico-fisiche (misure antropometriche, grinta di esecuzione, espressione mimica-corporea e portamento dell’azione).
I giochi di movimento sono attività ludiche regolamentate da norme costruite spesso direttamente dai ragazzi.
Gli sport individuali e di squadra sono attività motorie regolamentate da norme rigide.

(117) Il progetto Giocosport
Nel 1997 il Ministero della Pubblica Istruzione  ed il C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) stipulavano un protocollo d’intesa che faceva nascere un progetto denominato Giocosport che individuava il rapporto tra il mondo dello sport e la scuola, in particolare riferimento alla scuola primaria.
Il progetto gioco-sport è nato con l’intento di rinnovare il rapporto tra il mondo della scuola e lo sport, è nato per trovare talenti, e i principali obiettivi che si prefigge sono:
- il giovane, puntando sulla qualità del suo sviluppo e preparazione;
- aumento dei giovani che fanno sport.
Ogni anno le scuole sono libere di scegliere se partecipare o meno al gioco sport. Possono parteciparvi solo le classi dal secondo al quinto anno della scuola primaria.

Nel progetto i punti comuni sono stati:

  • lo spazio si è sviluppato su 3 grandi direttrici, lo spazio come distanza da percorrere e da superare, come zone di colore diverso, come meta da raggiungere;
  • l’azione ha assunto il significato di problem-solving motorio;
  • la comunicazione è stata considerata come utilizzazione del linguaggio non verbale;
  • le regole hanno rappresentato un primo momento di educazione civica.

(118) ALCUNI PROGETTI DELLE FEDERAZIONI DELL’ANNO 1998
Ogni federazione definisce per ogni attività gli schemi motori, gli spazi, ed i tempi secondo uno schema di sintesi:
F.I.D.A.L. (Federazione Italiana di Atletica Leggera); Il giocosport dell’atletica leggera si basa sulla corsa campestre, il giocoatletica in palestra e il giocoatletica all’aperto.

  • La corsa campestre abbraccia tutte le classi con giochi che oscillano dai 600 ai 1200 metri più la staffetta mista composta  da 2 maschi e 2 femmine.
  • Il giocoatletica in palestra prevede che le 3 classi (3^,4^,5^) svolgano un lavoro misto (maschi e femmine) secondo un progetto “promozione atletica 2000”.
  • Il giocoatletica all’aperto coinvolge tutte le classi con competizioni sia per i maschi che per le femmine, dei 30 metri, del salto in alto e del lancio del peso da 2 Kg.

F.I.G.C. (Federazione Italiana Gioco Calcio);
F.A.S.I. (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana);

 

PARTE 3 – DIDATTICA DELLE ATTIVITA’ MOTORIE
Capitolo 1: il valore educativo delle attività motorie nella scuola primaria

(153) Con la legge 517/97 si sottolinea la centralità dell’alunno con il suo diritto all’integrazione nei processi formativi delle attività motorie. Per facilitare l’approccio ai programmi della scuola elementare ed agli orientamenti della scuola materna, si traccerà un quadro di riferimento sul ruolo delle attività motorie in rapporto alla personalità morfologico-funzionale, intellettivo-cognitiva, affettivo, sociale e morale.

(154) Il ruolo delle attività motorie in rapporto alle diverse dimensioni della personalità:
Il rapporto tra le attività motorie e la dimensione morfologico-funzionale
La morfologia del nostro corpo può essere considerato in rapporto a 3 indicatori:

  • dimensione staturale (altezza)
  • dimensione ponderale (volume)
  • forma delle singole parti.

Il movimento realizza gradualmente l’autonomia corporea.

