Sviluppo urbano

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Sviluppo urbano

Alto medioevo – caratteristiche sintetiche

  • Assenza di potere centrale
  • Vita in prevalenza nelle campagne (castelli e monasteri come luoghi centrali)
  • Economia di sussistenza (si produce per mangiare, non per vendere)

La situazione migliora. Perché?

  • La Chiesa dà un punto di riferimento stabile
  • Dall’800 si costituisce il Sacro romano impero (Carlo Magno), che ridà nuova stabilità al territorio europeo

Grazie a questa situazione più stabile, nel Basso medioevo si assiste a un periodo di nuovo sviluppo:

  • Le città si ripopolano (e nascono i Comuni)
  • Ricominciano i commerci e le fiere (economia di mercato), non solo tra paesi europei, ma anche con l’Oriente (verso le cosiddette Indie).
  • Invenzione di nuove tecnologie (aratro pesante, traino a spalla, ferratura dei cavalli, rotazione triennale, potenziamento del mulino ad acqua e a vento)

Nel 1348 c’è però un calo verticale della popolazione a causa di una terribile epidemia di peste bubbonica.

 

 

 

Gli effetti della rinascita urbana
In questo periodo le città SI RIPOPOLANO. Come si ripopolano? Sono i contadini si spostano dalle campagne (ormai sovrappopolate e oppresse dai signori feudali) e vanno a ripopolare le città.
Così:

  • vengono fondate nuove città (soprattutto in Europa-settentrionale)
  • vengono ripopolate le antiche città romane (soprattutto in Europa-meridionale)

Spesso questi contadini vanno a stabilirsi al di FUORI DELLE MURA cittadine: nascono i BORGHI (pian piano inseriti nella città con l’allargamento delle mura).

Le aree dove l’urbanizzazione è maggiore:

  • l’Italia centro-settentrionale;
  • le Fiandre (Belgio e Olanda)
  • Francia meridionale
  • Germania, soprattutto lungo il Reno (una via di comunicazione fondamentale).

Le città e i mercanti
I contadini che arrivavano in città dovevano trovare un’occupazione. Spesso diventavano lavoratori salariati nelle botteghe artigiane; alcuni cercavano di sopravvivere con piccoli espedienti; altri si misero in proprio e qualcuno riuscì anche a diventare un ricco mercante.
I MERCANTI sono importanti per lo sviluppo della città e della sua mentalità: essi, ovviamente, mirano al PROFITTO.  Il loro lavoro è costoso e rischioso (i viaggi, sia terra che per mare, erano pericolosi e si rischiava di perdere tutto): per questo vendono le merci a un prezzo più alto rispetto a quello con cui le hanno comprate.

In quel periodo la Chiesa considerava legittimo solo un guadagno derivato dal lavoro manuale (nei campi o nelle botteghe, ad esempio): fare il mercante era considerato illecito (quasi immorale).
Anche il mercante-banchiere era condannato come un usuraio.
Nonostante questi pregiudizi il ceto mercantile si arricchì moltissimo e pian piano prese anche ampi poteri politici nel governo delle città.

La nuova società cittadina
Attività che caratterizzano la vita cittadina:

  • attività mercantile
  • attività artigianale

In città vivevano anche diversi proprietari terrieri. Ma mentre la città antica era dominata dai proprietari terrieri, la città medievale è dominata dai mercanti.
Mercanti e artigiani ricchi formano la BORGHESIA (una nuova classe sociale che diventerà sempre più importante).
L’immagine tripartita della società (uomini di Chiesa, contadini, coloro che combattono) fu così messa in crisi dall’ascesa di questa nuova classe sociale. Tra l’altro, oltre ai mercanti, emergono nelle città diverse nuove figure sociali: giuristi, notai, medici, insegnanti (insomma, quelli che potremmo chiamare “professionisti”).

 

 

Il governo delle città: i Comuni
1000-1100 à gli abitanti di alcune città si organizzano per GOVERNARSI DA SOLI. Questo avviene un po’ dappertutto, in Europa, ma non nell’Italia meridionale, dove continua la dominazione dei Normanni.
Nascono così i COMUNI: associazioni di cittadini, basate sul giuramento di aiutarsi reciprocamente nel governo della città.
In un primo periodo questa cosa coinvolse solo una parte (l’élite) dei cittadini; poi si estese a una parte sempre più ampia di popolazione (non tutti: rimanevano esclusi donne, servi, poveri, ebrei ecc.).
Comune e città sono sinonimi? No:

  • ci sono anche comuni rurali
  • una città è un comune solo se arriva a una piena indipendenza e autonomia amministrativa

L’originalità dei Comuni italiani
I Comuni italiani sono diversi da quelli europei.

  • Intanto le città italiane non erano “borghi nuovi”, ma facevano parte dell’antica rete di città romane: esse erano rimase sempre fuori dal controllo dei vari signori feudali: in città gli abitanti continuavano ad essere uomini liberi (magari sotto la giurisdizione di un vescovo).
  • I comuni italiani inoltre sfruttarono la debolezza del potere imperiale nei loro territori e cominciarono a fare tutto da loro (amministravano da loro la giustizia, riscuotevano dazi, battevano moneta ecc.).
  • Rispetto ai comuni europei, quelli italiani estendono la loro giurisdizione anche sulle campagne circostanti.

 

Il comune consolare
I comuni si sviluppano nelle città che erano sede dei vescovi (che in pratica amministravano la città). Quindi per prima cosa i cittadini dovettero liberarsi dalla tutela dei vescovi, a volte in modo pacifico e a volte con la violenza.
Quando nasce un comune i cittadini eleggono come loro rappresentanti dei CONSOLI. Essi:

  • erano incaricati del governo politico, militare e giudiziario.
  • erano in numero variabile (a volte meno di 5, a volte più di 20)
  • dovevano fare un giuramento di fronte a tutta la popolazione riunita in assemblea

Il comune podestarile e le arti
1100-1200 à i comuni subiscono una trasformazione: un magistrato unico (PODESTÀ) prima affianca e poi va a sostituire i consoli (che venivano sempre dalle stesse famiglie…).
Come si sceglieva il podestà? O era una persona al di sopra delle parti (in modo da non favorire nessuno) o era addirittura un forestiero: si affermano così persone che fanno il podestà di mestiere, trasferendosi da un comune all’altro.
I podestà avevano potere esecutivo, mentre il potere legislativo rimaneva ai consigli cittadini.
Intanto MERCANTI E ARTIGIANI RICCHI si organizzarono nelle cosiddette CORPORAZIONI (o ARTI): associazioni di persone che svolgono lo stesso mestiere.
Perché nascono le corporazioni? Per motivi economici: per regolare la concorrenza, per regolare l’accesso all’esercizio di un mestiere, per controllare prezzi e salari, per vigilare sulla qualità dei prodotti e così via.
Col tempo le corporazioni diventano così importanti da acquisire anche potere politico.

 

Fonte: http://www.sdstoriafilosofia.it/download/IIIG/03%20sviluppo%20urbano.docx

Sito web da visitare: http://www.sdstoriafilosofia.it/

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