Prevenzione lesioni da decupito

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I riassunti , gli appunti i testi contenuti nel nostro sito sono messi a disposizione gratuitamente con finalità illustrative didattiche, scientifiche, a carattere sociale, civile e culturale a tutti i possibili interessati secondo il concetto del fair use e con l' obiettivo del rispetto della direttiva europea 2001/29/CE e dell' art. 70 della legge 633/1941 sul diritto d'autore

 

 

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Prevenzione lesioni da decupito

 

PREVENZIONE DELLE LESIONI DA DECUBITO

Per L.d.D. s'intende un danno tissutale determinato dall’alterazione della circolazione ematica nell’area interessata da una compressione, con insufficiente o mancato apporto d'ossigeno e di sostanze nutritive.

CLASSIFICAZIONE:
Il danno può assumere entità diversa, secondo lo stato tissutale interessato.
Secondo l’Agency for Health Care Policy si ha una classificazione in 4 stadi:

1 Stadio: eritema persistente su cute intatta: segno premonitore di lesione.

2 Stadio: perdita di cute a carico dell’epidermide o derma. La lesione è superficiale e si presenta come un’abrasione, una vescicola o un cratere superficiale.

3 Stadio: perdita di cute a tutto spessore, con danno o necrosi dei tessuti sottocutanei,che si estende fino alla fascia sottocutanea, ma non oltre. Il cratere dell'ulcera è profondo.

4 Stadio: perdita della cute a tutto spessore, con estesa distruzione della cute, necrosi tissutale, danno al muscolo, all'osso o alle strutture di sostegno: tendini, capsula articolare.Alla presenza di escara non è possibile determinare lo stadio della lesione.

PROTOCOLLO PER LE PROCEDURE

                 
1 Stadio: Obiettivo: ripristinare la vascolarizzazione e prevenire l’ulcerazione
cutanea. Applicare creme emollienti, sostanze barriera (spray al silicone
creme a base di ossido di zinco). Cambio postura.                

 2 Stadio: Obiettivo: favorire la ricostruzione cutanea. Pulire con Ringer Lattato,
bendaggio idrocolloidale e schiume in poliuretano.              

3 Stadio: Obiettivo: rimuovere il tessuto necrotico. Pulire con Ringer Lattato.
Idrogel o idrogel+Arginato di Calcio. Idrocolloidi o schiume poliuretaniche.

4 stadio: Obiettivo: controllo infezioni.
Procedure come nel terzo stadio evitando le medicazioni occlusive.



 

INTERVENTI PREVENTIVI

 

  1. Una corretta igiene della cute.
  2. Un programma di mobilizzazione.
  3. La scelta ed utilizzo di ausili e presidi antidecubito.

Igiene della cute.

Gli interventi raccomandati sono:

  1. Ispezione sistematica della cute nelle zone a rischio, con particolare attenzione alle prominenze ossee.
  2. Pulizia attenta della cute, utilizzando saponi neutri per mantenere stabile il pH fisiologico della cute (pH 5.5)
  3. Non utilizzare agenti irritanti come l'acqua calda, alcool
  4. In caso di incontinenza utilizzare prodotti barriera o film protettivi,ma prestando attenzione al fattore traspirazione, se proprio costretti ad utilizzare i pannoloni, cambiarli frequentemente
  5. Evitare l'eccessiva secchezza della cute, con l'uso quotidiano di creme emollienti ed idratanti
  6. Evitare il massaggio sulle prominenze ossee

 

 

Mobilizzazione

Per evitare la formazione di lesioni è fondamentale attuare un protocollo di mobilizzazione, con un adeguato cambio di postura. Per mobilizzazione s'intende il movimento della persona effettuato dal personale addetto all'assistenza; la mobilizzazione è attiva quando è svolta dal paziente sotto la guida di un operatore e passiva quando è svolta da un operatore o da un mezzo meccanico. Al paziente valutato a rischio, secondo la scala adottata, deve essere applicato un protocollo personalizzato di cambio postura, affinché si alternino le zone sottoposte a maggiore compressione. Le posture che si possono far assumere ad un paziente, oltre a quella supina, sono: postura fianco dx o sx. , prona, ortopnoica, Fowler.
Importante è ,comunque, alternare il decubito ogni 2 ore ed il protocollo di mobilizzazione deve essere specifico per ogni paziente, secondo le sue caratteristiche e dei suoi bisogni.

 

 

 

 

Ausili e presidi per la prevenzione

 

Oggi sono disponibili sul mercato numerosi ausili e presidi per la prevenzione ed il trattamento delle L. d. D. Ma nonostante i progressi della tecnologia, sui nuovi presidi non si hanno molte evidenze per dimostrare la loro inconfutabile efficacia, però bisogna anche affermare che, soltanto utilizzandoli sistematicamente, potremo verificarne la validità per il futuro prossimo.
Essi possono essere così classificati:

  1. CUSCINI
  2. SOVRAMATERASSI E MATERASSI
  3. LETTI

 

Le tipologie dei presidi antidecubito sono: in fibra, in gommapiuma, in poliuretani,ad acqua, ad aria.
La prevenzione delle L.d.D. è un obiettivo, comune a tutte le aree assistenziali, ma, ancor oggi, esse sono vissute come un problema inevitabile.
Ovviamente bisogna riconoscere che ci si trova a lavorare, molto spesso,( avendo a disposizione poco o nulla) in condizioni disagiate poiché i presidi antidecubito sono  difficilmente reperibili o non disponibili a sufficienza.

Fonte: http://www.area-c54.it/public/decubiti%20-%20testo.doc

Sito web da visitare: http://www.area-c54.it

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

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"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo un oceano!" Isaac Newton. Essendo impossibile tenere a mente l'enorme quantità di informazioni, l'importante è sapere dove ritrovare l'informazione quando questa serve. U. Eco

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