(155) Il rapporto tra le attività motorie e la dimensione intellettivo-cognitiva
Le attività motorie sono indispensabili allo sviluppo di capacità definite senso-percettive. Il rapporto tra le attività motorie e la dimensione intellettivo-cognitiva può svilupparsi in 4 fasi:

  1. elaborazione l’operatività consente l’elaborazione delle sensazioni cinestesiche, propriocettive, visive e uditive, passando quindi dalla sensazione alla percezione;
  2. organizzazione le percezioni vengono elaborate e organizzate;
  3. sviluppo si realizza quella tappa definita da Canevaro come “distacco dal materiale” nella quale è possibile costruire operazioni logiche indipendentemente dall’esperienza concreta. Le operazioni di questa fase sono dette prelogiche, logiche ed espressivo-comunicative;
  4. costruzione in questa fase si costruiscono prassi con significati legati a sistemi simbolici, propri di gesti e pratiche delle attività motorie. Si sviluppano prassi finalizzate all’autonomia personale.

(157) Il rapporto tra le attività motorie e la dimensione affettiva.
La postura, i gesti e la mimica sono l’alfabeto di un linguaggio dell’affettività che esprime bisogni spesso inesprimibili verbalmente (il linguaggio del corpo).

(158) Il rapporto tra le attività motorie e la dimensione sociale.
Le regole nei giochi rappresentano gli unici strumenti che garantiscono i diritti di tutti. I giochi, inoltre, offrono la possibilità di apprendere le regole elementari del vivere sociale. Inoltre facilitano l’integrazione multiculturale favorendo la conoscenza di culture di altri popoli.

(158) Il rapporto tra le attività motorie e la dimensione morale.
Attraverso le attività motorie di gruppo si introducono principi morali come la lealtà, il rispetto di sé e degli altri, la solidarietà.

Capitolo 2: la didattica delle attività motorie nella scuola primaria
(159) La didattica delle attività motorie nella scuola primaria presenta alcuni elementi di rischio, come:

  • le implicazioni fisiologiche ogni azione motoria può determinare diverse reazioni come tachicardia, sudorazione, vasodilatazione;
  • la presenza di fattori di rischio ambientale ogni attrezzo se usato correttamente è utile, mentre se usato in modo improprio può diventare pericoloso;
  • la presenza costante di rischi esecutivi che possono produrre danni di vario tipo, durante l’esecuzione di esercizi fisici.

(160) Le specificità delle attività motorie per i “discenti”

  • Un impegno costante di apparati e sistemi del corpo;
  • l’adozione di misure igieniche come l’uso dell’abbigliamento sportivo
  • differente sviluppo somatico e psicomotorio degli alunni dei 2 sessi che si traduce nella “diversità motoria di genere”.

(161) Le specificità delle attività motorie per i “docenti”
L’insegnamento delle attività motorie necessita di precise competenze professionali che consistono nella:

  • conoscenza di principi di anatomia e fisiologia;
  • conoscenza dei diversi aspetti biologici e meccanici che regolano i movimenti;
  • conoscenza delle differenze di crescita e di sviluppo nei 2 sessi;
  • conoscenza delle regole dei giochi sportivi;
  • conoscenza delle modalità d’uso dei piccoli attrezzi e dei grandi attrezzi;
  • conoscenza delle modalità e delle caratteristiche di allestimento di spazi interni e esterni per le attività motorie, indispensabili alla prevenzione di possibili rischi.

Capitolo 3: la programmazione delle attività motorie nella scuola primaria

(164) La Programmazione per obiettivi prevede il principio della gradualità degli apprendimenti motori da elementari a specifici, fino a specialistici. E’ importante definire il “Mastery Learning” o apprendimento per maestria (che prevede test e prove strutturate per la valutazione degli esiti), avente le seguenti caratteristiche:

  • definizione degli obiettivi;
  • divisione dei diversi contenuti;
  • scelta metodologica secondo criteri motivazionali;
  • prove di verifica di apprendimento delle diverse unità.

(165) La Programmazione per mappe concettuali è orientata allo sviluppo del processo di autoeducazione e tende a stabilire una rete di realizzazione tra il soggetto, le persone, l’ambiente e gli eventi attraverso il passaggio dalle esperienze spontanee, alla loro organizzazione in schemi concettuali. L’insegnante deve rispettare i seguenti vincoli:

  • predisporre una mappa che rappresenti le esperienze motorie e la relazione intercorrente tra di esse per l’acquisizione di un concetto;
  • predisporre un ambiente di apprendimento motorio ricco di opportunità esperenziali.

(166) La Programmazione curricolare è l’individuazione e la descrizione dello sviluppo delle diverse esperienze, delle diverse discipline, dei diversi materiali e dei tempi utili a costruire precise competenze.

Programmazione per dinamiche cliniche
Le attività motorie in questo tipo di programmazione costituiscono un percorso motorio nel quale è possibile diversificare gli approcci dell’apprendimento attraverso la ricerca delle diverse modalità di esecuzione.

(167) La Programmazione per sfondo è caratterizzata dalla direzionalità dell’insegnamento in riferimento all’apprendimento, dando un senso compiuto all’azione didattica e riconoscendo il ruolo attivo del discente nei processi educativi.
Rispetto le attività motorie si caratterizza per indirizzarsi a:

  • riconoscere le diversità dell’identità motoria dell’alunno;
  • riconoscere che in ogni attività motoria l’alunno non è un esecutore ma un soggetto attivo dell’apprendimento;
  • condividere e non eseguire le attività motorie,
  • dare senso ad ogni attività motoria.

 

Capitolo 4: indicazioni metodologiche e strategie didattiche
(169) Cercheremo di analizzare il rapporto tra alcune metodologie e le attività motorie.
Le dinamiche di gruppo sono fondamentali in ogni attività motoria. Il gruppo che svolge le attività motorie rappresenta un sistema che:

  • riconosce gli obiettivi come meta comune;
  • stabilisce i ruoli di ognuno;
  • riconosce l’identità del gruppo come valore;
  • riconosce l’importanza della collaborazione.

La tecnica del “Circle Time” utilizza la comunicazione circolare per favorire la partecipazione e la cooperazione di tutti i componenti. Questa tecnica favorisce inoltre:

  • la strutturazione spaziale;
  • il riconoscimento del “se corporeo” rispetto agli altri;
  • l’orientamento spaziale rispetto ad uno spazio strutturato;
  • la strutturazione temporale attraverso il riconoscimento del prima e del dopo.

La tecnica del “Role Playing” prevede, invece, un gioco dei ruoli che si realizza costruendo una situazione virtuale e cercando di affrontarla e risolverla operativamente.

(170) Le tecniche metacognitive sono indispensabili nella scuola primaria e si propongono di conoscere ed analizzare i processi di apprendimento soggettivo per fornire agli alunni le strategie per superare le diverse difficoltà, seguendo alcune strategie:

  • il “Problem Solving” consiste nel porre l’alunno di fronte ad una situazione problematica affidandogli il compito di trovare la soluzione procedendo per prove ed errori, applicata alle attività motorie, favorisce la ricerca di soluzioni motorie senza ricorrere a modelli predefiniti;
  • la conversazione che durante l’attività motoria è utilizzata per valorizzare le pregresse esperienze soggettive;
  • il Cooperative Learning è un metodo di insegnamento-apprendimento basato sulla cooperazione. Nelle attività motorie è utilizzabile prevalentemente nelle attività di gruppo e nelle fasi di avviamento ai giochi sportivi, in quanto si richiedono:

- la diversità dei ruoli nella squadra come ricchezza del gruppo;
- la flessibilità dei compiti evitando gerarchie precostituite nel gruppo;
- la capacità di sostenere positivamente le azioni motorie degli altri giocatori;
- definizione del ruolo di ognuno in rapporto all’attività o al gioco.

La lezione tipo
(171) L’intervento didattico delle attività motorie nella scuola primaria possono essere così riassunte:

  1. predisposizione di spazi e materiali da utilizzare;
  2. ambientamento spaziale dei luoghi: è il primo contatto esplorativo con la dimensione spaziale e temporale dell’ambiente;
  3. adattamento cioè riscaldamento muscolare e dell’ambiente, per evitare stiramenti e strappi;
  4. fase nucleare è la parte centrale dell’intervento didattico, quella di maggiore impegno; le condizioni climatiche possono condizionare questa fase; esempio: nei periodi caldi il momento nucleare può produrre la perdita di sali minerali con implicazioni muscolari, aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna;
  5. fase di recupero attivo è la fase di rilassamento, defaticamento e può ritenersi esaurita solo quando la frequenza cardiaca si è regolarizzata.

 

Capitolo 5: Decreto Ministeriale 3 giugno 1991
Orientamenti dell'attività educativa nelle scuole materne statali
Premessa
Gli orientamenti dell'attività educativa nelle scuole materne statali, annessi al D.P.R. 647/69 (10 settembre 1969, n. 647), sono sostituiti dagli orientamenti dell'attività educativa nelle scuole materne statali annessi al presente decreto.
(173) Le attività motorie negli orientamenti dell’attività educativa assumono un ruolo fondamentale sia per il bambino e la scuola sia nelle indicazioni curricolari:

  • il corpo e il movimento. La motricità e la corporeità contribuiscono alla crescita e alla maturazione del bambino. Le tappe evolutive procedono dalla dominanza del “corpo vissuto” (3 mesi-3 anni) alla rappresentazione mentale del proprio corpo statico.

- Intorno ai 3 anni il bambino controlla globalmente gli schemi motori dinamici generali (correre, lanciare ecc.).
- Verso i 6 anni imita posizioni globali del corpo e riconosce la destra e la sinistra; i traguardi da perseguire sono lo sviluppo delle capacità senso-percettive degli schemi dinamici e posturali di base (camminare, correre, saltare, stare in equilibrio), dall’altra la progressiva acquisizione della coordinazione dei movimenti. La forma privilegiata dell’attività motoria è costituita dal gioco.
- L’insegnante svolgerà compiti di regia educativa, predisponendo ambienti stimolanti e ricchi di opportunità con l’impegno costante di attrezzi piccoli e semplici, che i bambini possono facilmente manipolare.
- Ai soggetti disabili deve essere offerta la possibilità di partecipare alle attività  motorie e programmate sviluppando percorsi originali ed evitando occasioni di esclusione.
(175) Considerazioni metodologiche e indicazioni didattiche
Per progettare adeguati percorsi didattici è indispensabile definire:

  • gli obiettivi generali e specifici;
  • i percorsi metodologici adeguati all’alunno;
  • gli spazi, le strutture e gli attrezzi.

Il primo anno della scuola materna (3-4 anni), in questa fase è importante valutare il rapporto tra sviluppo psicomotorio e il “corpo proprio”; in questa fase si valorizza la conoscenza del corpo. E’ possibile costruire progetti didattici adeguati attraverso:

  • strutturazione ludica dello schema corporeo;
  • esplorazione delle diverse possibilità dinamiche del corpo;
  • giochi di “primo contatto”;
  • giochi di imitazione di cose, persone e animali;
  • giochi di regole;
  • giochi di descrizione del corpo nelle sue diverse parti.

Il secondo anno della scuola materna (4-5 anni), è importante sviluppare la dimensione motoria; i progetti didattici saranno concentrati su:

  • percorsi di orientamento spaziale.
  • giochi di movimento a coppie e di gruppo;
  • percorsi per affinare le capacità coordinative;
  • giochi di ruolo all’interno di storie immaginarie;

Il terzo anno della scuola materna (5-6 anni), E’ importante favorire una presa di coscienza del “se corporeo”. I progetti didattici saranno centrati su:

  • giochi di motricità fine;
  • giochi di discriminazione spaziale e attività di laterizzazione;
  • giochi per lo sviluppo delle capacità coordinative;
  • giochi di drammatizzazione, di coppia e di gruppo.

Capitolo 6: D.P.R. 104/85
L’educazione motoria nei programmi didattici per la scuola primaria
(179) La scuola elementare, nell’ambito di un’educazione finalizzata anche alla presa di coscienza del valore del corpo inteso come espressione della personalità, favorisce le attività motorie e di gioco-sport, considerando il movimento al pari di altri linguaggi. L’educazione motoria si propone con le seguenti finalità:

  • promuovere lo sviluppo delle capacità relative alle funzioni senso-percettive;
  • affinare gli schemi motori statici e dinamici;
  • collegare la motricità al rapporto tra movimento e musica, per il miglioramento della sensibilità espressiva ed estetica.

La struttura del movimento è riferibile a:

  • schemi dinamici o motori (camminare, correre, saltare, lanciare);
  • schemi statici o posturali (piegare, elevare, ruotare).

(181) Obiettivi e contenuti
Il movimento si sviluppa in un continuo rapporto con l’ambiente. Compito dell’insegnante è promuovere in ogni alunno il controllo del comportamento motorio. Le attività motorie consentono di conseguire una prima serie di obiettivi relativi alle capacità senso-percettiva, visiva, uditiva, tattile e cinestesica (il senso che rileva la posizione del corpo, il peso o il movimento dei muscoli, tendini e articolazioni); queste capacità di sviluppo intensive tra i 6 e gli 11 anni, possono essere così identificate:

  • percezione, conoscenza e coscienza del corpo usando le varie parti del corpo, giocando e manipolando gli oggetti;
  • coordinazione oculo-manuale e segmentaria attraverso attività manipolative semplici, con piccoli oggetti, attrezzi di gioco, indirizzando gli interventi anche al fine dell’affermazione della lateralità e del consolidamento della dominanza e favorendo la precisione, la fluidità dei gesti motori fini e gli apprendimenti grafici;
  • organizzazione spazio-temporale con i giochi di esplorazione dell’ambiente si favorirà nel fanciullo l’acquisizione dell’orientamento (vicino/lontano, sopra/sotto, piccolo/grande, alto/basso, sinistra/destra) e di concetti relativi al tempo (prima/dopo, contemporaneamente/insieme, lento/veloce);
  • coordinazione dinamica generale tale capacità si svilupperà progressivamente attraverso situazioni di gioco e di attività via via più complesse, consentendo al fanciullo il controllo del movimento e di raggiungere una motricità più ricca e armoniosa (che a 9-10 anni porterà al collegamento naturale dei gesti del gioco sport).

(183) Indicazioni didattiche
Le attività motorie per essere funzionali devono essere praticate in forma ludica, variata in base all’età. In questo senso si farà riferimento inizialmente ai ragazzi con ètà compresa tra 6 e 7 anni con tutta la vasta gamma di giochi motori frutto della spontaneità naturale. Nella seconda fase d’età (8-11 anni) il raggiungimento dei livelli di autonomia come giochi di squadra.

(184) Considerazioni metodologiche e indicazioni didattiche

  • La prima elementare (6-7 anni) i fanciulli auxologicamente attraversano quella fase che STRAZ definisce proceritas prima (o primo allungamento con prevalenza della statura su quella ponderale). Sotto il profilo psicomotorio siamo nella fase di inizio del corpo rappresentato; il bambino riesce a distinguere i singoli segmenti corporei.

a) Le attività motorie saranno maggiormente esplorative, finalizzate alla conoscenza del sé corporeo, favorita da giochi di equilibrio, processi di verbalizzazione, e rappresentazioni grafiche a conclusione di attività e esperienze.
b) Per quanto riguarda la coordinazione oculo-manuale potranno essere realizzate attraverso attività manipolative semplici con piccoli oggetti attività di valorizzazione della motricità fine e di consolidamento dei processi di lateralizzazione.
c) Per l’organizzazione spazio-temporale, le attività potranno essere incentrate sull’esplorazione dell’ambiente scuola attraverso forme ludiche.
d) Le coordinazioni dinamiche generali potranno essere sviluppate con attività imitative, giochi di movimento a squadra.

  • La seconda elementare (7-8 anni) i maschi completano la proceritas prima e le femmine iniziano il turgore secundus. Sotto il profilo psicomotorio, siamo nella fase piena del corpo rappresentato.

a) Percezione, conoscenza e coscienza del corpo: le attività motorie, prevalentemente ludiche, sono  finalizzate all’osservazione dell’altro corporeamente riconosciuto; ciò potrà avvenire attraverso giochi di orientamento e di equilibrio, con l’ausilio di grandi attrezzi come l’asse di equilibrio e la trave.
b) Coordinazione oculo-manuale e segmentaria: giochi di movimento di lancio e di precisione e le attività di avviamento ai giochi sportivi che prevedono l’uso della palla e dei piccoli attrezzi.
c) Organizzazione spazio-temporale: esperienze finalizzate alla definizione “del prima e del dopo” nell’azione motoria.

  • La terza elementare (8-9 anni) che STRAZ definisce turgor secundus, o secondo riempimento con prevalenza della dimensione ponderale su quella staturale.

a) Per sviluppare la percezione, la conoscenza e la coscienza del corpo dovranno svolgere attività motorie di drammatizzazione, danza, mimo, giochi motori di ruolo.
b) Coordinazione oculo-manuale attraverso l’utilizzo di piccoli attrezzi e palla, giochi di movimento.
c) Organizzazione spazio-temporale: le attività e i giochi potranno essere gestiti dai bambini, attraverso l’attribuzione di ruoli diversi anche sotto forma di cooperative learning.
d) Coordinazione dinamica generale: le capacità coordinative potranno essere valorizzate sia nei giochi sportivi che nei circuiti con stazioni in “problem solving motori”.

  • La quarta elementare (9-10 anni) definita del turgor secundus.
  • Percezione, conoscenza e coscienza del corpo: le attività motorie potranno essere orientate privilegiando esperienze di osservazione, confronto e interpretazione posturale da svolgersi da gruppi e coppie.
  • Coordinazione oculo-manuale e segmentaria: giochi sportivi.
  • Organizzazione spazio-temporale: i giochi possono essere gestiti dai bambini stessi sia nelle “situazioni su campo” che nella programmazione di gare, valorizzando l’organizzazione del tempo come risorsa e come vincolo.
  • Coordinazione dinamica generale: le capacità coordinative potranno essere sviluppate con circuiti, gare di precisione, giochi di equilibrio ed esperienze in ambiente naturale. E’ il periodo di piena maturazione dell’avviamento dei giochi sportivi.

 

  • La quinta elementare (10-11 anni) le femmine si trovano nella fase proceritas secunda; mentre i maschi completano il turgor secundus. L’aumento staturale nelle femmine, produce una nuova incertezza nella postura, con una rappresentazione dello schema corporeo che deve nuovamente modellarsi in rapporto ai repentini cambiamenti morfologici.
  • Percezione, conoscenza e coscienza del corpo: forme interpretative di cose, animali e persone attraverso forme espressive come il mimo, la drammatizzazione e le rappresentazioni teatrali, esperienze propriocettive al suolo e alla parete della palestra, attività di fronte allo specchio, esperienze anche in strutture ed aree esterne alla scuola.
  • Coordinazione oculo-manuale: tutti i giochi sportivi prediligendo la forma di apprendimento per aggiustamento con rappresentazione mentale (quindi per prove ed errori).
  • Organizzazione spazio-temporale: ruolo attivo e autonomo degli alunni; i percorsi a cronometro e le prove a tempo possono essere proposte direttamente dagli alunni che devono programmare e controllare le attività considerando il tempo come un valore.
  • Coordinazione dinamica generale: le capacità coordinative potranno essere sviluppate partendo dall’equilibrio e dalla destrezza; potranno essere privilegiati tutti i giochi sportivi purché impegnino azioni e modelli sempre diversi tra loro.

 

Fonte: http://clip2net.com/clip/m55073/1326878904-890e6-194kb.doc?nocache=1

Sito web da visitare: http://clip2net.com

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